un isterico tuareg...

28 settembre 2007

Poitiamopoitiodiopoitiamo...

Chiunque sia capitato almeno una volta nella vita in una chat, sa che posto meraviglioso sia.
Antropologicamente meraviglioso, si intende.
Finestrelle che si aprono con proposte bellissime ("Scopiamo" "No" "Ma guarda che ti pago!" "Ah, beh, in quel caso..."), nickname straordinari, grandi amori finiti al comparire della prima foto...

Ma mai, mai mi è successo di innamorarmi via chat della moglie da cui stavo divorziando.
No, non è un delirio, ma una notizia di qualche giorno fa:

Roma, 19 set. (Ign) - Innamorati l'uno dell'altra in Rete. Lui e lei si incontrano in chat e dopo i primi scambi di parole, entrano subito in confidenza passando ore a parlare dei rispettivi matrimoni noiosi e forse anche falliti. Virtualmente lei è "Sweetie", lui si fa chiamare 'Prince of Joy'.
I due finalmente decidono di stabilire il tanto agognato appuntamento. Ma... la magia finisce all'incontro quando scoprono di essere moglie e marito. Non è la trama di un film ma quel che è capitato ad una coppia di Zenica, città della Bosnia centrale. Sana Klaric, alias 'Sweetie' e il suo compagno Adnan, alias 'Prince of Joy' ora stanno per divorziare accusandosi reciprocamente di infedeltà. la notizia è riporatata dal quotidiano britannico Daily Telegraph.
Eppure Sana di 27 anni, quasi incredula di quello che le è capitato, dichiara che in chat era tutto così fantastico: "Mi sono ritrovata innamorata improvvisamente. Era stupefacente". Mentre Adnan, 32enne, dice: "Ancora non posso credere che la Sweetie, che ha scritto cose meravigliose, sia realmente la stessa donna che ho sposato e che in tanti anni di matrimonio non mi ha detto una parola piacevole".

Benvenuto nel mondo reale...E ora fila a letto con tua moglie, anche se non vuoi. Oppure vuoi?

Soundtrack PJ HARVEY "White chalk" Island / Universal, 2007

Traumi enigmistici

Rieccomi qua.
Giorni di edicola, che finora era stata noiosa e priva di spunti interessanti.
Fino a oggi.

Entra un vecchietto a prendere un giornale di enigmistica, l'immortale "Relax".
Solo che, nel giro di un minuto, infila tre perle inestimabili.

1. "Mi scusi, Relax É VENUTO?"
sì, e ha sporcato tutta La Settimana Enigmistica, quel porco

2. "Non avrebbe un TrattoR Pen?"
il povero Relax, nella confusione post-orgasmica, viene asfaltato da un trattore

3. "Scusi, scrive anche da sdraiato?"
Certo, se viene...perchè non dovrebbe essere capace di scrivere?

Un tris che mi ha steso.
Se vi aggiungiamo la tizia che, per farmi capire che voleva una cerniera, si è sollevata il maglione e mi ha mostrato la patta dei jeans aperta...come dire...finalmente quel posto inizia a regalare!

23 settembre 2007

Quanti mesi hai?

In treno, qualche giorno fa.
Un uomo stava viaggiando verso nord, con la sua nipotina a fianco. Capelli biondi, lo sguardo di quelle bambine a cui non sfugge nulla.
E, senza malizia, parlava col nonno.

"Quanti anni hai?"
"Te lo dico se me lo dici tu"
"Io ne ho 9. Sono...quanti mesi ho, nonno?"
"In un anno ci sono dodici mesi, no? Quindi quanti mesi hai?"
"E tu, nonno? Quanti mesi hai?"
"Io? tanti, piccolina. Tanti"
"Diecimila?"

Il nonno rideva.

"Ah, non lo so. Ho 78 anni, quindi...78 per 12...sei e riporto di uno...9400"

Il nonno ha sbagliato i conti. C'è uno zero di troppo, e qualche mese in più. Ma il tempo è passato.
Annimesigiornioreminutisecondi che non tornano indietro.
La sensazione di essere quasi alla fine, e di avere davanti a te qualcuno che, con tutta la sua innocenza e tutto quel tempo ancora da costruire, te lo ricorda.

E io mi commuovo, anche perchè la sensazione di non avere abbastanza tempo per conoscere tutta la bellezza di questo mondo non mi abbandona mai. É il mio pensiero più dolce, e anche quello più triste.

E questo ovosodo?

