un isterico tuareg...

31 gennaio 2007

Bamboccio su una scopa?

"É una bella giornata. Perchè il cinema è pieno di gente che vuole vedere un bamboccio cretino volare su una scopa?"
Così, a Caterpillar, parlavano di Harry Potter.
E io ero tanto, tanto d'accordo.

Ma adesso direi che hanno trovato il modo di farmelo apprezzare...

Soundtrack silenzio. Ma gli AFTERHOURS avevano un titolo perfetto per questo post: "All good children go to hell"...

30 gennaio 2007

Perchè la gente...?

Io non sono perfetto, ma Dio ha fatto un errore: dare alla gente il dono della parola.
Un GRAVE errore.

Vabbè, si sarà capito: con mio padre in ospedale, sono tornato a sostituirlo in negozio. E la gente, attratta dalla tragedia come una mosca da un letamaio, si è precipitata in massa.
Queste sono alcune delle perle raccolte in due mattinate di lavoro, 14 ore di terrificante fastidio.
Come schiacciarsi le palle in mezzo a una porta, ma più doloroso.
Nell'ordine.


Ieri mattina, ore 7.30: "Ah, tuo padre è in ospedale. Anche quell'altro là (chi???) doveva andare in ospedale, ma poi è finito da un'altra parte...traduzione: era malato, ed è morto prima di arrivare.

Due ore dopo, una cliente mi scambia per...MIA MADRE.
Ora, va bene, i géni non mentono. Ma come si fa a scambiare un ragazzo di ventisei anni con tanto di barba e sguardo alla vi-odio-tutti con una signora di sessantacinque anni alta la metà di me?

Più tardi, mio cognato (addetto alle pubbliche relazioni con la massa di clienti ignoranti, per evitare che io salti alla gola a qualcuno) riesce a convincere un paio di persone che, in realtà, mio padre non è in ospedale, ma è partito con mia madre per andare a sciare a Cortina. E LA GENTE CI CREDE!

Stamattina, ore 7.30 e un gelo artico, tanto che in strada perfino i pinguini si scaldavano davanti a dei copertoni bruciati come puttane di bassa lega, io inforco la bicicletta per fare le consegne dei giornali ai bar. Appena chiusa la porta, una cliente mi blocca e, ridendo giuliva, sentenzia: "Ah, stavi chiudendo? Allora ti ho preso proprio per il rotolo della cuffia!"

Quando, ore più tardi, mia sorella ha sentenziato "É da vent'anni che ho capito che il mio karma per questa vita è di non essere felice", ho capito una cosa: il mondo è pervaso da un'ignoranza enorme.

Soundtrack ah beh, Violetta sarebbe perfetta...

29 gennaio 2007

The week never starts 'round here # 42

É come una molla, si rilassa e si comprime. Arrivata al punto massimo di tensione, salta, e pian piano torna al suo posto.
Un incubo, fino a mercoledì. Poi si reagisce.

L'EVENTO.

Sono successe un mondo di cose. Come lo scoprire che la meditazione non fa per me, o che sono in grado di fare sport senza schiantarmi (nuoto? nuoto? NUOTO!).
O le cose che ho visto, come la meravigliosa sala del Podestà di Palazzo Re Enzo invasa da intellettuali wannabes per Netmage.
O il fatto che, finalmente, abbia ricordato che non farmi calpestare sul lavoro non è un optional, ma una necessità.

Potrei dire tutto questo. Ma il vero evento è che stamattina mio padre è stato operato. E che è andato tutto bene.

IL LIBRO.

Inutile continuare a insistere. Per quanto mi sia ripromesso da mesi di leggere questo libro, non ce la faccio. Sono inchiodato a pagina 66 da giorni, non vado avanti.
Mi angoscia.
Troppe crisi depressive, troppi internati in manicomi, troppa crisi di passaggio all'età adulta.
Basta. Io ci mollo.

CD (selezione).

- GIARDINI DI MIRÒ "Dividing opinions"
- VIRGINIANA MILLER "Fuochi fatui d'artificio"
- JOAN AS POLICEWOMAN "Real life"
- RICCARDO SINIGALLIA "Incontri a metà strada"
- NOTWIST "Neon golden"
- YO LA TENGO "I can hear the heart beating as one"
- MÙM "Yesterday was dramatic, today is ok"

LA MOSTRA.


Fine settimana a Bologna, tra mostre di arte contemporanea e installazioni. Pretenziosità e parole mandate a vuoto, come al solito. Il nulla trasformato in materia di discussione. Filmati su greggi di renne e il suono del vento mandato in distorsione, spacciati per rivoluzioni formali.
Ma, in tutto questo, qualcosa di bello c'era. Di bellissimo, anzi.
In un cortile interno del Museo Civico Archeologico, nascosto tra sarcofagi e pergamene egizie, c'è "I dormienti" di Mimmo Paladino, esponenete della transavanguardia e bla bla bla.
Statue di terracotta sdraiate a terra, con i volti serenti, coperti da tegole, panni, oggetti scolpiti assieme a loro, come se fossero le loro cose.
Ognuno aveva un pezzo di corpo staccato dal resto: una mano, un piede, una testa...una parte di sè vicina, ma non collegata.
Mi verrebbero da scrivere cose come rappresentazione onirica o ritratto di sogno collettivo, ma mi auto-pernacchierei, quindi scriverò solo una cosa: da vedere. Fino al 25 febbraio.

