un isterico tuareg...

23 aprile 2007

The week never starts 'round here # 54

Forza, gioca con i miei nervi, vita.
Facci una bella treccia.
Mi sembrerai lo stesso dura, ridicola, buffa.
Adorabile, in fondo.

L'EVENTO.

Chi si farebbe quattro ore di macchina da solo dopo aver dormito solo cinque ore la notte prima, per vedere in un locale semivuoto una ragazza che sembra Pippi Calzelunghe, con la sua corista che suona il bassotuba (e ha LE DIMENSIONI di un bassotuba) mentre sul palco c'è una bicicletta coi raggi amplificati e il batterista suona una macchina da scrivere?

La risposta è una sola: IO.
Perchè sul palco, mercoledì scorso, c'era Hanne Hukkelberg, e so solo io quanto ho adorato "Little things". Arriva per la prima volta in Italia, e ad accoglierla, in un locale dove le sedie hanno la forma di un vampiro, ci sono solo quaranta persone.
Ma non importa. Quando attacca "Berlin", la voce è quella: dolcissima, appena increspata, una Billie Holiday che suona jazz concreto, una Bjork col senso della misura.
E fa quasi rabbia, sentire con quanta facilità le escano swing, tripudi di ritmi sottilissimi ("Balloon", meravigliosa), o come riesca a trasformare i Pixies in una nenia folk o a infilare Bach in un pezzo che, remixato, farebbe sfracelli.
O anche solo per i musicisti meravigliosi che la accompagnano.

Serata magnifica, dove ho conosciuto pure Giovanna degli Uzeda, che le ha curato il tour.
Amo quella donna. Non Giovanna, Hanne. (beh, anche Giovanna). Hanne. Che a fine concerto mi autografa un poster e mi parla timida, nordica, cordiale e un po' fredda.

IL LIBRO.

Perchè continuano a pubblicare libri di David Sedaris spacciandoli come "il nuovo di David Sedaris", quando invece sono raccolte di racconti giovanili che continuano a non piacermi?
Eppure mi ricordo bene, come mi sono ammazzato dalle risate su "Me parlare bello un giorno".
Niente da fare. Quando finirà di pulire i cassetti dalla spazzatura, magari mi farà ridere ancora. Oggi no.

CD (selezione).

- LAUNDRETTE "A state of form"
- HANNE HUKKELBERG "Rykenstrasse 68"
- PERTURBAZIONE "Pianissimo fortissimo"
- VERDENA "Il suicidio del samurai"
- MERCI MISS MONROE "Some minor crimes"
- KECH "Good night for a fight"
- JULIE'S HAIRCUT "The dark revisited: a short collection of remixes"

IL FILM.

Dopo una vita che non vai al cinema, vedere un semi-capolavoro è un toccasana. E "Le vite degli altri" lo è.
Perchè è tragico, freddo. E poi all'improvviso ti mostra il cuore dei personaggi, anche in una storia dove la luce non c'è, perchè è tutto grigio come le stanze della Stasi, come le uniformi della Stasi, come il cielo di una Berlino in epoca DDR.
Un copione perfetto, da grande dramma teatrale, e attori magnifici. Lo sguardo del poliziotto all'attrice durante l'interrogatorio (la verità che non può confessare, lui li ha salvati ma non può dirlo e lei non deve, non deve vendersi) vale l'intero film, e l'Oscar che ha vinto.

MP3.


Sapete quando, da bravi ossessivi, non vi staccate più da un disco? Ecco. Mi è successo per il nuovo dei Laundrette, "A state of form".
Non riesco a non impazzire per la title-track, quando le chitarre sfrigolano e un basso di catrame entra all'improvviso, o quando la melodia si apre per poco per poi ricadere nel rumore. Irresistibile. Eccola qua, tutta per voi (ma è anche nel numero di aprile di "U-Turn is playing at my house", quindi dovreste conoscerla già, se avete fatto i bravi...).

CHIAVE DI RICERCA DELLA SETTIMANA.
(ovvero: come ti arrivo a questo blog perdendo la faccia)

enrica bonaccorti porca

ma come si può? e soprattutto, dov'è finita la Bonaccorti? É stata ingoiata dal cruciverbone?

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Scusi, è uscito l'ultimo di Hitler?" (io)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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2 Comments:

  • scusa, ehm...ma in realtà, CHE COSA volevi chiedere...?
    Any

    By Anonymous Anonimo, at 10:20 AM  

  • Mah, si parlava di imbarazzi a chiedere certi libri in biblioteca, e suggerivo una frase per rompere il ghiaccio...Non funziona? :D

    By Blogger daniele, at 10:47 AM  

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