un isterico tuareg...

29 settembre 2006

Magic numbers

Quando io dico che, se volete mettermi in crisi, dovete mettermi davanti a dei numeri, non esagero.
Tre giorni di stagliuzzamenti per arrivare sotto i diciottomila caratteri per il concorso di Scrittomisto?
Bene, dopo enormi sofferenze ce la faccio.
Ma.
Un'ultima controllata al regolamento, e? SORPRESA! Il limite non è diciottomila, ma centottantamila.
Insomma, non ho visto uno zero.
Insomma, con i numeri sono bravo come Tremonti.

Cambiamo argomento, che è meglio.
Stasera U-Turn suona allo Skateboard Contest a Carpi. Dopo il concerto degli ottimi The Death Of Anna Karina, Zanna e Lara danno vita alla nostra serata, stavolta chiamata "Push(er) the button".
Se avete altri impegni, ignorateli.

Soundtrack HERSELF "God is a major" Jestrai / Venus, 2006

28 settembre 2006

Labor limae

17990!
Dopo tre giorni passati a limare parola per parola, ce l'ho fatta. Il tetto dei diciottomila caratteri spazi inclusi è stato abbattuto per un pelo.
E ora spediamo il tutto.

La possibilità di vedere un libro pubblicato a mio nome nelle librerie è pari a quella che io prima o poi io mi sposi il mio ometto (ma quale, poi?) in una chiesa. Ma ci proviamo lo stesso...

Soundtrack DEVICS "Distant radio EP" Bella Union / V2, 2005

27 settembre 2006

Sssshhh...

Aiutatemi. Mi sono perso in un mare di carta.
É che nessuno riesce a stare zitto.
E io mi sento circondato da parole inutili. Chiunque ha qualcosa da dire.
"Parliamo, dobbiamo chiarire, vogliamo informare..."

E, se potessi gridare, tutto quello che uscirebbe oggi è
zitti. zitti. zitti!

Rimbalzo contro le pareti di una stanza strapiena di comunicati stampa, giornali, libri, dischi. Non importa che siano in pochi ad avere qualcosa da dire, l'importante è farlo. Sputare fuori quello che faresti meglio a ingoiare.
Un lampione rotto da tre ragazzini annoiati diventa un articolo da fare con toni d'allarme sui baby-vandali che infestano la provincia.
Un acquazzone diventa un'emergenza con protezione civile allertata.
Una parola in più è questione di vita o morte.

Non ce l'ho con nessuno. Me la prendo anche con me stesso. Drogato di scrittura e di informazione.

Soundtrack RIDE "Nowhere" Sire, 1990

26 settembre 2006

Tagliare!

Mi manca una cosa: il dono della sintesi.
Come si tagliano cinque mesi di frasi, riflessioni, cazzate, incontri, ricordi e musica? E come si fa ad adattarli in un racconto che abbia un filo logico? LA MIA VITA NON HA UN FILO LOGICO! E su carta...men che meno.
Cinque mesi di blog in diciottomila caratteri.
A ogni parola che taglio, mi sembra di mutilarmi un pezzo di vita.
Il "conteggio parole" di Word è il mio peggior nemico di oggi.
Lo odio.

Soundtrack FRIDA HYVÖNEN "Until death comes" Secretly Canadian / Wide, 2006

25 settembre 2006

The week never starts 'round here # 24

É di nuovo lunedì, il primo d'autunno. E per festeggiare, oggi, piove.
Fortunatamente tutto procede come al solito: io sono davanti al computer a scrivere, ascolto un disco in attesa che la redazione mi chiami, mia madre è caduta dalla bicicletta strangolata da un cavo sfuggito di mano a un operaio mentre lavorava...le solite cose, insomma.
Cominciamo, va'.

L'EVENTO.

Se fossi sentimentale (e disgraziatamente lo sono) direi che il vero evento è che, nonostante la compagnia di teatro sia in punto di morte e l'ennesimo appuntamento andato di merda, non ho passato giornate a piangermi addosso. Sto migliorando?
Ma secondo me il vero evento della settimana sono queste...

IL LIBRO.


Chi non soccombe davanti a quattro ore di lettura integrale di un libro? Eppure, nonostante a fine serata fossimo tutti morti, è stato davvero molto bello.
Paolo Nori, quello dei romanzi sconclusionati con protagonista il suo alter ego Learco Pignagnoli, ha scritto Noi la farem vendetta prtendendo il titolo da "Figli dell'officina", il canto anarchico che, a detta sua, usa come ninna nanna per la figlia appena nata.
Non so come crescerà quella bimba, ma questo libro è un passo avanti enorme: mischia lo stupore per la nascita della figlia alle ricerche che lo hanno portato a scrivere il libro sui martiri di Reggio Emilia del 7 luglio 1960.

(lezioncina di storia: nell'estate 1960 Tambroni diventa capo del Governo, e viene eletto coi voti decisivi del MSI, il partito erede del fascismo. In tutta Italia iniziano scioperi e proteste. La Polizia viene massacrata dai manifestanti tra i carrugi di Genova, dove Giorgio Almirante - segretario dell'MSI - aveva scelto di fare un comizio sapendo di fare una grossa provocazione, dato che Genova è una delle città decorate al valore per la Resistenza. Una settimana dopo Genova, in una manifestazione a Reggio Emilia, la polizia spara sulla folla ad altezza uomo uccidendo cinque manifestanti. Non c'è mai stata alcuna commissione d'inchiesta in grado di chiarire chi diede l'ordine di sparare)

E questo libro tenta di far luce. Prima ti fa ridere, poi, man mano che va avanti, inizia a diventare sempre meno allegro, sempre più sconcertato da una violenza senza senso. Si scrive di una pagina di storia, e quando parla di Genova, il ricordo non può non andare al G8 di cinque anni fa, con i manifestanti inseguiti nei vicoli...

CD (selezione).

- BLONDE REDHEAD "Melody of certain damaged lemons"
- BLONDE REDHEAD "Misery is a butterfly"
- YO LA TENGO "I'm not afraid of you and I will beat your ass"
- JESUS AND MARY CHAIN "Psychocandy"
- CABOTO "Hidden or just gone"
- SUPERSYSTEM "A million microphones"
- CAT POWER "The covers record"

FILM.

Sì, magari.

MP3.

