un isterico tuareg...

28 novembre 2006

Real life

Stasera, finalmente.

“La bellezza è il nuovo punk-rock”, proclama Joan dalle pagine del suo sito, ma del punk in senso stretto c’è poco o nulla: “C’è una gran disillusione nell’aria in questi tempi e, per me, la cosa più sovversiva che si possa fare è essere totalmente onesti, e lodare la bellezza”. Per quanto naïf possano sembrare le sue parole, è esattamente questo il feeling che trasuda ogni singola nota di “Real life”, il suo esordio: dieci canzoni intime, spesso appoggiate a un pianoforte con cui la voce dialoga costantemente, come se gli stesse confessando tutto il dolore e tutta l’impossibile bellezza del vivere.

Questo è come ne parlavo sul giornale di oggi.
E stasera vado a godermela dal vivo.

E pensare che, un mese fa, quando ne parlavo su questo blog per la prima volta, nemmeno ti conoscevo...e stasera, invece, sarai con me...

Soundtrack JOAN AS POLICEWOMAN "Real life" Reveal / PIAS, 2006

27 novembre 2006

The week never starts 'round here # 33

Metereopatico che non sono altro.
Questo grigio mi butta a terra, e mi fa ringhiare contro il mondo.
Tutto come al solito, dunque? No, nemmeno per idea...

L'EVENTO.

Confesso, il debutto non era stato granchè, poco pubblico. E una sala semi-vuota davanti smonta chiunque.
E invece, ieri è stato grandioso vedere la gente arrivare piano piano, e sedersi di fronte al palco dove stavamo preaparandoci a salire.
É andata benissimo. Dietro le quinte, guardavo Mario dei Valentina Dorme suonare, e non mi rendevo conto di come ci fosse davvero lui, sul palco assieme a me.
E poi gli altri attori, soprattutto Anna, che ha tirato fuori una forza incredibile: abbiamo gelato il pubblico, assieme.
E la sensazione meravigliosa degli ultimi minuti, mentre in sottofondo scorreva una canzone dei Notwist: è l'ultima data fissata, almeno per il momento. Godiamocela.

E poi, comunque, non sarà l'ultima data.
Un SMS arriva a sorpresa durante la cena: "Sentiamoci presto, ci sono altre date da mettere in piedi". Non è finita...

IL LIBRO.


Sarebbe stato carino leggere qualcosa, questa settimana. Ma "Tutti i musicisti devono morire", l'antologia di racconti da cui ho tratto lo spettacolo, mi ha praticamente ingoiato.
Vale la pena di leggere questo libretto, comunque. Bei racconti, soprattutto quello di Stefano Sardo dei Mambassa.

CD (selezione).

- CLAP YOUR HANDS SAY YEAH "Some loud thunder"
- JOANNA NEWSOM "The milk-eyed mender"
- VIRGINIANA MILLER "Fuochi fatui d'artificio"
- URI CAINE ENSEMBLE "The Goldberg variations"
- NOTWIST "Neon golden"
- PORTISHEAD "Roseland NYC live"
- VARIOUS "Th world is gone"

LA MOSTRA.


Non ho mai visto così tante mostre come nell'ultimo periodo. É l'ora di abbassare il livello culturale, qua: mi prendo l'impegno di controllare dove sia la prossima sagra della porchetta in zona.
Comunque, lo scorso martedì ero a Milano a intervistare i Clap Your Hands Say Yeah (con un cantante simpatico come una ginocchiata sui gioielli), ma, ovviamente, la chiacchierata slitta di tre ore, lasciandomi solo per una città che odio come un gattino bagnato dalla pioggia.
Mi infilo alla Triennale per una mostra enorme di Basquiat. E me la sarei aspettata molto meglio di così.
"Come faccio a definire la mia arte?" si chiedeva "Chiederesti a Miles Davis che suono ha la sua tromba? É sempre diverso!" E invece, l'arte di Basquiat era ossessionata dagli stessi temi: la parola che prende il sopravvento sull'immagine, il colore che forma e cancella le cose, il jazz, la propria dignità etnica calpestata, la malattia che scarnifica i volti e li rende teschi.
Un po' ironico, e molto angosciante, insomma.
Esco dalle sale - dove risuona (ottima idea!) il sax di Charlie Parker - con un groppo in gola. L'arte che ti mozza il respiro.


MP3.

