un isterico tuareg...

27 dicembre 2010

Max

La giornata non era particolarmente felice.
Poi, durante un pranzo in silenzio assieme ai miei genitori, squillò il telefono. D'istinto, non volevo rispondere, eppure non c'era motivo di non farlo.

Sei andato via a 44 anni. Non sapevo nemmeno fossi malato.
E...possso dire la verità? quando eravamo assieme in radio, neanche ti conoscevo così bene, e nel mio abituale mi-sei-antipatico-fino-a-prova-contraria non avevo mai cercato indizi che potessero smentirmi.
Poi ce ne andammo entrambi, ti ritrovai alla direzione artistica di un bel locale e finimmo per lavorare assieme molto spesso. Mi ricordo di aver passato parecchie domeniche, tra il palco, il bar e il cortile di quel locale con le pareti in legno.
Poi, a settembre avevi smesso, e non sapevo perchè. L'ho capito oggi.

E comunque, maledetto Facebook, maledetti video: cercavo cosa avevano scritto i tuoi amici sulla tua scomparsa, e non ho trovato molte parole. E' che parlare è un po' troppo difficile, in queste situazioni.
Ma ho trovato un video, in cui comparivi con la tua solita espressione.
Rivederti é stato come ricevere una coltellata.

Preferisco ricordarti in una sera di luglio. Si stava bene, non c'era caldo. Eravamo rimasti in radio solo io e te. Avevo finito di registrare, ci eravamo detti due parole smozzicate e me n'ero andato verso casa. In macchina avevo acceso la radio per ascoltarti (mi piaceva, la musica che mettevi. Avevamo gusti simili, ma c'era sempre qualcosa che non conoscevo e che tu invece davi già per scontato).
Avevi chiuso i programmi mettendo "Rollercoaster ride" dei Belle and Sebastian. Ti avevo immaginato metterla su, far partire la nastroteca, abbassare la saracinesca e andartene proprio mentre la canzone non era ancora finita, con te diretto chissà dove e in ritardo.
Però. Ci stava proprio bene, quella cantilena dolce, in quella serata così limpida, tranquilla.
Eri proprio stato bravo.
Ciao, Max.

Soundtrack LOW "Live at Eindhoven" (autoprodotto, 2010)