C'è una piccola band di Parma a cui sono molto affezionato. Loro si chiamano Reflue, e per me sono stupendi, con un'eleganza e un talento enorme: pop jazzato, blues, sottilmente psichedelico. Dopo un album autoprodotto nel 2002, è uscito due giorni fa "A collective dream" su Shyrec. Qui c'è il singolo, "Evil twin", anche se le loro melodie non sono così semplici come le radio vorrebbero. Stupide radio...


VIDEO.

Capito per caso su MTV, ieri pomeriggio, e mi blocco di colpo. Può una band avere un nome tanto brutto? Come fai a chiamarti Peter, Björn and John? Eppure, questo gruppeto svedese ha fatto una canzone deliziosa, "Young folks", con un video anche più bello. La storia è semplicissima: la band organizza una festa a casa loro per far ascoltare il nuovo disco agli amici. Ma tutto è fatto a cartone animato, con quelle animazioni che fanno tanto pop art. Guardatelo qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

Io: E se mi tenessi solo i baffi, che ne dite?
Fabbree: E se invece iniziassi a indossare un burqa?

The week starts...NOW!
Buona settimana...

24 settembre 2006

Sondaggio

Pochi giorni di tempo.
Il concorso di Scrittomisto scade tra pochi giorni.
Ancora pochi giorni per avere una microscopica possibilità di trasformare questo blog in un libro.
Sarebbe meraviglioso, chi lo nega? In attesa di vedere pubblicata la mia tesi, o di raccogliere altro materiale per scrivere un romanzo sui casi umani con cui sono uscito fino a oggi (e se continuo così, quel libro sarà grosso come la Treccani), proviamo questo.

E ho bisogno di voi, di un vostro parere, voi che ogni giorno o quasi passate di qui e state a leggervi i miei deliri.
Niente di complicato: ditemi solo se c'è qualche post che vi è piaciuto più di altri, o che vi è rimasto in testa, che vi aveva fatto ridere...
Aiuto, insomma!
Che dite, mi date una mano?

Soundtrack JAMIE LIDELL "Multiply additions" Warp / Self, 2006

Badanti (tales of a sleepless weekend)

Yawn.
Ore sei del pomeriggio, tonnellate di ore di sonno da recuperare. Questo weekend non mi ha concesso riposo, ma ho il mio sorrisino scemo dei momenti migliori sulla faccia a indicare che tutto è andato alla grande...

venerdì sera.

Il palco del Libera allestito come un ring di pugliato.
Fabbree che arriva con una scatola piena delle nostre bellissime spillette.
Sara e Cami legano le corde con uno scotch argentato, Lara e Fabbree montano le due consolle e le luci verdi e rosse per segnalare i turni.
Io appiccico volantini per tutto il centro sociale con le regole della serata.
Zanna è a farsi massacrare gli stinchi sul campo da calcetto.
Io che suono "The number song" di DJ Shadow e svuoto la pista come se avessi gettato Napalm.
Il tizio del gancio impossibile baccaglia un amico di Anna: addosso ha una camicia piena di paillettes. Probabilmente il clown a cui l'ha rubata è morto di freddo.
Io che mi schiaccio un dito suonando il gong.
Io che infilo un uno-due-tre a base di Üstmamò - dEUS - Pixies da far resuscitare i morti.
Il cellulare che squilla alle 4.20 di mattina; l'sms recita it's a figata, man!

sabato.

Cinque ore di sonno.
La mia testa è popolata di gnomi che prendono a martellate ogni angolo possibile.
Pranzo visionario: papà, mamma, sorella e due nipoti strillano ognuno per conto suo. Mi sembra di essere circondato da cinque radio che urlano ognuno un programma diverso, e ogni programma è orribilmente inascoltabile.
Pomeriggio a combattere gli gnomi.
La cena a base di lasagne e vino riesce dove non erano riusciti massaggi, Moment, sonno pomeridiano e getti d'acqua bollente: gli gnomi se ne vanno.
Gente ovunque, a ballare la musica di Zanna e Lara.
Una bimba mulatta si butta in mezzo alla folla e si mette a ballare con noi.
La guardiamo increduli, lei sostiene lo sguardo. Una bimba adulta. E si muove molto meglio di noi.
Un sorriso steso da un orecchio all'altra: gente ovunque, proposte di serate, la sensazione di essere ancora vivi.

domenica.

si può passare una domenica pomeriggio al raduno provinciale delle badanti?
Una gatta culla le mie mani sulla tastiera, non manca molto al sonno.

Soundtrack CAT POWER "The covers record" Matador / Self, 2000

22 settembre 2006

Unghie sul vetro

Non so cosa stessi sognando.
Ma stamattina mi ha svegliato un suono. Nella mia testa dormiente risuonava "Shame" di PJ Harvey, e di colpo ho sentito bussare.
Un suono insistente, nervoso, come di unghie sul vetro della porta. Questione di semibiscrome.
tatatatatatatatatatatatatatatatatatatatata...
Mi sono alzato, pensando di dover aprire.
Ma quando sono arrivato alla porta, non c'era nessuno.
Solo un normalissimo mattino che mi guardava, e si chiedeva cosa facessi lì, rintronato dal sonno, a guardare il vuoto come se mi aspettassi di trovarci qualcuno.

Il rumore di unghie sul vetro.
O il rumore di un mitra, che mi è restato in testa da ieri sera. Quello della polizia che spara e uccide cinque ragazzi, il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia.
Me lo ha raccontato Paolo Nori, a me e a un teatro pieno di gente, ieri sera.
Leggeva il suo ultimo libro, a ogni pagina sempre più sgomento, sempre meno ironico davanti alle atrocità.

Tutto lo schifo sepolto sotto al tappeto.
E lo svegliarsi ingenuo di un sogno troppo reale.
Un bel risveglio, sereno. Nonostante lo schifo.

Soundtrack BLONDE REDHEAD "Misery is a butterfly" 4AD / Self, 2004

21 settembre 2006

Tocca a te! (GONG!)

Bene. Dopo un inizio di settimana a dir poco pietoso, vediamo di risollevare le cose.
Ma che posso fare?

Uhm.
Potrei andare a comprare il nuovo degli Yo La Tengo. No, già fatto.
Potrei estraniarmi dal mondo e fare yoga. No, lo farò tra un'ora.
Potrei andare a urlare alle vecchiette ferme in bicicletta ai semafori. Uhm, no, non lo faccio più da anni, e poi è più divertente se mi accompagna mia sorella.

