un isterico tuareg...

31 ottobre 2006

Reale?

Davanti allo schermo.
Sorrido come non succedeva da tempo.
Ed è merito tuo.
Sì, tanto lo so che stai leggendo, anche se mi avevvi promesso di non farlo...
E allora non scriverò altro.

La città era nostra, ieri sera. Nostra. Mia, tua. Ed era tutto perfetto.
Ho solo la foto che ci siamo scattati, a dirmi che era tutto vero.

protect me from what i want...'cause it might be too good...

Soundtrack CASINO ROYALE "Reale" V2, 2006

30 ottobre 2006

The week never starts 'round here # 29

É il periodo più bello dell'anno. Tutto cambia il proprio colore, e il caldo non ne vuole sapere di andare via. Di notte, la nebbia scende sulle strade come un velo, circonda la tua macchina e i campi, e tu la attraversi come un coltello.

L'EVENTO.

Sono tornati! E sono passati nove anni dall'ultimo disco, ma il fatto che siano ancora qui è stupendo, anche perchè il loro nuovo album, "Reale", è bello oltre ogni aspettativa.
Sto parlando dei Casino Royale..
É strano, perchè non li ascoltavo all'epoca d'oro, anche se ero preso dal rock italiano come nessuno...li ho scoperti dopo, e ora non ne so più fare a meno...è stata una settimana di ascolti meravigliosi e maniacali.

IL LIBRO.

C'è chi dice che la letteratura contemporanea sia fatta apposta per trarre dei film dai libri. Vero, a volte l'ossessione per l'immagine è fin troppo evidente. Ma in "Home" di Daniele Garbuglia, ci sono solo immagini. Dialoghi al minimo, capitoli brevi come videoclip, piccole presenze umane che si sfiorano appena, e gli oggetti che prendono vita: una casa di vetro sulla collina, un borsone rosso, un pallone da calcio in volo...

CD (selezione).

- CASINO ROYALE "Reale"
- CASINO ROYALE "CRX"
- CASINO ROYALE "Sempre più vicini"
- DILAILA "Musica per robot"
- JOANNA NEWSOM "Ys"
- PORTISHEAD "Dummy"
- BLUR "Think tank"

IL FILM.

So che dire di aver adorato "Brokeback mountain" fa tanto stereotipo gay, ma è una grossa idiozia; per me, quel film non è solo una storia d'amore tra due uomini: è una storia d'amore, punto.
Enorme, potente, silenziosa.
Come le montagne che circondano Jack ed Ennis.
E non sono i momenti più banali a commuovermi: ci sono piccoli momenti, piuttosto, come l'abbraccio tra i due quando si incontrano per la prima volta dopo quattro anni, o la violenza dei pugni con cui tentano di resistere a quello che succede...

VIDEOCLIP.

Da quando ho sentito per la prima volta "Fuck the pain away", ho un debole per Peaches. Lei è il mio lato very ignorante.
E il video di "Boys wanna be her" è la conferma: la band suona dal vivo, conciata in maniera ultra-glam. Solo che, dopo un po', la batterista inizia a prendere a testate lo strumento, e anche gli altri musicisti iniziano a ferirsi volontariamente, trasformando un set patinato in un'ambientazione splatter. Niente male, no?

MP3.

Massì, continuiamo con l'ossessione. Se con la tirata sui Casino Royale di prima non vi ho convinto, andate sulla loro pagina di myspace e ascoltate "Prova", il nuovo singolo. All'inizio sembra robetta, ma poi...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"E se nell'acqua mettessimo anche un dado?" (Letty)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

27 ottobre 2006

L'uomo è un diamante

Inaugurazioni di pezzi di tangenziale.
Una conferenza stampa con un intervento dal titolo La pittura è ancora possibile?

E poi hanno il coraggio di dire che la settimana lavorativa è finita...
Però, come ogni weekend, noi di U-Turn si torna in campo.
Questa volta si va a portare un po' di fiori (e una rana da leccare sul dorso) a un uomo che non c'è più, al diamante pazzo.

Domani sera, alla Tenda, una decina di band emergenti sono in concerto per ricordare Syd Barrett.
E poi noi, a mettere dischi.
Sarà un dj set un o' diverso dal solito...non capita spesso di mettere musica psichedelica!
E quindi, è ora di iniziare a spulciare tra i dischi, e a fare spazio nella valigetta da Mr. DJ per qualche chicca...
Vediamo un po'...Jennifer Gentle, Spaceman 3, i Beatles del mio periodo preferito, Mercury Rev...

Pronti al viaggio.

Soundtrack MASSIVE ATTACK "Flase flags EP" Virgin, 2006

26 ottobre 2006

Oroscopo

Sì, non facciamo gli snob.
Leggo l'oroscopo. Ma non tutti: solo quello dell'Internazionale. (ok, facciamo un po' gli snob)

Trovo la domanda che mi spiazza.

"Qual è la cosa più bella che tu abbia mai fatto? E la cosa più bella che farai?"

Mi gratto la testa. Non so rispondere.
Ma una volta gli oroscopi non si limitavano a dire che si doveva essere più tolleranti col partner (e tu ti mettevi tranquillo, perchè tanto eri zitella come al solito)? Da quando anche gli oroscopi ti mandano in confusione?

Soundtrack JOANNA NEWSOM "Ys" Drag City / Wide, 2006

25 ottobre 2006

Il caffè più sofferto dell'anno

Ore 3 di pomeriggio, prima di rimettersi al lavoro, il rito del caffè. É sacrosanto e intoccabile.
Ma, oggi, dato che sono reattivo come un bradipo svenuto, è stato un po' più complicato del solito.

Accendo la macchinetta. In sottofondo la tv martella con le ultime necessità da acquistare compulsivamente ("come mai dopo una giornatina così ho ancora voglia di farmi una torta?" non so. forse perchè il tuo stomaco è un pozzo nero infestato da una colonia di vermi solitari?).

