un isterico tuareg...

29 dicembre 2006

Milioni di parole...

Avrei voluto scrivere qualcosa di bello, per augurarvi buon anno.
É che ho un borsone sulla porta e la macchina che scalpita in direzione Pienza, per tre giorni in cui la cosa più impegnativa che farò sarà sollevare calici di Chianti.

Di solito, a fine anno si fanno i bilanci.
E io, fino a pochi minuti fa, avevo considerato il 2006 come un anno, fondamentalmente, abbastanza di merda.
E poi ho pensato a una cosa: nonostante tutti i casini e le avventure tragicomiche, non è stato un anno da cancellare.
É solo...solo VITA. E avrebbe potuto andare molto peggio.
E almeno, io mi do mai il tempo di annoiarmi.

Quindi, a tutti quelli che passano di qui: BUON 2007.
Lo sarà davvero.

Soundtrack i passi nervosi di mio padre che aspetta che io fiunisca di scrivere per potermi accompagnare all'appuntamento con le zozzette...

27 dicembre 2006

Maledetto Hornby...

Ossia: nessuno sfugge alla smania da classifica di fine anno.
Ma, per qualche strano motivo, troverete solo otto copertine. Il computer si rifiuta di caricare l'immagine di questo disco, e di questo. Ma ci sono anche loro, eccome.
Su Sonic Magazine troverete la stessa lista.
Su Kalporz, tra qualche giorno, pure qualche motivazione.























Soundtrack AA.VV. "Metal machine muzak" Gammapop, 1997

25 dicembre 2006

Superare il Natale

Il lunedì, da queste parti, è il giorno del classificone settimanale.
Ma, per una volta, rompo le tradizioni.
Giusto perchè è Natale, e ne approfitto per farvi gli auguri.

Alla mia maniera.

Molti di voi saranno impegnati in devastanti cene di famiglia, che metteranno alla prova i vostri nervi anche se siete già in odore di santità.

Ergo, qualche consiglio.

- Non vi preoccupate: non siete ingrassati. Anche se vostra suocera vi punta un dito contro la pancia gridando cose tipo "Sembri Buddha!"

- Contate fino a dieci prima di rovesciare l'insalata russa sui capelli freschi di permanente della fidanzata Barbie del fratello del cognato.

- Se qualcuno scarta il vostro regalo e lo abbandona con sufficienza in un angolo, rinunciate all'idea di farglielo ingoiare: i soccorsi porterebbero via del tempo, e il vostro obiettivo, ricordate, è uscire da quella casa / ristorante il più presto possibile.

- Se vi sentite sul punto di urlare quando le nipotine intonano la ventesima carola natalizia consecutiva, chiudete gli occhi e pensate a un concerto death metal, o a uno degli Zero Assoluto (nome profetico...). Improvvisamente andrà meglio.

- Non parlate di lavoro, nè di politica, nè di affetti personali. Insomma, mangiate in silenzio e pregate che finisca.

- Eventualmente, in caso d'emergenza, spezzare la tensione chiamando un brindisi (picchiare il coltello contro il bicchiere, o gridare come un pazzo, potrebbe bastare ad attirare l'attenzione) e buttare lì una frase da scegliere tra:
a) Sono gay!
b) Ehi, quel trattore non è un po' troppo vicino alla tua macchina nuova?
c) Siete mortalmente noiosi!


Piantandola con le idiozie, qui ci sono i miei auguri di Natale, quelli veri, quelli semi-seri.
É banale augurare serenità a tutti quelli che passano, o sono passati di qua.
Però la banalità a volte fa un gran bene.
Cercate di essere felici.
Tutto qua.
Buon Natale.

Soundtrack ARETHA FRANKLIN "Respect: the very best of" Warner, 2002

22 dicembre 2006

Cronache astigiane

sì, lo so, è l'immagine più triste possibile.

Come sono finito ad Asti? Una buona domanda.
Un amico di Gigi tornava a recitare dopo sei anni di silenzio, ergo si monta su un treno, e in tre ore si attraversa la pianura come un lampo lentissimo.

E, se qualche giorno fa ero angosciato da quanto Reggio sia invasa dalle solite glorie, beh, anche Asti ha le sue.
E le ho conosciute tutte in una sera.

La città chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera di Paolo Conte. Pare non esista maschio eterosessuale che, in città, non si sia fatto la di lui moglie.

Conosco una tizia sciroccatissima che lavorava nel suo studio legale e che, per anni, ha fatto un programma su Radio2.
"Sai, io all'epoca lavoravo nello studio legale di Paolo Conte e di suo fratello Giorgio, e poi, improvvisamente, Giorgio mi ha chiesto di fare una telefonata durante un programma che lui faceva in radio e...indovina? sono piaciuta e mi hanno presa a fare un personaggio assurdo...e sono rimasta lì per tre anni! e sentivo salire l'invidia in modi finora ignoti...