Ok, è deciso. Aspetto domani sera, e mi sfogo mettendo dischi.
U-Turn torna al Libera, con una serata particolare, chiamata U(R)-TURN:

Vorremmo prenderci a schiaffi, ma tra noi quattro c'è una cintura di karate che le suonerebbe a tutti gli altri.
E allora ci sfidiamo sul ring. A colpi di musica.
U(R)-TURN: tocca a te.
Un torneo, due consolle, quattro dj.
Sfide incrociate tra i DJ di U-Turn: venti minuti a testa, il gong a dare il cambio.
A voi scegliere il vincitore della serata.
Chi perde finisce in pasto ai leoni.
Zanna DJ * Fabbree * DJ Lara * L'Isterico Tuareg: U(R)-TURN
venerdì 22 settembre - C.S.A. Libera - Marzaglia (MO) ore 23

Come sempre, chi può farà bene a esserci...
Non vedo l'ora di suonare il gong!

Soundtrack CABOTO "Hidden or just gone" Fratto9underthesky / Jazz Today, 2006

20 settembre 2006

Masochismo

Ci sarebbe una sola cosa da non fare, dopo un appuntamento andato di merda. Dovrebbe essere una legge matematica, tipo il teorema di Pitagora.
Ma giustamente io e le leggi matematiche siamo sempre stati estranei, e quindi...

In breve, qual è la cosa peggiore da fare il giorno dopo un appuntamento andato male?
Ma richiamare l'ex, of course!

E con questa magnifica mossa, il premio masochista 2006 non me lo leva davvero nessuno. Gigantesco coglione che non sono altro.

Soundtrack NINE INCH NAILS "With teeth" Interscope / Universal, 2005

19 settembre 2006

A volte è meglio non scendere dalla macchina

Se dovessi dire che ieri è stata una bella serata, beh, non sarei sincero.
E lo sapevo, lo sapevo che ci saremmo scannati, ma non immaginavo che potesse essere così sgradevole.

Prendo la macchina e vado verso Reggio, in tempo per sentirmi la prima puntata della settima stagione di Dispenser. Non è cambiato niente: stessa sigla, Matteo Bordone che conduce stralunato, tre servizi e due canzoni. Un pezzo sui barboni che hanno un blog, il singolo degli Scissor Sisters, una lettura da "Questo libro ti salverà la vita" di A.M. Homes...e poi è ora di scendere dalla macchina, sono arrivato. Ma avrei fatto meglio a non scendere.

Riunione della compagnia teatrale, dopo un estate in cui ci siamo visti poco e ci sono stati grossi scazzi. Le chiacchiere si sono ingigantite, e il risultato è che siamo dieci persone nel salotto di Gemma a guardarci in maniera aggressiva, come se non ci conoscessimo da anni e dovessimo prenderci a schiaffi da un momento all'altro.


E forse sarebbe stato meglio, se ci fossimo presi a schiaffi.
E invece no. Passiamo dalle 9 all'1 e mezzo del mattino a urlarci in faccia, tra scene da regina del melodramma (io non mi aspettavo che non sarei più stata gradita qui. che ingenua, oh che ingenua!), gente che dice cazzate gratuite, sfoghi incredibili (qui c'è gente che da due anni va in giro a dire che sono una troia e che non so fare la regista. Bene, allora ditemelo in faccia, e chiedetemi scusa) e gente che si guarda in giro incredula.

Mi chiedo solo come abbiano fatto dieci amici che si conoscono da anni, e che hanno sempre lavorato bene insieme, a ridursi così male. Dovevamo chiarirci, e invece ci siamo parlati addosso per ore senza risolvere niente, niente, perchè tutti i rancori sono rimasti esattamente dov'erano.

E la delusione più grossa è vedere che le persone, in fondo, non vogliono risolvere le situazioni. Per me, dopo ieri sera, era tutto chiarito ed ero pronto a ricominciare. E invece no, va tutto in merda per parole non dette, sguardi interpretati male...e avevamo un progetto fantastico da cominciare, porca puttana!
Ci siamo sepolti sotto un bla bla bla allucinante, e la compagnia sta per sciogliersi.

No, non è stata una bella serata.

Soundtrack SUPERSYSTEM "A million microphones" Touch and Go / Wide, 2006

18 settembre 2006

E la Cina?

Odio, profondamente odio, i discorsi sulla pena di morte.
Io sono assolutamente contrario, ma tutte le volte che si parla delle esecuzioni negli USA, e di come questi si spaccino per la patria della democrazia e poi ammazzino legalmente appena possono, qualcuno spunta e dice "E la Cina, allora? Critica loro, invece degli Stati Uniti".
Il sottotitolo a questa frase, ovviamente, è comunista di merda. Tanto qualcuno ha insegnato che chiunque si permetta di criticare l'amico americano è comunista, no?

Però c'è un fondo di verità. La Cina è forse il paese meno trasparente al mondo. Solo adesso stanno iniziando a filtrare notizie, ma non basta. Eppure la grande macchina economica ha stabilito che la Cina sia la frontiera, le Olimpiadi a Pechino saranno l'apertura ufficiale di un flusso di montagne di soldi. E chi se ne frega del rispetto dei diritti umani, giusto?

É spuntata una notizia. Pare che il gioverno cinese stia organizzandosi per deportare in massa il sottoproletariato della capitale, durante le Olimpiadi. Il mondo non deve vedere lo sporco, il marcio.
Peccato che la colpa della fuga dalle campagne sia colpa del governo cinese, di un progetto folle (la Diga delle Tre gole sul fiume Yangtze) che ha inghiottito montagne, case, villaggi, persone.

E la Cina? E la Cina è orribile. Ma faremo tutti finta di non vedere. Come sempre.

Soundtrack MÚM, "Summer make good" FatCat / Wide, 2004

The week never starts 'round here # 23

Incredibile come, da una settimana all'altra, possano cambiare le cose senza che sia successo niente di che. Eppure...tra un'intervista ai Mars Volta (che nemmeno mi piacciono...) e un'infinità di ore passate a scrivere, qualcosa ha girato per il verso giusto. Finalmente.

L'EVENTO.

Sto bene. Mi sembra più che sufficiente, no?

IL LIBRO.


