un isterico tuareg...

26 aprile 2007

Rainbow lady

La calza velatissima color daino strizzava cattiva una vena varicosa sulla gamba sinistra.
Poco più in basso, il piede si torceva, ritmico, contro il pavimento della posta.
La signora lo batteva in terra, nervosa, piegandolo a sinistra, provocando una lite tra il tacco e la suola:
"Questa mi ha rotto, se mi sbatte un altro po' a terra io mi scollo. Ma che ha? Ha finito il Valium? La farmacia è qui di fronte..."
"No, dai, per favore, resta...se te ne vai mi sporcherò tutta..."

Qualche centrimetro più su, la voce sbraitava: "Eppure mi conoscete bene, sono già venuta qui quattro volte!", mentre la mente fingeva di non vedere il disinteresse rabbioso della postina, cercando di non captare pensieri come se scavalco questo bancone la strizzo fino a farla entrare nella macchinetta che legge le bollette, e il suo corpo sminuzzato farebbe SWOOOOOOP! apparendo sulla schermata del mio terminale.

Dal canto loro, gli occhi guardavano altrove. Era dalla mattina che cercavano di ignorare il golfino rosso tricottato, la maglia verde fastidio, la gonna blu gessata e tagliata da un sarto armato d'ascia, le scarpe anziane e graffiacaviglia.
Ma quel vetro riflettente non li aiutava di certo.

ma perchè tutti diventano nervosi, in posta?

Soundtrack avete visto la nuova radio?

23 aprile 2007

The week never starts 'round here # 54

Forza, gioca con i miei nervi, vita.
Facci una bella treccia.
Mi sembrerai lo stesso dura, ridicola, buffa.
Adorabile, in fondo.

L'EVENTO.

Chi si farebbe quattro ore di macchina da solo dopo aver dormito solo cinque ore la notte prima, per vedere in un locale semivuoto una ragazza che sembra Pippi Calzelunghe, con la sua corista che suona il bassotuba (e ha LE DIMENSIONI di un bassotuba) mentre sul palco c'è una bicicletta coi raggi amplificati e il batterista suona una macchina da scrivere?

La risposta è una sola: IO.
Perchè sul palco, mercoledì scorso, c'era Hanne Hukkelberg, e so solo io quanto ho adorato "Little things". Arriva per la prima volta in Italia, e ad accoglierla, in un locale dove le sedie hanno la forma di un vampiro, ci sono solo quaranta persone.
Ma non importa. Quando attacca "Berlin", la voce è quella: dolcissima, appena increspata, una Billie Holiday che suona jazz concreto, una Bjork col senso della misura.
E fa quasi rabbia, sentire con quanta facilità le escano swing, tripudi di ritmi sottilissimi ("Balloon", meravigliosa), o come riesca a trasformare i Pixies in una nenia folk o a infilare Bach in un pezzo che, remixato, farebbe sfracelli.
O anche solo per i musicisti meravigliosi che la accompagnano.

Serata magnifica, dove ho conosciuto pure Giovanna degli Uzeda, che le ha curato il tour.
Amo quella donna. Non Giovanna, Hanne. (beh, anche Giovanna). Hanne. Che a fine concerto mi autografa un poster e mi parla timida, nordica, cordiale e un po' fredda.

IL LIBRO.

Perchè continuano a pubblicare libri di David Sedaris spacciandoli come "il nuovo di David Sedaris", quando invece sono raccolte di racconti giovanili che continuano a non piacermi?
Eppure mi ricordo bene, come mi sono ammazzato dalle risate su "Me parlare bello un giorno".
Niente da fare. Quando finirà di pulire i cassetti dalla spazzatura, magari mi farà ridere ancora. Oggi no.

CD (selezione).

- LAUNDRETTE "A state of form"
- HANNE HUKKELBERG "Rykenstrasse 68"
- PERTURBAZIONE "Pianissimo fortissimo"
- VERDENA "Il suicidio del samurai"
- MERCI MISS MONROE "Some minor crimes"
- KECH "Good night for a fight"
- JULIE'S HAIRCUT "The dark revisited: a short collection of remixes"

IL FILM.