Vedere tutti questi corpi distesi può inquietare molto. Il segreto, allora, è guardarli uno per uno. E vederli felici nel sonno.

IL FILM.


Mentre Prodi (!) e Mastella (!!!) si scannano sui PACS, io mi imbatto in una cretinata mondiale, con un titolo che era, più o meno, "Quattro sposi e un matrimonio": coppia etero in procinto di sposarsi, miglior amico gay di lui innamorato dello sposo, vari smutandamenti e pseudo-drammi prima del lieto fine.
Ossia: l'amico si sposa, e al ricevimento conosce un tale che gli dichiara amore, e quindi...altre nozze. E la morale: "Forse dovremmo sposare più persone. Dovremmo sposare tutti quelli a cui vogliamo bene."
Sì.
Va bene.

IL VIDEO.

Una ragazza dai capelli rossi. Una casa che si apre e si chiude su di lei. Chitarre violente che appaiono e scompaiono come ricordi. É il video di "Dispetto" dei Virginiana Miller, la canzone che contiene una grande verità: d'amore si muore, ma mai del tutto.

MP3.

Dopo che, dieci giorni fa, ho visto l'ennesima band con un cantante rubato a una fonderia, con l'abbigliamento giusto e gli strumenti giusti e i riferimenti giusti (ma totalmente incapaci di suonare, va da sè), decido che il mio disprezzo verso gli indie-kids è motivato.
A loro dedico l'ultimo verso di questa canzone dei The Tunas. Scaricate qui.

CHIAVE DI RICERCA DELLA SETTIMANA.
(ovvero: come ti arrivo a questo blog perdendo la faccia)

"Biancaneve e i sette stalloni immagini"

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Ma non è che fate anche concerti di rock più...ecco, insipido?" (Pedro)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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26 gennaio 2007

Nothing at all

Le due sciacquette mi tormentano da quando avevo quattordici anni, più o meno.

E non se ne sono ancora andate.

Scena. Ieri sera torno a casa dalle prove di teatro, in una bellissima strada in mezzo alle prime colline appena fuori dalla città. Una strada totalmente deserta, capace di massacrarti le gambe, se solo provi a farla in bicicletta.

Sono lì, in macchina, con un po' di neve che mi cade intorno, con il ricordo della prima volta che guidai con la neve (mi sembrava di essere dolcemente bombardato, di stare dentro a una sfera), quando...succede il danno.

La radio sputa fuori una canzone. Lo speaker annuncia che Chiara, quella di PaolaeChiara, ha fatto un pezzo per i bimbi del Malawi. Mi si torcono un po' le budella, ma vabbè, ascoltiamo.

da ragazzino avevo un modo per distinguerle. Non ricordavo mai quale fosse la bionda e quale la mora. Allora guardavo la mia compagna di classe, Chiara L. Mora, guardo svamp, nome in codice "Prosciuttona". Chiara è mora, quindi Chiara di PaolaeChiara è quella bionda.

Insomma, ascolto il pezzo. Molto "mi piacerebbe che fosse un pezzo dei Knife, ma dopo le radio non la passerebbero, e allora scopiazzo l'ultimo di Madonna in maniera spudorata, con una spruzzatina di misticismo Ray of light perchè questa canzone è una cosa buona e quindi un po' di santità ci sta bene."

Ma non è la musica, il problema. Voglio dire, nonostante siano due brave musiciste prestate a scrivere porcate, non è che mi potessi aspettare granchè. É il ritornello, che mi manda in bestia.

i've got nothing at all. i've got nothing at all. i've got nothing at all. "Io non ho niente"

Deve esserci un errore. Perchè, se questa sta cantando una canzone, dichiaratamente autobiografica, dove dice che LEI non ha niente, dedicata ai dei bambini del Malawi, siamo proprio al grado zero del pudore.

Diventata semiricca cantando canzoncine maliziose mentre si struscia con l'altrettando inutile sorella, questa va da dei bambini in Malawi a cantare che LEI non ha niente.

Insomma, quei bambini muoino di fame, di AIDS, di carestie. Non soffrono già abbastanza? Hanno pure bisogno di una canzone di PaolaeChiara? Ops. Pardòn. Di Madonna Chiara?

Soundtrack MARTHA WAINWRIGHT "s/t" Zoe / Rounder, 2005 (pensavate mettessi P&C, vero?)

25 gennaio 2007

Arte del nastrone

C'è un blog bellissimo, chiamato Arte Del Nastrone.
Un blog fatto, semplicemente, di liste di canzoni mandate dai lettori; si trova di tutto, dalle compilation di classica a quelle tamarrissime a quelle un po' più indie.
Oggi hanno pubblicato la mia.
Undici canzoni, cinque nel lato A, sei nel lato B.
Con una strana passione per i brani lunghissimi, e passaggi bruschi da dolcezza a violenza, da calma a follia.

E la foto, qua di fianco, è la copertina.
L'ho scattata io, quest'estate, a Berlino. É un particolare della Konzerthaus in Gendarmenmarkt, una piazza meravigliosa, con gli edifici di un giallo caldissimo. Elegante, ariosa. Una piazza dedicata alla musica, con enormi sculture a forma di crome sparse ai piedi delle scale della neoclassica Konzerthaus.
Vecchio e nuovo, silenziosamente assieme.

