un isterico tuareg...

10 ottobre 2006

Il fiume, le cicatrici

Si è persa una vecchietta di ottantaquattro anni.
I soccorsi la stanno cercando lungo il fiume, nei campi, nelle zone industriali, ovunque.
Io? Io inseguo i soccorsi, per fotografare la gente all'opera.

Giro tutta la provincia, passo per una strada dove alcune ragazze tentano di buttarsi sotto la macchina pur di trovare clienti, e alla fine
prendo una stradina lungo il fiume, dove hanno accesso solo i camionisti.

Obiettivo: trova la vecchia.

Le strade sterrate lungo il fiume sono un piccolo labirinto, un intreccio di salite e discese, graffiano gli argini e poi voltano loro la schiena, allontanadosi.
Il mio piccolo rally della mattinata è qui, sopra di me l'elicottero dei soccorsi.

Della vecchietta nessuna traccia, l'hanno appena trovata in un paesino lontano una decina di chilometri dalla zona delle ricerche.

Ma, lungo le stradine in riva al fiume, ho ricordato qualcosa.
Una domenica pomeriggio. Una gita in macchina coi miei. Mio padre all'avventura, la vecchia macchina lanciata nelle strade proibite, e mia madre in apprensione e semi-urlante-di-preoccupazione come sempre.
Mio padre mi aveva fatto guidare per un nanosecondo. La macchina si era spenta. E impolverata, parecchio.
Spuntammo lontanissimi dal punto di partenza, un'ora dopo.
Chissà come eravamo arrivati lì...

Ero un bimbo, allora. Avrò avuto dieci anni.

E oggi mi viene da pensare che in fondo non si cambia mai troppo. Si rimane sempre gli stessi bambini che eravamo.
Io che corro lungo il fiume con la macchina.
Io che cerco di grattarmi via le croste dalla pelle perchè credo di essere guarito, e invece non è vero.
Tolta la crosta, resta la cicatrice. E io ogni volta la vado a riaprire.
Non è colpa mia. Sono ancora quel bambino di dieci anni. Non guardatemi male, non è colpa mia.

Soundtrack DEPECHE MODE "Exciter" Mute, 2001

1 Comments:

  • Dani, hai scritto una cosa bellissima. Ti capisco in pieno.. anche io mi sento ancora quel bambino di 5/6 anni che andava a giocare al fiume...

    Un abbraccio,

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 1:19 PM  

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