Il residuo del caffè di ieri cade sul pavimento.
(primi insulti generici)
Faccio il caffè, verso due cucchiaini di zucchero, appoggio la tazzina sul tavolo.
La mia mano destra urta la tazzina, rovesciando tutto il caffè sul pavimento.
(generici insulti al santo del giorno)
Decido per una moka.
Apro l'armadietto, prendo la moka e il barattolo di vetro dove tengo il caffè. Lo zucchero a portata di mano.
Sovrappensiero, verso lo zucchero nel filtro della moka al posto del caffè.
(prendo il calendario, parto dal 1° gennaio e bestemmio santo dopo santo)

Ma che deve far un uomo per bere un caffè?

Soundtrack "Dream a little dream" nella versione di MAMA CASS ELLIOTT

And will real life reveal...?

In "Philadelphia", a un certo punto, il protagonista si avvicina allo stereo, sceglie un cd, schiaccia play.
Il suono che ne esce è una delle cose più commoventi, emozionanti, estreme che abbia mai ascoltato: la voce della Callas.

Quella scena mi è tornata in mente mentre ero in metropolitana a Londra.
Ora di punta, gente silenziosa concentrata sui giornali della sera. Il caos più composto e discreto mai visto.
E lì, nel mezzo di tutta questa gente, io ascoltavo "Real life", la title-track dell'album di Joan As Policewoman.
E non so nemmeno descriverne la bellezza. Mi ha isolato da tutto, portato in un punto in cui esistevamo solo io e quella voce.

Ora Joan arriva in tour in Italia. A fine novembre. Ma questo venerdì farà una prima data a Milano, alla Casa 139. E io ci sarò.
E questo è un invito. Chi viene con me?

Soundtrack DILAILA "Musica per robot" Ilrenonsidiverte / Audioglobe, 2005

24 ottobre 2006

I miei capelli vanno di moda

Forse chi mi consiglia di affrontare la vita reale e spegnere il computer non ha davvero tutti i torti.
Se ieri si limitavano a dissuadermi dal cercare un lavoro con gli annunci sul web, oggi sono passati alle prese per il culo.

La pregevole Infojobs (no, col cazzo che la linko!) dimostra di aver valutato il mio curriculum di laureato in Scienze della Comunicazione, Master in Comunicazione Discografica, esperienza giornalistica su carta stampata, web e radio, offrendomi il lavoro della vita:

MODELLO DI SFILATE DI MODA PER CAPELLI.

Ora.
Io porto i capelli a zero, e illustri ingegneri stanno progettando di aprire un cantiere per costruire un parcheggio di TIR sulla mia fronte.
Quindi, a parte quello.

CHE CAZZO C'ENTRA IL GIORNALISMO COL FARE IL MODELLO PER CAPELLI?

Non ho parole. Vado a comprarmi una parrucca biondo Marilyn, va'.

Soundtrack MARIANNE FAITHFULL "Before the poison" Naïve / Self, 2004

23 ottobre 2006

L'anima sarcastica dei computer

Sono tornato alla mia attività preferita: spedire curricula.
Adoro talmente tanto farlo che quasi lo preferisco alla visione del TG4 di Fede. (?)

Alessia mi consiglia un sito di annunci lavorativi, e io, da bravo, eseguo.
Ma ho sottovalutato l'anima sarcastica dei computer.

Alle richieste
CHE LAVORO CERCHI: musica
DOVE: reggio emilia

il risultato è stato "impossibile trovare il server" ed è caduta la connessione.

Non è un buon inizio...
No. Proprio no.

Soundtrack YEAH YEAH YEAHS "Fever to tell" Interscope, 2003

The week never starts 'round here # 28

É arrivato l'autunno, da queste parti. Stamattina mi sono svegliato e in testa mi girava la frase "Cielo grigio su, foglie gialle giù". Il che vi fa capire che ieri sera, forse, ho esagerato col vino...

L'EVENTO.

Tornare da Londra mi ha lasciato uno strascico di buonumore di una settimana intera. Ma non vi preoccupate: è già finito. Da ieri pomeriggio sono sempre il solito...
Che altro? Mia sorella ha compiuto quarant'anni, e sabato sera mi è successa una delle cose più belle che possa capitare a un DJ (no, non rimorchiare un figone di passaggio): una ragazza si avvicina e chiede: "Ma che bello questo pezzo che stai suonando! Cos'è?"
Sembra una cazzata, e invece il tuo ego si ingigantisce...

IL LIBRO.

Potevo capire come sarebbe andata a finire...il sottotitolo non diceva forse una storia delle più nere di Earl's Court? É che, proprio quando tutto sembra essersi risolto, e l'uomo buono vince la battaglia contro il suo angelo di veleno, accade il dramma. E fino alla fine, tu sei lì a sperare che succeda qualcosa, e invece tutto scivola al peggio. Come in "Le verità nascoste", quando guardi il protagonista annegare in un silenzio glaciale: lei è sveglia, ma i suoi muscoli sono bloccati. Lei si accorge di morire, e non può fare nulla.

So che non è il massimo dell'allegria (ne parlo già qui), ma da tempo non leggevo un libro così bello. E continuo ad avere idee su come farlo diventare un film...nella mia testa, sarebbe bellissimo...

CD (selezione).

- RODAN "Rusty"
- BOMB THE BASS & LALI PUNA "Clear cut EP"
- MY BLOODY VALENTINE "Loveless"
- CARLA BOZULICH "Evangelista"
- MARTI "Unmade beds"
- NORTHPOLE "Northpole"
- NUCCINI! "Matters of love and death"

IL FILM.


Sono peggio di un tossico. Ieri pomeriggio, una montagna di lavoro da fare. Accendo la TV mentre bevo il caffè, e...ta daan! É cominciata la quinta serie di "Scrubs"!
Per un'ora non ci sono per nessuno, mi disconnetto dal mondo e mi metto a ridere come il peggiore dei cretini...
Beh, è autunno, no? E l'anno scorso, da ottobre a marzo, questo telefilm ha popolato le domeniche mie, di Elena e di Anna.
La scena tipica, sul divano di Anna:
"Ragazzi, dai, usciamo, facciamo qualcosa!"
"No, dai, guardiamo un'altra puntata!"