Soundtrack YO LA TENGO "I can hear the heart beating as one" Matador / Self, 1997

24 gennaio 2007

Giornata-fanculo

Oggi è una giornata-fanculo.
Passata a rincorrere e a sistemare casini combinati da altri.
Una giornata di occasioni perse.
Di cose che volevo fare e non ho potuto fare.
Di rabbia. Di pugni non dati a un muro.
Di un telefono e del suo volo imaginario dalla finestra.
Di recriminazioni lasciate all'aria vuota, perchè tanto non c'è nessuno, qui, in questa stanza. E perchè non serve a niente.

E non è crisi, non è ansia, non è nulla. É solo una brutta giornata.
E io non mi lamento: è una constatazione.

E non mi do pace ancora
Fino a che la mia anima non torna
Non mi do pace ancora
Non lo trovo nella fede
E l’amore non mi spiega

Soundtrack RICCARDO SINIGALLIA "Incontri a metà strada" Sony BMG, 2006

23 gennaio 2007

Off

sono stato in dubbio per un po', se scrivere o meno questo post.
Alla fine ha prevalso il "chissenefrega". Che dovrei avere da nascondere?

Il 31 gennaio chiude Gay.tv, canale 810 di Sky.
Per come era diventato quel canale, forse la chiusura non è nemmeno così negativa: quasi solo orribili video musicali e fil replicati per la milionesima volta.
Ben lontana da com'era agli inizi.

Me li ricordo, i programmi dove si parlava di tutto ciò che potesse riguardare l'argomento: la letteratura gay in "Pelle", il soccorso (spesso psicologico) di "Self help", "Voci" con Fabio Canino (un talk show notturno bellissimo, molto radiofonico), i film, i programmi più leggeri...
Me li divoravo, letteralmente. Stando attento a non farmi beccare dai miei genitori, ché all'epoca ancora ero un bravo post-adolescente etero.
E adesso, quella tv chiude.
Si potrebbero fare migliaia di discorsi politici (la sinistra italiana non ci sosterrà mai), commerciali (nessun pubblicitario ha investito, perchè?)...ma, sinceramente, non mi va.
Non mi piacciono i discorsi "di categoria", mi mettono a disagio.

É che la chiusura di gay.tv, per me, è un fatto privato.
Perchè me lo ricordo ancora, il cambiare canale di soppiatto quando entrava qualcuno, perchè nessuno potesse pensa re che.
Lo ricordo bene, quanto quei film (per quanto piuttosto brutti, spesso) mi abbiano aiutato a sentirmi meno solo.
E non è un'esagerazione: quando credi di essere l'unica persona al mondo nella tua condizione, non è facile. Per niente.
Poi, pian piano, guardi e ascolti storie di persone normalissime che hanno già passato quello che stai passando tu, e allora ti convinci che andrà meglio, che la tua vita non fa e non farà così schifo come credi.

Non ero più l'unico.

Insomma, è stupido pensare che possa essere un film o un talk show ad aiutarti. Eppure, è successo. Mi ricordo ancora, a "Voci", la telefonata di un uomo. Diceva di avere quarant'anni, era medico generico in un paesino. Da dieci anni stava con il suo vicino di casa. Una storia fatta di porte aperte e chiuse, per dieci anni. Di ti amo, ma non posso fare quel passo in più.
La ricordo ancora, quella telefonata. E, per quanto fosse dolce nel raccontare questa storia, mi aveva fatto male, il loro nascondersi. E mi ero promesso che, prima o poi, io avrei smesso di farlo.

Promessa mantenuta.

Soundtrack EXPLOSIONS IN THE SKY "All of a sudden, I miss everyone" Temporary Residence / Goodfellas, 2007

22 gennaio 2007

The week never starts 'round here # 41

Pian piano, l'ansia si scioglie, come un manico di plastica lasciato a contatto col fuoco. Sparisce, ma mai del tutto. E lascia uno strano odore che ti penetra le narici, e che si deve imparare a ignorare.

L'EVENTO.

Beh, ho scoperto di non essere così stupido. Ho accettato il lavoro nuovo. E ora si inizia: ladies and gentlemen, (i should be) the booking agent!
E poi, tante altre piccole cose. Come il tornare a mettere dischi alla Tenda, incontrare amici che non vedevo da un paio di mesi. Scoprire di riuscire ancora a fare certe cose. E vedere il tuo ego gonfiarsi come ai vecchi tempi, quando una ragazza mi s è avvicinata e mi ha chiesto "Cos'era quel pezzo che hai appena suonato?" (era "Sow into you" di Ròisin Murphy. E invece, chiunque tu fossi, grazie).

IL LIBRO.

Prima o poi capirò come mai. Ammetto di essere malato (puoi avvicinarti a un libro solo perchè sai che l'autore è un fan degli Yo La Tengo?), però sembra quasi che me le vada a cercare.
Insomma, tutti i libri in circolazione parlano di gente depressa, di apatia, di piccoli insormontabili buchi neri in cui si sprofonda, o sono solo io che ho un radar particolare?
E come avrei potuto pensare che un libro dal titolo "Cercasi batterista. Chiamare Alice" contenesse certe cose?
Libro molto bello, però, bisogna dirlo. Ti sembra di sentirlo addosso, il grigio del Garden State, di vedere le vie senza luce, i pub immensamente tristi, l'ombra di New York che ti si staglia contro senza che tu abbia il coraggio di afferrarla...
E poi, la copertina è meravigliosa...