Dopo una vita che non vai al cinema, vedere un semi-capolavoro è un toccasana. E "Le vite degli altri" lo è.
Perchè è tragico, freddo. E poi all'improvviso ti mostra il cuore dei personaggi, anche in una storia dove la luce non c'è, perchè è tutto grigio come le stanze della Stasi, come le uniformi della Stasi, come il cielo di una Berlino in epoca DDR.
Un copione perfetto, da grande dramma teatrale, e attori magnifici. Lo sguardo del poliziotto all'attrice durante l'interrogatorio (la verità che non può confessare, lui li ha salvati ma non può dirlo e lei non deve, non deve vendersi) vale l'intero film, e l'Oscar che ha vinto.

MP3.


Sapete quando, da bravi ossessivi, non vi staccate più da un disco? Ecco. Mi è successo per il nuovo dei Laundrette, "A state of form".
Non riesco a non impazzire per la title-track, quando le chitarre sfrigolano e un basso di catrame entra all'improvviso, o quando la melodia si apre per poco per poi ricadere nel rumore. Irresistibile. Eccola qua, tutta per voi (ma è anche nel numero di aprile di "U-Turn is playing at my house", quindi dovreste conoscerla già, se avete fatto i bravi...).

CHIAVE DI RICERCA DELLA SETTIMANA.
(ovvero: come ti arrivo a questo blog perdendo la faccia)

enrica bonaccorti porca

ma come si può? e soprattutto, dov'è finita la Bonaccorti? É stata ingoiata dal cruciverbone?

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Scusi, è uscito l'ultimo di Hitler?" (io)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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Allunghiamoci!

Mi scuso fin da ora se qualcuno sarà offeso dall'immagine, e nel caso cancellerò il post.
Questo non è in alcun modo un blog porno, anche se pare che Google non la pensi così...


Comunque, come capita a tutti, ho la casella mail invasa da vari spam che vi offrono barilotti di Viagra, elastici per allungare il pene, creme spalmabili, pozioni, filtri e pinzillacchere.

Ma una foto così bella non mi era mai arrivata.
Cioè, guardate la faccia della tizia: come si fa a non uccidersi dalle risate?

Asino

Sì.
Sono un asino.
E ti amo.

22 aprile 2007

Renditi conto

Renditi conto della paura di parlare, della dipendenza, della fragilità.
Renditi conto del tuo recitare, dell'incapacità di rilassarti, della tua carriera di sceneggiatore fallito.
Renditi conto che la rabbia verso un bamboccio non cresciuto non ha senso.
Renditi conto che non hai direzione, non la cerchi e non la trovi. E che scorrere non è poi così bello.
E, se avanza tempo, renditi conto delle cose buone che fai, e renditi conto di come riesci a cancellarle in un secondo.
Renditi conto che così non va bene.
E renditi conto delle spiegazioni che queste frasi richiedono (le spiegazioni non esistono. Esistono solo le evidenze, e pensieri in tumulto, e voglia di parlarsi addosso, e di imprimere parole che escono a fiotti).
E renditi conto che, ancora una volta, è una domenica pomeriggio e che tu, invece di correre dagli amici che ti aspettano, stai elencando i tuoi tarli.
E renditi conto che questo non è sano.

e già che ci siamo, renditi conto che questo gusto per la ripetizione ossessiva ha sfrantecato le palle. E adesso esci.

Soundtrack MERCI MISS MONROE "Some minor crimes" Ghost / Audioglobe, 2007

20 aprile 2007

U-Turn allo Studio 54

Lo Studio 54 era un posto mitico, dicono.
C'è chi ci passò la sua prima notte di nozze, lasciando all'ingresso la moglie rimbalzata dai buttafuori.

Estasi di disco music e cocaina, gli anni '70 che ballano sulla loro fine, le ultime luci di un decennio liberatorio.