Ma, soprattutto, conosco le meravigliose, indicibilmente sublimi sorelle Orecchia.
Passeggiando su corso Alfieri, si trova un'insegna: Orecchia dischi. Ma la realtà è peggio di come si crede.
E non tanto perchè il negozio contiene l'abbinata dischi / gioielli.
sì, vorrei l'ultimo di Laura Pausini. Ah, e già che ci siamo, mi dia una parûre.
Ma perchè le due sorelle proprietarie del negozio sono un vero e proprio monumento. Al botox.
Un'età indefinibile, ma superata la settantina, capelli di un biondo innauturale e, la faccia talmente tirata da far sembrare Cher una verginella al primo lifting.
Si entra nel negozio, e rimani allibito e senza fiato. Non solo per l'impagabile visione di queste due miniKessler, ma per un alone di profumo dolciastro che emerge da non so dove.
Baci, abbracci. Perfino a me. Beh, non si può dire che non accolgano calorosamente.
"Francesco, amore, vorremmo venire a teatro, ma in un'ora non ce la facciamo a prepararci e a truccarci a modo"
Pare che il meglio di loro lo diano d'estate, con certi meravigliosi completini verde acido che non oso nemmeno immaginare.

Comunque. Un meraviglioso cantautore riempito di corna. Un'avvocatessa che -ops!- improvvisamente si mette a fare radio. Due sorelle botulinate a capo di un negozio di dischi & gioielli. E un'ottima serie di vini.
Per me è sufficiente. Io mi trasferisco.

Soundtrack qualche anteprima di KECH "Good night for a fight" (Black Candy / Audioglobe, 2007) speditami in mp3 dalla band...

20 dicembre 2006

Bersaglio urlante

Molta gente non ha una beneamata mazza da fare.
D'altra parte, se il guru cerebroleso - accompagnato da un pianista piacione quanto Rutelli - può permettersi di raccontare a una chiesa gremita di dove compra le statuine del presepe senza che nessuno vada lì e lo tiri giù dall'altare (e venite in proscenio a prendere gli applausi, almeno! sfortunati...), perchè una manica di indie-rocker non può perdere il suo tempo a infamare Violetta Beauregarde?

Antefatto.


Beck (non l'ultimo dei cretini, ma nemmeno il primo di loro) pubblica la sua top 10 dei dischi del 2006 e ci inserisce al secondo posto il disco di Violetta,"Odi vulgus profanum et arceo". Il tipo di disco ideale per quando odi l'universo e vuoi farlo sapere a tutto il vicinato, insomma.

Svolgimento.

Apriti cielo! Venduta! venduta! venduta!

Conclusione.

La signorina, che non le manda certo a dire, dal suo blog risponde: “buon per la mia etichetta che venderà qualche disco in più, ma oggettivamente, se a beck piacesse l'impepata di cozze piuttosto che la polenta e uccelli, a voi che cazzo vi cambia”.

Post.

Si potrebbe anche scrivere che certa gente ha tonnellate di tempo da buttare.

Oppure, far partire una filippica tremenda (per una volta che qualcuno apprezza un italiano all'estero, siamo tutti lì a criticare...). Un po' la storia del Nobel a Dario Fo, insomma. Vabbè, fatte le debite proporzioni.

Oppure...oppure, mi sa tanto che la cosa più intelligente l'abbia scritta proprio lei, Violetta.
Piuttosto, ascoltatevi qui un po' di sano terrorismo sonoro. Il pezzo si chiama "The unbearable lightness of a farm tractor". L'insostenibile leggerezza di un trattore, già.
Questa donna è uno spettacolo.

Soundtrack MISS VIOLETTA BEAUREGARDE "Odi vulgus profanum et arceo" Temporary Residence / Wide, 2006

19 dicembre 2006

Reggianizzare

Ho sbattuto contro un verbo strano: reggianizzare.
(ahia. serve aiuto? no no, sto bene. sicuro? uhm, forse no.)

Scrivendo per un giornale locale, bisogna localizzare il più possibile l'evento.
Qui siamo a Reggio Emilia, right? Quindi: reggianizzare.

Aiut.

Ieri intervisto Ludovico Einaudi. Uno che, per tour italiano, intende "faccio sette date nei teatri, e poi vado a farmi applaudire dal resto del mondo."
Insomma, una cosa abbastanza unica, che un personaggio del genere si lasci intervistare da un piccolo quotidiano, no?

Ebbene.

Il manager mi risponde al telefono dicendo "Guardi, Lui (ho nettamente percepito la lettera maiuscola...) non lo dirà mai perchè è un Signore (di nuovo...), ma...FACCIA PRESTO."

Iniziamo bene.