Terzo e ultimo libro letto in vacanza, La ballata delle prugne secche di Pulsatilla è quello che mi ha fatto sghignazzare senza ritegno. Portato abilmente da Gemma, è stata l'unica cosa per cui in vacanza si riusciva a litigare: chi legge per primo il libro?
Alla fine la scelta è stata quella della lettura di gruppo, in spiaggia: e così, io e cinque ragazze ridevamo come cretini turbando la quiete delle meravigliose spiagge calabresi...
Il libro è nato dal blog di questa ragazza, ed è uno spettacolo di comicità acida: dalle mutande alle prime esperienze sessuali, dall'anoressia al tunnel senza ritorno degli estetisti fino ai numerosi e terrificanti amanti, non si salva nulla.
Memorabile la frase: "Dopo tutto questo tempo passata a essere rimorchiata su chat e blog, rimpiango i vecchi tempi in cui uno ti abbordava al bancone di un bar, magari piazzandoti una mano sul culo."

CD (selezione)

- CRISTINA DONÀ "Tregua"
- ÜSTMAMÒ "Stard'üst"
- BETH ORTON "Comfort of strangers"
- LUSH "Spooky"
- BRIAN ENO & DAVID BYRNE "My life in the bush of ghosts"
- JOANNA NEWSOM "Ys"
- MEG "s/t"

FILM.

Finalmente ce l'ho fatta...Casomai di Alessandro D'Alatri era un film di cui mi aveano parlato in tanti, ma non lo avevo mai visto. Avevano ragione a parlarmene bene: nonostante Fabio Volo non sia un attore neanche per sbaglio, ha qualcosa di magico: gli credi. E il film ti fa ridere, ti commuove, anche se sbanda un po' troppo lo senti molto sincero. Ed è un gran pregio.

MP3.

Faccio parte di quelli che stanno aspettando il terzo album dei Portishead come se fosse una chimera. E invece sembra impossibile, allo stesso modo in cui è impossibile che Re Silvio dica qualcosa di intelligente, o che quest'inverno io finisca alle Bahamas.
Sono bloccati da otto anni. Fose dovrebbero leggere il "mission: it's possible" dedicato a loro da Dionisio Capuano sull'ultimo Blow Up: è la recensione iperrealista di un disco mai pubblicato ma possibile.
E invece...sulla loro pagina di myspace è comparso un mp3. Qualche scarabocchio elettronico, niente di più: lo trovate qui. Forse quest'inverno finirò alle Bahamas. Che Re Silvio dica qualcosa di intelligente, invece, lo escluderei.

VIDEOCLIP.

É tornata Hanne Hukkelberg! L'album nuovo di questa Billie Holiday sperimentale, norvegese trapiantata a Berlino, è ancora lontano: è stato pubblicato in Norvegia dalla Propeller, e la Leaf farà altrettanto a breve nel resto del mondo.
C'è un singolo, intanto, "A cheater's armoury", più pop del previsto ma sempre meraviglioso, e il video è animato da buffi folletti a caccia di una stella...Guardatelo qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Non avere paura. É solo amore" (Michael Cunningham, "Una casa alla fine del mondo")

The week starts...NOW!
Buona settimana...

17 settembre 2006

Stato di grazia

Domenica pomeriggio in casa. Da solo. Fuori il cielo è scuro, fa un po' freddo. Un libro, e un disco che adoro nel lettore DVD. Movimento minimo, ho tutto quello che mi serve.


É la prima volta che ascolto questo disco da anni: ne avevo solo una copia in cassetta, prima di trovarlo ieri pomeriggio a prestito in biblioteca.
Mi sdraio, e mi godo ogni riflesso del suono. É ingenuo, forse nemmeno prodotto benissimo, o almeno questo è quello che sento al millesimo ascolto. Ma queste canzoni mi sono entrate dentro in un modo che non pensavo nemmeno possibile: note che si rincorrono, immagini disegnate da una voce sottile e decisa.

Si adattano bene a questa specie di stato di grazia che ho addosso. É cambiato qualcosa, in questi giorni, ma non so nemmeno cosa.
É come se avessi ricominciato a respirare. Sto bene, sono in pace.
Mi è tornata la voglia di vita reale, senza ripiegarmi su di me.
E lo devo ai miei amici, l'ho capito ieri sera.


Lo devo a una chiacchierata via web con eMMa, la mia ex coinquilina: la possibilità di andarla a trovare a Londra si fa reale, proprio quando, la sera prima, non riuscivo a togliermi dalla testa che mi mancava.
Ho riscoperto il bello di una cena, anche se fuori diluvia e sai che forse non verrà nessuno al tuo dj set.
Lo devo a Elena, Alessia e Letizia, che sono passate attraverso il diluvio perchè sapevano che avrei suonato. Vederle ballare mentre mettevo dischi è stata una sorpresa: di solito a loro non piacciono le mie cose, e invece...
Lo devo al rimanere a parlare con gli altri fino a non capire più che ore sono, la notte che passa così, parlando e ridendo di gusto, come non succedeva da tanto.

La chitarra stride, le percussioni sono imperturbabili come statue del Buddha. Il disco è finito.
Mi ha avvolto una calma che non conoscevo più. Ed è bellissimo.

Soundtrack CRISTINA DONÀ "Tregua" Mescal / Universal, 1997

16 settembre 2006

Geniale

Dal Manifesto di oggi:



Soundtrack BETH ORTON "Comfort of strangers" Heavenly / EMI, 2006

15 settembre 2006

I'm only happy when it rains...

Credo di essere fatto un po' al contrario. Di solito la gente entra in depressione quando inizia a piovere, io invece no.
I'm only happy when it rains, cantavano i Garbage prima di iniziare a fare schifezze.
Ieri sera, dopo aver intervistato Omar dei Mars Volta (!!!) al telefono per Sonic Magazine, un nuovo giornale di musica per cui ho iniziato a scrivere da agosto, mi sono dedicato alla mia attività preferita: un dolce far niente.
Fuori pioveva forte, ma in maniera gentile. E io mi sono concesso al mio divano, dopo settimane che non stavo in casa. Un libro in mano da rileggere per l'ennesima volta, qualche serie TV da guardare fino a tardi, e dormicchiare raggomitolato come un gatto che ascolta l'acqua battere sui vetri. Nient'altro.


Domani sera, però, il clima sarà diverso, o almeno speriamo. Come ogni sabato di settembre, U-Turn ha il suo spazio alla Festa dell'Unità di Modena: un bel DJ set fino a orario improponilbile, alla consolle io e Fabbree.
Dato che lo scorso mio DJ set alla Festa è finito alla grande con un gruppetto di studenti Erasmus in festa, una flirtatina con Rino-l-argentino e con un colossale mal di testa il giorno dopo, e che l'ultima volta che io e Fabbree abbiamo messo i dischi assieme è stata una gran serata, gli ingredienti ci sono tutti.
Iniziamo alle 23.30 Chi può, farà bene ad esserci!