Ho idea che lo Studio 54, la festa che noi di U-Turn animeremo sabato 21 al "Tunnel" di Reggio Emilia, non sarà così fragorosamente epocale, ma non importa: noi ci saremo, alla conquista di un nuovo locale.
Appuntamento al circolo ARCI Tunnel
via del Chionso 20/G Reggio E. (nei pressi dello stadio Giglio)
Dalle ore 23.00 alle 4.00
Ingresso gratuito fino alla mezza, poi 6 euro con consumazione.
Ci vediamo lì. Acconciature alla Donna Summer non obbligatorie, ma quasi.
Soundtrack DONNA SUMMER "Love to love you baby" MCA, 1975

Un anno vissuto pericolosamente

Ieri era il compleanno di questo blog.
Un anno.
Molto, quasi tutto di quello che è successo in quest'anno frenetico, assurdo, bellissimo e orrendo è finito su queste pagine.
Ed è strano festeggiarlo ora, che i blog amici mi si stanno chiudendo intorno.
É una festa a metà.
Ma non è come sembra: non allento il morso. Ho bisogno di questo blog, di buttare qui le mie parole. É una delle loro case, e non voglio sfrattarle.

Soffio sulla candelina.
La stanza rimane buia per un secondo.
Poi il sole sbatte silenzioso sui vetri e mi porta il suo regalo.

Soundtrack VERDENA "Il suicidio del samurai" Universal, 2004

18 aprile 2007

The doctor is...MMHHH?

Ma come si fa a chiamare, per lavoro, una farmacia il cui nuero di telefono è 90.60.90?
Chi c'è dall'altro lato del bancone, Cindy Crawford?

Soundtrack HANNE HUKKELBERG "Rykenstrasse 68" Nettwerk / Self, 2007

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16 aprile 2007

The week never starts 'round here # 53

Silenziosamente, questo blog sta per compiere un anno, ve ne siete accorti? Ed è proprio l'anno che è passato, che mi ha costetto, non appena tornato dalle vacanze, a fare il gioco della talpa. Come sarebbe, "cos'è il gioco della talpa"?
É quel videogioco dove tu hai in mano un martello, e qualche talpa fatta di pixel esce da uno dei buchi che ha scavato davanti a te; tu dovresti martellare in testa la talpa, cercando di mettere fine al modo sistematico in cui devasta il tuo giardino.
Ecco, se sostituite la talpa ai pensieri negativi, ho giocato a questo gioco per tutta la settimana. Le paure accumulate in un periodo difficile sono dure, durissime, da cancellare (o da prendere a martellate...)

L'EVENTO.


Cosa resta della Sardegna? Molte cose. Tra cui questa.

IL LIBRO.

Finalmente ho finito il libro con cui mi ERO riconciliato con la lettura.
Mi ERO riconciliato, ripeto (si sente l'enfasi sul tempo passato? Bene, keep that in mind).
Bene. 440 pagine fantastiche, incredibili, con una trama che ancora non si era dipanata del tutto: citazioni musicali e letterarie, una scrittura complessa eppure molto fluida, personaggi che non volevano mostrare i loro enigmi.
Meraviglioso, no? Sì, come no. Peccato che, per chiudere tanta complessità, la butti sul metafisico, sulla realtà virtuale e sull'illusione creata dai media.
Insomma, le ultime 80 pagine rovinano, devastano, pisciano sopra a un libro-capolavoro, lasciando personaggi fondamentali completamente irrisolti e piazzando, forse per essere ancora più irritanti, un finale aperto: il protagonista si suicida o si arrende alla polizia? "Io ho la scelta", conclude. Sì, ma vaffanculo, va'.

CD (selezione).

- LAUNDRETTE "A state of form"
- BASSEKOU KOUYATE & NGONI BA "Segu blue"
- AFTERHOURS "Ballate per piccole iene"
- PERTURBAZIONE "Pianissimo fortissimo"
- 120 DAYS "s/t"
- JEREMY WARMSLEY "The art of fiction"
- TIED AND TICKLED TRIO "Aelita"

FOLLIE DAL WEB.