Io snocciolo 3-4 domande imbarazzanti (reggianizzare! reggianizzare!), alle quali Lui risponde con la stessa trascinante emotività della sua musica. Cioè, se non mi sono addormentato mentre mi raccontava che ha conosciuto il rincoglionito Giovanni Lindo durante una camminata di quattro ore sulle Dolomiti, mi sarebbe restato solo il cloroformio...

Insomma, niente cose tecniche, nè (NON SIA MAI!) accennare a critiche. Non si può chiedere a Lui perchè non la smette di copiare (pardòn, rifarsi a) Satie.

Reggianizzare, reggianizzare.
Insomma, se mai mi ricapiterà, il risultato sarà questo:

D: "Ti piace Reggio?"
L: "No"
D: "Hai dei legami con Reggio?"
L: "No"
D: "Hai un parente reggiano?"
L: "No"
D: "Ti piace l'erbazzone*?"
L: "No"
D: "Pensi che abbiamo la testa quadra**?"
L: "No"

Note:

* tipica torta salata reggiana a base di bietole. Grassa e unta, ottima in qualunque momento della giornata, in casi di depressione ingerire fino alla nausea.

** nella rivalità di campanile tra Reggio e Parma, essi ci chiamano affettuosamente "teste quadre". Rispondono per tutti gli Offlaga Disco Pax: "Grazie Reagan, bombardaci Parma!"

Soundtrack qualunque cosa non si basi su un pianoforte strappamutande e su una faccia da George Clooney dei poverissimi...

Spleen-o-matic

Mi sono reso conto di avere delle cose da spiegare.
Soprattutto a me stesso.

Mai avuta la sensazione di stare su un ottovolante? Un ottovolante lentissimo, che ti sballotta in alto e in basso senza logica.
Questi giorni che mi portano a Natale sono così, e non riesco a vederne il motivo.
Sensazione da conto-alla-rovescia-prima-delle-vacanze-e-nel-frattempo-mi-bradipizzo?
Malinconia invernale?
O più brutalmente, come mi è stato detto, sono incapace di essere veramente felice?

Ma che ne so.
Brain, off.

Soundtrack LOW "Christmas EP" Tugboat, 1999

18 dicembre 2006

The week never starts 'round here # 36

É come se mi si fosse seduto un elefante sulla testa, stamattina.
Il che indica due cose:
a) forse ho bevuto troppo ieri sera
b) forse ho bevuto troppo ieri sera, ma sono giustificato: sono iniziati i festeggiamenti di Natale. E nel migliore dei modi, direi. Con una cena con la famiglia. La casa di via dei Due Gobbi, insomma.

L'EVENTO.

Tempo fa sarei svenuto anche al solo pensiero di intervistare Arto Lindsay, e questa settimana è successo. Non che la sua Messa noise fosse granchè, ma parlare al telefono con qualcuno che ha preso e rivoltato il rock come un calzino, trent'anni fa, è comunque una gran emozione.
Ma il vero evento non è stato quello: piuttosto, vedere la prima recita di Natale di mia nipote, è stato il vero evento.
Immaginatevi una bimba di tre anni con una testa piena di ricci, vestita da stellina, che balla in girotondo.
E suo zio, un bestione di ventisei anni che gira dicendo "sono cinico! sono cinico!", che si commuove come un cretino...

IL LIBRO.

Non trovo niente che mi interessi, in questi giorni...eppure so che circolano da un mesetto il nuovo Hornby, o la ristampa di uno dei primi libri di Rick Moody...forse è lì la chiave del discorso: moody. Umorale, insomma. Isterico. Insomma, niente libri.

CD (selezione).

- LALI PUNA "Faking the books"
- CESARE BASILE "14.06.06"
- PJ HARVEY "The Peel Sessions 1991 - 2004"
- REFLUE "A collective dream"
- TORI AMOS "Welcome to sunny Florida"
- PATRICK WOLF "Wind in the wires"
- SCISMA "Rosemary plexiglas"

MP3.

Cos'è che ci ha spinto ad affezionarci agli mp3? No, davvero, cosa? Mi scarico le Peel Sessions di PJ Harvey, dicendomi che presto avrei comprato il disco originale. "Oh my lover" ha un attacco talmente violento da buttarti giù dalla sedia. Poi, dopo tre settimane, compro il CD. E lo stesso pezzo ha una pulizia di suono, una tale forza...
Ma perchè ci siamo adattati a un formato che comprime il suono, e ne riduce la qualità del 37%?

Ok, fine del pistolotto anti-tecnologico.
E visto che la coerenza è un po' il mio forte, vi segnalo l'uscita di "U-Turn is playing at my house # 3", la nostra nuova compilation in free download. Tra le chicche di questo mese, l'anticipazione del nuovo singolo degli Explosions in the Sky, un inedito di Paolo Benvegnù e una gemma indie-tronica dell'islandese Prince Valium (bel nome...). Trovate tutto qui.

