un isterico tuareg...

06 novembre 2006

The week never starts 'round here # 30

E poi, all'improvviso, tutto cambia.
Il modo che hanno le cose di sorprenderti, all'improvviso, proprio quando hai tutte le barriere alzate e ormai non ti importa più granchè.
Di colpo.
Il modo che hai di guardarmi. I nostri corpi che combaciano. Il tuo modo di parlare poco, ma di dire la cosa perfetta al momento giusto, la parola che calma l'uragano del mio cervello.
Ma sei sicuro di conoscermi solo da una settimana?

L'EVENTO.

Well, sarei tentato di dire che è stato il ritorno di "Libro di Note LIVE!", e in circostanze normali, lo avrei anche scritto...Ma questa non è stata una settimana normale. Per niente. Ma è stata una settimana fantastica...

IL LIBRO.

Di nuovo, il libro con una copertina rosa e il disegno di un elfo con in mano una chitarra elettrica.
Il testo usato per "Libro di Note LIVE!".
Ieri pomeriggio, il palco allestito in modo diverso. Due ambienti, il mio angolo di lettura e un appartamento lurido fatto di materassi, televisori rotti, bottiglie ovunque.
Molto più mobile di prima, molto più vivo.

CD (selezione).

- BEATLES "Rubber soul"
- JEFF BUCKLEY "Grace"
- THE EVENS "Get evens"
- JOE LALLY "There to here"
- THE SMITHS "Strangeways, here we come"
- CASINO ROYALE "Reale"
- MUM "Finally I'm no one"

LA MOSTRA.

Ebbene sì, ogni tanto faccio pure l'omo de curtura. É un'ottima scusa per godermi una delle mie città preferite, Ferrara, e fare il pieno di immagini, di circondarmi del talento, di genio figurativo.
Stavolta toccava ad Andrè Derain, e non lo conoscevo.
Gemma mi spiega che è uno dei massimi pittori del secolo scorso, che ha attraversato ogni corrente dai fauves al cubismo, fino a trovare un'equilibrio tra pittura classica e avanguardia; eppure, la sua posizione ambigua ai tempi dell'occupazione tedesca in Francia ha fatto sì che le accademie d'arte lo abbiano messo ai margini.

Ed è un peccato. Se non altro perchè la sua arte è capace di darti reazioni molto forti, quadro dopo quadro. Cose bellissime, affiancate a immagini che non mi dicono assolutamente nulla.
La luce abbagliante di Londra nelle giornate più belle (la stessa luce che ho visto io poche settimane fa), la linea di una schiena perfetta, gli alberi piegati dal vento (il vento incalcolabile del sud...)...

IL VIDEO.

Mi piacevano tanto, i Placebo, all'epoca dei primi due dischi. Poi hanno iniziato a scendere, scendere, ripetersi, dare una verniciatina electro a queste canzoni un sacco trasgressive (ma per chi?). Eppure, con l'ultimo "Meds", mi sembra che si siano un po' ripresi.
E il video della title-track è un delirio di folla e visioni alterate da psicofarmaci.
Ok.
Ma la cosa più interessante è il cantante, che con i capelli rasati è decisamente mooolto più carino...

MP3.

C'era una volta un gruppo romano con un nome splendido, Elettrojoyce. Fecero solo tre dischi, e poi più nulla. Anima post-punk, i testi da cantautore, l'immaginario teso alle discipline orientali. Rumore malinconico e mistico. Sapevano incantarmi, sono caduto spesso in mezzo alle trame di quelle chitarre e di quel pianoforte.

Poi, il cantante, Filippo Gatti, decide di fare da sè. Molto meno rock, canzoni fatte di leggerezza pensosa, screziate di elettronica, polemiche, profonde.
Non si sente più da tre anni, Filippo. Ma sulla sua pagina di myspace mette in download questa "1968", quasi tutta acustica, e con delle parole meravigliose. il tempo non è lineare...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Ti tengo la mano." (guess who?)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

2 Comments:

  • "Ma sei sicuro di conoscermi solo da una settimana?"...

    sante parole.....

    buona settimana daniele, davvero

    By Anonymous verdespirito, at 2:34 PM  

  • UAHAAAHHAAAAAAA!!!!!
    IPERGLICEMIAAAAAAAAAAA!!!
    presto! PRESTO!!! INSULINA!!!

    :D

    Any (tutta intenerita)

    By Anonymous Anonimo, at 7:20 PM  

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