Non sapete come andare da Bologna a New York? Nessun problema. Andate su Google Maps, poi su "indicazioni stradali" e inserite destinazione e arrivo. Poi andate al punto 45.
...
...
...
Secondo me, questi si divertono un sacco, a prenderci per il culo.

MP3.

Siamo dolcemente arrivati alla metà del mese. E quindi...indovinate cosa sto per segnalarvi? Bravi, proprio quello. Per la settima compilation della serie "U-Turn is playing at my house", Fabbree si è inventato una copertina a tema: 007. Compatitelo, sorridendo, e ascoltate, chè ce n'è per tutti: dal folk distrutto di Rose Kemp ai magnifici ...A Toys Orchestra, da Patti Smith che rifà gli Stones agli Air, fino a una mia fissa personale degli ultimi giorni, i Laundrette... Tutto questo ben di dio (dodici canzoni e artwork, tutto gratis) rimane a disposizione fino al 10 maggio. Quindi, ite, missa est. "Ite" qui, per la precisione.

CHIAVE DI RICERCA DELLA SETTIMANA - speciale Barbie.
(ovvero: come ti arrivo a questo blog perdendo la faccia)

* il paradiso di barbie trans
* foto barbie impiccata

(ma ditemi voi...)

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Nel giornale per cui scrivevo io, hanno chiuso perchè avevano finito la carta." (LaVale)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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14 aprile 2007

Finalmente!!!

Arriva un nuovo disco della mia adorata Cristina Donà, oltre quattro anni dopo "Dove sei tu", che dei suoi tre è l'album che continua a piacermi meno di tutti.
Pare che il disco sarà prodotto dal signor Peter Walsh, l'uomo dei Real World Studios di Peter Gabriel...

Cristina dà così la notizia dal suo sito web:

Ciao, un saluto veloce e consistente prima di entrare in studio di registrazione.
Non prometto nulla visto il mio noto bradipismo, ma cercherò di tenervi aggiornati tramite sito.
L'uscita e' prevista per settembre (del 2007, of course), il titolo sara'...bip..., prodotto da Peter Walsh(!!!!)
, suonato da ...bip..., i titoli delle canzoni...bip...e bip, bip, bip. Posso solo dirvi che non vedo l'ora di farvelo ascoltare.
Mi piace assai. Indosso maschera, pinne e bombole d'ossigeno...vado.
A presto
Cr

13 aprile 2007

V.I.P.

Si avvisa la gentile clientela che, causa sciopero dei treni, il Tuareg Isterico si è trasformato in un V.I.P.

Stamattina, dopo aver vagliato ogni possibilità di tornare da Bologna a Reggio in tempo utile per lavorare

* scroccare computer?

* prendere una serie di 4 corriere
(Bologna---->Vignola;
Vignola---->Modena;
Modena---->Rubiera;
Rubiera---->Reggio Emilia)?

* aspettare l'invenzione del teletrasporto?

* convincere quelli di Trenitalia a suon di bestemmie a rimandare lo sciopero, chè con tutti i biglietti obliterati a vuoto negli ultimi mesi ormai li potrei sfamare tutti?


al mio fianco qualcuno interviene di forza.

"?"
"Barbara, dammi il numero delle auto blu"
"?"
"Sì, buongiorno. Mi serve una macchina da qui a Reggio...No, non serve che attenda il ritorno...molto bene, e il costo?....sì, perfetto...tra mezz'ora. Grazie."
"?"
"Ok, perfetto. Tra mezz'ora una macchina ti porta a Reggio"
"???"


Dopo mezz'ora scendo. Una enorme macchina blu mi attende. L'autista scende, apre la portiera, mi fa accomodare. É in giacca e cravatta, cordiale, silenzioso.


("troppo lusso. troppo spreco. mio dio, che spreco. guarda tu se mi tocca farmi portare a Reggio dall'autista con una macchina di rappresentanza. un auto blu. Sono un traditore, un controrivoluzionario, un collaborazionista, rifiuto le corriere proletarie adagiandomi sui simboli del potere...")

Mio Dio. I vetri fumè. I vetri fumè. I VETRI FUMÉ!
Oh!
Mio!
Dio!
Datemi un paio di occhiali scuri e un tappeto rosso, e vi diventerò la nuova fottuta Paris Hilton.