IL VIDEO.


Odio, fortemente odio le band che stanno spuntando fuori in questi anni dall'Inghilterra. Tanti piccoli cloni, con l'NME a strillare al capolavoro a ogni settimana pur di vendere due copie.
Gli Arctic Monkeys sono tra queste band e, per carità, sono anche divertenti da ballare, a piccole dosi. Però, da qui al capolavoro ce ne passa...
Semmai, il vero capolavoro è il video di "Leave before the lights come on": girato a Sheffield, parte dal tentativo di suicidio di una donna che, sul tetto di un palazzo industriale, guarda di sotto. Un uomo corre sul tetto e la salva, ma lei continua a seguirlo. Ossessivamente, senza tregua. Lui, arrivato all'esasperazione, la maltratta e lei, disperata, torna sul tetto per farla finita. Ma stavolta non lo farà: aspetta di vedere un uomo passare e, in quel momento, finge di buttarsi per attirare l'attenzione. Guardatelo qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Se avessi voluto regalarti del cioccolato, lo avrei fatto, no?" (Annina. perchè a Natale siamo tutti più buoni...)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

15 dicembre 2006

Sipario

Abbiamo chiuso.
Da ieri sera, i Menzogneri non esistono più.
Chiamiamola anche pausa, se vogliamo, ma di fatto lo sappiamo bene tutti quanti che non reciteremo più assieme.

Ed è meglio così.

Stavamo tutti aspettando l'occasione di chiudere, in fondo. E i sensi di colpa, i buonismi, le frasi gentili (che nascondevano sotto un'agrressività repressa pazzesca) che sono spuntate fuori ieri sera sono solo l'ipocrisia estrema di persone che non hanno più niente da dirsi.
Peccato.

Qualche giorno fa si diceva di alzare il culo per cambiare le cose?
Bene. Ho iniziato.
Sipario.

Soundtrack PJ HARVEY "The Peel Sessions 1991 - 2004" Island / Universal, 2006

14 dicembre 2006

Nuotando nell'aria

La ricordate?
La batteria che inizia, sola. Un rintocco breve sul vuoto. E poi la voce, poco più di un sussurro.

Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo
momento è la tua pelle ciò che sento,
nuotando
nell'aria.

Ma a un certo punto, la canzone e la vita hanno preso strade diverse.
Lì la voce grida, l'assenza del corpo che diventa dolorosa.

Per me no, non è così.
Inebriato dal sonno, e dall'odore della tua pelle che oggi non si vuole separare dalla mia.
Un po' di te che mi ha riaccompagnato a casa, e che continua a danzarmi intorno, invisibile.

Oggi.
Non.
Riesco.
A.
Separarmi.
Dalla.
Tua.
Pelle.

Soundtrack MARLENE KUNTZ "Catartica" C.P.I., 1994

13 dicembre 2006

Cut up

Stormi di uccelli in volo con rose rosse tenute nel becco, apritemi le porte del cielo mentre vivo anche se non mi è concesso.
Now that I found peace of mind, tell me Jesus, will it last?
Io non invecchio, niente mi imprigiona.

(loro)
fendono l'aria in curve e diagonali tracciando lettere di un alfabeto sconosciuto.
Io non invecchio, niente mi imprigiona.
(è questo) il contatto che ci unisce nella terra sopra al cielo.
La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.


ci sono frasi che rimangono in testa più di altre. Capita di sederti ad ascoltare, e che le parole non ti abbandonino. Mischiarle, trovare loro un nuovo senso, è solo un gioco che non ho inventato io.
Giocare, perchè no?

Soundtrack BLUE NILE "Walk across the rooftops" EMI, 1984

12 dicembre 2006

Esistenziale

A volte mi chiedo se sto facendo davvero quello che voglio fare, o se invece non mi stia semplicemente accontentando, perchè mi mancano fiato e coglioni per riprendere a fare quello che voglio.

Mi salta fuori ogni tanto, questo dubbio, all'improvviso. Proprio come quando ritrovi cinque euro che non pensavi di avere nella tasca del cappotto, o come a sorpresa, ascolti una parola che ti rimanda a un momento non esattamente bello.

Sarà la mattinata passata a documentare fedelmente l'ennesima inaugurazione di una rotonda, sarà l'improvvisazione teatrale di ieri sera, ma...

Boh. Mi sto accontentando? Perchè non viaggio più come piaceva a me? Perchè mi accontento di scrivere di cose che non mi interessano? Perchè mi sembra di essermi chiuso in una specie di cubo trasparente, e che il mio periodo di pausa dal mondo stia durando anche troppo?

non ti impantanare, mi è stato detto qualche giorno fa. Credo che quella persona abbia ragione.
Ha quasi sempre ragione, quando si tratta di me...

