un isterico tuareg...

10 maggio 2007

Off

Basta.
Ennesimo pomeriggio passato a un funerale di un ragazzino che non conoscevo.
A fare foto agli amici che piangevano, a correre verso l'ambulanza quando ha portato via una parente svenuta durante la Messa, a segnare su un blocchetto le frasi dell'omelia più stronza che abbia mai sentito (il prete bacchettava gli amici per aver imbrattato un muro con la scritta 'Simone, non ti dimenticheremo mai'. Ditemi voi).

Sarà anche il mio lavoro, ma mi fa stare male, non riesco a guardare le cose da fuori, a distaccarmi, a non vedere. A fare una cronaca fredda. Non è per me.
E non voglio applausi per questo, badate bene. Vorrei solo avere la pelle più spessa.
E prendermi tempo per pensare.

Pensare se è davvero tutto questo che voglio dalla mia vita.
Sarà che un funerale ti fa sbattere la faccia contro certi pensieri, ma non voglio sentirmi così.
Non voglio sentire questo blocco di cemento in gola, questa voglia di scomparire e di non parlare con nessuno, di allontanare tutti perchè così almeno non dovrei rivivere tutto questo.
Che razza di persona sono diventato?

4 Comments:

  • ...anche io mi sento ogni giorno più stronza, cinica e fredda a scrivere con distacco delle tragedie altrui.. Ricordo che i primi mesi il pensiero delle stragi di cui raccontavo, le analisi delle situazioni di estremo pericoli, gli abusi e le violenza non mi facevano dormire la notte. Ricordo che mi ripetevo che mai sarei diventata come tutti gli altri, a scrivere con distacco senza una traccia di emozione. Ricordo che credevo nel giornalismo come strumento di denuncia, come mezzo di critica, come condizione necessaria per la democrazia... e la cosa piu' triste è che, adesso, sono proprio come tutti gli altri. Accendo il pc, scrivo, analizzo e poi..continuo per la mia strada: una vera merda. Non sono che una dei tanti.. e invidio te che, invece, sei diverso. Ileskja

    By Anonymous Anonimo, at 12:08 AM  

  • Ile, io non lo so se sono così diverso...e questo lavoro è bellissimo, davvero. Ma non in situazioni come questa.
    É solo che mi sto chiedendo se vale la pena andare avanti, se mi devo ridurre così ogni volta.

    Quanto a te...forse non si tratta di essere una merda. Forse continuare per la propria è solo sopravvivenza.
    E tra il farsi devastare dalla morte di qualcuno che non conoscevo e lo scrivere distaccati, non so davvero cosa sia meglio. Proprio non lo so.

    By Blogger daniele, at 12:37 PM  

  • Comunque, grazie per quello che scrivi...

    By Blogger daniele, at 12:38 PM  

  • Grazie a te, Daniele, per quello che scrivi. Offri spunti di riflessione, descrizioni esileranti al limite del paradossale (sembra quasi che tu abbia una vita più "al devasto" della mia) e pensieri di vita. E' da un po' che ti seguo e ogni volta che clikko il link del tuo blog dalla lista dei preferito.. aspetto che la pagina si carichi con il sorriso! ;) un bacino della dolce giornata. Ileskja

    By Anonymous Ileskja, at 3:14 PM  

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