Tre pensionati dementi, in pratica.

MP3.

Il 22 giugno 2005, alla Queen Elizabeth Hall di Londra, andò in scena una meraviglia. Patti Smith lesse dei brani dal suo libro "The coral sea", dedicato a quel genio di fotografo suo amico che era Robert Mappelthorpe.
E non era sola.
Assieme a lei, sul palco, una Cat Power stranamente non ubriaca e Kevin Shields, il genio dietro ai My Bloody Valentine, che appariva per la prima volta in pubblico dopo anni.
Quii c'è un documento della serata.
Se fossi in voi, io ascolterei.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Poligamia è quando hai una moglie di troppo"
"Si dice monogamia." (Oscar Wilde)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

22 ottobre 2006

Love less

No, non scrivo dei My Bloody Valentine, anche se in sottofondo Kevin Shields mi sta dolcemente affilando le orecchie, come una lama fatta scorrere sulla pietra.

Love less. Senza amore. Ama meno.

Mi chiedo se sia solo un grande egoista, o se, semplicemente, sia stanco di sentire parlare d'amore. É che nessuno di chi si riempie la bocca di questa parola mi sembra felice.

Perchè chi si innamora / no deve dirlo a nessuno / a nessuno...

Mi sento circondato da piccole, grandi crisi. E non solo non mi piace ascoltare chi le sta vivendo. Proprio non mi interessa. Sono esausto di questi piccoli tormenti, di ripensamenti su messaggi da mandare o non mandare, di interpretazioni su ogni singola parola.

E non sto parlando di me, è il mondo esterno che soffoca chiedendo amore, quando forse sarebbe il caso di rilassarsi e di mettersi il cuore in pace.

Forse sono solo cinico, o almeno sto provando a esserlo.
Forse sono geloso, perchè almeno le persone che mi stanno intorno hanno uno straccio di vita sentimentale di cui lamentarsi, e io no.
Non lo so. Sono a una specie di punto di saturazione. Ci sono milioni di cose da fare, piuttosto che massacrarsi il cervello di congetture.

Ho sognato una persona, stanotte. Non la conoscevo. Ero stranamente a Copenhagen. Lui si chiamava Alex. Ero a tavola con altre persone, ci eravamo incontrati per caso. Lui mi guardava, continuava a parlarmi e a sorridermi, in un modo che mi faceva impazzire.
Poi la sveglia mi ha richiamato al mondo reale. Ma era tutto così bello, e poco complicato...

Bah. Non sono un granchè, come cinico.

I'm not in love. Non è la sensazione migliore del mondo. Ma non posso farci niente.

Soundtrack MY BLOODY VALENTINE "Loveless" Creation, 1991

21 ottobre 2006

Svolte a U nel weekend

Dopo un weekend di pausa (chi a Londra, chi a casa), noi di U-Turn torniamo a movimentare il fine settimana.

Ieri Zanna e Lara hanno inaugurato la nuova stagione del Dude.

Stasera io e Zanna, invece, saremo alla Tenda a Modena a mettere dischi prima e dopo i concerti di Numero 6 e Moltheni. Ci asterremo dal farlo durante i loro concerti. Iniziamo prestino, intorno alle 21. Ah, e l'ingresso è gratuito. Chi è in zona, così a occhio, non ha scuse per non esserci.

Soundtrack CARLA BOZULICH "Evangelista" Constellation / Wide, 2006

non dovrei dirlo, dato che la facciamo in concerto al Calamita tra dieci giorni, proprio nella notte di Halloween, ma...ascoltare Carla Bozulich di sabato mattina appena svegli è gradevole come farsi scarnificare la pelle con un uncino da macellaio...

20 ottobre 2006

Se i muri potessero parlare...

Avete presente le scritte che trovate sui muri? Alcune sono meravigliose...

Sono giorni che, in un modo o nell'altro, l'argomento torna fuori: dalle pagine sarcastiche di The Raven sul Mucchio, o dal blog di Matteo B. Bianchi, o su questo sito trovato per caso...

Sono scritte che lasciano un bel po' di domande da farsi, davvero.
Ad esempio, dov'è finito quello che imbrattava tutti i cartelli autostradali scrivendo "Dio c'è"?A dieci anni pensavo: "Ma devi proprio scriverlo lì?" A quasi ventisei anni, col cinismo che avanza, il pensiero è diventato: "Dio c'è. O ci fa?"

E cosa deve aver provato quel cretino che , su un muro lungo la salita di San Luca a Bologna, ha scritto a caratteri cubitali un'invocazione tremenda: PEDONAMI!
Cioè, questo cretino se ne sta con la sua bomboletta, di notte, a implorare perdono alla sua donna, si esprime a caratteri cubitali, finisce la scritta e si accorge di aver mancato una lettera. Come minimo prendi a testate il muro, no? É come quando facevo le cassette miste per gli amici, e sul più bello sbagliavi a scrivere un titolo...volavano bestemmie pesanti.

In un libro stupendo di Eduardo Galeano, "Il libro degli abbracci", ci sono una serie di capitoli dedicati alle migliori scritte.

* La droga provoca amnesie e altre cose che non ricordo. (Montevideo, Uruguay, facoltà di economia)
* Beati gli ubriachi, perchè vedranno Dio. Due volte. (Santiago del Cile, lungo il fiume Mapocho)
* Una fidanzata senza tette, più che una fidanzata è un amico. (Buenos Aires)

E l'ultima, spettacolare scritta, vista di persona sul muro di una casa crollata lungo il Malècon a La Habana:

DIO VEDE TUTTO. E MIA SUOCERA LO COMANDA.

Soundtrack CESARE BASILE "Primo concime EP" Mescal / Sony, 2004

19 ottobre 2006

40

Certe giornate hanno un numero ricorrente.
Quello di oggi è il 40.

40, come la durata comune che abbiamo deciso di dare ai nostri set noi di U-Turn, gli M? e gli Stoop, alla serata che faremo assieme alla Tenda il prossimo 17 novembre.