Soundtrack LAMB "What is that sound: Lamb remixed" Fontana, 2005

14 settembre 2006

Delirio da ufficio

Ora so, so per certo cosa viene fatto negli uffici. NIENTE!
Stamattina è nato un delirio di mail tra me e due mie amiche, tutti e tre presi da tanta voglia di fare da aver avuto un'idea malsana: creare un giornalino ultra-idiota, a metà tra quelli free-press dove segnalano i concerti e "Top Girl". Più la seconda che la prima, a dire il vero, ma vabbè...

elena: ce ne sono mille di giornalini....dovremmo trovare il nostro....oppure ideona: se ci stanchiamo dei nostri lavori potremmo scriverlo noi un giornale del genere, che dici????

alessia: Basterebbe raccogliere le mail.
Lo comprerebbero tutti!
Sai che bello, "l'angolo di Paletta", "Moda-Elena", "Gemma e le sue creme"? e la mia rubrica??come la chiamiamo? "il tuo CV con Alessia"?

Ma poi ce ne sono altri: "Depressione? Tirati su il morale leggendo le sfighe di Paletta"
"Zambelli Mappe: come non perdersi in una città nuova usando come riferimento i parcheggi"
"Mille modi per nascondere la tua sbronza in ufficio"

Che ne dici? Si fa?

daniele: Voglio giocare anche io al giornalino!!!Posso curare l'angolo del dietologo? Ho già il titolo: "Vuoi perdere peso? Allora posa quella pizza, grassona!"

elena: "Vuoi prendere per il culo una persona?Mandaci una foto e tutti i commenti verranno pubblicati sul prossimo numero"

alessia: Aiuto! Ho le lacrime agli occhi dal ridere!
Ho trattenuto la risata sonora talmente tanto che sto piangendo da 20 secondi!
A te l'editoriale!

daniele: Ci serve un titolo. Che ne dite di questi?

* ACIDI
* SENTIMENTALMENTE OFFESI
* TROIETTE
* CI AVANZAVA DELLA CARTA...
* VERGOGNATEVI TUTTI!

A voi la palla...

alessia:"Una copia del corriere ed una di sentimentalmente offesi, grazie"
Suona da dio....

Poi vorrei una pagina con le foto dei casi umani fotografati per Reggio. Poi mettiamo le freccine di commento sul particolare orrido.
La rubrica si chiama "cadute di stile". Di fianco ci mettiamo una foto della stessa persona alla prima comunione....

daniele: Più che cadute di stile potremmo chiamarla "Tesoro, che ti sei messa?"

vi abbiamo trasmesso: i deliri da orario lavorativo di tre imbecilli!

Soundtrack LOW "I could live in hope" Vernon Yard, 1994

13 settembre 2006

Tale padre...

Lo so che tutti i figli maschi lo dicono, prima o poi. Ma sono sempre più identico a mio padre, e me ne sono reso conto stasera.
Aveva bisogno di portare la macchina dal meccanico. Ognuno parte con la propria macchinina (lui col carro armato, io con la Poderosa), appuntamento là-e-poi-ti-riporto-indietro.
Guido sovrappensiero, e salto pietosamente la via dell'officina. Torno indietro scuotendo la testa: quanto posso essere rincoglionito?
Qualche minuto dopo racconto la scena a mio padre, e lui abbassa gli occhi, ride con la faccia sorniona e mi dice "Ma sai che anche io stavo guidando e non mi sono accorto di dov'ero?"
"Papà, ma me lo spieghi tu come facevo a nascere normale in questa famiglia?"

Lo so, è una storiella da nulla, ma mi rendo conto della somiglianza ogni secondo di più: le stesse frasi, il modo di ridere...ho visto una sua foto dell'album di matrimonio. Aveva la mia età, forse un anno in meno. Due gocce d'acqua, e mia madre, bellissima, lo adorava.

Ma quanto sono nostalgico, stasera?

Soundtrack DEVICS "The stars at Saint Andrea" Bella Union / V2, 2003

Libri (sto diventando un clichè)

Dovrei smetterla di comprare libri e cd, oppure non avrò più spazio nemmeno per respirare.
Se vado avanti così, per trovare spazio a volumi, dischi e vinili mi dovrò trasferire come minimo in un hangar.

Ieri sera zompettavo per la Festa dell'Unità assieme ad Anna, e finiamo in libreria in attesa che iniziasse il concerto dei Giardini di Mirò (nota a margine: Jukka e Corrado, mi piacciono un sacco i pezzi nuovi, ma a cantare non avete troppa colpa...).
Trovo un libro che avevo adorato , "Generations of love" di Matteo B. Bianchi, e mi decido a comprarlo: è uno di quei libri che fa bene avere vicino, ogni tanto.

Dopo qualche ora. A letto, con quel libro in mano. Guardo il comdino, dove ci sono un'altra decina di copertine colorate a vegliare sul mio sonno, e mi rendo conto di una cosa: potrei creare la filiale reggiana della Libreria Babele.

Matteo B. Bianchi, Armistead Maupin, Luca Bianchini, "Il diario di Bridget Jones", David Sedaris...sono tutti lì, e sono i libri che mi tengo più vicino. D'un tratto mi sento il perfetto gay letterato. E pensare che non ho mai sopportato troppo il fatto che esistesse una letteratura di genere...anche perchè, in mezzo a qualche libro buono, ti capita di leggere certe ciofeche terribili (Michele Gabbanelli? Scilitan Gastaldi? E anche questo Rachid O, che tutti esaltano e a me ha fatto abbastanza schifo? Mamma mia...). Eppure, non so come, da certi libri io finisco attirato come una mosca dal miele.

Come facevano dire a Will in una puntata di "Will&Grace": "Non ti è piaciuto Baciami Guido? Ora ti svelo un segreto: i film gay fanno schifo. Ma finchè le cose staranno così siamo obbligati ad andarli a vedere". segue risata amara.

Soundtrack LUSH "Spooky" 4AD / Self, 1992 (aiuto. non riesco a staccarmi da questo disco!)

12 settembre 2006

Modalità sleep (inquieta)

Serata passata a casa di amici, a finire i resti delle bottiglie di vino travasate quando tutti gli invitati al matrimonio se ne erano già andati, lo scorso sabato.