Soundtrack nella mia testa, oh mio Dio, risuona SNOOP DOG o qualche tamarrata simile...AIUTATEMI!

11 aprile 2007

Calma?

In giornate come questa, la calma è un miraggio.
Non la trovo da nessuna parte, cammino a testa bassa, le frasi si fissano in testa e non se ne vanno.
Le distorsioni mi fanno a pezzi, tirano il mio corpo dai due lati, come se lo volessero strappare.
Ma rimarrebbero deluse: lo troverebbero cavo.
Sono io, la piccola iena che canti.

Soundtrack AFTERHOURS "Ballate per piccole iene" Mescal / Sony, 2005

10 aprile 2007

Vince il barracuda

La sveglia - anzi, più sveglie - hanno trillato allegre le loro musichette sceme questa mattina. Ho aperto gli occhi. Accanto a me Gigi dormiva ancora. Quartu S.Elena, interno (quasi) giorno. Un aereo da prendere e una vita normale da ricominciare.
Vacanza finita, stavolta per davvero.
Difficile non fare cazzate alla ripresa delle ostilità, ma ci sto provando. Fallendo.

Comunque, il lavoro ricomincia bene, intervistando al telefono uno dei miei eroi: Daniele Luttazzi.
Lo spettacolo nuovo, il disco nuovo che finalmente ha trovato una casa discografica etc etc etc.
Dall'altro capo del filo (filo? no...era un cellulare...perchè la tecnologia ci costringe a modificare i modi di dire?) lo trovo proprio come pensavo: una parola rincorre e saltella sull'altra, e la ferita della cacciata dalla TV, la voglia di continuare a spiegare cosa sia satira, lo scuote ancora.

Ma è una scossa che lo attraversa quasi come se dire certe cose, per lui, fosse diventato normale.

Si illumina, lo sento cambiare tono, solo quando gli chiedo della musica, del nuovo "School is boring", e lui si mette a raccontarmi dei jazzisti con cui ha lavorato ("Stefano Di Battista!"), dell'orchestra con cui ha inciso le canzoni ("Sai, suonavano con Morricone..."), con l'entusiasmo che non ho sentito mentre mi parlava di "Barracuda 2007".
La sua musica non è data per scontata; le sue battute fastidiose, la sua satira informata...quello è ciò che la gente si aspetta, non il musicista.

Poi, qualche ora dopo, il President mi invia questa. Perchè le coincidenze esistono.

Tribunale di Roma Comunicazione di deposito di sentenza Civile (art. 133 c.p.c.)
[...]

  • respinge le domande di risarcimento dei danni, di pagamento della sanzione prevista dall'art. 12 della legge n. 47/1948 e di pubblicazione della sentenza formulate, con citazione notificata il 26.4.2001, dall'on. Silvio Berlusconi nei confronti di Marco Travaglio, Daniele Fabbri (in arte Daniele Luttazzi), Carlo Freccero e della Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a.;
  • respinge la domanda di risarcimento dei danni per lite temeraria nonché la domanda di cancellazione di talune frasi dell'atto di citazione formulate dal Fabbri;
  • condanna l'on. Silvio Berlusconi a rifondere in favore di Marco Travaglio, di Daniele Fabbri (in arte Daniele Luttazzi), della Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a. e della Bellandi Entertainment s.p.a. le spese di giudizio che si liquidano, per ciascuna di dette parti, in complessivi euro 16.855,00 di cui euro 15.000,00 per onorari ed euro 1.705,00 per diritti, oltre a quanto dovuto per le spese generali, per l'Iva e per il contributo alla CPA.

Così deciso in Roma, il 14.1.2005

il Giudice Unico dott. Massimo Corrias

Meno male...

Soundtrack PERTURBAZIONE "Pianissimo fortissimo" Capitol / EMI, 2007

("e la Sardegna, quando ce la racconti?" con calma, arrivo...)