40, come gli anni che compie oggi una delle persone più importanti della mia vita.
Mia sorella, la donna capace di farmi ridere fino alle lacrime e di coinvolgermi nelle liti più furiose.
Una persona con cui continuo e continuerò a condividere tutto, perchè non so farne a meno.

Soundtrack RODAN "Rusty" Quarterstick / Wide, 1994

18 ottobre 2006

Buskers

Quel tipo di vita è reale, è musica, è amore, e quando suoni per la gente che si ferma per strada è come cenare con la tua famiglia. Ho avuto esperienze così perfette, così emozionanti, così semplici...Questi musicisti creano un senso di comunità in un posto dove non ce n'è, in un posto in cui non conosci nessuno, all'aperto. Non è intrattenimento, ma vita, catarsi...

Madeleine Peyroux racconta così come sia bello suonare in strada. E non avrebbe potuto usare parole migliori. Ora lei dalla strada è lontana, la diva light jazz che tutti paragonano (bestemmiando?) a Billie Holiday.

Mi è tornata la voglia di rimettermi a suonare. Ma non a fare concerti: a suonare dove capita, nelle stazioni, in strada.
L'ho fatto, per un po' di tempo. Credo che l'ultima volta sia stata nel sottopassaggio della stazione di Prato, mentre aspettavo che il treno mi riportasse a casa dopo una settimana passata al lavoro, a Pisa. E da lì, niente.


Chissà dov'è Kristof, ora.

L'ho conosciuto due anni fa, a un buskers festival. Io stavo suonando, e vedo questo tizio biondo, capelli lunghi e pieno di orecchini, che mi passa davanti, la chitarra a tracolla. Poi si ferma, guarda in terra dove io avevo messo un cartello con scritto NIENTE SOLDI, GRAZIE. NO, SCHERZAVO, TORNATE QUI!!! e inizia a ridere. Ci conosciamo così, io gli presto l'impianto, lo faccio suonare un po' al mio psto e poi passiamo il resto della notte così.
Sera di settembre, su una panchina dietro al teatro di Correggio, una bottiglia di vino rosso a testa, a raccontarci le nostre vite.
É ungherese, ex-manager ed ex-allievo di un conservatorio dove gli spiriti troppo liberi non erano graditi. In quattro anni ha girato il mondo, suonando, imparando a farsi ascoltare, a non dare molto e a non aspettarsi molto in cambio.
Ed è per questo che incontrarci è stato bellissimo.

Ci rivediamo un anno dopo. Lui è accompagnato da una tizia fiorentina ("la mia ragazza? beh, lei crede di sì..." e ride). Dice che ha occupato una casa a Faenza e vive lì, quando non è in giro. E anche quella volta, rimaniamo a suonare per tutta la notte, finchè una finestra non si apre e sentiamo una voce: "SARETE ANCHE BRAVI, MA SONO ANCHE LE QUATTRO DEL MATTINO!"

Ci si incontra a Pisa, pochi mesi dopo. Lui mi fa sentire una melodia di chitarra, mi dice che da anni ce l'ha in testa e non riesce a metterci nessuna parola. Una melodia complicata, malinconica, discendente, con continui cambi e un'apertura finale improvvisa. Scrivo di getto delle parole su un foglio: si incastrano perfettamente alle note.
Tempo due settimane, e Kristof è da me a registrare. In casa dei miei genitori, con le mie nipoti che lo scrutano indagatrici, sorridenti e dubbiose.
Contina a dirmi: "Hai una voce bellissima, ma lasciati andare. Se sbagli, cancelliamo e rifacciamo. Ma non avere paura, fidati di quello che hai."

Scompare.

Tre settimane dopo, alle 3 di notte, mi dà appuntamento in stazione a Pisa: sta andando a Parigi, ha finito di mixare la canzone, e vuole farmela avere. É uscito uno strano miscuglio di prog, folk e metal. Non mi piace. Ma gli regalo la canzone, e quelle parole nate per caso sul Lungarno di Pisa, in una domenica pomeriggio di ottobre.

Non l'ho più sentito da allora. Chissà dov'è...

Soundtrack quel cd con quella canzone di 6'28" con un brutto titolo: "The last"

17 ottobre 2006

Londoners

Se Joyce legge questo titolo, esce dalla tomba e mi prende a calci. Pazienza.
Mi ero ripromesso di parlare di Londra, ma la stanchezza del ritorno e lo stomaco pieno mi impediscono di pensare, stasera.
O meglio, a che servirebbe una guida turistica?
Io non visito città. Io cammino e incontro persone. E il panorama attorno, ogni volta, cambia.

I primi due giorni sembravo un turista. Impazzito, a fotografare architetture industriali e archi a inseguire l'acqua, sotto un cielo talmente blu da essere assurdo. E poi, di colpo, il terzo giorno esco dalla Tube a Piccadilly, mi guardo intorno, e non vedo Londra. Vedo un posto qualunque, qualcosa che è diventato casa mia, e che non ho più bisogno di esplorare. Come se la conoscessi già. Non mi è mai successo qualcosa del genere, da nessuna altra parte.