Notte passata sul divano di Gemma, senza gli assalti del suo gatto malefico.

Mattina in conferenza stampa, dove tentano di convincermi che l'Appennino reggiano è un po' come la Terra di Mezzo.

Shopping di dischi meravigliosi ("My life in the bush of ghosts" di David Byrne assieme a Brian Eno e "Spooky" delle Lush), pagati la miseria di un euro ciascuno.

Eppure, non so. Sono inquieto. E non riesco a capire perchè.

Soundtrack LUSH "Spooky" 4AD / Self, 1992

11 settembre 2006

Twin deaths

Le chiama così, Patti Smith: twin deaths.
Le hanno ispiraro una serie di quadri, che vidi due anni fa a Ferrara.

Ma, più dei quadri, quello che impressiona è che aveva ragione.
Da quel giorno di cinque anni fa è arrivata solo morte.

Sangue chiama sangue, ma l'uomo non lo imparerà mai.

Soundtrack una magnifica serie di b-sides di P J HARVEY...

The week never starts 'round here # 22

Settimana davvero fitta di cose, questa. Ho lavorato quasi come una persona normale, finalmente. E mi piace quello che faccio! Già questo potrebbe essere un evento, no? Iniziamo...

L'EVENTO.

Parecchie cose: l'incontro con una donna fantastica, il mio corpo che mi ringrazia per aver ricominciato a fare yoga, la fine dei Northpole, il breve ritorno in radio (una diretta di pochi minuti venerdì sera come ospite, poco dopo che l'uragano Katrina parte 2 si era abbattuto sulla città...)... Insomma, settimana bella piena. E oggi, per festeggiare quella nuova, ho bellamente ignorato la sveglia che suonava...

IL LIBRO.

Secondo dei tre libri letti in vacanza: "Sto da cani" di Emiliano Gucci. Mi aveva attratto questo bel titolo allegro, dato che prima di partire non ero proprio in forma...E invece ho trovato un gran bel libro, scritto davvero bene e con dei personaggi disegnati in maniera molto reale. Perfetto da abbinare, come un buon vino, alla canzone "I provinciali" dei Baustelle...

CD (selezione).

- AFTERHOURS "Ballads for little hyenas"
- BJÖRK "Post"
- GINEVRA DI MARCO "Trama tenue"
- MY BRIGHTEST DIAMOND "Bring me the workhouse"
- KASABIAN "Kasabian"
- ELLE "Bstrong"
- JOAN AS POLICEWOMAN "Real life"

FILM.

E come tutti gli anni giuro e spergiuro: stavolta vado a Venezia! Quest'anno ci vado assolutamente! E ora un facile quiz: secondo voi ci sono andato?

MP3.

Bella storia, quella degli Elle. Veneti, ad ogni album una rivoluzione. "Bruciamo ciò che resta": oscurità tra blues e dEUS cantate in italiano. "People are coming in the a.m.": via il cantante, diventano visionari ed eterei come i Mercury Rev. Ora esce "Bstrong", e a me è bastata la foto di copertina per far scattare l'ammmore. Ma c'è molto di più: è musica sottile, ricca di particolari, un abbraccio morbido di suoni sempre più indefinibili. Ascoltate qui "How does it feel?", cinque minuti e mezzo di classe pura.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Dani, sei a casa? Accendi un attimo la radio, devo farti sentire una cosa..."

The week starts...NOW!
Buona settimana...

09 settembre 2006

Non credo che Dio mi odi

Ho saputo di questa notizia dal blog di Andy, ieri. E non so perchè, ma sono rimasto abbastanza sconvolto; non è certo la prima volta che due ragazzi gay vengono picchiati da dei bastardi, ma stavolta la cosa mi ha toccato più del previsto.
Non so, forse perchè è capitato a Bologna, così vicino a casa. O forse perchè potrebbe toccare a me, un giorno, solo perchè non ho nessuna voglia di nasondermi.
É che non lo capisco. Non capisco perchè mi debba giustificare, chiedere scusa, nascondermi. Non ha senso, ho scelto di non farlo e non lo farò.
Quello che è semplicemente assurdo è stata la dichiarazione del vescovo di Bologna:

"Una società che spesso educa o quantomeno ammicca con indulgenza o compiacimento a comportamenti trasgressivi. .. non può poi far finta di meravigliarsi se tra le tante trasgressioni nasce anche il mostro aberrante e obbrobrioso della violenza"

Ammicca? Indulgenza? Comportamenti trasgressivi?
Ma questo schifo di uomo, questo "uomo di Dio", cosa ne sa, cosa ne può sapere di quella che è la mia vita?
Dire che la violenza è una concausa dell'omosessualità è come dire, in fondo, che quei due ragazzi si meritavano di essere pestati a sangue.
A questo punto, allora, dove arriviamo? Alla situazione degli USA, con i manifestanti che, ai funerali di un qualche ragazzo gay vittima di violenze, arrivano con i cartelli con scritto "God hates fags", Dio odia i froci?

Questo "uomo di Dio" ha giustificato un'aggressione, un pestaggio a due ragazzi che avevano l'unica colpa di camminare abbracciati. Non credo ci sia bisaogno di dire altro, no?

Soundtrack JENS LEKMAN "When I said I wanted to be your dog" Secretly Canadian / Wide, 2003

08 settembre 2006

Poi la musica si è fermata

E così, se ne vanno anche loro quattro. Senza dire niente a nessuno, come fecero gli Scisma quando si sciolsero: decisero di scomparire, senza nemmeno sapere che lasciavano un vuoto.
Chi legge questo blog li ha trovati spesso come colonna sonora ai miei deliri. Perchè, quando mi innamoro di una persona, o di una musica, per me è un amore profondo. E con loro è stato un colpo di fulmine.
Ne sentivo parlare da anni, trovavo il loro nome ovunque ma non li avevo mai sentiti. Erano un caso unico: dieci anni di storia e nessun disco; la sezione ritmica interamente femminile; John Peel che li esalta come la miglior band italiana e qui nessuno li conosce.
Poi, finalmente lo fanno, un disco, ed è bellissimo. In copertina, un dipinto di un bimbo che nuota, e dentro canzoni dolci, poetiche, potenti, che mi scuotono ogni volta, da qualche parte tra gli Smiths, Tenco, Battisti e Jeff Buckley.
Le loro canzoni parlavano di piccoli mondi, di persone comuni, di piccole ipocrisie immobili, di sogni a cui hai rinunciato. E hanno particolari incredibili: la batteria che ti prende a pugni in "Luca Marc", gli archi che volano in "La distanza"...e tuttora, non posso non credere che pianoforte e archi non stiano facendo l'amore, nel finale di "Laura".

