un isterico tuareg...

26 giugno 2007

Staatsoper Amsterdam

Alfredo è un cretino.
Violetta, un'ingenua (a cui il vestito lilla dona decisamente poco. restava solo da scriverle "Milka" sulla fiancata. E quando si è accasciata, morta, sulla sedia, ho temuto che ribaltasse tutto il coro).

Eppure, la "Traviata" è qualcosa di commovente.
Avevano ragione: il preludio del terzo atto, gli amanti che si ricongiungono troppo tardi, la vita che sembra riemergere e la fine che arriva, cattiva, brusca, a chiudere tutto, per sempre...

Mi sto appassionando all'opera, anche se era molto più minimale di quella vista due mesi fa al Comunale, con il genio farsesco di Dario Fo alla regia: stavolta, solo i cantanti e l'orchestra. Nessuna scenografia, sobrietà massima.
Almeno sul palco.
Perchè fuori, nella maestosa piazza di Carpi, trionfava tutta la cafoneria e la mancanza di cultura di cui la gente è capace.
Non siamo nemmeno più italiani: siamo gli stereotipi degli italiani. Quelli che urlano al telefonino, quelli della totale mancanza di cultura, quelli che parlano dei loro amici mentre, davanti a loro, Violetta si inerpica in un delicato, drammatico pianissimo.

Poche ore prima, una birra anti-caldo con Many e una Grushenka dominata da un panico chiamato "Latino 2". E poi arriva il padre di lei. Uomo affascinante. Molto.
Me lo presentano come un giornalista, ma a me sembrava solo la versione più sorridente di Mark E. Smith.

Poi mia sorella conosce Gigi. Poche parole veloci, deve andare a commuoversi mentre suona ("Io mi sono sempre identificata in Violetta". evidente mente, a noi, famiglia, il melodramma scorre nel sangue).
"É simpatico. E sopportatore" mi dice oggi, sorridendo. "Dicono lo stesso di me e mio marito: io la peste, lui il santo".
Ecco.

Seduti sul marciapiede, le biciclette passavano davanti a noi.
Ruote in direzioni opposte si incrociavano davanti ai nostri occhi.
Come se avessimo ascoltato un'opera seduti su un gradino di Amsterdam.


Soundtrack EMILY HAINES & THE SOFT SKELETON "Knives don't have our back" Gronland / Audioglobe, 2007

4 Comments:

  • Amen. Contentissimo per te e Gig, of course... emi fa piacere che ti stia avvicinando all'opera. Per me Verdi e' un po' troppo peso, ma gradirei comunque.... (sequitur)

    Riguardo alla piazza... che dire? C'est toujour la meme chose, noto :-(

    Ascolto consigliato, se vuoi provare anche qualcosina di piu' leggero: Platee, di Rameau (o come si scrive), o praticamente qualunque opera rossiniana.

    Riguardo a Verdi: ha poco da fare il figo raccontando storie di amori tragici: era un puttaniere convinto...

    aaaaaaaaaaaaaaaaamaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaami alfreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeedoooooooooo............

    che comunque era un cretino!

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 4:20 PM  

  • Daniele, bello il terzo atto, ma io preferisco di gran lunga il primo...ha un'atmosfera giocosa, ottimista, racconta dell'amore che nasce e non sa che sarà breve, come è sempre ogni cosa bella di questo mondo...

    Però, i colpetti di tosse di Violetta già poco dopo il festoso brindisi iniziale avrebbero dovuto dare un'indicazione ad Alfredo, che come tutti gli innamorati è cieco e sordo.

    Marckuck

    By Anonymous marckuck, at 7:14 PM  

  • Marc, non è che è cieco e sordo...è che è cretino! :D

    By Blogger daniele, at 10:15 AM  

  • Come la volta precedente lascio un commento off-topic con il post, ma in linea con la colonna sonora...

    Opinione su "Knives don't have your back"? Intanto lo faccio partire...

    (e comunque i post li leggo anche se non commento!)

    ciao

    -hysteria-

    By Anonymous Anonimo, at 8:20 PM  

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