Le persone, allora.
eMMa, che mi ospita sul pavimento del suo salotto. Ossessionata da un uomo, freneticamente sommersa in quello che fa, energica e stanca, travolgente e complicata. Mi trascina per concerti e mi immerge nel frastuono colorato di Piccadilly. Impieghiamo solo poche ore per trovare la complicità e la cattiveria che avevamo.
I suoi amici: Anna, Jamie, Alex. Qualche altra presenza sotto MDMA che si aggirava per il salotto, sabato notte.
Il ragazzo che dipingeva lungo il fiume.
Il fratello maggiore, con cui condivido la mostra di Rodin, ma eravamo troppo presi a parlare e a raccontarci tutto, tropo sorpresi dell'averci finalmente l'uno davanti all'altro, per poter guardare quelle meraviglie. Finchè la bellezza assoluta delle sculture, ogni tanto, non metteva zitti anche noi.
Il mio ormone che si risveglia grazie a lui, guida sorridente e ironica, per Old Compton Street.
Il suo N., per cui posso solo commentare che mi fa un sesso disumano.
L'enorme rasta che ondeggiava e cantava al ritmo pigro del dub davanti alla sua bancarella di Camden.
Il buttafuori che mi sorride, mentre vagavo disperso tra i club di Vauxhall alla ricerca del Crash, e mi dice cheer up, man!
Il buttafuori, decisamente meno simpatico, che mi rimbalza dal Crash perchè non ho una membership card che avrei dovuto fare online (di tutte le scuse più assurde...).
La tizia in abito leopradato che, sabato notte, cade ubriachissima dal piano superiore di un double decker, facendo di culo ogni singolo scalino fino al piano di sotto.
Il ragazzino incazzoso che, al telefono con la fidanzata dalla stazione di Seven Sisters, batte il record mondiale di fuck pronunciati in una singola frase.
Il ragazzo di Chiara che, al racconto del mio ultimo anno tragicomico, mi guarda e dice Daniè, scus', ma io mi tocco 'i pall'!
E capisco che ha ragione.
E mi batto le mani sulle tasche, alla ricerca di un po' di autoironia.
Eppure l'avevo messa qui...
Ah, ecco.
Trovata.
Temevo di averla persa.
E invece no.
Cazzo, ha ragione lui. Devo solo riderci su.

Soundtrack TERRY CALLIER "What colour is love" MCA, 1973

16 ottobre 2006

The week never starts 'round here # 27

Sono tornato, in maestoso debito di sonno.
Un'ultima notte passata sul pavimento dell'aeroporto di Stansted, svegliato da un gruppetto di spagnoli incazzati a cui avevano cancellato il volo.
Sono tornato, dopo cinque giorni splendidi. Ha ragione una mia amica: non c'è niente di più bello dell'odore di una città che non conosci.

L'EVENTO.

Londra, Londra, Londra! Racconterò meglio...

IL LIBRO.

Avevo bisogno di un libro che mi accompagnasse in Inghilterra. E l'ho trovato senza cercarlo, come succede spesso: io sbatto contro le cose, e spesso si rivelano il meglio di quello che potevo avere.
"Hangover square" di Patrick Hamilton ti trasporta nella Londra del 1939, alla vigilia della guerra.
Un uomo buono è il protagonista.
Un uomo gigantesco e goffo, che si innamora di una squallida attricetta, una simpatizzante nazista. Una di quelle donne incantevoli, ma la cui bellezza è nera, deturpata, deviata, brutta.
É lei a trascinarlo in un vortice di alcool e di umiliazioni, mentre Londra, in sottofondo, non ha colori. É una città da cui tutte le luci sono scivolate via.
George, il protagonista, ha dei momenti morti. Ogni tanto il suo cervello fa cric, ed è in quegli attimi di buio che capisce, lucidamente, che deve uccidere quell'angelo malato che lo sta dilaniando.

Non l'ho ancora finito. Non vedo l'ora di sapere cosa succederà adesso.

CD (selezione) (da viaggio).

- JOAN AS POLICEWOMAN "Real life"
- THE FALL "The twenty-seven points"
- ANGUS AND JULIA STONE "Chocolates & cigarettes"
- THE BEATLES "Revolver"
- BETH ORTON "Comfort of strangers"
- YO LA TENGO "I can hear the heart beating as one"
- SPARKLEHORSE "Dreamt for light years in the belly of a mountain"

FILM.

Naaa...credo di averlo fatto io, il film...

MP3.

Come dice quella pubblicità, ci sono cose che non si possono comprare. E per me, il turismo a Londra non era solo Tower Bridge e Big Ben. Era anche Rough Trade, il negozietto tra Notting Hill, Portobello e Ladbroke Grove dove, trent'anni fa, è nata una delle più grandi etichette indipendenti del mondo.
Ci capito venerdì pomeriggio, e mi perdo come al solito per Notting Hill. Nella testa una sola frase, in inglese (quando sono via di casa, la mia lingua, io, semplicemente, la perdo): I don't give a fuck about bloody Julia Roberts. Where is Rough Trade?.
Poi finalmente arrivo, e, in una stanzetta piccolissima stracolma di dischi da sogno, un gruppo sta facendo il soundcheck per un concerto improvvisato. Proprio lì, alle 6 di un venerdì qualunque.
Parlo un po' con la cantante, australiana, vestita come una bimba di una favola di Andersen.
Ascolto lei e il fratello alternarsi alla voce, e mi incantano. Molto malinconici, tra Devics e Red House Painters ma con il soffio leggero di una batteria spazzolata in sottofono.
Mi getto sul loro disco d'esordio, un EP di sei pezzi intitolato "Chocolate and cigarettes". Assieme a quel disco, con me viene via anche un doppio live meraviglioso dei Fall.
Loro, comunque, si chiamano Angus & Julia Stone. Niente di scaricabile, ma andate sulla loro pagina di myspace e ascoltate "All of me". E poi ditemi come non innamorarvi di loro.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Excuse me, are there any discounts for journalists in this museum?"
"No"
"Studenti?"
"No"
"Anziani?"
"No"
"Ti faccio un pompino?"

(mi vergogno di me stesso...)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

11 ottobre 2006

London calling!

É ora di ripartire.
Come un vero tuareg, in movimento, sempre.
É il mio anno nomade: prima Istanbul, poi Berlino, poi la Calabria, e adesso Londra.
Senza contare tutti gli altri movimenti che mi hanno sballottato da una parte all'altra, dimenticandosi di chiedere il permesso.

Ci sono problemi al lavoro.

Va bene, non importa, fa lo stesso. Riparto.
Da giorni ho la frenesia addosso.
Passata la paura di rivedere una città in cui sono arrivato la prima volta nelle condizioni peggiori, ora resta solo la smania di partire.
Continuano a venirmi in mente frasi di canzoni sparse che parlano della città...mentre attraversavo London Bridge, panic in the streets of London...
Insomma, london calling...Appunto.

