un isterico tuareg...

17 ottobre 2006

Londoners

Se Joyce legge questo titolo, esce dalla tomba e mi prende a calci. Pazienza.
Mi ero ripromesso di parlare di Londra, ma la stanchezza del ritorno e lo stomaco pieno mi impediscono di pensare, stasera.
O meglio, a che servirebbe una guida turistica?
Io non visito città. Io cammino e incontro persone. E il panorama attorno, ogni volta, cambia.

I primi due giorni sembravo un turista. Impazzito, a fotografare architetture industriali e archi a inseguire l'acqua, sotto un cielo talmente blu da essere assurdo. E poi, di colpo, il terzo giorno esco dalla Tube a Piccadilly, mi guardo intorno, e non vedo Londra. Vedo un posto qualunque, qualcosa che è diventato casa mia, e che non ho più bisogno di esplorare. Come se la conoscessi già. Non mi è mai successo qualcosa del genere, da nessuna altra parte.

Le persone, allora.
eMMa, che mi ospita sul pavimento del suo salotto. Ossessionata da un uomo, freneticamente sommersa in quello che fa, energica e stanca, travolgente e complicata. Mi trascina per concerti e mi immerge nel frastuono colorato di Piccadilly. Impieghiamo solo poche ore per trovare la complicità e la cattiveria che avevamo.
I suoi amici: Anna, Jamie, Alex. Qualche altra presenza sotto MDMA che si aggirava per il salotto, sabato notte.
Il ragazzo che dipingeva lungo il fiume.
Il fratello maggiore, con cui condivido la mostra di Rodin, ma eravamo troppo presi a parlare e a raccontarci tutto, tropo sorpresi dell'averci finalmente l'uno davanti all'altro, per poter guardare quelle meraviglie. Finchè la bellezza assoluta delle sculture, ogni tanto, non metteva zitti anche noi.
Il mio ormone che si risveglia grazie a lui, guida sorridente e ironica, per Old Compton Street.
Il suo N., per cui posso solo commentare che mi fa un sesso disumano.
L'enorme rasta che ondeggiava e cantava al ritmo pigro del dub davanti alla sua bancarella di Camden.
Il buttafuori che mi sorride, mentre vagavo disperso tra i club di Vauxhall alla ricerca del Crash, e mi dice cheer up, man!
Il buttafuori, decisamente meno simpatico, che mi rimbalza dal Crash perchè non ho una membership card che avrei dovuto fare online (di tutte le scuse più assurde...).
La tizia in abito leopradato che, sabato notte, cade ubriachissima dal piano superiore di un double decker, facendo di culo ogni singolo scalino fino al piano di sotto.
Il ragazzino incazzoso che, al telefono con la fidanzata dalla stazione di Seven Sisters, batte il record mondiale di fuck pronunciati in una singola frase.
Il ragazzo di Chiara che, al racconto del mio ultimo anno tragicomico, mi guarda e dice Daniè, scus', ma io mi tocco 'i pall'!
E capisco che ha ragione.
E mi batto le mani sulle tasche, alla ricerca di un po' di autoironia.
Eppure l'avevo messa qui...
Ah, ecco.
Trovata.
Temevo di averla persa.
E invece no.
Cazzo, ha ragione lui. Devo solo riderci su.

Soundtrack TERRY CALLIER "What colour is love" MCA, 1973

2 Comments:

  • N. sara' miooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!! ahahahahahahahahahahahahahah! (risata pazza e demoniaca)

    La prossima volta se non imbarchi almeno tre o quattro maschi mi arrabbio :D

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 11:34 AM  

  • Sì, comunque non è possibile che non se ne renda conto, dai...è che ha un modo di guardarti quando ti parla che...HOOOOOOOOOOOOOOOOOWL!

    By Blogger daniele, at 11:42 AM  

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