Non è un buon segno, quando ascolto i Massimo Volume e li trovo perfettamente adatti al mio umore.
lo so, mi hai lasciato che sorridevo, e a distanza di poche ore...il mio umore è come il tempo di Berlino, solo un po' meno costante

Pomeriggio tranquillo, passato a scrivere, a guardare una pessima partita di pallavolo in tv, a godermi la luce pallida della prima giornata d'autunno riflessa attraverso i campi.
E poi?
E poi niente. Una telefonata dei miei genitori mi cambia l'umore. Mi sale una gran rabbia, e non riesco a tamponarla, a farla rimanere giù.
Perchè loro sono in vacanza, e li sento sereni. Perchè sanno che, alla fine, su di me (per reale gentilezza o per reale senso di colpa) ci possono contare.
E quindi, chi se ne fotte? se sono senza macchina, piantato in un posto che detesto a lavorare al posto loro, e a fare i miei due lavori durante la pausa pranzo?

Mi sento quasi uno stronzo a recriminare (ma come! con tutto quello che fanno per te, tu provi anche a lamentarti se pretendono le ferie?), ma non riesco a farci niente.
Sono stanco e arrabbiato. Sono cementato in casa senza potermi muovere da qui. E stasera, che la casa è vuota, che la tv tace, che non succede niente di niente, mi sento solo e immobile.
E - peggio del peggio - con voglia di lamentele gratuite. Con un ovosodo in gola che non va nè su nè giù.
Blah.

Soundtrack MASSIMO VOLUME "Da qui" Mescal, 1997

20 settembre 2007

Cosa mangio per cena?

Questa è assolutamente fantastica.
Va oltre il buon vecchio Rockerduck che diceva "Se Paperone vince anche questa votla, mi mangio il cappello!", e finiva regolarmente per azzannarsi la bombetta.

Internazionale della prossima settimana scrive, e Gigi mi inoltra, questa notizia:

Gli abitanti del villaggio di Arailkere, in India, hanno smesso di mettere il bucato ad asciugare fuori casa per paura che una loro compaesana lo mangi.
Bangari, 35 anni, si nutre praticamente solo di panni di cotone.
"Ha cominciato da bambina", racconta sua madre, la signora Shivamma. "Divorava mutande e magliette. Ma anche se mangia cose strane sta benissimo".

Pare che Bangari abbia commentato: "Sono buone, ma quel vago retrogusto di sapone proprio non lo reggo"...

17 settembre 2007

Una giornata in redazione...

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15 settembre 2007

Ballavamo tutti

Ballavamo tutti, guardando quell'ex rockeuse dimenarsi sul palco circondata, rivestita, appesantita da flauti e violini.
Lui no.
Mi sono voltato a guardarlo, e non era lì. La mente completamente altrove, potevo leggere solo tracce incomprensibili dei suoi pensieri, perso in un mondo che non posso capire, e che mi limito ad osservare da lontano.
É stato lì che ho capito: ho al mio fianco una persona che non è come gli altri.
Una persona speciale, che va trattata con cura. Che va amata e protetta in maniera particolare.
Una maniera che devo imparare.

Soundtrack PJ HARVEY "White chalk" Island / Universal, 2007

13 settembre 2007

The week never starts 'round here # 75

Beh, ci credereste?
Il mega-post del lunedì era fermo da luglio, ma...credo sia ora di riprendermi i miei spazi. Dopo aver piazzato 3 concerti in una mattina (non fosse mai che il lavoro sta finalmente cominciando ad ingranare!), posso anche prendermi una pausa e raccontare.

E...posso dirlo? Finalmente!

L'EVENTO.

E' molto strano che, nella settimana in cui esce il nuovo disco di Cristina Donà, il mio evento sia un altro.
Eppure, nel weekend io e Gigi ci siamo addentrati nel deserto mantovano, stranamente animato dal Festivaletteratura. E quello che abbiamo trovato è stata una città cortese, con un'atmosfera sorprendentemente rilassata. Un posto fatto angoli da scoprire, di libri nuovi da conoscere.

Di un Jonathan Coe un po' spocchioso.
Di Jonathan Ames (ex-modello dal naso rotto durante una rissa....ecco chi può dire "Mi hai sfigurato!") che racconta di quando ha fatto ubriacare Marilyn Manson ("DID I GET MARILYN MANSON DRUNK???!").
Di John De Leo, l'ex cantante dei Quintorigo, che ci incanta con uno spettacolo su uno scrittore che non conoscevo, Giorgio Manganelli. Un folle, simbolista e surreale nei suoi racconti, come quello in cui una donna partorisce una sfera perfetta, o sull'inquilino inesistente che aveva ispirato una canzone di "In cattività". Della figlia di lui, che sale sul palco a leggere un racconto, commuovendo tutti con la sua immobilità serena. E del disegnatore, che modellava su uno schermo cotone e polvere, disegnando a ritmo di musica.