Insomma, perchè non alzo il culo e vedo di cambiare qualcosa?
...
...
Ma...è normale che una rotonda scateni ansie esistenziali?

Soundtrack THE EVENS "Get evens" Dischord / Wide, 2006

11 dicembre 2006

The week never starts 'round here # 35

Settimana un po così. Fatta di musi lunghi, piccole brutte notizie, piccole liti.
Ma il bello delle settimane brutte è che finiscono e che, a volte, si risolvono.
Così, mentre un treno ti porta verso Bologna sotto un cielo di un azzurro irreale, e il disco che stai ascoltando ti canta nelle orecchie una frase come be proud to make mistakes, decidi finalmente di abbassare la guardia. E di goderti le cose.

L'EVENTO.

Vedere Nada cantare inni sacri accompagnata "solo" da Rita Marcotulli al pianoforte può essere un'esperienza magnifica. Soprattutto perchè quelle due donne hanno un magnetismo impressionante: Rita è seria, sorride piano, incastra collane tra le corde del suo pianoforte, e i suoi occhi incrociano i miei per pochi secondi alla fine dei pezzi. E Nada rimane sempre la solita bambina viscerale, quella che grida in una Chiesa o che si siede sulle scale di un altare non per scandalizzare, ma come se fosse la cosa più naturale del mondo. E sentire l'Ave Maria di Schubert assieme a "Le mie madri" è qualcosa di emotivamente devastante, davvero...

IL LIBRO.

Qualcuno lesse che ero appassionato degli oroscopi di Rob Brezsny - leggeteli su Internazionale - e arrivò al nostro primo appuntamento con un suo libro. Un piccolo regalo e... il resto è storia.
Anche se a volte sembra un po' un manuale di auto-aiuto (la scorsa settimana ho visto una donna in biblioteca prendere a prestito "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere"...allora quel libro esiste davvero! ed esiste anche chi lo legge!), ho un ovvio motivo per essere affezionato a "La pronoia è l'antidoto alla paranoia"...

CD (selezione).

- NADA "L'amore è fortissimo e il corpo no"
- EN ROCO "Occhi chiusi"
- A.F.A. "Armonico"
- AMERICAN ANALOG SET "Everything ends in spring EP"
- SLOWDIVE "Blue day"
- ANTONELLA RUGGIERO "Registrazioni moderne"
- SCISMA "Armstrong"

IL FILM.


E finalmente sono tornato al cinema. Dopo tre mesi (!). E per vedere un film davvero bellissimo, che a Reggio non è arrivato: "Shortbus". Ovviamente tutti ne parlano come di un film dove ci sono un scco di scene di sesso esplicito, ed è vero. Però vederlo come una specie di porno è una morbosità assurda: è un film di sentimenti, di blocchi emotivi, di come le persone, indipendentemente dalle loro vite e dai loro gusti, facciano una gran fatica a dirsi la verità.
Forse la vita inizia davvero quando lasci andare i tuoi blocchi, e provi a fidarti di qualcuno. Non so, forse straparlo e basta. Gran colonna sonora, comunque: curata dagli Yo La Tengo, ci sono in mezzo loro, Anita O'Day, gli Animal Collective, gli Hidden Cameras...
E sono bellissime le panoramiche su New York, una città che sembra fatta di plastilina...

IL VIDEO.

Qualche anno fa, all'università, girai una soap pera demenziale. O meglio, la girò un mio amico, io ero nel cast. Una cosa totalmente assurda, già dal titolo: VAMPATA D'AMORE. Trama fin troppo complicata...vi dico solo che il mio ruolo era quello di un prete a capo di una Chiesa per la redenzione deiu trans, che finiva per sposarsi una sua parrocchiana, che infine scopriva essere sua madre. Una cosa al di là del trash, insomma.
Il problema è che, ora, questo mio amico ha messo tutto online, mannaggia a lui e a YouTube.
Insomma, se vi va di vedermi al minimo della mia dignità, andate qui: un'oretta di film diviso in quattro parti...

MP3.


Ognuno ha i propri dischi rilassanti. Per me, uno di questi è "Set free" degli American Analog Set: morbidissimo, fatto di batterie spazzolate e di ditorsioni morbide, ripetute come un ossessvo tappeto d'ovatta.
Li ho scoperti tardi, purtroppo: ora si sono sciolti, ma dal loro sito regalano i demo del loro ultimo album, inevitabilmente più crudi e meno rifiniti di quella perfezione che mi ha fatto innamorare di loro. Scaricateli qui.
Una band piccola, certo. Ma come non affezionarsi a un gruppo che mette in copertina un paio di manette, aperte, a formare il profilo delle ali di una farfalla?

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Non potrei mai uscire con te, se tu fossi etero" (Elena)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

10 dicembre 2006

Elaborazione del lutto?