Mattinata con un po' di tempo da perdere. O meglio, mattinata con un sacco di cose da fare e zero voglia di inziare, di quelle che piuttosto che fare qualcosa ti colpiresti le falangette a mattonate.
E allora inizi a vagare sui siti dei tuoia rtisti preferiti, in cerca di segni di vita.
Sul sito non ufficiale di Paolo Benvegnù, il cantante dei miei adorati Scisma, trovi un pezzo inedito, messo lì, un po' nascosto, in attesa che qualcuno lo vada a cercare.
"Preferisci i silenzi", bellissimo titolo. Con quel modo meraviglioso che ha Paolo di dipingere le donne, appoggiato a un pianoforte e con le chitarre che sfrigolano in sottofondo, perchè nulla si rilassi mai...Scaricatela qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"L'arte non ha il timer" (Zanna DJ & Lara).

The week starts...NOW!
Buona settimana...

24 novembre 2006

One day I found a big book...

Iniziava così, uno dei video più belli di Bjork. Una ragazza con un vestito rosa vaga nei boschi, e trova un libro che inizia a scrivere da sè la propria storia.

"Libro di Note" ha un inizio simile.
Musica.
Un personaggio sale sul palco, in una luce calda, come se filtrasse da fuori. Si avvicina alla libreria, sfoglia qualche libro. Ne sceglie uno, e si siede.
Lo spettacolo inizia in quel momento.

Succederà di nuovo domenica 26 novembre alle ore 18 alla "Tenda" a Modena.
Ne parlo anche qui.
Sul palco assieme a me (con Zanna DJ e Fabbree alle parti tecniche) e gli altri attori, anche Mario Pigozzo Favero dei Valentina Dorme.

Ci sarete, vero?

Soundtrack SONIC YOUTH "Daydream nation" Blast First, 1988

23 novembre 2006

Luci. Buio.

I CCCP viaggiavano sul filo. Tra danza popolare, religione popolare, mito popolare. Ma non serve essere iconosclasti come erano loro ai tempi migliori, oggi.

Ieri un gruppo di integralisti ha fatto irruzione in Hagia Sohia, a Istanbul. I giornali ne hanno parlato, così, come di un fatto qualunque, come di una possibile minaccia al Papa per il suo prossimo viaggio in Turchia.

Ma non è quello che mi preoccupa, figuriamoci.


Era gennaio, quando entrai lì dentro. E la luce mi inondò da ogni lato. Lo sguardo attirato verso l'alto, dove enormi cerchi in legno erano decorati con caratteri arabi, proprio al fianco di un mosaico con l'immagine di Cristo, che - suggestionabile che sono - mi sembrava più pacificato e sereno lì che altrove.

Me la ricordo, la quiete delle moschee, e quanto mi sembrava diversa da quella delle chiese.
E so che, se fossi nato musulmano, probabilmente ora sarebbero le chiese a sembrarmi luoghi spirituali, e non le moschee. Limite (o pregio mio), se qualcuno mi dice cosa fare, cosa credere, io sgomito e scivolo via.

É per questo che la notizia di quaranta uomini che entrano nel luogo dove le religioni si incontrano, e urlano la loro ragione ("è la mia religione quella giusta, non la vostra!", cantavano gli Üstmamò un milione di anni fa), non mi fa paura.
Mi fa solo abbassare la testa, e mi inquieta. Perchè hanno violato un luogo di pace, forse l'unico simbolo vero di convivenza di culture che sia rimasto al mondo.
Perchè non è quella la Turchia che ho visto io, laica, che ti chiede di seguire un Dio solo se davvero lo vuoi.

Perchè quella non è fede. É ignoranza.

Soundtrack VIRGINIANA MILLER "Fuochi fatui d'artificio" RadioFandango / Edel, 2006

22 novembre 2006

Milano

Milano, non ti ho mai amato.
Ma questo lo sapevi già.

Non ho mai amato le persone che ti abitano, nè ora nè quando anche io sono arrivato a ingrossare le tue fila, in un appartamento al quinto piano diviso con altre quattro persone. Un appartamento dove, aprendo le finestre, vedevo perfettamente il terzo anello dello stadio di San Siro.

Sei la città degli Afterhours (milano non è la verità...), dei Casino Royale (all'aperitivo delle sette, risse di GSM tra tipi, tipe, tette. tutti che ci provano, nessuno riesce a smettere. CAZZATE ON ICE, CAZZATE ON ICE...).

La città dove il grigio ti si insinua nei vestiti, dove vorresti avere una fionda per tirare un sasso al cielo e vedere se si crepa, quella maledetta lastra immobile.

La città dove la barista ti frega la tovaglietta di carta mentre mangi, perchè non può tollerare che tu stia perdendo tempo a parlare; la città dove la fornaia ti dice che "i muffin sono in produzione" (cioè, cocca, sono nel forno. É questo quello che vuoi dire, no?).

La città ferma e frenetica, dove basta allungare la mano per prendere quello che vuoi, salvo poi scoprire che non hai più le energie per allungarla, quella mano.