CD (selezione).

- LOW "Drums and guns"
- LCD SOUNSYSTEM "Sound of silver"
- GIARDINI DI MIRÓ "Dividing opinions"
- ALIBÌA "Tra tutto e niente"
- THE GO FIND "Stars on the wall"
- BENNI HEMM HEMM "s/t"
- MARIANNE FAITHFULL "Before the poison"

IL FILM.


Sono incredibilmente attratto dai sogni. E dalle persone che hanno fantasia, che sanno creare favole, che ti mostrano un mondo felice.
Adoravo Michel Gondry in maniera incondizionata già dai suoi meravigliosi video per Björk. "Se mi lasci ti cancello", poi, ha definito il mio ideale d'amore: stralunato, folle, dolcissimo (e il titolo originale di quel film, preso da una poesia di ee cummings, mi dà il buongiorno ogni mattina, appena sveglio).
Ora. Il nuovo "L'arte del sogno" ha ripetuto l'incanto. Un incanto di città di cartone che si muovono sullo sfondo, di pupazzetti di feltro, di calendari di disastrologia, di sogno e reale che non si possono più distinguere.
Di amore che trova il suo modo di essere. Come una barca piena di alberi.

MP3.


Esce oggi il nuovo album dei Giardini Di Mirò. E lo comprerò a breve, per il digipack. E per la foto di copertina degli scontri di piazza del 7 luglio 1960 a Reggio Emilia. Sarà uno di quei dischi bellissimi che ascolterò solo un paio di volte, quando avrò voglia di farmi travolgere.
Lo si può ascoltare in anteprima, tutto, dal sito di qoob.
E c'è una canzone in particolare che mi ha stregato. Si chiama "Cold perfection", uno di quei loro tipici brani in cui le chitarre crescono fino ad esplodere. Ma stavolta, il punto di rottura non è una distorsione fragorosa, ma una tempesta digitale. Perfezione fredda, insomma. Perfezione, punto e basta. Ascoltatela qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Sarebbe tutto come vuoi tu, se solo la smettessi di dubitare che ti amo." (Stephanie, "L'arte del sogno")

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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19 gennaio 2007

Ri-reggianizzare

Facciamo zirkus? chiedeva Biondijc, il perosnaggio di Caterina Guzzanti all'Ottavo Nano.
E mi torna in mente sempre più spesso...

Mi chiamano dalla redazione, chiedendomi se ho il numero del fratello di Ligabue (eh già, pure il fratello suona, in un gruppo orrendo. Non ci facciamo mancare proprio niente, da queste parti...).

"Non ce l'ho. Avevo quello della sua manager, ma l'avevo chiamata dalla redazione e poi non l'ho tenuto."

Silenzio.
E poi l'apocalisse.

"Ah. E non è che sai come si chiama la madre di Ligabue, vero?"
"No, perchè?"
"É che stiamo facendo un pezzo sulla nuova legge, quella per cui uno può decidere di tenere sia il cognome del padre che quello della madre. E sto facendo un pezzo sulle personalità reggiane, su come cambierebbero i loro cognomi."
"..."
"Tu non conoscevi qualcuno dell'ufficio stampa di Ligabue?"

Il delirio prosegue dopo qualche ora, quando un'altra redattrice mi chiama chiedendomi un pezzo sull'istituzione di un parco nazionale. Ti ho girato il documento ufficiale, mi dice.
Sì, peccato che questo parco sia stato istituito...nel 2001!
Forse siamo un po' in ritardo...

Facciamo zirkus? Che faccio, te frusto, te 'manetto, te sconocchio? Non lo so...

Soundtrack che suono ha il mio sconforto?

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Un anno fa (qui e ora)

É passato un anno.
Trecentosessantacinque giorni fa.
Lo ricordo, perchè anche un anno fa ero in treno, e io, in treno, grafomane logorroico come sono, scrivo spesso.
Stavo andando a Pisa, un anno fa.
Per sapere se, dopo la fine dello stage, ci fosse una piccola possibilità di rimanere a lavorare per loro.
Una possibilità che, dopo un anno di ginocchiate nelle gengive prese (dopo la convinzione di non tornare mai più a lavorare in campo musicale, dopo la paura di altre pessime situazioni), è tornata reale.
Un viaggio a Monza ha chiarito le cose. Con contratti sotto mano ed esempi pratici, tutto è sembrato più trasparente, più fattibile.
E allora sì, ho accettato.
Da oggi, sono ufficialmente un booking agent. O almeno, da oggi dovrò imparare a diventarlo.
Un anno fa, però, non era solo Pisa ad aspettarmi. Un anno fa iniziava anche una storia. Due mesi di telefonate e di treni (una costante, sembra...) in cui tutto, tutto, mi diceva che non avrei dovuto rimanere lì, ad aspettare che questa persona non mi considerasse un problema in più da affrontare. E così, dopo due mesi, capisco che non è più il caso di zerbinarsi per uno così.
Per una persona che è stata la prima, grossa delusione.
Ma non importa più. Le mazzate, le batoste sentimentali e professionali, mi hanno portato qui, un anno dopo: a un lavoro che non vedo l'ora di inziare, e ad avere una persona che, contro ogni evidenza logica, vuole proprio me.
Se me lo avessero detto durante questo anno assurdo, che sarebbe andata così, sarebbe stato molto meglio. Ma non funziona mai così, mi dicono.
Ed è quello il problema: quando io leggo un libro, la prima cosa che faccio è leggere la frase finale.
Voglio sapere cosa succede dopo.
E invece, è ora di godersi l'adesso, questa giornata di caldo primaverile senza una nuvola.
Qui e ora.
Soundtrack LCD SOUNDSYSTEM "Sound of silver" DFA / EMI, 2007