Ma me lo spiegate come faccio a conoscere qualcuno che organizza...
...
...
funerali finti per i tuoi ex?

Così egli ne parla dal suo blog:

Sei finalmente stanco di farti del male riesumando ricordi, ravanando nella memoria per il gusto di rimanere dedito al masochismo e all'incapacità di voltare pagina? Hai passato un tempo sufficiente in loop autolesionistici di domande e singhiozzi confidandoti con amici che non sanno come aiutarti? Quanto pensi di continuare ancora? E' ora di dire basta! Elabora in modo creativo il lutto della tua separazione dal tuo o dalla tua ex e datti un punto di partenza da dove ricominciare... Organizza i suoi funerali! Invita i tuoi amici ad una cerimonia simbolica ideata in modo creativo dove finalmente, con un atto concreto e dovuto verso te stesso, dichiari di riprendere la tua vita in mano e di voltare pagina! E non scordarti di fare foto e filmati dei momenti più importanti di questo avvenimento! Per maggiori informazioni contattare emoszkow@gmail.com

Ah beh, io divulgo.
Ci mancherebbe altro...
(quest'uomo è pazzo)

Soundtrack EN ROCO "Prima di volaer via" Fosbury / Audioglobe, 2003

08 dicembre 2006

Geni e santi

Herbert al "Maffia", ieri sera. Inizia il set con "The movers and the shakers" e i suoi incastri ritmici geniali, e io mi precipito nel locale, quasi finendo la sigaretta in un unico tiro.
Tutti ballano, intorno: davanti a loro c'è un genio. Qualcuno lo sa, altri no e se la godono semplicemente.
Ma perchè quando io metto quel pezzo nei miei set, la reazione non è mai uguale a quella di ieri sera? Mah...

Un santo con me al "Maffia", ieri sera. Che, pur di stare con me, si sorbisce una notte intera di musica che non sopporta.
"Ma...tu sei qui per me."
"Certo che sono qui per te, cosa credevi?"

Qualcuno in consolle per un giorno santo, stasera, al CSOA "Fassbinder" di Sassuolo. Io, tutt'altro che un genio. Qua a fianco il flyer che ha fatto Fabbree.
è divertente, perchè è blasfemo!, direbbe Karen.

Soundtrack EN ROCO "Occhi chiusi" Green Fog / Venus, 2005

07 dicembre 2006

Cellulari & petomania

Questa è da Dispenser, come minimo.
Sono su MSN, ci stiamo mettendo d'accordo per vederci stasera.
E scriverei che ho come il sospetto sottile che tiri una brutta aria, ma non lo scriverò, visto quello di cui sto per scrivere.

Abbasso gli occhi sulla finestrella di chat, dove compare una pubblicità:

"Dai ARIA al tuo cellulare. Scarica l'esilarante PETOSUONERIA"


Cioè, fatemi capire. Dopo che anni fa mi era venuto da piangere vedendo l'intero "Horses" di Patti Smith ridotto a una suoneria scaricabile. Dopo che i salvaschermi sono stati infestati da rane pazze, bambini ruttaioli e cani che lappano il vetro, ora siamo arrivati alla petosuoneria.

Ho immaginato con raccapriccio la quantità di volte al giorno in cui suona il mio telefono:

PRRRT! Ops, è il giornale.
PRRRT! Ops, Gigi.
PRRRT! Ops, mia madre.

Prontamente, dall'altro capo della chattata mi segnalano Fartmart, un negozio online dove puoi comprare bamboline a tema: c'è l'elfo scoreggione, il pupazzo a cui devi tirare un dito (e indovina cosa succede?), perfino Bush e Babbo Natale trasformati in bambole puzzone.
E, mi raccomando: ci sono sconti natalizi.

Come si può commentare questa cosa?
Potrei citare Noam Chomsky sul declino della civiltà (o meglio, dell'impero) occidentale.
Oppure potrei comprare subito la bambolina di cui sopra, alla modica cifra di 19.99 $
Che dite?

Soundtrack SLOWDIVE "Blue day EP" Creation, 1992

06 dicembre 2006

Virtual insanity

Allucinato, triste, incazzato.
Ennesima mattina dove sono di pessimo umore, ma tanto non è questa la novità.
É che stavolta il motivo è serio.
Ho scoperto che mio padre si deve operare. Dopo una trafila di medici che sembrano aver studiato la loro materia sull enciclopedie a fascicoli delle edicole, finalmente ha scoperto da cosa gli deriva questo raffreddore cronico che gli dura da più di un anno.


Sotto i ferri, dunque.


E già questo non mi lascia tranquillo.

Ma il bello arriva ora: oggi, 6 dicembre, gli dicono che il primo posto libero è ad agosto.
A meno che...
A meno chhe non cacci magicamente dalle tasche la bellezza di 4500 euro, e la sala operatoria è sua nel giro di un mese.

