un isterico tuareg...

24 maggio 2007

Herr Traminer

"Sei ingrassato"
"Lo so, e stasera non è il caso di farmelo notare".

E quando una serata inizia così, di solito finisce a schifìo. E invece no.
Non credo che piazza Fontanesi abbia mai ascoltato parole come quelle che ci siamo detti ieri sera, noi tre.
É una sensazione strana, quella di tenere così tanto a qualcuno. É come se avessi potuto tentare di dire o fare qualunque cosa, pur di dare un po' di tregua a una persona che, per me, è stata molto di più di un appoggio: un muro del pianto, una sorgente di risate, una fonte di calci in culo, di cattiverie dette ridendo.
Anche le rocce, ogni tanto, hanno bisogno.

I discorsi seri, però, oggi, suonano sconnessi.
Ed è colpa del vino di ieri sera.
Ladies and gentleman, please welcome...HERR TRAMINER!

É l'una di notte quando Gemma va a casa, incespicando nella bicicletta.
Io ed Elena decidiamo di fare due passi, ma l'idiozia stravince con facilità su di noi.
"Corriamo verso casa di Gemma"
"Eh?"

Non faccio in tempo a sussurrare nemmeno una debolissima obiezione: Elena è già lì che corre e strilla ahia, mi fanno male i sandali.
Io corro, i sandali scivolano, i pantaloni non capiscono che devono seguire i movimenti delle gambe e mi fanno sembrare un insaccato. Anzi, un pazzo insaccato che tenta di fare la corsa coi sacchi dentro una camicia di forza.
Corriamo come due pinguini ubriachi.

Alchè, l'ingegno.
"Io mi tolgo i sandali"
"Sei impazzito?"

Niente mi ferma: ad ampie falcate corro sull'asfalto dei vicoli, a piedi nudi, mentre dietro di me il pinguino arranca.
Poco prima di stamparmi come una figurina su un muro, il pinguino urla "A sinistra!"
Io non obbietto, il mio corpo esegue e basta.
E mentre giro l'angolo, sento solo "Paletta!"

É un attimo. Io inchiodo e mi giro, proprio mentre il pinguino arriva ansante.
É Gemma. Che ci guarda con tutta la commiserazione possibile.
Ma lo sguardo feroce regge per due secondi: "Ragà, mi sono inciampata nella bicicletta!"

Maledetto Traminer...