Non ho piani, nè mappe, nulla.
Solo tre punti fermi:
* andare come un assatanato nei negozi di Rough Trade, dove voglio fare la cosa più scontata del mondo: comprare il vinile di "The queen is dead"
* incontrare di nuovo eMMa, la pazza furiosa che mi ospita, con cui ho diviso casa a Milano lo scorso anno. Dovevamo finire a Londra assieme. Poi lei ce l'ha fatta, io no. Non la vedo dallo scorso settembre: abbiamo un anno di chiacchiere, racconti di tragedie e idiozie di arretrati...
* la mostra di Rodin alla Royal Academy con Andy, che finalmente conoscerò di persona, dopo mesi passati a scriverci attraverso i rispettivi blog...

Insomma, il tuareg ri-ri-ri-riparte. E ne ha bisogno. La gabbia di matti si chiude alle sue spalle per qualche giorno. Il blog si prende una micro-pausa. Vado a riprendere fiato lontano da qui.

Soundtrack ALIBIA "Va tutto bene EP" CNI / Venus, 2006

10 ottobre 2006

Il fiume, le cicatrici

Si è persa una vecchietta di ottantaquattro anni.
I soccorsi la stanno cercando lungo il fiume, nei campi, nelle zone industriali, ovunque.
Io? Io inseguo i soccorsi, per fotografare la gente all'opera.

Giro tutta la provincia, passo per una strada dove alcune ragazze tentano di buttarsi sotto la macchina pur di trovare clienti, e alla fine
prendo una stradina lungo il fiume, dove hanno accesso solo i camionisti.

Obiettivo: trova la vecchia.

Le strade sterrate lungo il fiume sono un piccolo labirinto, un intreccio di salite e discese, graffiano gli argini e poi voltano loro la schiena, allontanadosi.
Il mio piccolo rally della mattinata è qui, sopra di me l'elicottero dei soccorsi.

Della vecchietta nessuna traccia, l'hanno appena trovata in un paesino lontano una decina di chilometri dalla zona delle ricerche.

Ma, lungo le stradine in riva al fiume, ho ricordato qualcosa.
Una domenica pomeriggio. Una gita in macchina coi miei. Mio padre all'avventura, la vecchia macchina lanciata nelle strade proibite, e mia madre in apprensione e semi-urlante-di-preoccupazione come sempre.
Mio padre mi aveva fatto guidare per un nanosecondo. La macchina si era spenta. E impolverata, parecchio.
Spuntammo lontanissimi dal punto di partenza, un'ora dopo.
Chissà come eravamo arrivati lì...

Ero un bimbo, allora. Avrò avuto dieci anni.

E oggi mi viene da pensare che in fondo non si cambia mai troppo. Si rimane sempre gli stessi bambini che eravamo.
Io che corro lungo il fiume con la macchina.
Io che cerco di grattarmi via le croste dalla pelle perchè credo di essere guarito, e invece non è vero.
Tolta la crosta, resta la cicatrice. E io ogni volta la vado a riaprire.
Non è colpa mia. Sono ancora quel bambino di dieci anni. Non guardatemi male, non è colpa mia.

Soundtrack DEPECHE MODE "Exciter" Mute, 2001

09 ottobre 2006

Lanciare il cellulare con una fionda

Sono qui seduto davanti al computer.
Ho appena finito di lavorare e cazzeggio per blog, mentre mi ascolto Dani Siciliano.
Suona il cellulare, mi arriva un messaggio.
Un amico? No.
Un parente? No.
Un lontano conoscente? No.
Un figlio segreto? No. (ok, questa era poco probabile)

No. É la Wind.
Che mi scrive:

Cerchi l'anima gemella? PROMOZIONE per sole ragazze! Invia un sms, iscriviti a Singles e chatti gratis.

Ma che è, prendiamo per il culo?
É un attimo, la fantasia vola.

Prendo la fionda.
La imbraccio.
La carico con il cellulare decorato da uno splendido mini-pupazzetto di Tigro.
FIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIUM!
SBAM.
CRASH.
Il cellulare viene sparato con la fionda in strada.
Così imparano a prendere per il culo.
Insolenti.

Soundtrack DANI SICILIANO "Slappers" !K7 / Audioglobe, 2006

The week never starts 'round here # 26

É come sentirsi sull'altalena: vai a letto felice, ti svegli incazzato. Passi una brutta giornata, il giorno dopo va meglio, poi peggio, poi meglio, poi benissimo, poi di merda.
Insomma, mi sa che ho proprio bisogno di una vacanza. Londra, arrivo!!!

L'EVENTO.

Beh, aver visto Dio mi sembra un evento, no? Qua c'è l'articolo che ho scritto per il giornale. Mi sono fiondato a casa subito dopo il concerto, volevo mettere tutto su carta prima che le sensazioni se ne andassero...

DIECI ANNI senza un disco, tre anni di assenza dall’Italia; eppure Ornette Coleman è ancora uno dei più grandi jazzisti viventi, e lo ha dimostrato nel meraviglioso concerto tenuto lo scorso sabato sera al Teatro Valli: per descrivere i novanta minuti di musica che il saxofonista ha offerto non bastano i superlativi. Coleman e i suoi incredibili musicisti hanno incantato un teatro gremito.
Il festival REC è stata l’occasione per la prima assoluta di “There is always room for love”, un concerto dove Coleman è andato ben oltre i confini del free jazz: nelle note del suo sax contralto (a volte sostituito con una tromba e un violino), in quelle del poetico contrabbasso di Tony Falanga, nel caldo basso elettrico di Al McDowell e nell’incredibile estro del figlio batterista Denardo Coleman, hanno fatto capolino il genio del be-bop Charlie Parker così come la tradizione europea, il classicismo rock dei Rachel’s come la rivisitazione degli spiritual.
Il sax contralto di Coleman non è un semplice strumento musicale, ma è un oggetto che pare vivo: sa accarezzare le note più morbide e subito dopo baloccarsi con le dissonanze, tendersi fino a sparire come farsi caldo ed enorme; i suoi musicisti lo seguono con abilità impressionante, ognuno di loro reso di pari importanza dall’idea armomelodica del suono – l’uguaglianza di armonia, melodia e ritmica - che Ornette Coleman ha teorizzato.
Un concerto davvero memorabile: ogni brano sembrava partire con un piccolo scoppio di suoni, dopo il quale ogni strumento prendeva la propria direzione rimanendo legato agli altri da un filo invisibile. Il sax attinge a una melodia del fagotto da “La sagra della primavera” di Stravinskij e la scompone in mille rivoli di ritmo; poco più avanti il contrabbassista suona magnificamente una sinfonia per violoncello di Bach e la batteria rintocca minacciosa sottopelle: “There is always room for love” è un concerto dove i musicisti giocano con la tradizione della musica e ne fanno ciò che vogliono. Ma è un gioco, appunto: per quanto intellettuale, ogni momento trasuda una gioia incontenibile, un’energia contagiosa.E vedere l’umiltà con cui Ornette Coleman raccoglie l’ovazione ed esce di scena, la postura ingobbita e il volto seminascosto dal cappello di pelle, è il coronamento di una serata indimenticabile.