17 gennaio 2007

Telefono, io ti odio

Mi auguro che presto si ponga fine al dibattito su chi ha inventato il telefono: Antonio Meucci o Alexander Graham Bell?

Ma la mia, badate bene, non è curiosità scientifica: più che altro, è che voglio sapere chi dovrò prendere a ceffoni, una volta passato di là.


Per scrivere un articolo, non puoi mai fare da solo: spesso occorrono dichiarazioni, frasi da riportare, informazioni che non riesci a trovare. E allora, telefono.

Ed è allora che comincia il delirio.

Come oggi pomeriggio: c'è stata una manifestazione di protesta in fabbrica e io devo occuparmene.

(pare, ma che strano, che vogliano licenziare circa 200 persone per trasferire la ditta in Polonia) (e non date dei bastardi ai padroni: questa si chiama delocalizzazione, non stronzaggine) (bisogna saperle usare bene, le parole. Le parole sono sottili...)

Va bene.
Chiama l'assessore provinciale al lavoro.
non risponde
Va bene. Allora chiama il sindaco del paese.
non risponde
Va bene. Allora chiama l'ufficio stampa del Comune.
non risponde
...
..
.
(MANTENERE LA CALMA)
...
...
...
Va bene. Chiama il giornale per avvisare che nessuno risponde e per chiedere altre informazioni.
non risponde
...
...
...
Ed è a questo punto, solo a questo punto, che iniziano le urla scomposte e il lancio degli oggetti.
Poi, una volta guardata la tua stanza a pezzi (solo un pallido, evanescente ricordo della stanza in cui lavoravi fino a pochi minuti prima), scatta la domanda: ma perchè non vado a lavorare in fonderia? O in un posto senza telefoni?

Soundtrack il ronzio del computer. A vuoto, ovviamente.

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16 gennaio 2007

Psychocandy

Un carillon di rumore ha cullato e agitato la mia notte insonne.
Ora, una colata elettrica satura gli spazi dei pensieri, li fa volare, strappa il peso che mi chiude.
Qualunque cosa mi succeda, ha una colonna sonora. E non importa che io la voglia o no: lei c'è.

Soundtrack SCISMA "Live @ Radio 2" (unreleased)

15 gennaio 2007

The week never starts 'round here # 40

Mi piacerebbe che fosse più facile, controllare il panico, il sonno, l'ansia di non sapere dove andrò a sbattere. E invece non è mai troppo semplice.
É una continua battaglia, contro il respiro che si blocca e mi sbarra la strada. Ma è una battaglia che vincerò io.

L'EVENTO.

Ci sono cose molto più belle di questa, ma mi ha segnato. Non riesco a togliermela dalla testa. Come può una persona che non hai mai conosciuto tornarti in mente in qualsiasi momento, e come mai? Se volete sapere di cosa parlo, andate qui. Pagina 22.

IL LIBRO.


Sono passati tre anni da quando sono tornato da Cuba. Un viaggio in cui Gemma, tra mille altre cose, mi aveva raccontato del suo amore per Marguerite Duras. Lei, che non presta mai libri, mi diede la sua copia de "L'amante". Nel buco nero di fogli, dischi e carta che è camera mia, quel libro è rimasto sepolto per tre anni, fino a quando non mi è tornato in mano sabato, poco prima di correre verso la stazione.
Ed è successo.
Folgorazione.
Sul binario, avvolto dalla nebbia e dal mio cappotto blu, ascoltavo i Massive Attack. Apro il libro, e leggo.

Un giorno, ero già avanti negli anni, in una hall mi è venuto incontro un uomo. Si è presentato e mi ha detto: "La conosco da sempre. Tutti dicono che da giovane lei era bella, io sono venuto a dirle che la trovo più bella ora, preferisco il suo volto devastato a quello che aveva da giovane."

Mi sono trovato immerso nelle pagine, a ondeggiare tra le righe e la sensualità pigra e psicotica di "Karmacoma". Mando un messaggio a Gigi: "Leggo, e ti aspetto sul binario. Sono avvolto nella nebbia e, con questo cappotto, sembro Nosferatu."
Qualche ora dopo, in casa, lui mi guarda e mi dice: "Amore... Nosferatu era magro!"
Non è meraviglioso, avere un uomo sarcastico? :)

CD (selezione).