É vero che sparare sulla sanità italiana è lo sport nazionale, però, porca puttana, ogni tanto la gente ha ragione.
Si fottano, loro e le loro ciarle sullo stato assistenziale e sul diritto all'assistenza medica.
Siamo sempre più americani: hai i soldi? guarisci. non li hai? ok, stai attento a non schiattare.

In più aggiungete alla situazione una di quelle vecchie stronze da piccolo paese che, appena mio padre rientra in negozio, gli urla "Stia attento a non urtarmi la borsa, oppure la rimando da dove è appena tornato" (giuro. lo ha detto davvero), e la mattinata è completa.
Stronza. Se non le ho messo le mani addosso è miracolo puro.

Soundtrack SCISMA "Armstrong" Parlophone / EMI, 1999

05 dicembre 2006

"La tua vasca parla"

In una casa nuova ci sono tante cose da inaugurare.
Come una vasca idromassaggio, ad esempio.


"Che ne dici, buona idea?"
"Beh, perchè no!?"

Riempi la vasca, controlla la temperatura, entra, accomodati.

"Quale programma vuoi?"
"Eh?"
"Tonificante, rilassante..."
"Rilassante, please"

E, nel silenzio del bagno, una voce.
BENVENUTI NEL PROGRAMMA RILASSANTE. SI CONSIGLIA UN'ESPOSIZIONE DI QUINDICI MINUTI AL MASSIMO.

Silenzio. Di tomba.

"La tua vasca parla."
"Sì. Ho sentito."
(risate incontrollate)

Mio Dio. Una vasca parlante. Cos'altro troverò in quella casa?
Uno specchio che ti insulta se sbagli ad abbinare i colori?
Un apriscatole sanguinario?

Soundtrack NADA "L'amore è fortissimo e il corpo no" Storie di Note / Suonimusic, 2001

04 dicembre 2006

The week never starts 'round here # 34

Fight the ghosts, fight the ghosts...

L'EVENTO.

Non credevo che l'avrei mai detto, ma mi sono ritorvato ad adorare Gino Paoli. No, non sono rincoglionito: è che il giornale mi spedisce a vedere un suo concerto, io mugugno un po' per un sabato sera passato a vedere il declino di una cariatide, e invece...
Assieme a jazzisti spettacolari, ha rivisitato tutto il suo repertorio: e così, sono due giorni che non mi levo dalla mente la melodia di "Senza fine".
E poi, ci sono certe parole che si adattano proprio bene a qualcuno...

IL LIBRO.


Sono tornati! Vedete, ognuno ha le proprie soap-operas. Mia madre si rincoglionisce davanti a CentoCretine, io invece ho i miei racconti di Barbary Lane.
Mary Ann, Michael, Brian, Mona, la meravigliosa signora Madrigal...adoro Armistead Maupin, niente da fare.
Nel quarto libro della serie, Mary Ann e Brian cercano di avere un figlio, mentre Michael scappa a Londra e si infila in una brutta storia famigliare dove compaiono una tata nana e un ragazzino aborigeno innamorato di lui...
Detto così, sembra veramente il peggio del peggio. E invece, Maupin ha una leggerezza - e una capacità di giocare a incastri con le storie dei personaggi - che ha del miracoloso...

CD (selezione).

- POLLY PAULUSMA "Scissors in my pocket"
- RODAN "Rusty"
- SONIC YOUTH "Experimental jet set, trash and no star"
- TOM WAITS "Bone machine"
- RICKIE LEE JONES "s/t"
- SLOWDIVE "Just for a day"
- JOAN AS POLICWOMAN "Real life"

IL VIDEO.

Sì, lo so. La devo smettere. Prometto che è l'ultima volta che parlo di lei. É che, dopo aver visto il suo concerto ubriaco e bellissimo, martedì, mi è capitato anche un suo video. La canzone è "Eternal flame", una delle più belle (e che dal vivo è stata una mezza delusione).
Atmosfera bellissima e surreale, da bagnanti di altri tempi che giocano in riva al mare, da circo dai colori tristi e decaduti della vecchia Coney Island. Molto dolce, davvero. Un unico dubbio: va bene che il pezzo è dedicato alla Statua della Libertà ma, cara Joan, la coroncina e il vestitino verde non ti stanno benissimo...Guardatelo qui.

MP3.


