un isterico tuareg...

09 ottobre 2006

The week never starts 'round here # 26

É come sentirsi sull'altalena: vai a letto felice, ti svegli incazzato. Passi una brutta giornata, il giorno dopo va meglio, poi peggio, poi meglio, poi benissimo, poi di merda.
Insomma, mi sa che ho proprio bisogno di una vacanza. Londra, arrivo!!!

L'EVENTO.

Beh, aver visto Dio mi sembra un evento, no? Qua c'è l'articolo che ho scritto per il giornale. Mi sono fiondato a casa subito dopo il concerto, volevo mettere tutto su carta prima che le sensazioni se ne andassero...

DIECI ANNI senza un disco, tre anni di assenza dall’Italia; eppure Ornette Coleman è ancora uno dei più grandi jazzisti viventi, e lo ha dimostrato nel meraviglioso concerto tenuto lo scorso sabato sera al Teatro Valli: per descrivere i novanta minuti di musica che il saxofonista ha offerto non bastano i superlativi. Coleman e i suoi incredibili musicisti hanno incantato un teatro gremito.
Il festival REC è stata l’occasione per la prima assoluta di “There is always room for love”, un concerto dove Coleman è andato ben oltre i confini del free jazz: nelle note del suo sax contralto (a volte sostituito con una tromba e un violino), in quelle del poetico contrabbasso di Tony Falanga, nel caldo basso elettrico di Al McDowell e nell’incredibile estro del figlio batterista Denardo Coleman, hanno fatto capolino il genio del be-bop Charlie Parker così come la tradizione europea, il classicismo rock dei Rachel’s come la rivisitazione degli spiritual.
Il sax contralto di Coleman non è un semplice strumento musicale, ma è un oggetto che pare vivo: sa accarezzare le note più morbide e subito dopo baloccarsi con le dissonanze, tendersi fino a sparire come farsi caldo ed enorme; i suoi musicisti lo seguono con abilità impressionante, ognuno di loro reso di pari importanza dall’idea armomelodica del suono – l’uguaglianza di armonia, melodia e ritmica - che Ornette Coleman ha teorizzato.
Un concerto davvero memorabile: ogni brano sembrava partire con un piccolo scoppio di suoni, dopo il quale ogni strumento prendeva la propria direzione rimanendo legato agli altri da un filo invisibile. Il sax attinge a una melodia del fagotto da “La sagra della primavera” di Stravinskij e la scompone in mille rivoli di ritmo; poco più avanti il contrabbassista suona magnificamente una sinfonia per violoncello di Bach e la batteria rintocca minacciosa sottopelle: “There is always room for love” è un concerto dove i musicisti giocano con la tradizione della musica e ne fanno ciò che vogliono. Ma è un gioco, appunto: per quanto intellettuale, ogni momento trasuda una gioia incontenibile, un’energia contagiosa.E vedere l’umiltà con cui Ornette Coleman raccoglie l’ovazione ed esce di scena, la postura ingobbita e il volto seminascosto dal cappello di pelle, è il coronamento di una serata indimenticabile.


IL LIBRO.

Non so di cosa tu stia parlando.

CD (selezione).

- LALI PUNA "Faking the books"
- NICOLETTE "Life loves us"
- AMERICAN ANALOG SET "Set free"
- JULIE'S HAIRCUT "After dark, my sweet"
- MERCURY REV "All is dream"
- AA.VV. "Le conseguenze dell'amore o.s.t."
- CASINO' ROYALE "Sempre più vicini"


VIDEO.

Il DVD della mia adorata Polly Jean di cui parlavo la settimana scorsa ha fatto dei danni. Sono andato a cercare altre cose su YouTube e ho trovato questo.
"Down by the water" è una delle sue canzoni più famose: scelta anche come singolo, è la storia di una madre che impazzisce e, in preda al delirio, affoga la sua bambina.
Non proprio il massimo dell'allegria: una canzone scurissima, con un ritmo di mambo straniante, voci che si rincorrono...

Ma allora, Polly, che *^§çò ti ridi?

MP3.

Sono tornati! I Virginiana Miller, da Livorno, sono una delle migliori band italiane. Romantici come gli Smiths, sanno descrivere l'adolescenza e il passaggio all'età adulta come dei veri poeti.
Vennero in concerto da noi, al Calamita, tre anni fa, all'epoca di "La verità sul tennis": mi ricordo il cantante che leggeva un libro da solo nel camerino prima di cena, o le chiacchiere col batterista che mi disse, col tipico candore toscano, "a me Hristina Donà mi ha sempre fato hahare!"
Insomma, tre anni dopo arriva "Fuochi fatui d'artificio", e il singolo è questa "Re cocomero". Prendete e godetene tutti...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Sono così sfigato che se mi casca l'uccello mi rimbalza nel culo" (anonimo) (di gran classe)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

2 Comments:

  • Apprezzo tantissimo la citazione degli Arab Strap. nel titolo.
    Il sassofono di Ornette é lo stesso che gli hanno rubato a Varese? é stato ritrovato?
    Bellissimo l'articolo, ti devo fare i complimenti. Veramente evocativo e dettagliato. Non fai mancare nulla ai tuoi lettori! ;)

    By Blogger federico, at 3:19 PM  

  • Grazie mille...spero solo di poter continuare a scrivere...ci sono un po' di casini...
    Gli hanno rubato il sax? Se quello non era il suo, allora è stato doppiamente un Dio!

    By Blogger daniele, at 8:29 PM  

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