- MASSIVE ATTACK "Collected"
- COCTEAU TWINS "Treasure"
- EXPLOSIONS IN THE SKY "All of a sudden, I miss everyone"
- TIROMANCINO "In continuo movimento"
- YOU SHOULD PLAY IN A BAND "s/t"
- LES MAN AVEC LES LUNETTES "s/t"
- DEERHOOF "Friend opportunity"

TEATRO.


Dopo aver visto la Cortellesi, ed essermi meravigliato della sua bravura, ed essermi incazzato per i commenti di sufficienza della platea in visone, è toccato a una mia grande passione: le marionette.
Sabato sera, a Parma, maratona di teatro di burattini e marionette.
Persa uno spettacolo sull'Opera di Pechino, ripieghiamo sul Macbeth. Sì, la tragedia di Shakespeare rifatta da un solo uomo che manvora piccoli giocattoli di legno.
Solo che non era tutto così semplice: i personaggi erano quelli della Commedia dell'Arte, alle prese con una finta commedia goldoniana; a metà di quello spettacolo, si stancano e si mettono a recitare Shakespeare. Insomma, cosa dev'essere per un attore manovrare un burattino che parla e si muove come Arlecchino, facendogli però recitare il Macbeth?
Bellissima idea, che regge per un'oretta. E crolla nel finale.
Però, che meraviglia...com'è che, tutte le volte che ne vedo una, mi viene la voglia di imparare a costruire e manovrare marionette? É un altro dei miei sogni...

MP3.


É la settimana intorno al 10 del mese, giusto?
Quindi, U-Turn is playing at my house, la compilation in free download che regaliamo, assieme all'artwork, dalle pagine del sito www.u-turnet.com
Questo mese, la raccolta è venuta molto pop. Un pop sporcato e distorto, va da sè: gli Shins, i Curtains, Clap Your Hands Say Yeah, i Someone Still Loves You Boris Yeltsin (giuro, si chiamano davvero così...) e i romanacci Micecars...
Insomma, un bel sentire. Andate qui e scaricate!!!

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Noi non dovremmo ringraziarci l'un l'altro per i piaceri che ci facciamo a vicenda. Noi siamo cinici, stronzi e cattivi. Perciò, la frase giusta la pronuncio io:"Ele, stasera, finita la riunione, verresti a lavarmi la macchina? E già che ci sei, mentre vieni da me, mi compri le paglie che le ho finite? Altrimenti, se ti scoccia, non ti preoccupare, fumo le tue..." (Acidume Musi, who else?)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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12 gennaio 2007

Lavanda

La lavanda è la mia madeleine.
Sentirne l'odore mi ricorda un momento bellissimo.
Cinque anni fa, sulle colline dietro ad Ancona. Ero andato a Fano, a vedere il mio primo concerto di PJ Harvey con due mie amiche, e poi ad Ancona, a dormire.

Il giorno dopo facemmo colazione vicino al porto. Io avevo un esame di economia politica il giorno dopo, e premevo per andare a casa; le mie amiche, nascoste da un cappuccino e da un cornetto grondante crema, buttavano lì frasi tipo "Però siamo così vicini al mare...però, se torniamo a casa ora, promettetemi che torniamo al mare presto, eh?". Cose così.
Buttai giù il caffè, e con aria solenne, proclamai che l'esame poteva andare a fanculo.

"SI VA AL MARE!"

E sulla strada verso Numana, appena dietro a una curva, un campo immenso, viola. Un profumo meraviglioso.

Questa storia mi è tornata in mente oggi, cinque anni dopo.
Davanti al computer in camera mia, a scrivere della presentazione di un bilancio di un Comune dei dintorni.
Ho bisogno di aiuto esterno. Toh, un boccetto di essenza alla lavanda.
Prendo il bruciaessenze (in pietra, a forma di luna calante), qualche goccia di essenza da diluire in acqua.
Accendo la candela.
Il profumo comincia a danzare intorno.
É a quel punto che passa mio padre, butta un'occhiata e dice: "Attento a quella fiamma. Ti va a fuoco tutto!"
Come smonta i momenti poetici mio padre, non lo fa nessuno...

Come? Com'era andato quell'esame?
Ehm.
Bocciato. L'unico esame di cinque anni di università che non abbia passato al primo colpo. Ma chi se ne frega? Avevo annusato lavanda...

Soundtrack LES MAN AVEC LES LUNETTES "Les man avec les lunettes?" MyHoney / Zahr / Goodfellas, 2006

11 gennaio 2007

Precariato in vis(i)one

Gli ultimi saranno ultimi.
O meglio: "Il Vangelo dice che gli ultimi saranno i primi. Solo, si sono dimenticati di dirci...quando."

Spettacolo bellissimo, quello di Paola Cortellesi. Un monologo di un'ora e mezzo dove, in nero accademico, dà vita a sei personaggi diversi.
Una ragazza incinta al settimo mese, disperata per essere appena stata licenziata.
La donna delle pulizie, rassegnata, saggia.
L'amministratrice delegata, donna dal pugno di ferro che chatta sul web con un uomo che si fa chiamare (meravigliosa!) "prepotenza pelvica".
Una poliziotta in bilico tra ottusità gentilezza.
Un trans (l'unico personaggio un po' banale, a dire il vero)
Una guardia giurata, semplice, paurosa e inutile.

Sei personaggi intrappolati nelle proprie vite. Dove chi ha tutto cerca vie di fuga virtuali, e chi non ha niente ha due possibilità: accontentarsi o impazzire.