05 aprile 2007

Mastercard personale

Com'era quello slogan?
Ci sono cose che non si possono comprare...per tutto il resto c'è quella carta di credito che io potrò vedere solo in fotografia...

Comunque, è vero che ci sono cose senza prezzo.
Come entrare nell'ufficio del direttore per discutere dell'ennesimo problema di pagamenti, buttare l'occhio sullo schermo davanti a lui e...vedere che stava guardando, senza volume, quella gigantesca vaccata in salsa alpina di "Tempesta d'amore".

Espongo le mie ragioni soffocando una risata torrenziale, infilo l'ascensore, gesto dell'ombrello, e finalmente sono in vacanza di nuovo.
Si parte per la Sardegna con il mio amore.
Ci si risente dopo Pasqua, che vi auguro vergognosamente ricca di cioccolato fondente e di sorpresine con cui potrete giocare vergognandovi tantissimo...

Soundtrack BLONDE REDHEAD "23" 4AD / Self, 2007

04 aprile 2007

A'dam


Viaggio. E mi innamoro di alcune città. Non ci posso fare niente.
É che le città mi attraversano, non sono io ad attraversare loro.
E le riconosci subito, quelle che ti accolgono, e che diventano un po' tristi per la tua partenza.
Amsterdam è una di queste, con le sue case alte e strette, con i suoi incroci d'acqua.
(A'dam, la chiamano gli olandesi. Adam, come il protagonista del romanzo che mi sono portato in viaggio.
Una città rilassata.
Piena di persone che respirano tranquille, sapendo di avere tutto a disposizione.
Puoi soddisfare ogni cosa tu voglia, e immagino sia questo a renderti tranquillo: non hai bisogno di trasgredire.
Puoi semplicemente fare quello che vuoi. Bella differenza.
Ed è poi così strano finire a dormire in un ostello cattolico, con tanto di GOD LOVES YOU scritte sui muri, quando di fianco hai una massaggiatrice thai e un paio di ragazze che si rifanno il trucco dietro un vetro?

Andarci adesso smonta tutte le idee che avevi, su Amsterdam. É una città bellissima, non un posto dove sconvolgersi.
E, sì, c'è il red lighht district. Ma, in un oceano di (cazzi di) gomma, zaffate d'erba e comitive ubriache, nessuno sorride. É tutto troppo facile, arrivi lì convinto di dover fare casino, strafarti, scopare. Eppure...sicuri che non ci sia niente di meglio da fare, in questa città?
Non appena trovo il tempo di scrivere, questo è quello che resta sul foglio.

Uscito dall'ostello, sulla destra. Mezz'ora da solo, a godermi la luce che indugia sui canali e contorna le case. Cercavo un bar, e l'ho trovato.
Primo canale, ne attraverso un altro. Cinque minuti per trovare pace, altrettanti per perdere direzione tra i vicoli.
Amo questa città, l'acqua mi rilassa, i ponti mi disorientano, il sesso mi disgusta e mi attrae come un incidente che non cerco.
Bellezza replicata e concentrica, che non si specchia nell'acqua ma la contorna.
Sarà il sole, o l'aria in movimento, ma Amsterdam è una città limpida. Come le persone che passano la domenica sui gradini di casa come lucertole incredule, le stesse persone che non mettono tende e offrono calore e spazio nascosto, le stesse che lasciano dormire i gatti tra la ceramica fidandosi del loro torpore.
Questa città può soddisfare ogni voglia, dicono. É vero. Solo che la cosa più bella e perversa che tu possa fare, qui, è sederti e guardare, accarezzato da una città che respira in pace con se stessa e non giudica nè compatisce i suoi turisti più o meno sessuali.
"Ognuno faccia ciò che vuole". Qui ha un senso.

Soundtrack nessuna. la musica è rimasta a casa.

03 aprile 2007

Tornato!

Amsterdam è rimasta al suo posto.
Io sono tornato qui, almeno per un altro paio di giorni.
Il tempo che impiegherò a raccontare di un'altra città meravigliosa...

Soundtrack ROSE KEMP "A hand full of hurricanes" One Little Indian / Goodfellas, 2007