La notizia mi ha fatto cadere dalla sedia: giovedì, un genio assoluto sarà in consolle al Maffia per un DJ set. Il siddetto genio è Matthew Herbert, l'uomo che ha rivoluzionato la house, che costruisce la canzoni campionando rumori di meteoriti e batterie suonate a cento metri sott'acqua. L'uomo che, partendo dalla musica concreta e dal jazz, ha fatto del suono un fatto narrativo e politico. L'uomo che, gossip per cui sbaveranno solo in tre, ha divorziato da poco dalla sua musa, Dani Siciliano.
Dopo aver pubblicato "Scale", ora il genietto arriva a suonare a pochi chilometri da casa mia.
E ho appena scoperto che, nel 2002, Herbert pubblicò su Tigersushi, con lo pseudonimo Radio Boy, un intero album ("The mechianics of destuction") da far circolare liberamente sul web.
Bless you, mr. Herbert... Andate qui e scaricate!

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Beh, in questo film una donna è posseduta da sei spiriti..."
"Esagerata! E non poteva farsene uno alla volta come tutti?" (Giappa+me)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

Rimozione

Invia a: Gigi
338*******

Mi hanno portato via la macchina. Rimozione. Stanno costruendo un mercatino di Natale nel parcheggio dove c'era la macchina.
Sto cercando di cogliere il lato comico della cosa.

Rispondi a : Daniele
328*******

Nooo! La Poderosa si è fatta abbordare da altri? Mantieni la calma...

Un'ora dopo, agli uffici dell'ACI dall'altra parte della città.

Daniele: Quando sono stati messi i cartelli della rimozione?
Tipa incazzosa: Chiami alla Polizia Muncipale e chieda.
Daniele: Ma mi toglieranno punti della patente?
Tipa incazzosa: Chiami alla Polizia Municipale e chieda.

Di lei si sono perse le tracce. Se trovate un cadavere, non sono stato io.

Soundtrack RODAN "Rusty" Quarterstick / Wide, 1994

02 dicembre 2006

Scrittomisto (bruciato)

Sono usciti i risultati del concorso di Scrittomisto, quello che avrebbe potuto trasformare questo blog in un romanzo.
E, come si può intuire dal titolo del post, non è andata bene.

Faccio quello sportivo, quello che-va-bene-così?
Sì, potrei, certo che potrei.
Eppure, non posso nasconderlo: mi rode proprio tanto.
Che volete? Sono umano...

(la scartoffia virtuale resta disponibile qui)

Soundtrack JOHN MARTYN "Litlle boy" Permanent Records / Ricordi, 1993

01 dicembre 2006

Star blanket river child

Tre giorni che non scrivo sul blog, e mi sembra quasi di non essere andato in ufficio.

Riversare qua i miei pensieri sta diventando un'abitudine. Una piacevole abitudine, lo spazio quotidiano da ritagliare per i miei pensieri.

La mia testa si è riempita di immagini, in questi tre giorni. Immagini che premono per uscire.

L'autostrada di notte, un tappeto nero circondato da nero. Una striscia con una direzione che puoi solo intuire, circondata da paesaggi silenziosi mandati ai tuoi lati in loop, troppo velocemente perchè tu ne riesca a individuare forme e vite.


Il silenzio spettrale di un autogrill delle due del mattino, come una gigantesca macchina per i divertimenti, colorata e disneyana, a cui qualcuno ha imposto il riposo forzato. Anime alla ricerca di caffè che vagano tra pupazzetti e orribili, orribili CD, su cui la luce è stata spenta.

La nuvola di fumo bianca che sale compatta da un punto della pianura, lontano dal treno che mi sta portando a casa dopo una notte passata a Bologna (già, c'era il nostro primo mese insieme da festeggiare...). Un piccolo vortice, un tornado nato dal niente a interrompere l'azzurro di un dicembre fin troppo caldo, come l'immagine di copertina di un disco dei Don Caballero.
Una nuvola che evoca rumore e aggressività squadrata e geometrica, assecondata dai Rodan che martellano le orecchie, chiedendo al corpo di ignorare le pochissime ore di sonno.

Il mio veccho diario di viaggio, ripaerto per caso, che mi racconta cosa mi passasse per la testa durante il viaggio a Londra.

Parecchi metri sotto di me, scorre un fiume. É grigio, ricurvo, disegna il profilo di una persona tozza, visto da qui. Sono in volo verso Londra, e sotto di me tutto è miniatura di vita reale.
...
Ho scelto a caso un libro che mi parlasse di Londra. "Hangover square" di Patrick Hamilton. Come sempre, le mie mani hanno una precisione crudele.
...
Sotto di me sono arrivate le prime montagne. Si sono alzate improvvise, sbarrano la strada all'uomo, alle case. Solo piccole costruzioni si fanno largo tra le rocce, come macchie imprecettibili incastrate dolcemente negli spazi lasciati liberi. Ci sono nuvole bianche che volano sottili, zucchero a velo soffiato in direzione contraria.
Ho bisogno di una pausa.

Incredibile, quante cose possano cambiare in così poco tempo.

Soundtrack BRIGHTBLACK MORNING LIGHT "s/t" Matador / Self, 2006