un isterico tuareg...

30 maggio 2007

Partenze

parte 1.

E così, Alice è partita.
Starà in Brasile per due anni, con piccole pause simili a ritorni, ogni sei mesi, per rinnovare il visto.
Dire che mi mancherà è ovvio, ma c'è di più.
É che....me ne sono accorto tardi, che mi mancherà. E mi sono un po' odiato per quello che ci ha separato, in questi mesi, per aver scambiato l'assenza con la fine del nostro rapporto così particolare, quello che portava la gente a non uscire assieme a noi perchè, come ci hanno detto una volta, "sembra quasi di intromettersi".
Ci hanno scambiato per una coppia talmente tante di quelle volte...

Sembrava scomparso, e invece era tutto lì, dove lo avevamo lasciato.
Me ne sono reso conto una settimana fa, quando ci siamo presi una serata per noi.
E ho ritrovato tutto com'era, come tornare in una stanza che per mesi avevi visto solo da lontano e trovare tutto proprio come l'avevi lasciato.
Reggio di notte, deserta. Le chiacchiere a fiumi, senza freni. Ho sentito di nuovo quella possibilità di dire tutto quanto senza sentirmi giudicato, e senza giudicare.
Quelle notti in cui, a dirti che hai fatto tardissimo, è solo il male che ti viene a mordere le gambe per il troppo camminare.

E adesso, proprio adesso che sono riuscito a sapere che era di nuovo tutto lì, Alice è partita.
L'ho salutata con un DVD stracolmo di mp3 e un romanzo di Jorge Amado.
So, so che starà bene. E che, probabilmente, tutte le preoccupazioni che aveva sono sparite appena ha visto, dal finestrino di uno scassatissimo volo interno, i palazzi di Belo Horizonte spuntare dalla terra.

parte 2.

Ieri sera, cena d'addio. Il lavoro divide una delle coppie più belle che abbia mai conosciuto: Barbara torna a Milano, Sara resta a Bologna.
Una cena in famiglia, di famiglia. Dove si parla di tutto, e il pudore su quella partenza è grande da parte di tutti, perfino da parte mia che conosco tutti da così poco tempo (sì, amore, sono sette mesi, oggi. Sette mesi!).
A metà della cena, tra un risotto ai gamberetti e il bimbo di Elisa che insegue un micro-gatto chiamato Pollo, Sara cede.
É un movimento piccolissimo, la testa che scivola tra le mani, una lacrima bastarda che si presenta non invitata.

"Tutto bene?"
"Sì...sono solo stanca"

Nessuno ti crede, e nessuno dà peso a questi pochi secondi. Non stasera.
Più tardi, in macchina, chiediamo a Barbara del trasferimento. "Sei contenta?"
La risposta è una fiammata, come se fosse ovvia, e lo è: "No".

É che, frase da bacio perugina, chi si vuole bene non dovrebbe stare lontano, maledizione.
Non appiccicati, ma nemmeno lontani.
Come si fa, in quei momenti in cui il pensiero sfugge, e l'assenza è un crampo, una fitta, una voglia di contatto che non puoi calmare?

Soundtrack RUFUS WAINWRIGHT "Release the stars" Geffen / Universal, 2007

2 Comments:

  • Belo HOrizonte?? meta interessante, ci sono stato anche io, anche se per un tempo brevissimo... spero si trovi bene. Riguardo alle distanze... beh, sai che ho un conto aperto con Madama Geografia, no? Ciao

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 11:12 AM  

  • Lo diceva anche De Gregori:

    due bravi compagni di viaggio,
    non dovrebbero lasciarsi mai...

    By Anonymous Anonimo, at 5:19 PM  

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