IL LIBRO.

Non so di cosa tu stia parlando.

CD (selezione).

- LALI PUNA "Faking the books"
- NICOLETTE "Life loves us"
- AMERICAN ANALOG SET "Set free"
- JULIE'S HAIRCUT "After dark, my sweet"
- MERCURY REV "All is dream"
- AA.VV. "Le conseguenze dell'amore o.s.t."
- CASINO' ROYALE "Sempre più vicini"


VIDEO.

Il DVD della mia adorata Polly Jean di cui parlavo la settimana scorsa ha fatto dei danni. Sono andato a cercare altre cose su YouTube e ho trovato questo.
"Down by the water" è una delle sue canzoni più famose: scelta anche come singolo, è la storia di una madre che impazzisce e, in preda al delirio, affoga la sua bambina.
Non proprio il massimo dell'allegria: una canzone scurissima, con un ritmo di mambo straniante, voci che si rincorrono...

Ma allora, Polly, che *^§çò ti ridi?

MP3.

Sono tornati! I Virginiana Miller, da Livorno, sono una delle migliori band italiane. Romantici come gli Smiths, sanno descrivere l'adolescenza e il passaggio all'età adulta come dei veri poeti.
Vennero in concerto da noi, al Calamita, tre anni fa, all'epoca di "La verità sul tennis": mi ricordo il cantante che leggeva un libro da solo nel camerino prima di cena, o le chiacchiere col batterista che mi disse, col tipico candore toscano, "a me Hristina Donà mi ha sempre fato hahare!"
Insomma, tre anni dopo arriva "Fuochi fatui d'artificio", e il singolo è questa "Re cocomero". Prendete e godetene tutti...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Sono così sfigato che se mi casca l'uccello mi rimbalza nel culo" (anonimo) (di gran classe)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

07 ottobre 2006

Ho visto Dio

Ho visto Dio.
Non scherzo, e non esagero.
E avevo ragione: Dio è un jazzista.

É un uomo umile, con un cappello di pelle nera e un impeccabile abito marrone.
É un uomo che suona musica complessa, e lo fa con una gioia tale da trascinarti altrove.
É un vecchietto che violenta Bach e Stravinskij gettandoli in un gorgo di ritmo.
É un signore di settantasei anni che ha visto troppe cose, ma che ha avuto un regalo enorme: un sax, e la capacità di suonarlo come nessuno.
É un uomo che dà un'ultima occhiata alla platea di un teatro in delirio e poi scompare dietro a una quinta, una tenda nera. Ed è un po' triste, perchè sa che non potrà godere di quella gioia ancora per molto.

Soundtrack il concerto più bello della mia vita

06 ottobre 2006

Pleasure from the bass

La prima volta che presi in mano un contrabbasso ero in bar a Santa Clara, a Cuba, ubriaco ed euforico a livelli mai visti.

Andai dietro al bancone del bar, e Orlando, il barista, mi fece vedere quello strumento.
Era bellissimo.
Provai a suonarlo, e fu un'emozione incredibile: servono mani forti, tenaglie, per muovere quelle corde, per convincerle a spostare l'aria.
Sentii un corpo vibrare contro il mio, il legno vivo scuotersi sulla mia pelle e sui miei vestiti. Come se stessi facendo l'amore.

Da allora mi è rimasta l'idea fissa: prima o poi imparerò a suonarlo. Imparerò a piegare quelle corde con il gesto delle mie mani, a solleticarle, a premerle.

E intanto, mentre aspetto che si realizzi il sogno, gioco con i bassi a modo mio: stasera U-Turn inaugura "La Tenda" a Modena.
A tre mesi dalla nostra (ri)nascita, un locale affida a noi tutti i suoi venerdì sera, a partire da oggi.

Ci vediamo lì?

Soundtrack LAMB "Lamb" Fontana, 1996

04 ottobre 2006

Respiro nudo

L'ho fatto.
Finalmente.

C'era una persona molto importante che non sapeva.
L'unica persona di cui mi fossi innamorato prima...prima di quest'estate.
Una persona con cui ho condiviso un'amicizia fortissima.
E poi, di colpo, tutto si era fatto gelido tra di noi.
Lei stava malissimo, e io non riuscivo a starle vicino.
Fino a stasera.

Seduti sul tavolo del balcone, ho abbattuto l'ultimo ostacolo. E tremavo, non capivo se per il vento o.
Ho visto i suoi occhi diventare liquidi, il verde increspato. Una lacrima non pianta.

Sapete, la storia è lunga. Sembra una telenovela di serie B, ma con dei dialoghi migliori.
Ve la risparmio. Certe cose vanno tenute per sè.
Ma la sensazione di essermi tolto un mattone dallo stomaco, quella non si può scambiare con niente altro. Ve lo assicuro.

Soundtrack SYBARITE "Cut out shape" (mp3 sul sito di Temporary Residence)

03 ottobre 2006

"Il diario di un isterico tuareg" in concorso!

Eccoci qua.
Dopo pianti e stridor di denti, "Il diario di un isterico tuareg" è ufficialmente online, scaricabile e votabile per il concorso di Scrittomisto.
C'è tempo fino al 30 novembre per andare a leggere i miei deliri più o meno in ordine cronologico e votarli.