Non mi fa bene tornare da te, Milano.
E non credere che tornerò.

Soundtrack AFTERHOURS "Non è per sempre" Mescal / Universal, 1999

20 novembre 2006

Batti le manine e dì sì!

Un titolo idiota? Già.
Ma se pensate che c'è una band che ha deciso di chiamarsi così...
I Clap Your Hands Say Yeah sono in giro per promuovere il nuovo album, e così domani li incontrerò a Milano, per intervistarli per Sonic Magazine.

Un po' di anticipazioni, come se questo fosse un m-log? Bene: anticipazioni! anticipazioni!
Si chiamerà probabilmente "Some loud thunder" e verrà pubblicato il prossimo 27 gennaio. Lo ha prodotto quel genio di Dave Fridmann (un omino che lo scorso anno ha messo mano a capolavori come i dischi di Low e Sleater-Kinney, tanto per dire), e ci sono undici canzoni.
Com'è il disco nuovo? Non ne ho idea: lo streaming privato concesso dalla V2 per prepararsi all'intervista non funzionava, lo ascolterò al volo un'ora prima di incontrare la band e poi vedremo.

A me loro non sono mai piaciuti tantissimo, e sono a corto di idee per le domande da fargli.
Many suggeriva di chiedere cose tipo "Come vi sentite a essere il caso musicale dell'anno, ed essere scalzati dalle Pipettes due mesi dopo?"

Lo so, perdonateci, questa è una battuta per cui rideremo in tre o quattro sulla faccia della terra. strana gente, gli indie-rockers...ma è meglio del titolo che pensavo di dare all'articolo: CLAP YOUR HANDS SAY YEAH (YEAH YEAHS).
Abbiate pietà. É ora di fare la nanna, straparlo.

Soundtrack NOTWIST "Neon golden" City Slang, 2002

The week never starts 'round here # 32

Sono più vecchio. E molto più felice.

L'EVENTO.

Ieri era il mio compleanno. Sono 26, anche se non si chiede l'età a una signorina, maleducati.

Comunque, per festeggiare sono stato rapito. Rapito per un weekend in riva al lago.
Rapito per due giorni che non dimenticherò tanto presto.
Rapito da un uomo che mi tratta come un re.

IL LIBRO.

Ehm. Sono incastrato dentro ai saggi sui Simpsons. E sto iniziando a fare discorsi deliranti tipo "Ma lo sai che Marge rispecchia in pieno le virtù aristoteliche?"
Insomma, un delirio.

CD (selezione).

- PJ HARVEY "The Peel Sessions: 1991-2004"
- VALENTINA DORME "Il coraggio dei piuma"
- VALENTINA DORME "Capelli rame"
- PETRA MAGONI / FERRUCCIO SPINETTI "Musica nuda"
- CRISTINA DONÀ "Dove sei tu"
- TRICKY "Nearly God"
- HERBERT "100 lbs"

LA MOSTRA.


Siamo uomini di cultura. O almeno fingiamo di esserlo.
A Rovereto c'era una mostra che puntavo da tempo. Klimt, Schiele, Kokoschka e altri geni della Sezession viennese di inizio Novecento.
Il MART è meraviglioso. Nel centro di una cittadina assonnata, disturbata da una pioggia grigia - proprio quella che ti aspettereresti da un sabato pomeriggio di novembre - c'è questa costruzione moderna, quasi infilata sotto la collina. Uno scampolo di Berlino sfuggita alla frontiera.
E, tra il bianco delle pareti, i quadri. La "Giuditta" di Klimt, il volto squadrato e una sensualità dorata e potente. E i colori scuri di Schiele, i corpi scomposti, il buio delle anime che trapassa le tele e si mischia alla luce. Meraviglioso.

VIDEO.

Poca Tv, niente TV. Cos'è una TV? E soprattutto: a chi manca la TV?

MP3.


Il mondo dell'indie-rock è disseminato di piccoli eroi sotterranei. Uomini che non cambiano la musica, ma che continuano, anno dopo anno, a scrivere piccoli gioielli sporchi.
Chris Brokaw, la chitarra affilata dei Come di Thalia Zedek, è uno di loro.
E questa "Move", dal nuovo album "Incredible love", è un piccolo bignami di canzone rumorista, energia compressa in una melodia irresistibile. Scaricatela qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Mi tocchi o non mi tocchi. Il resto è per i pazzi." (Patrizia Cavalli)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

17 novembre 2006

Tutti i musicisti devono morire

Domenica 26 novembre, alla Tenda a Modena alle ore 18, ci sarà il secondo appuntamento del nuovo corso di "Libro di Note LIVE!" , lo spettacolo nato da un mio programma radiofonico e arrivato sui palchi in un ibrido tra reading, teatro, radio e dj set.

