un isterico tuareg...

08 settembre 2006

Poi la musica si è fermata

E così, se ne vanno anche loro quattro. Senza dire niente a nessuno, come fecero gli Scisma quando si sciolsero: decisero di scomparire, senza nemmeno sapere che lasciavano un vuoto.
Chi legge questo blog li ha trovati spesso come colonna sonora ai miei deliri. Perchè, quando mi innamoro di una persona, o di una musica, per me è un amore profondo. E con loro è stato un colpo di fulmine.
Ne sentivo parlare da anni, trovavo il loro nome ovunque ma non li avevo mai sentiti. Erano un caso unico: dieci anni di storia e nessun disco; la sezione ritmica interamente femminile; John Peel che li esalta come la miglior band italiana e qui nessuno li conosce.
Poi, finalmente lo fanno, un disco, ed è bellissimo. In copertina, un dipinto di un bimbo che nuota, e dentro canzoni dolci, poetiche, potenti, che mi scuotono ogni volta, da qualche parte tra gli Smiths, Tenco, Battisti e Jeff Buckley.
Le loro canzoni parlavano di piccoli mondi, di persone comuni, di piccole ipocrisie immobili, di sogni a cui hai rinunciato. E hanno particolari incredibili: la batteria che ti prende a pugni in "Luca Marc", gli archi che volano in "La distanza"...e tuttora, non posso non credere che pianoforte e archi non stiano facendo l'amore, nel finale di "Laura".

Ho avuto la fortuna di incontrarli, in un locale semideserto, qualche mese fa. Davanti a loro, solo io e una ragazza su una sedia a rotelle. Cantavamo ogni loro parola. Dietro di noi, la gente aspettava che finissero per poter iniziare a ballare musica di merda. Non si accorgevano di quanto fosse bello quello che avevano davanti.
Finito il concerto, vado a conoscerli, dopo che ci eravamo scambiati qualche mail: non c'è Erika, la batterista, sostituita dal fratello; Federica è piccolissima, sul palco sembrava intimorita, i nostri sguardi che si incrociavano; ma quando le dico il mio nome, il suo sorriso si apre e inizia a ringraziarmi per quello che avevo scritto su di loro.
Arriva anche Paolo, il cantante: magnetico, le mani enormi, il sorriso di un gigante. E Alessandro, che mi dice che si aspettava che quel pazzo che cantava ogni parola fossi io.
Parliamo un po', ridiamo, mi dicono che un altro disco è in arrivo.
E invece no.
Dicono che sia successo tutto all'improvviso, che la decisione sia piovuta dal nulla, non so, forse non importa nemmeno.
Restano poche loro canzoni. E il mio amore per la loro musica.

É strano. Ogni volta che una band che amo si scioglie, mi sembra che mi portino via qualcosa. Rimane qualche traccia da ascoltare qui e qui.

Loro si chiamavano Northpole. E ora, la musica si è fermata.

Soundtrack NORTHPOLE "Northpole" I Dischi dell'Amico Immaginario / Audioglobe, 2005

6 Comments:

  • azz...

    si trova anche la loro apparizione su LMR#2, traccia 5: Il mio dissenso (Northpole + Libra + Kleinkief)

    davvero un peccato.

    Buone Cose

    Many

    By Anonymous Many, at 12:33 PM  

  • Bel post.

    Peccato per i Northpole.

    La musica indipendente italiana non ce la fa più a reggersi con le proprie gambe.

    By Anonymous Manfredi, at 1:49 PM  

  • Daniele, so che ti scado, pero' io non li conosco... comuqnue volevo dirti che mi dispiace per loro.

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 2:21 PM  

  • nooo....caz..
    ma dai ..basta...propongo una rivolta...non possiamo tornare negli anni 60...dove la gente era più slow...e la musica buona veniva fuori come funghi...anche adesso la musica buona viene su ogni luna piena...ma rimane nel sottobosco...nessuno la raccoglie..e va sempre a finire che il piccolo porcino...rimane nel bosco da solo...e il funghetto velenoso e malefico bello rosso pieno di puntini viola tendenza...appunto perchè bello ...solo bello viene colto da un branco di fungaioli stolti....ma dico a voi fungaioli stolti " quando sarete ben saturi di tossine velenose spero che vi caschino le orecchie e nn possiate più sentire neanche un minimo suono"....ARRRR!!

    by
    abitante di funghilandia

    By Anonymous Anonimo, at 2:48 PM  

  • Purtroppo, Manfredi,hai ragione...hai saputo che la Mescal ha venduto l'80% del catalogo alla Capitol/EMI? Dagli After a Basile alla Donà ai Perturbazione...tutti venduti a una major.
    Se anche la Mescal batte in ritirata, mi sa che siamo al capolinea...

    By Blogger daniele, at 12:33 PM  

  • noooooooooooooooo! una perdita per la musica italiana! ho il cuore piccolo. :-(

    By Anonymous Anonimo, at 2:01 PM  

Posta un commento

<< Home