E di Diamanda Galàs. Della folle, violenta, incredibile bellezza di Diamanda Galàs.

Non l'avevo mai vista dal vivo, questa donna dalla voce d'acciaio, capace di piegare cinque ottave di voce a parlare, a gridare, a gemere di genocidi, di Aids, di violenza della religione.
É che, non appena ha pronunciato la prima nota, io ho pensato solo "Non ho mai sentito niente del genere".
Perchè NON ESISTE, niente del genere. Non ho mai incontrato niente di così sconvolgente.
Eppure era solo un concerto dove interpretava canzoni di altri, no?
In quei tre minuti, mentre cantava Edith Piaf, ha raccontato tutta la sua vita. Non era una canzone quella: c'era l'ubriaca disperata e violenta, c'era la bambina dolcissima e innamorata, c'era la malattia che l'ha corrosa. Potevi sentirlo, tutto quanto.
Così come, nell'ultimo bis, Billie Holiday è entrata nella sua voce. C'era lei, davvero. E io piangevo, scosso da dentro, mentre insieme sussurravano "The thrill is gone".

Ho avuto paura di tutta quella bellezza.

E poi, sentirla parlare, il mattino dopo, mi ha fatto scoprire una donna dolcissima. Tutt'altro che una satanista, una strega pazza e pericolosa, come viene descritta. Una donna di una cultura esagerata, capace di citare un oscuro poeta della Martinica come Bartòk con un'estrema naturalezza. Una donna che ha detto "Mi è stata data una voce per ispirare gli amici e punire i miei nemici", ed è quello che fa davvero.
Una donna che ride, nonostante la sua arte sia enorme, spaventosa, terribile. Una che abbraccia l'interprete facendole i complimenti, che si prende gioco con garbo degli intellettualoni e dei dark presenti tra il pubblico.

Potrei parlarne per ore. Perchè non ho mai visto nè sentito niente del genere, prima.

I LIBRI.
Bene, la pila di libri da leggere sta diventando pericolosamente importante.

Ogni cosa è illuminata da terminare, e poi Miranda July, la Bibbia sul post-punk di Simon Reynolds, e Primo Levi, e Lella Costa, e una Chiara Valerio comprata perchè quel libro mi chiamava...
E adesso come faccio a leggere tutto?

CD (selezione).
- CRISTINA DONA' "La quinta stagione"
- ...A TOYS ORCHESTRA "Cuckoo bohoo"
- MOLTHENI "Io non sono come te EP"
- STRINGS OF CONSCIOUSNESS "Our moon is full"
- ÜSTMAMO' - "Üst"
- REMY SHAND "The way I feel"
- KID WEIRD & THE COMBOS "s/t"

IL DISCO.
Magari io sono esagerato, eh? Non dico di no. Però, al momento di chiudere la recensione che ho scritto per Kalporz, non sono riuscito a trovare altre parole che queste: In pochi minuti, “La quinta stagione” compie il tragitto più difficile: da se stessi alla bellezza dello specchiarsi negli occhi di un’altra persona. E se questo non è un piccolo miracolo, per un disco pop, allora cos’è?

Non mi appassionavo a un disco da tanto di quel tempo, che trovare queste parole è stata poco meno di un'illuminazione.
Davvero.

IL FILM.
Posso dirlo? Il nuovo film di Michael Moore, "Sicko", è bello come al solito, forse perfino più crudo degli altri. É IMPORTANTE vedere come vanno davvero le cose, farsi provocare da un regista come lui (cos'altro è, se non uno schiaffo, la scena dove il regista imbarca i malati e li porta a curarsi in un ospedale de La Habana?), uscire dal cinema con rabbia.
Però.
Che bisogno c'è di sbattere la telecamera in faccia alle persone che piangono? E questa retorica del "siamo americani, siamo buoni, ma allora perchè ci comportiamo così"...non ha un po' rotto?

MP3.