Ma la notizia vera non è questa.
La vera notizia è che ci sarà qualcuno con me sul palco.
Una persona che, contattata ieri al telefono, ha accettato senza riserve di partecipare, incuriosito e interessato dalla cosa.

E per me è un grande onore averlo con noi, e non è un modo di dire: insomma, dovreste leggere qui per capire che il fatto di fare qualcosa assieme mi fa gonfiare di orgoglio come l'elio farebbe con un palloncino.

Lui è Mario Pigozzo Favero, voce, chitarra e penna dei Valentina Dorme, uno dei migliori gruppi indie-rock italiani. Ruvidi, letterari, romantici, come se Raymond Carver scrivesse racconti per farli musicare dai Sonic Youth, più o meno.
Potete ascoltarli in un podcast live tratto da Magazzeno Bis: clic destro qui per il primo tempo, un altro clic desto qui per il secondo tempo.

Mario è anche l'autore di uno dei racconti che leggerò domenica, tratti dall'antologia "Tutti i musicisti devono morire".
E sarà sul palco con me e gli altri attori (con Zanna e Fabbree ad occuparsi suoni e luci), a spezzare le letture con la sua poesia elettrica.

La notizia della sua partecipazione è arrivata ieri mattina. E da quando l'ho saputo la mia testa sta continuando a sputare idee per lo spettacolo...buon segno. Sì, buon segno.

Intanto, stasera noi di U-Turn siamo alla "Tenda" per la 40 minutes night, set di 40 minuti assieme agli M? e agli Stoop.
Ci si vede lì?

Soundtrack CLAP YOUR HANDS SAY YEAH "s/t" Wichita / v2, 2005

16 novembre 2006

Mattino omicida

Mi alzo con le palle girate, perchè ogni tanto capita anche nelle migliori famiglie.
Sono rincoglionito dopo dodici ore di sonno, ma ancora non mi basta.

Fuori c'è un grigio che fa cagare.

Arrivo in negozio, e i miei pezzi sul giornale non sono firmati. Scelta mia, per aderire allo sciopero di categoria.
Ma quello che la capa non mi ha detto è il 95% della redazione non aveva aderito allo sciopero, firmando normalmente i pezzi. E quindi voi dite che me li pagheranno mai?

Oggi pomeriggio dovevo andare alla laurea di un mio amico a Bologna. Peccato che il tipo che dovevo intervistare per il giornale sia disponibile solo all'ora di pranzo, e quindi io non faccia in tempo ad arrivare in facoltà.

In bar, la barista fa il solito giochetto ti do la monetina del resto. no. tiro via la mano. no, te la allungo. no, la tiro via. Se continua, uno di questi giorni la lapido coi Ferrero Rocher.

Mio padre completa l'opera: "Hai visto che domani scade il corso IFOA? Cosa fai, non ti iscrivi? Guarda che lì te lo trovano subito, un lavoro!"

Che sciocchino, e io che pensavo di avercelo già, un lavoro.

Poi si è fatto lasciare un numero di telefono da uno che devo intervistare. Perchè deve esserci qualcosa di incomprensibile nella frase "Se qualcuno ha bisogno di me per il giornale, falli parlare CON ME!, non con te!" Ovviamente, ha trascritto un numero di telefono sbagliato.

Minchia. Sono sveglio da un'ora e già ucciderei qualcuno.

Soundtrack HERBERT "100lbs" (!K7 / Audioglobe, ristampa 2006)

15 novembre 2006

After dark, my sweet

Mi bruciano ancora gli occhi, dopo la notte di ieri.
Ho quella stanchezza felice che ti rimane addosso dopo una notte passata assieme, incapaci di staccarci.
E sono migliaia le cose che vorrei dire, o scrivere, ma me ne viene solo una. Semplice, banale.

Sono felice.

C'è stato un momento, ieri sera, in cui mi sono sentito finalmente in pace. A un tavolo di un'enoteca, davanti a una bottiglia di Chianti, noi due assieme a due tue amiche. Ti guardavo, ed eri più bello del solito, avevi uno sguardo diverso.
E ho capito proprio in quell'attimo che non avrei voluto essere in nessun altro posto.

E poi continuano a danzarmi in testa tanti piccoli particolari da nulla, tante piccole immagini...


"Vuoi mettere su un po' di musica? Ho qualche cd..." silenzio. senza fiato. sorpresa. ma come? com'è possibile che anche tu..."Non ci credo. Cosa ci fa questo disco tra i tuoi?" "La conosci? Ti piace?" "No. Non proprio. La adoro. É diverso."
Svegliarsi assieme, la colazione al bar più vicino, le Peel Sessions di PJ Harvey che mi rimbalzano dentro sul treno verso casa.