Non c'è molto da dire.
La Cortellesi è semplicemente eccezionale: come Albanese, sa passare in un attimo da un personaggio all'latro solo con la voce, la mimica, i dialetti.
E ha un talento drammatico che non mi aspettavo.

Questo è il classico spettacolo dove vai, pensando di ridere come un cretino.
E ridi, eccome.
Solo che esci da teatro col sangue ghiacciato.
Perchè è vero che il teatro estremizza tutto, ma siamo sicuri che questa storia sia così inventata, così esagerata?

Quello che mi ha fatto rabbia sono i commenti della gente.
Le frasi condiscendenti delle donne in visone, la platea del teatro, che biascica "Lei è brava, ma il testo è banale."

Certo, testo banale.
Irreale, per chi, dall'alto del proprio visone e dell'abbonamento alla prosa, il precariato non sa nemmeno cosa sia.
Perchè è più comodo, fingere di non vedere.

Soundtrack EXPLOSIONS IN THE SKY "All of a sudden, I miss everyone" Temporary Residence / Goodfellas, 2007

10 gennaio 2007

La mia maestra di yoga

Tema: La mia maestra di yoga.

Svolgimento:


La mia maestra di yoga è pazza.
Un'adorabile pazza di una quarantina d'anni, alta, coi capelli rossi, il fisico asciutto, elastico.
Ieri, a lezione, inizio a sciogliere i muscoli. Distensioni delle gambe, cose così. Mi scappa una specie di muggito: dopo due settimane che non ti muovi, stendere una gamba e tirarne le fasce muscolari provoca una reazione del tuo corpo che corrisponde, più o meno, alla frase: "Che cazzo credi di fare, idiota?"

La maestra: "Cosa c'è?"
Io: "Niente, sono un po' rigido."
La maestra (serafica, imperturbabile, eterea): Daniele, non c'è problema. Prendi tutta la tua rigidità e concentrala in un punto solo. Vedrai che lì è molto più apprezzata.

(Daniele arrossisce virginale. Ma pensa che se l'insegnante fosse più simile a quello della foto, ci sarebbero pochi problemi)


Soundtrack SOPHIA "Technology won't save us" Flower Shop, 2007

09 gennaio 2007

Idioti

Urge ritrovare le proprie passioni, qui.
Come è successo ieri sera, dopo un bel po'.

In fondo, non è diverso dalla fine di una storia d'amore: quando qualcosa arriva al capolinea, ti lascia una montagna di dubbi: saprò farlo di nuovo? valgo davvero qualcosa?
E spesso le risposte arrivano all'improvviso, e ti dicono che sì, forse qualcosa lo sai ancora fare, e soprattutto ti diverti ancora a farlo.

Stiamo adattando una favola comica di Neil Simon, "Fools".
Sedersi al tavolo, tagliare, cambiare i nomi ai personaggi.
Studiare le inflessioni di voce, le affinità con gli altri caratteri.
E poi, l'istinto che non muore: le prove in piedi, quando scopri che l'affinità con le persone che ti stanno attorno non la puoi fingere, la cogli dai gesti, dalle sincronie.

Stanza buia. Camminare, con sottofondo i Pink Floyd. Cerca il tuo personaggio, la sua camminata. Come reagirebbe sentendo uno scoppio?
Neutro. I piedi come blocchi di cemento, una fatica enorme a sollevarli, ok.
É un contadino: la schiena è curva ma fiera. Rigido, ma piegato.
É stupido, come tutti gli abitanti del suo paese: sguardo vuoto, un po' allucinato, un po' da bimbo che non capisce.
Ed è pauroso, estremamente pauroso. E goffo.
Esagerare i gesti, c'è tempo per limare, per pulire.
Ora si gioca. E basta. E, finalmente, ci si diverte di nuovo.

Tre ore di prova, tutto fila liscio. Si lavora sodo, si ride. E alla fine, guardi l'orologio ed è tutto un "ma come, già mezzanotte?". Sigaretta, ultime chiacchiere, alla prossima.

Soundtrack YOU SHOULD PLAY IN A BAND "s/t" Black Candy / Audioglobe, 2006

08 gennaio 2007

The week never starts 'round here # 39

Beh, a quanto pare è successo: ho un lavoro nuovo.
Ed è stata una gran sorpresa trovare commenti e congratulazioni e sms per sapere com'era andata. Com'è che mi sto affezionando alle persone che conosco qui?
Comunque, presto si parte: un'agenzia di concerti, collegata all'agenzia di promozione dove avevo fatto uno stage un anno fa, quasi completamente in mano mia.
Sono pazzi a fidarsi? Sono pazzo e incosciente a buttarmi?
Sì, ma è questo il bello: non vedo l'ora di iniziare, è una gran bella sfida.

L'EVENTO.

A parte il lavoro, direi che una festa di tre giorni per inaugurare una casa sia stata un discreto evento. Tra genitori che tuonano "la donna va educata come un cane", addetti al catering futuri tronisti da Maria de Filippi, vicine di casa leopardate e appassionate di danza classica, direi che non ho avuto modo di annoiarmi...

E poi, una piccola proposta, sussurrata prima di addormentarmi.

IL LIBRO.