Insomma, ce la farà il nostro eroe a vedere il suo nome su un libro, un giorno?

Qui potete scaricare il libro in formato PDF (click destro e via!)
Invece, qui potete votare direttamente (dovete registrarvi, ma ci mettete un secondo!)

Fingers crossed...(da qui al 30 novembre? Uhm...faticoso...ma forse ne vale la pena!)

Soundtrack MERCURY REV "All is dream" V2, 2001

Eppure ho dimenticato qualcosa

Ore 6.05
La sveglia mi butta giù dal letto.
Dopo un quarto d'ora il freddo di una mattina che-vorrebbe-essere-bella-ma-in-realtà-è-piena-di-nuvole mi schiaffeggia la faccia.
Salgo sulla bicicletta con l'agilità di un bradipo morto e il cervello si mette in moto, con la sgradevole sensazione di aver dimenticato qualcosa.

Il telefono ce l'ho...
Le chiavi pure...
I CD li ho con me...

Ah, ecco.
Ho dimenticato di svegliarmi.

Soundtrack MISS VIOLETTA BEAUREGARDE "Odi vulgus profanum et arceo" Temporary Residence / Wide, 2006

02 ottobre 2006

The week never starts 'round here # 25

Uhm. Bella settimana. E con oggi fanno sette giorni esatti di pessimo umore. Come mai? Non ne ho idea. Ma ho qualche sospetto: il teatro in crisi, una mia amica che mi rivede per la prima volta dopo mesi e mi saluta con un "Dani, puzzi d'alcool", l'essere confinato di nuovo in quel c%&$ç di negozio dei miei genitori, il collega al giornale che profetizza sventure e fallimenti...
Non so. Ma ho avuto settimane migliori.

L'EVENTO.

Almeno due: i cattivoni hanno pagato, e mr. Houdini è definitivamente archiviato. Non male.
Ma anche l'invio di pezzi di questo blog al concorso di Scrittomisto...chissà come andrà?

IL LIBRO.

Un libro dalla copertina arancione e dalla forma quadrata mi attira dagli scaffali della biblioteca. Lo prendo, lo porto con me e...sorpresa! Non serve assolutamente a un cazzo! Si tratta di I segreti del podcasting di Steve Shipside. Del resto...come fidarsi di uno che scrive libri e di cognome si chiama fiancata-di-nave? Che cazzo è, un cognome indiano?
Perchè prendo un libro sul podcasting? Perchè presto avrete qualche sorpresa...e di più non dico!


CD (selezione).

- REFLUE "A collective dream"
- PJ HARVEY "Uh huh her"
- MERCURY REV "All is dream"
- NICOLA CONTE "Other directions"
- JONI MITCHELL "Blue"
- KILL THE VULTURES "The careless flame"
- RIDE "Nowhere"

FILM.

Che cosa fanno nello stesso film un neonazista, un pakistano, un tennista fallito, una ragazza madre con figlio handicappato e un pastore con ogni sorta di tragedia alle spalle?
Cercano di preparare una torta di mele, ovvio.
Non ci credete? Eppure è così, ne Le mele di Adamo. Commedia nera, nerissima. A volte Dio e il diavolo si scambiano di posto, sembra. Ma il pastore non vuole sentire ragioni: le sue orecchie inizieranno a sanguinare se lo si mette di fronte al male. E la sua stupidissima, testarda ostinazione porta alla salvezza tutti. Strano film. Bellissimo film.


VIDEO.

Finalmente l'ho comprato!!! Era uscito a maggio, e vi ho messo le mani sopra solo lunedì scorso. 16 brani dal vivo, tra cui una furiosa "Who the fuck?" e qualche perla tratta da "Dry", uno dei miei dischi preferiti in assoluto. Scene da backstage, vita caotica da tour, una bella intervista sull'ultimo "Uh huh her". Una donna impeccabilmente rock, su tacchi alti e furia blues.

MP3.

Non credevo che avrei mai ascoltato un cd hip-hop in vita mia. Eppure... sono riusciti nell'impresa i KIll the Vultures. Già il disco dello scorso anno mi aveva folgorato, e ora sono tornati con qualcosa di molto rumoroso: ritmiche industriali, inserti jazzati, paranoia noir. E finalmente l'hip-hop torna a essere realtà dei bassifondi ed espressione di cultura black reale, non quella di MTV.
Ascoltate qui questa "Moonshine" e ditemi...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

Fabbree: "La Cami mi ha tagliato i capelli oggi pomeriggio"
Io:"Uhm. (guardandolo) L'hai denunciata?"

The week starts...NOW!
Buona settimana...

01 ottobre 2006

Mi espacio es tu espacio

Da stasera anche U-Turn contribuisce a ingrossare le file di Myspace
Ci trovate qui: http://www.myspace.com/u_turnet

Il sito, invece, rimane sempre quello.

Venite a trovarci! Mi espacio es tu espacio...

Soundtrack HOGWASH "Half untruths" Urtovox / Audioglobe, 2006

Autoreggenti?

L'odissea è ricominciata.
I miei si prendono qualche giorno di ferie, e io lavoro al posto loro.
Il negozio è un'edicola, ma è uno di quei posti con le licenze vecchie, da emporio. Trovi di tutto, dai bavagli per bambini ai profumi, dalla cartoleria ai giornali alle borse...
Insomma, un incubo. Mi ci vedete a cercare di vendere un reggiseno?

Ieri, una delle perle più belle di tutti questi anni.
Entra una vecchietta e mi chiede un paio di calze.
"Come le vuole, signora?"
"Mah, tua madre lo sa come le voglio"
sì, ma io non sono mia madre...
"Me le descriva."
"Eh, sono quelle con l'elastico in alto..."
"In che senso?"

E qui scatta la perla.

"Ma sì, insomma, sono quelle...autodirigenti!"

Bene. Anche stavolta sono riuscito a non ridere in faccia a una cliente. Come ho fatto? Giuro, non lo so.

Soundtrack PIXIES "Doolittle" 4AD / Self, 1988