Una candelina, quando non sta per esplodere, significa solo una cosa: qualcuno ha compiuto un anno. Noi di U-Turn mentiamo sull'età, sapete? In realtà abbiamo qualche mese in più, ma "U-Turn is playing at my house", la compilation in free download che regaliamo tutti i mesi, è nata proprio un anno fa, a settembre. E allora, sulla copertina, trovate una candelina. Per farci gli auguri.
Noi, invece, vi ringraziamo con della buona musica, come abbiamo sempre fatto. E per questo mese abbiamo provato a stare allegri.
Perchè è vero, arriverà pure l'autunno, ma...volete mettere questo sole dolce, e i colori degli alberi, e l'aria leggera?
Si inizia con il ritorno degli Amari, e poi si va in Germania, a vedere che, nonostante i 60 anni in arrivo, gli Stereototal rimangono sempre degli adorabili cazzoni. E poi ancora, le melodie stordite e psichedeliche di Caribou, lo slang gay portoghese dei Bonde do Rolè.
No, aspettate. Non è un po' tutto troppo sereno, qui? E allora giù, una mazzata da 8 minuti di rock durissimo ed espanso, gli Ufomammut assieme ai Lento, per un brano di granito puro. Usciti vivi? Bene: vi aspettano la marcetta bucolica di Beirut, una Scout Niblett meno panaoica che duetta con Will Oldham e il sorriso contagioso dei New Pornographers.
E non è finita, perchè la zona pelvica viene terremotata dai Disco Drive prima e dai Digitalism poi, prima della corsa visionaria dei Maserati.
E, se non ne avete ancora abbastanza, potete perdervi nei 20 dilatatissimi minuti dei riverberi degli Shuttle Service.
Direi che non è male, no, per festeggiare il nostro primo compleanno?
Trovate tutto qui, canzoni e artwork. Andate e scaricate senza sensi di colpa.
E ora...soffiate!

CHIAVE DI RICERCA DELLA SETTIMANA.
(ovvero: come ti arrivo a questo blog perdendo la faccia)

sono un uomo che vuole fare sesso con altro uomo da reggio emilia con numero di telefono

non so cosa mi inquieta di più: che uno voglia fare sesso con un uomo reggiano e gli esca il mio nome? oppure che uno sia talmente fesso da scrivere una roba così lunga nella piccola stringa di Google?

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Quindi sparano i fuochi d'artificio durante il concerto? Figata! [... ... ...] Una domanda: ma il concerto è al chiuso?" (anonimissimo)

The week starts...NOW! (arrivo un po' quando mi pare, io!
Buona settimana...

11 settembre 2007

Sorry, sister...

Lavoro per un giornale che, in un articolo sulla morte di una suora, scrive nella didascalia “E' morto don Giuseppa".
Reqiescat in pacem...

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07 settembre 2007

K?

God only knows...but...

02 settembre 2007

Socialdemocrazia pornoromantica

Lo so, lo so che è un titolo assurdo per un post.
Ma il fatto è che riassume il mio sabato sera.


Dopo un pomeriggio in redazione, sarei dovuto andare alla presentazione di questo libro chiamato "Pornoromatica", l'ennesima dimostrazione che, dopo Melissa P., qualcuno alla Fazi va pazzo per le storie di ragazzine disturbate ed erotomani (leggete quella vaccata di "Broken barbie" che io mi sono portato in viaggio e capirete. Anzi, no, risparmiatevelo, è meglio).

Già si prospettava un sabato sera solitario e tragicomico quando...


ore 19.45

DIRETTORE: Qualcuno stasera vada a Cavriago alla festa socialista
CAPOREDATTRICE: Ma io non ho nessuno da mandarci...
DIRETTORE: Questo è un problema tuo
(sguardo sconsolato tra me e la caporedattrice. Giro la macchina, e mi preparo a un dibattito politico sulla costituente socialista).

Al parco Pertini è tutto come mi aspetto. Età media sui 60, un turbine di coppie che balla con passi perfettamente coordinati (una massa educata a fare stronzate, ma a non sbagliare MAI un passo di mazurka), odore di grigliate e di musica cadenzata.

Il tendone del dibattito è spoglio, ma la gente arriva, eccome. Da un angolo, un busto di Camillo Prampolini guarda un punto fisso nel muro, sperando di non capire quello che i politici diranno.

Solo che quello che sento non mi disgusta poi così tanto. Le critiche al partito democratico, il battersi per i diritti civili e per una società laica...Sono tutte cose che condivido.
Solo, stona palesemente che chi stava dietro a quel tavolo fossero persone riciclate dal Psi, da un partito che aveva una storia, e che è affondato per ingordigia.

Insomma, è politica vecchia. Condivisibile, ma fuori tempo.
E non sono le parole a dirmelo. É quella sigaretta accesa davanti a tutti dal parlamentare, dopo aver finito il suo intervento. Come a una vecchia riunione di sezione. Moltissimi anni fa.
Prima che il fango impedisse loro di rialzarsi.

Soundtrack ST. VINCENT "Marry me" Beggars Banquet / Self, 2007

L'atleta

L'atleta salta
atterra su una mina
e il soldato
vince una medaglia.