Va bene, Nick, io adoro come scrivi. Però, ora basta.
Scrivi di calcio? Ti ignoro.
Scrivi di musica? Ti amo.
Scrivi di libri? Sei noioso, e soprattutto mi dà l'idea che tu abbia finito le risorse per lavorare a un nuovo romanzo, quando invece sarebbe ora di smetterla di campare facendo classifiche...

CD (selezione).

- ARCADE FIRE "Funeral"
- LUPINE HOWL "The carnivurous lunar activities of..."
- JOHN MARTYN "Solid air"
- MY BRIGHTEST DIAMOND "Disappear EP"
- TARA JANE O'NEIL "In circles"
- LES MAN AVEC LES LUNETTES "s/t"
- YOU SHOULD PLAY IN A BAND "s/t"


IL FILM.

A volte non c'è bisogno di granchè...una serata sul divano, abbracciati, a vedere un vecchio film. Un meraviglioso vecchio film.

MP3.

Non ho mai capito come proprio la Sicilia fosse la culla italiana del noise. E c'è un gruppo, con solo un album alle spalle, che continua a venirmi in mente. Si chiamano Jasminshock: voce femminile, e inchino agli Shellac.
E chiamare una canzone "One minute man" è già sinonimo di buona cattiveria...Scaricate, invece, la loro "Bug". Da qui.

IL VIDEO.

Nei giorni a Pienza, c'era una canzone che riusciva a fr tornare il sorriso a tutti e quattro. Contagiosa, irresistibile, "Fidelity" di Regina Spektor è semplicemente una canzone straordinaria, appiccicosa, irripetibile.


E il video lo è altrettanto: tutto giocato sul bianco e nero, racconta d una ragazza che non si era mai innamorata fino in fondo. Il suo uomo è ritratto senza testa ma, come lei decide di fidarsi di lui, il suo volto appare, e iniziano a soffiare colori per tutta la stanza. Una meraviglia.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Questo è il lavoro che ho per te." (Sandro. Non male, no?)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

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04 gennaio 2007

Slow food (fast brain)

Lezione numero 1:

è molto bello andare alle conferenze stampa che hanno qualcosa a che fare con lo slow food. Per mezz'oretta scarsa di chiacchiere, poi ti trovi davanti a una tavola che farebbe vergognare perfino chi fa il catering per la Regina.
Eh sì, nemmeno la Betty mangia così bene...
(io la Regina Elisabetta II, la carampana, la chiamo Betty, e allora?).

E domani si torna a Pisa.
Potete incrociare le dita tutti quanti?
Grazzzzzzzie...

Soundtrack LUPINE HOWL "The carnivorous lunar activities of..." Vinyl Hiss / Self, 2001

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03 gennaio 2007

Ieri, oggi, domani

Questa meraviglia di posto è dove ero fino a quante? trentasei ore fa?
Il paesaggio più dolce del mondo, morbido, vuoto, il cielo a ricordarmi tutti i suoi possibili colori e, là in fondo, il monte Amiata, imponente e gentile.

Oggi. Casa mia, davanti a questo computer.
Gli stessi stati d'animo di prima della partenza a bussare alla porta. Mi sento come in un fumetto, ad appoggiarmi con la porta alla schiena per cercare di tenere tutto quanto fuori dalla porta. Una porta che si piega ad arco verso di me, ma che riesco a non far aprire.

Domani. Domani è un buco nero, un mondo possibile, una serie di colori sfumati. É bellissimo. Ed è tremendo, non sapere cosa vuoi.
Mi hanno richiamato a Pisa. Un colloquio nel posto più bello del mondo. Un pavimento di legno di un ufficio sul Lungarno cosparso di dischi strani, uno scaffale ripieno di comunicati stampa, due scrivanie. Nelle stanze a fianco, Michela mi accusava di far piovere ("Non uscirai stasera, vero? Mi piacerebbe uscire a cena!"), mentre Andrea e Gabriele, in silenzio, facevano circolare sobrie e sostenute battute electro.

Dopo un anno di capovolgimenti, uno dietro l'altro, forse si riaffaccia la possibilità di tornare a lavorare in campo musicale.
Con tutta l'eccitazione possibile del tornare in una città dove sono stato bene, e la paura di trovarla cambiata, o di buttarmi a fare seriamente quello che ho sempre sognato di fare. E i dubbi su cosa potrebbe fare il mio trasferimento a una storia che già soffre i miei sbalzi d'umore.

Tutto come sempre. Non riesco ad ancorarmi all'oggi, a cosa succede adesso. Devo correre avanti, vedere cosa succede, farmi angosciare se non vedo bene.

Eppure, guardo quelle colline e mi calmo.
E volete dirmi che certi posti non hanno niente di sacro?

Soundtrack LES MAN AVEC LES LUNETTES "s/t" Zahr / MyHoney / Goodfellas, 2006

02 gennaio 2007

Tornato!

Rieccomi qua.
Tre giorni di nullafacenza con vista sulla Val d'Orcia, una notte a Bologna e...ta daaan! sono pronto a ricominciare.
Racconterò meglio più tardi...mi aspettano un furto in un bar e uno scasso da un benzinaio da documentare. sì, è proprio tornato tutto come prima...

Soundtrack la vaga eco che ha in testa chi ha dormito poco e vorrebbe continuare a farlo...