un isterico tuareg...

23 marzo 2007

Dividedunited

I ricordi mi investono di colpo.
Come il mio arrivo a Belgrado quattro anni fa, Dejan che sorridendo esce a comprarmi un litro e mezzo di birra in una bottiglia di plastica per darmi il benvenuto e poi mi porta in giro per la città; io che barcollo verso il Kalemegdan, la fortezza costruita nel punto in cui il Danubio incontra la Sava.
Le montagne, l'arrivo a Kosjeric, le docce fredde di frasi come "Sei italiano? Io mi ricordo quando anni fa guardavamo la CNN e vedevamo gli aerei partire da Aviano, e sapevamo che dopo tre quarti d'ora sarebbero stati sulle nostre teste"...
La gente più ospitale del mondo, capace di sorprendersi se alle 3 del mattino li saluti per andare a dormire. Il posto dove, per festeggiare un matrimonio, mettono un tappeto sul cofano dell'auto della sposa, e poi parte la fanfara.
Matrimoni visti (il testimone beveva birra di fianco al pope), matrimoni che sono nati in quel momento (Jelena che esce in lacrime da una vecchia chiesa in legno, dicendo "Boki mi ha chiesto di sposarlo!" e ora hanno appena avuto un figlio, i due meravigliosi ex-studenti di belle arti).
Noi che suoniamo nella vecchia casa di legno, e suonare assieme è talmente bello che ci devono venire a chiamare alle 3 del pomeriggio dicendo "Ragazzi, avete saltato il pranzo. Vi muovete?"

Sto guardando ora le foto. Un cd pieno di immagini di persone che credevo di aver dimenticato, e invece no, sono ancora lì, e da un'ora le risate, la rakija bevuta con loro, la musica....tutto mi affolla la mente.
Tijana era la persona con cui mi son trovato meglio. E proprio qualche giorno fa mi ha detto che, col suo ragazzo, stava cercando di ottenere il visto per venire in Italia, appena dopo Pasqua.
E sarebbe venuta a trovarmi, ci saremmo rivisti dopo più di tre anni.
Eppure, dopo mesi di burocrazia, il visto le è stato negato.
Conseguenze del gelo internazionale, ma per uscire dalla Serbia ci vogliono ancora una montagna di carte, visti, conoscenze, raccomandazione e di speriamo che dal consolato non facciano gli stronzi.
Le è andata male.
E mi è venuta addosso una di quelle tristezze...non riuscirei nemmeno a pensare di non potermi muovere, spostarmi, andare a vedere.

E tutto questo succede proprio quando mi capita in mano il disco degli A Hawk And A Hacksaw (di cui parlo qui) che mi riporta alla mente tutto questo. E stasera loro saranno in concerto al "Calamita".
A unirmi mentalmente nella danza a chi per ora non ho potuto incontrare di nuovo.

Soundtrack A HAWK AND A HACKSAW "The way the wind blows" Leaf / Wide, 2006

1 Comments:

  • e cè pure Benvegnù al Calamita il 14 aprile!!!!
    Beato Te che potrai ascoltarlo snza fare troppi chilometri...
    Tina

    By Anonymous Anonimo, at 11:57 PM  

Posta un commento

<< Home