Ho avuto la fortuna di incontrarli, in un locale semideserto, qualche mese fa. Davanti a loro, solo io e una ragazza su una sedia a rotelle. Cantavamo ogni loro parola. Dietro di noi, la gente aspettava che finissero per poter iniziare a ballare musica di merda. Non si accorgevano di quanto fosse bello quello che avevano davanti.
Finito il concerto, vado a conoscerli, dopo che ci eravamo scambiati qualche mail: non c'è Erika, la batterista, sostituita dal fratello; Federica è piccolissima, sul palco sembrava intimorita, i nostri sguardi che si incrociavano; ma quando le dico il mio nome, il suo sorriso si apre e inizia a ringraziarmi per quello che avevo scritto su di loro.
Arriva anche Paolo, il cantante: magnetico, le mani enormi, il sorriso di un gigante. E Alessandro, che mi dice che si aspettava che quel pazzo che cantava ogni parola fossi io.
Parliamo un po', ridiamo, mi dicono che un altro disco è in arrivo.
E invece no.
Dicono che sia successo tutto all'improvviso, che la decisione sia piovuta dal nulla, non so, forse non importa nemmeno.
Restano poche loro canzoni. E il mio amore per la loro musica.

É strano. Ogni volta che una band che amo si scioglie, mi sembra che mi portino via qualcosa. Rimane qualche traccia da ascoltare qui e qui.

Loro si chiamavano Northpole. E ora, la musica si è fermata.

Soundtrack NORTHPOLE "Northpole" I Dischi dell'Amico Immaginario / Audioglobe, 2005

07 settembre 2006

Coincidenza anticlericale

Coincidenze.

A Venezia presentano in anteprima un film dal titolo "Il diavolo veste Prada".
Qualche giorno fa spunta fuori la notizia che il Pastore Tedesco (pardon, Papa Ratzinger) è un fashion victim con scarpe rosso fiammanti. Di Prada.

Il diavolo veste Prada.
Papa Ratzinger pure.
Uhm...

Soundtrack CALLA "Scavengers" Young God / Goodfellas, 2000

06 settembre 2006

Dona Flor

Ho conosciuto Dona Flor, il personaggio del libro di Jorge Amado.
Dora Flor, in realtà, si chiama Jurema, ed è sposata ad un musicista.

Ho conosciuto Jurema nel momento peggiore: suo marito, la celebrità locale che aveva diretto l'orchestra del festival di Sanremo e anche la casa discografica Ricordi, era morto il giorno prima.
Il giornale mi trasforma in uno squalo, e mi obbliga a chiamarla per strapparle un ricordo del marito. "É il mio lavoro", mi dico. Ma davvero non devo sforzarmi molto per avere una voce contrita al telefono: mi sento uno schifo a fare queste cose, non ho il pelo sullo stomaco.
Lei mi risponde con un filo di voce, mi chiede di passare da casa sua dopo mezz'ora. Mi chiede un po' di tempo in cambio di una foto.

Arrivo a casa sua, in un pomeriggio senza una nuovola. Sul cancello, un cartello: "per volontà del defunto non si ricevono visite".
Suono, e questa donna bellissima, mulatta, gli occhiali da vista e un vestito nero, viene ad aprirmi.
Mi allunga una foto del marito. Non è il solito scatto da musicista: è a torso nudo, davanti a una pianta tropicale, un paio di pantaloni coloratissimi, un sorriso sereno che stona con l'immagine da pazzo scorbutico che tutti gli attribuivano.
Jurema esita un attimo, poi mi fa entrare nel giardino e mi fa sedere. Mi presenta alla figlia, una ragazza splendida e con lo sguardo disorientato: è sua figlia, appena arrivata dal Brasile. Assieme a loro, la nipote e un'amica.
I giradino è piccolo, verde, incastrato tra i muri delle case. Ci sono panni stesi ad asciugare: nessuno vuole stare in casa, nemmeno i panni: dentro a quelle mura c'è un dolore che non si può mostrare.
Guardo Jurema: è sfinita, ma ha un sorriso dolce, arreso. Mi dice che vuole che si ricordi il marito non solo come un musicista, ma come una persona felice.
E, improvvisamente, nasce davanti a me un fiume di ricordi, di piccoli particolari della loro vita.
L'ultima festa di compleanno, lui che leggeva il giornale in piscina e immergeva le pagine nell'acqua perchè non volassero via, lui che si innamora prima della sua arte e poi della persona, lui che arrangiava canzoni nella confusione di un centro commerciale, lui che adorava guardare il tramonto ma che non toccava mai la sabbia con i piedi...
Spuntano foto e memorie, così improvvise da non poter essere trattenute.
Mi chiedono di fare un bell'articolo, di ricordare quanto questo musicista amasse vivere.


Jurema era come Dona Flor: legata da un amore totale a un uomo troppo vitale, che affronta la morte con un sorriso a testa bassa. C'era una serenità strana, in quel giardino. Una serenità bellissima.
"Jurema ha riempito la sua vita di fiori", mi dice la nipote.
Non solo: ha accolto il falco in casa sua, l'ha fatto sedere, si è fidata di lui. Ha disarmato il falco, e gli ha insegnato la fiducia.

Soundtrack BEATLES "Revolver" Parlophone / EMI, 1966

05 settembre 2006

5 mie strane abitudini (Giochiamo?)

Cope mi striglia, dicendomi che non la vado a trovare così spesso...e ha ragione.
Ma intanto mi coinvolge in un giochino.
Io riporto fedelmente qua le regole,e poi segnalo altri cinque che dovranno giocare.

Insomma, il giochino riguarda le nostre abitudini malsane. io gioco, a patto che voi, poi, non chiamiate la neurodeliri.

Regolamento:
Il primo giocatore inizia il suo post con il titolo 5 MIE STRANE ABITUDINI, e le persone che vengone invitate a scrivere un post sul loro blog, a proposito delle loro strane abitudini, devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine, dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare. Non dimenticate di lasciare un commento sul loro blog o journal, che dice, SEI STATO SCELTO (si accettano commenti), e dite loro di leggere il vostro.


