un isterico tuareg...

12 marzo 2007

The week never starts 'round here # 48

É venerdì sera, sono in macchina. Sto attraversando il deserto. O almeno, la forma di deserto che consente la pianura padana: lingue nere di superstrade a violentare i campi, un contorno di fabbriche, rotonde a spezzare la noia e a impedire di addormentarti ai 120 orari.
Guido.
Ascolto la radio e guido.
Moira Orfei parla senza sapere di cosa stia parlando; e soprattutto, senza sapere con chi stia parlando.
Ascolto solo con metà orecchio.
E mi sento addosso una felicità che non avevo da un sacco di tempo. Quella felicità un po' immotivata, stupida. I feel stupid, and contageous.
Come se tutto si fosse sciolto, lentamente. La neve di un ghiacciaio che aspettava la primavera per andarsene.
E so anche a chi la devo, questa felicità. A me stesso. E alla persona a cui, in quel momento, ho spedito un messaggio.

L'EVENTO.

Santa Beate Uhse, ora pro nobis.

IL LIBRO.

Incastrato nei soliti tre. Cinque pagine di uno, due dell'altro, una del terzo. Si vede che non è periodo.

CD (selezione).

- PAOLO BENVEGNU' "Piccoli fragilissimi film"
- MARVIN GAYE "What's going on"
- KILL THE VULTURES "The careless flame"
- MUSICA DA CUCINA "s/t"
- GIANCARLO FRIGIERI "Close your eyes, think about beauty"
- FIONA APPLE "When the pawn..."
- !!! "Myth takes"

IL CONCERTO.

Se la chiamano Villa Serena, ci sarà un motivo. Ma non potevo saperlo, non ci ero mai stato...E invece, il locale che si nasconde dietro un nome da clinica per la terza età, è un'ex-casa padronale, e al primo piano, in un salone dal soffitto affrescato e dalle pareti miracolosamente intatte, sabato sera c'è stato un rito.
Un esorcismo, a dirla tutta. Come quando, ai vecchi tempi, Tricky si aggirava sul palco al buio, salmodiando, contorcendosi spalle al pubblico, sputando fuori il suo demone. Sul palco, dei quattro Kill The Vultures, ci sono solo Advizer e Anatomy: entrambi bellocci, entrambi privi di sorriso. Uno parla, rima, sibila, sorregge la voce anche senza microfono, tanto è potente quello che ha da dire; l'altro siede a gambe incrociate sul tavolo, le sue dita sulle macchine dettano il ritmo.
Non c'è altro: prima quasi tutto "The careless flame", poi "Kill the Vultures": intatte le distorsioni, intatte le basi che vanno a scavare la carne viva del free-jazz . Advizer è spiritato, sembra quasi cadere a terra da un momento all'altro, come se finisse le forze all'improvviso: brucia incenso e ne impesta l'aria della sala, a sottolineare che l'hip-hop, questo hip-hop, è anche spirito. E brucia. Brucia intensissimo.

MP3.

Due giorni fa era il 10 del mese. E cosa succede il 10 di ogni mese? Su, ormai lo sapete anche voi. É facile. No, niente aiutino. Sì, lasignora là in fondo col golfino verde. Come dice? Esatto, proprio così: noi di U-Turn abbiamo pubblicato la nostra compilation mensile, "U-Turn is playing at my house". Siamo arrivati al sesto numero, e in copertina ci sono delle mani: mani sul laptop a costruire architetture digitali (Pole); mani che sanno d’Irlanda (The Frames) o che accarezzano una chitarra acustica (Okkervil River, Great Lake Swimmers, i Marcilo Agro); mani impazzite tra i fuzz (Dungen) o tra irresistibili filastrocche post-adolescenziali (Tre Allegri Ragazzi Morti); mani capaci di disegnare paesaggi emozionali gonfi di chitarre elettriche (Mauve, Olocombustioni Paniche); mani che hanno saputo regalarci cose immense e che continuano a farlo (Dinsaour jr., Blonde Redhead, Low).Mani che indicano alberi fioriti, e il sole che torna a scaldare: è di nuovo primavera. E c’è la sua colonna sonora. Solo per voi.

Andate qui e iniziate a scaricare. Canzoni e artwork, tutto gratis.

VIDEO.

In settimana, ho intervistato Francesca Reggiani, tornata a teatro dopo essersi persa a fare fiction. Io la adoro, come può adorarla uno che aveva 9 anni quando c'era "La TV delle ragazze" e lei faceva la pubblicità degli assorbenti, lanciandosi col paracadute e spiaccicandosi a terra...
Prima dell'intervista (dieci minuti di chiacchiere), vado alla ricerca di alcuni suoi sketch. E la trovo imitare Enrica Bonaccorti (a proposito, che fine ha fatto?) e il suo terribile cruciverbone, residuo di fine anni '80 nel bel mezzo dei '90. Non lo ricordate? Eccolo qui, in versione lievemente ironica...

CHIAVE DI RICERCA DELLA SETTIMANA.
(ovvero: come ti arrivo a questo blog perdendo la faccia)

"i love you i love you i love you" giapponese

la gente è pazza...


LA FRASE DELLA SETTIMANA.

(io) "Io non sono romantico? IO NON SONO ROMANTICO? Sono talmente romantico che potrebbero infilarmi in un gigantesco Bacio Perugina al posto dei bigliettini! Così quando qualcuno mi morde potrei saltare fuori urlando 'Che cazzo fai?'"
... ... ... ... ...
(Gigi) "Io chiamo la neurodeliri"

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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6 Comments:

  • Ai miei tempi anche io andavo a Vila Serena.. mi sono sempre divertito :D

    By Anonymous Anonimo, at 8:15 PM  

  • Ero io....

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 8:16 PM  

  • lo voglio anche io un bacio perugina con te dentro o con un tuo post dentro. smack smack smack!
    eli

    By Anonymous eli, at 9:18 PM  

  • Francesca Reggiani! pensavo che fosse sparita! :D mitica la sua imitazione della Parietti... lo seguivo anche io la Tv delle ragazze, ero molto piccolo ma lo ricordo ancora. E poi Avanzi, Tunnel... che tempi.

    By Blogger federico, at 9:26 AM  

  • MA CAZZO, MA VI SIETE TUTTI MESSI D'ACCORDO PER FARMI LICENZIAREEE? ho avuto un convulso di risate leggendo 'sta storia del bacio perugina... ma che schifo scusa... un bigliettino pieno di peli e gusto sigaretta!!! :D
    Any

    By Anonymous Anonimo, at 9:26 AM  

  • Ciao, ma lo sai che francesca Reggiani ha aperto un blog tutto suo?
    http://www.showfarm.com/francescareggiani/
    vai e comunica con lei se vuoi...ciao!!!!!!!!!

    By Anonymous PepeNero, at 3:54 PM  

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