un isterico tuareg...

14 marzo 2007

Corteggiando aria solida

Mi ricordo ancora il momento in cui ti ho incontrata.
I capelli neri, una coltre di ricci domata in una piccola coda, come se li avessi raccolti troppo tardi.
Un vestito rosso e bianco, semplice, al ginocchio, sottolineava il tuo corpo magro e si stropicciava sotto il peso di una chitarra acustica.
Ricordo la tua voce, il violoncello che ti danzava attorno.

Fu veloce, quella volta. Come quando incontri gli occhi di una persona in strada, e vedi una luce particolare. Quando riconosci un'affinità, che torna a mescolarsi al caos di milioni di persone sconosciute.

Ed è fuggendo dal caos che ti ho incontrata di nuovo. Cinque anni dopo. Due anni fa, quando vivevo a Pisa.
In un piccolo vicolo sulla destra del corso, dove le persiane verdi delle case di fronte arrivavano quasi a sfiorarsi. Sono entrato in un negozio, e ti ho vista. Lì, in mezzo ai dischi.
Eppure, non mi hai riconosciuto. Hai finto di non riconoscermi.
Io tentavo di avvicinarmi, ma tu non mi guardavi nemmeno.
E il negoziante, avvilito dal piccolo deserto di polvere e silicio che era diventato quel locale, mi marcava stretto.
Sono uscito, pensandoti.
E sono anche tornato, sai? per vedere per caso ti avessi trovato ancora lì? C'eri, anche quella volta. Ma non mi hai visto. Non sono entrato.
Vederti, e non riuscire ad avvicinarti, mi aveva infastidito. Non ci potevo credere: ero sicuro che ti saresti voltata, che avresti risposto alla mia mano, leggera, sulla tua schiena.
E invece, niente.

Passano due anni, e ti rivedo oggi, per caso.
Questa volta ti giri, e mi sorridi. Non sei cambiata, hai lo stesso vestito di allora.
Non mi dici niente, e mi segui.
Canti per me.
E riconosco la tua voce.
Quella voce fatta di aria solida.
La voce che ho cercato, e corteggiato, in tutto questo tempo.

Soundtrack BETH HIRSCH "Early days" !K7 / Audioglobe, 2000