Intrecciati. Come fili di lana.
A dirci frasi che è troppo presto per dire una cosa così? non ti spaventa?
No. Non mi spaventa.
E, anche se siamo diversi, mi sembra di avere davanti a me uno specchio. Che riflette la mia immagine, e la restituisce migliorata. Sono come non ero più da tantissimo.
Sei arrivato all'improvviso, e non ti aspettavo. Non hai chiesto permesso, e mi hai disarmato.
Fallo di nuovo, ti prego. Non andare via.

Soundtrack PJ HARVEY "The Peel Sessions: 1991-2004" Island, 2006

14 novembre 2006

So chi era Godot

Stamattina ho capito una cosa.
So con certezza chi era Godot: un impiegato delle poste.
Lo aspetti, e non arriva. Lo aspetti, e non arriva. Urli, ti incazzi, tamburelli con le dita, leggi il giornale, fai conversazione, ti strappi le sopracciglia, ma lui non arriva.
Fulmini con lo sguardo una bambina che urla, dai fuoco a un'insegna pubblicitaria, percorri l'intero ufficio a forza di salti mortali all'indietro, ti appendi al soffitto con un paio di ventose, ma lui non arriva.
Ti procuri visioni mistiche, visioni decisamente meno caste, ti vengono in mente intere puntate di una sitcom e inizi a ridere come un cretino da solo ("Laverne, cosa vinco se ti centro la scollatura con una nocciolina?" "Un'ematoma"), ma lui non arriva.

Ho svelato il mistero più impossibile dell'ultimo secolo di teatro.
Sono fiero di me stesso. Ho aspettato una mezza mattinata per fare un vaglia, ma ho risolto un'enigma.

Soundtrack PRINCE VALIUM "Andlaus" Resonant / Goodfellas, 2006

13 novembre 2006

The week never starts 'round here # 31

Ho una teoria. Secondo me, inizi ad ascoltare davvero i Beatles quando diventi adulto, non prima.
E deve essermi successo qualcosa, da non molte settimane in qua: raffinatezza, eleganza, equilibrio, ma anche immaginazione, colori, visioni, estasi...Sto trovando un mondo che, in anni di ascolti, non avevo mai visto prima. Eppure la musica era la stessa.
Devo essere cambiato io...

L'EVENTO.

Settimana senza tregua, fatta di piccoli terremoti in paese alimentati da un mio articolo sul giornale, meravigliosi stage teatrali che hanno finalmente forzato le mie emozioni, notti passate dormendo poco, labbra sfiorate, labbra che mi mancano.

IL LIBRO.

Cosa può convincermi a passare una serata a lavorare alla cassa del Calamita quasi ignorando il concerto di un gruppo che mi piace? Leggere un libro tra un biglietto strappato e l'altro. E non un libro qualunque: un'idea geniale.
"I Simpsons e la filosofia", una raccolta di trattati filosofici su una assurda famiglia di uomini gialli visti secondo gli schemi del pensiero "alto". Sembra una boiata pazzesca, e invece passi una serata intera a leggere cose come Lisa e l'anti-intellettualismo americano, oppure un analisi del silenzio di Maggie, o ancora la morale di Homer vista secondo le categorie aristoteliche, mentre in sottofondo gli M? macinano ritmcihe squassanti fatti di due bassi e una batteria, a seguire da lontano i Fugazi...

CD (selezione).

- AFTERHOURS "Quello che non c'è"
- THROWING MUSES "Hunkpapa"
- MY BRIGHTEST DIAMOND "Bring me the workhouse"
- CRISTINA DONÀ "Tregua"
- PRINCE VALIUM "Andlaus"
- MARLENE KUNTZ "S-low"
- PECKSNIFF "Honey, you're murdering me"


MP3.

A proposito dei Fugazi. C'è che spera ancora in una reunion, e intanto sulla mia scrivania arrivano due dischi marchiati Dischord che sembrano dire che, di riunirsi, non c'è nemmeno l'idea. O forse no...
Prima Joe Lally, con il suo fantastico basso e le sue geometrie.
Poi Ian MacKaye, l'uomo che non ride e ti buca con due impossibili occhi d'acqua. Esce il nuovo disco dei suoi Evens: canzoni più lunghe, costruite meglio, un po' più varie degli esordi. Scheletri musicali da contemplare a pugno alzato. Come "Cut from the cloth", che potete scaricare qui.

IL VIDEO.