1. rileggere vecchi giornali di musica a distanza di anni, per vedere attraverso le recensioni se mi sono perso qualcosa.

2. stordirmi di serie tv fino a credere che, quando uscirò di casa, Carrie Bradshaw mi regalerà un paio di Manolo Blahnik e Karen Walker mi porterà a prendere un aperitivo con Ally McBeal in un locale vicino all'ospedale di JD e Turk.

3. chiudere tutti i cassetti prima di dormire (ne potrebbe uscire il uno mostro a sette teste durante la notte).

4. ricordarmi a memoria numeri di cellulare e targhe delle macchine dei miei amici (autismo?).

5. commentare in maniera acidissima le discutibili mìse della gente che incontro in strada.

E ora, i prescelti coinvolti nel gioco:

* Andy
* Lara
* Minnie
* MaestraLucertolaia
* LaVale

Che ne dite, sono da neuro?

Soundtrack il criceto che gira nella ruota del mio cervello. stamattina fatica a ingranare...

04 settembre 2006

The week never starts 'round here # 21

Due settimane d'assenza sono troppe, anche se per motivi vacanzieri. E uno che, come me, ha il morbo-Hornby (ossia, la mania di fare classifiche su qualunque cosa), rischia di andare in seria astinenza. Perciò, ricominciamo.

L'EVENTO.

Lo so, lo so. Dovrei farmi una vita, eccetera eccetera. Però, volete mettere "Will&Grace"? É andata in onda la prima puntata della stagione finale, dal vivo, in un teatro.
Battute come nelle puntate migliori e, soprattutto, la bellezza di vedere gli attori che ridono, dimenticano le battute, improvvisano...proprio come me a teatro. Eccezion fatta per bellezza, fama, talento, brillantezza del copione e soldi. Insomma, QUASI come me a teatro...

IL LIBRO.

In dieci giorni di vacanza, tre libri. Devo farmi curare.
Il primo è stato "Figure, distanze" di Simone Brioni. É un amico di un amico, e il libro è il racconto di un viaggio folle: comprata una macchina su eBay, assieme a un inglese e un tedesco il tizio ha viaggiato dalla Germania alla Russia, per poi scendere in Kazakhstan e arrivare in Cina, e da lì al Giappone.
Poi si è autoprodotto il libro, grazie anche a CreativeCommons.
Il malloppo, in sè, non è granchè: insomma, se non avete mai dato esami di sociolinguistica o di semiotica (e spero per voi di no), il tutto è complicato. Ma vale la pena di leggere i racconti di un folle. Mandatelo a prendere qui.

CD (selezione).

- UZEDA "Stella"
- MY BRIGHTEST DIAMOND "Bring me the workhouse"
- MICEVICE "Stop here: love store"
- PINBACK "Summer in Abbadon"
- HOGWASH "Half untruths"
- LOW "The curtain hits the cast"
- PAOLO BENVEGNU' "Cerchi nell'acqua EP"

FILM.

No, niente film. Ma arrivo con, quanti?, quindici anni di ritardo? Ieri sera, per la prima volta in vita mia, ho visto "Twin Peaks". O almeno, il primo episodio.
Conoscevo solo la musica e, vagamente, la trama. Sono rimasto ipnotizzato, nonostante il sonno cronico da domenica-passata-a-lavorare-senza-aver-smaltito-la-sbronza-del-sabato-dove-hai-fatto-le-5-di-mattina-mettendo-dischi-e-dopo-aver-flirtato-con-un-argentino.
Ma che razza di genio è Lynch?

MP3.

Grazie a Dispenser, ho scoperto un sito chiamato QueerMusicHeritage, dedicato alla musica omosessuale di anni in cui ancora non ci si poteva dichiarare apertamente.
Esisteva un'etichetta, la Camp Records, che vendeva esclusivamente per corrispondenza, facendosi pubblicità su riviste maschili, dove si cantavano cose assolutamente esplicite per l'epoca. Il tutto su un allegro jazz da big band...
Andate qui e trovate tutti gli mp3 che volete!!!


LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Encantado de conoscerte..." (Rino. Sembra una frase da nulla, ma data persona e tasso alcoolico...)

The week starts...NOW!

Buona settimana...

01 settembre 2006

Stop here: love store

"Stop here: love store". É il titolo di un disco che mi è ricapitato ieri tra le mani, davvero bello. Lo hanno scritto i MiceVice, un'altra delle band minuscole e grandissime che conosciamo in due gatti assetati di indie-rock.

É che poi io mi perdo a pensare, e non va bene. Perchè...va bene, non controliiamoci. Lasciamole andare, queste mani, sulla tastiera.
Mi servirebbe, un love store. Non un bordello, solo un negozio dove poter comprare il necessario per imparare a capirci qualcosa. E nemmeno un sexy-shop, simpaticoni.
Proprio un posto dove comprare un po' di razionalità, un cervello che funzioni, dei nervi che non cedano, la capacità di fidarsi che avevi e che sta scomparendo.
Ma un posto così non esiste, no?

Forse da quel disco mancava una canzone.
Il testo avrebbe potuto essere qualcosa come

I'd need an atmobombproofheart
a mint brain
strong nerves
so that next time your name shows up
in a brilliant flashlight
and a chinese dance begins
i won't smash myself to bits
i'll just ease myself
just ease myself.

Bleah. Sono proprio stanco di scavarmi dentro.

Soundtrack HOGWASH "Half untruths" Urtovox / Audioglobe, 2006

-->me

Qualcuno aveva dato un nome a questa cosa. Deve essere una sindrome. Non grave, per carità, però...
Succede quando qualunque cosa vedi, o ascolti, o senti, ti fa venire in mente qualcosa che ti riguarda.
Come l'altra sera. Concerto di Niccolò Fabi. Lui canta "Ostinatamente", e io seguo le parole, mi ci tuffo dentro, non riesco più a distinguere che quella è una canzone e non parla di me.
Ma almeno ci rido su.
Oggi, in macchina, ascoltavo la radio. Arriva un messaggio alla speaker: "Non la amo più. Ma la penso ancora" E lei, acidissima e senza bisogno di pensarci su: beh, l'importante è il pensiero.

Riflessione semi-seria e sconclusionata. Ma mi piacerebbe sapere perchè ci metto così tanto a guarire da te...vuoi cortesemente uscire dalla mia testa, per favore?

Soundtrack ALAN SPARHAWK "Solo guitar " Silber Records, 2006