Qualche giorni fa, nel delirio di ordinaria depressione da ufficio, c'era stato un furibondo scambio di mail con le mie zozzette. Era nata l'idea di cospargere il pvimento di casa mia di Prozac, per poi trasformarci in Pacman e raccogliere quante più pastiglie possibili. La pastigliona da 5 punti avrebbe potuto essere un anestetico per cavalli.
Questo vi dice come eravamo messi tutti quanti, quel pomeriggio...
La cosa mi passa di mente ieri sera, fino a quando non vedo la stessa identica cosa in un video dei miei adorati Folk Implosion, con Lou Barlow e la sua faccia slacker ingoiati e un po' dispersi in un videogame...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Senza farci caso, ho incamerato una quantitá di calorie che potrei carburare il grand tour della Transiberiana con un solo rutto" (Cope. meravigliosa)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

10 novembre 2006

Posso giocare a casa tua?

Stiamo portando avanti una specie di Catena di Sant'Antonio.
Tutto partì con quel bombolotto newyorchese di James Murphy con i suoi LCD Soundsystem, chiamò un pezzo "Daft Punk is playing at my house". Poi si attaccò Tying Tiffany, l'electro-punkette un po' birichina ("LCD Soundsystem is playing at my house").
E noi proseguiamo.

Da oggi pomeriggio è online la seconda compilation in free download di U-Turn. Chiamata, indovinate un po?, U-Turn is playing at my house.
Dodici canzoni da scaricare gratuitamente e legalmente, e in più noi regaliamo l'artwork, in modo che voi possiate farvi il nostro cd, uno al mese.
Ci siamo meritati anche un bell'articolo su Soundsblog con questa iniziativa, e ci abbiamo preso decisamente gusto!
Cosa trovate ad accompagnare il vostro novembre? Un po' di novità molto belle: Joanna Newsom, Sophia, Pecksniff, Brightblack Morning Light, Franklin Delano...

Qui di fianco c'è la copertina, per la quale io sono rimasto a bocca aperta.
É tutto merito di una mia sorellina di blog, che ha fatto un lavoro spettacolare.
Chi è lei? É una piccola chimica....e l'ultima volta che ho controllato, stava testando campioni di vino in laboratorio...
A lei, il grazie enorme mio e degli altri tre compari di U-Turn!

Possiamo giocare a casa vostra?

Soundtrack una compilation...

09 novembre 2006

Una buona idea

Tra i vari blog che leggo quando fingo di lavorare, è partita una buona idea, e do una mano a diffondere.
Si tratta di una raccolta di fondi per un pozzo nel Benin.
Siamo persone che si sono conosciute attraverso il web, e sono nati dei rapporti speciali. Di quelli che, anche se non ti sei mai incontrato, sai di condividere qualcosa. E allora, proviamo a FARE qualcosa.

Data: 6-nov-2006 12.57 PMA: <cristinacristina1@virgilio.it>
Ogg: Pozzo deliziosa minnie
Ciao Cristina, Ho fatto la telefonata che mi mancava. Il gruppo che si occupa di costruire i pozzi é il GMM via Foscolo 32,39012 Merano Conto corrente postale n.15004393 al sito: www.gruppomissionariomerano.it tel:0473446400,i o ho parlato con il sig.Giorgio. Purtroppo costruiscono solo nel Benin, ma credo faccia lo stesso.I l costo é di 3000 eurini,non sono poi molti. I miei primi 100 sono pronti. Nella causale del c/c bisogna indicare:pro pozzo deliziosa minnie. Le offerte sono deducibili fiscalmente e, costruito il pozzo loro ti mandano le foto del lavoro fatto per eventualmente pubblicarle sul blog a dimostrazione che i soldi non sono stati buttati via. Sempre preti sono ma io credo che l'idea di fare un pozzo a nome del blog possa assai di piú stimolare i frequentatori a partecipare. E poi il pozzo rimarrá sempre lá e se un giorno faremo un viaggio nel Benin possiamo cercarlo e dire: questo éun pó mio. E poi ti immagini i bimbi che vanno a tirare acqua dalla deliziosa minnie?A me pare una cosa molto bella.
--o--
Adesso tocca a noi: lanciare una grossa campagna di marketing, pubblicizzando il progetto attraverso un post in ognuno dei nostri blog con lo stesso titolo di questo e l'e-mail di Phineas (copia/incolla). E ovviamente, versare....
Quanto ci mettiamo ad arrivare a TREMILA EURO?

08 novembre 2006

VERY DANGEROUS tuareg...

Era un po' che non mi capitava.
Nessuno ha avuto più paura che io fossi un pericoloso criminale da quando, cinque anni fa, ebbi la malaugurata idea di fare da incaricato per il censimento. C'era chi non mi voleva aprire la porta "Perchè, sai, con quello che è appena successo (l'11 settembre era cosa di due-tre settimane prima) la gente non si fida più...", e io mi chiedevo che interesse potrebbero avere dei terroristi per un paesino di 7000 abitanti piazzato in mezzo alla più padana delle pianure.

Comunque, non divaghiamo.

Lunedì pomeriggio, ore 17.30
In una via del centro di Reggio.
Io aspetto Anna sotto casa, che deve uscire a comprare un regalo di compleanno a una nostra amica.
Mentre aspetto in strada, do un'occhiata alla vetrina di una gioielleria che c'è di fronte.

Di colpo, da dentro la proprietaria mi scruta con faccia impaurita, si precipita verso la porta e si chiude dentro, sprangando l'entrata con una catena.

Rimango allibito. Lei, da dentro, continua a scrutarmi.
Io mi allontano, una cliente tenta di entrare, lei apre la porta e mette fuori la testa guardandosi in giro. Poi, appena vede che sono ancora lì, fermo, ad aspettare, richiude la porta con la catena.

Finalmente Anna esce di casa. Mi trova fisso in mezzo alla strada con l'occhio sbarrato. Non ci potevo credere.
Anna rifiuta di fare una sceneggiata napoletana con tanto di schiaffi, davanti alla vetrina.
Anna non mi dà soddisfazione.
Anna cattiva.

Ma non avevo la faccia da bravo ragazzo, io? O è questa barba che incute terrore? O è la gente che è totalmente uscita di testa?

Soundtrack BRIGHTBLACK MORNING LIGHT "s/t" Matador / Self, 2006

07 novembre 2006

Fuoco ai libri!

Sì, lo so.
Il titolo del post è molto estremo, diciamo pure un po' nazi.
Ma se voi aveste visto quello che ho visto io ieri, forse sareste d'accordo.

Diciamo che state camminando per il centro della città, vedete una nuova libreria aperta e vi precipitate alla vetrina per vedere che cosa c'è di buono.
Il nuovo di Hornby, bene. La nuova saga dei personaggi di Armistead Maupin, favoloso! (cazzo, non ho 17 euro...)
Poi, però, il dramma.
Uno dopo l'altro vedo:

* la biografia di Giovanni Lindo Ferretti. Edita da MONDADORI! (cosa?)
* un libro di memorie di Teri Hatcher, una delle quattro casalinghe disperate (cocca, cosa vuoi che me ne freghi?)
* il memoriale di Anna Maria Franzoni

Ossia, la biografia di uno dei miei eroi, passato da icona punk a meraviglioso poeta, fino a fottersi il cervello cantando litanie sacre con la foto di papa Ratzinger sul leggio, e dichiarando ai giornali che era stato un vero spasso votare a destra alle ultime elezioni. Classico esempio di faccia come il culo, visto che da anni campa con il credito che si è fatto all'epoca del punk filosovietico e con le sovvenzioni delle amministrazioni comunali di sinistra...

Poi, un libro di una (brava) attrice che ci racconta la sua vita.

Infine, la propria versione dei fatti di una donna sospettata di aver massacrato il figlio, la cui punizione, per ora, è stata quella di andare da Costanzo in tv a piangere dicendo di essere di nuovo incinta.

Mi viene da vomitare? Certo che sì!
Ma poi, cazzeggiando sul web, scopro che Mondadori sta per dare alle stampe una biografia della Ventura dal titolo "Crederci sempre, arrendersi mai" e mi sale il sospetto che non mi basti un secchio, per vomitare.
A questo punto, ben venga il libro di Silvio Muccino. Almeno, quando scrive (???) non ha la zeppola...

Soundtrack PECKSNIFF "Honey, you're murdering me" Black Candy / Audioglobe, 2006

06 novembre 2006

The week never starts 'round here # 30

E poi, all'improvviso, tutto cambia.
Il modo che hanno le cose di sorprenderti, all'improvviso, proprio quando hai tutte le barriere alzate e ormai non ti importa più granchè.
Di colpo.
Il modo che hai di guardarmi. I nostri corpi che combaciano. Il tuo modo di parlare poco, ma di dire la cosa perfetta al momento giusto, la parola che calma l'uragano del mio cervello.
Ma sei sicuro di conoscermi solo da una settimana?

L'EVENTO.

Well, sarei tentato di dire che è stato il ritorno di "Libro di Note LIVE!", e in circostanze normali, lo avrei anche scritto...Ma questa non è stata una settimana normale. Per niente. Ma è stata una settimana fantastica...

IL LIBRO.

Di nuovo, il libro con una copertina rosa e il disegno di un elfo con in mano una chitarra elettrica.
Il testo usato per "Libro di Note LIVE!".
Ieri pomeriggio, il palco allestito in modo diverso. Due ambienti, il mio angolo di lettura e un appartamento lurido fatto di materassi, televisori rotti, bottiglie ovunque.
Molto più mobile di prima, molto più vivo.

CD (selezione).

- BEATLES "Rubber soul"
- JEFF BUCKLEY "Grace"
- THE EVENS "Get evens"
- JOE LALLY "There to here"
- THE SMITHS "Strangeways, here we come"
- CASINO ROYALE "Reale"
- MUM "Finally I'm no one"

LA MOSTRA.

Ebbene sì, ogni tanto faccio pure l'omo de curtura. É un'ottima scusa per godermi una delle mie città preferite, Ferrara, e fare il pieno di immagini, di circondarmi del talento, di genio figurativo.
Stavolta toccava ad Andrè Derain, e non lo conoscevo.
Gemma mi spiega che è uno dei massimi pittori del secolo scorso, che ha attraversato ogni corrente dai fauves al cubismo, fino a trovare un'equilibrio tra pittura classica e avanguardia; eppure, la sua posizione ambigua ai tempi dell'occupazione tedesca in Francia ha fatto sì che le accademie d'arte lo abbiano messo ai margini.

Ed è un peccato. Se non altro perchè la sua arte è capace di darti reazioni molto forti, quadro dopo quadro. Cose bellissime, affiancate a immagini che non mi dicono assolutamente nulla.
La luce abbagliante di Londra nelle giornate più belle (la stessa luce che ho visto io poche settimane fa), la linea di una schiena perfetta, gli alberi piegati dal vento (il vento incalcolabile del sud...)...

IL VIDEO.

Mi piacevano tanto, i Placebo, all'epoca dei primi due dischi. Poi hanno iniziato a scendere, scendere, ripetersi, dare una verniciatina electro a queste canzoni un sacco trasgressive (ma per chi?). Eppure, con l'ultimo "Meds", mi sembra che si siano un po' ripresi.
E il video della title-track è un delirio di folla e visioni alterate da psicofarmaci.
Ok.
Ma la cosa più interessante è il cantante, che con i capelli rasati è decisamente mooolto più carino...

MP3.

C'era una volta un gruppo romano con un nome splendido, Elettrojoyce. Fecero solo tre dischi, e poi più nulla. Anima post-punk, i testi da cantautore, l'immaginario teso alle discipline orientali. Rumore malinconico e mistico. Sapevano incantarmi, sono caduto spesso in mezzo alle trame di quelle chitarre e di quel pianoforte.

Poi, il cantante, Filippo Gatti, decide di fare da sè. Molto meno rock, canzoni fatte di leggerezza pensosa, screziate di elettronica, polemiche, profonde.
Non si sente più da tre anni, Filippo. Ma sulla sua pagina di myspace mette in download questa "1968", quasi tutta acustica, e con delle parole meravigliose. il tempo non è lineare...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Ti tengo la mano." (guess who?)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

02 novembre 2006

Ritorno

Ci sono cose della tua vita che consideri chiuse, pagine scritte che vai a rileggere ogni tanto anche se non ne avresti bisogno, perchè i ricordi sono vivi come e più del solito..


E poi, all'improvviso, qualcuno ti dà la possibilità di scrivere un'altra pagina simile. Non uguale, simile.

Va bene, la smetto di essere criptico e spiego.
Il mio vecchio programma radiofonico, Libro di Note, dove leggevo libri a tema musicale intervallandolo con selezioni di indie-rock italiano, a un certo punto era diventato uno spettacolo teatrale.
Sul palco, io a leggere un libro seduto su una vecchia sedia a dondolo, e Zanna di fianco a me nella parte del DJ.
Ogni volta, il palco si popolava di persone, attori e musicisti che facevano vivere quel libro assieme a me.

Poi, una volta chiusa la storia della radio, pensavo di aver chiuso anche con questi live. E invece no!, grazie ai ragazzi di U-Turn e a tutti quelli che mi stanno aiutando per rimettere in piedi lo spettacolo!

Domenica 5 novembre, alla "Tenda" a Modena, alle ore 17, ritorna
"Libro di Note LIVE!

Il libro che leggerò è "Sogni di sesso e stage diving", di cui avevo già parlato qui.
E ci sarà qualche novità...

Aiutatemi a diffondere la notizia, volete?

Ci tengo in maniera particolare. L'ho sempre detto, quel programma era un po' il mio bambino. Lo è ancora. Ed è bellissimo...

Soundtrack qualunque cosa io stia registrando da giorni sul computer per arrivare a domenica...