un isterico tuareg...

09 agosto 2006

...then we take Berlin

Sono tornato. Lo zaino disfatto, i cd rimessi a posto, il sonno quasi tutto recuperato.
Mi porto dentro quattro giorni berlinesi, troppo pochi.
Ora ho la sicurezza assoluta: vorrei vivere là. Me ne sono reso conto sabato mattina, camminando da Friedrichsafen verso Alexanderplatz, passando di fianco a orribili palazzoni grigi: Berlino è la mia città.
Non mi sfiora niente, quando sono lì. Non il vento che corre veloce e sposta le nuvole da un angolo all'altro. Non il tempo che cambia rapido quanto il mio umore, e passa dal sole alla pioggia più sottile e fastidiosa.
Vedo solo possibilità, in quella città. E, come sempre, quando viaggio divento un'altra persona. Leggera, instancabile.

Non tutto è andato alla grande. Abituato come sono a partire da solo, trovarsi in viaggio con due amiche e una coppia è stata dura. Soprattutto per colpa della coppia: un imbarazzante sottofondo di risucchi e ciuccioni ha accompagnato le mie ultime giornate.
Io e Alessia, entrambi zitelle di ritorno da poco, ci chiedevamo se questi due, di solito, fossero abituati a mangiare davanti ai bambini colpiti da carestia...insopportabilmente e fintamente dolci, proprio davanti alle nostre facce.

Ho nuove immagini e ricordi ad accompagnarmi.
La rete di treni a portarmi ovunque volessi.

La Kulturbrauerei, una fabbrica di birra dell' 800 riadattata meravigliosamente a gigantesco centro culturale.

Il Gendarmenmarkt, con il Französischer Döm e la Konzerthaus, il giallo caldo delle loro mura e lo splendido locale all'angolo, un posto che riunisce ristorante, libreria e negozio di moda (e lo splendido cameriere, primo dei numerosissimi colpi di fulmine...).

Tornare alla TWH, la casa dove avevo vissuto per due settimane. Scoprire che i cinque piani del palazzo sono stati ridipinti, i graffiti delle mura esterne rinnovati, ma che certe cose non cambiano, come il lurido pub "Linie 1" al pianoterra e il grassone con la coda seduto al tavolo ricavato da una botte. E trovare particolari che non ricordavo, come il parco dietro alla casa - con la scultura di una moka e una tazzina da caffè - dove un enorme gruppo di bambini turchi (bimbi di qua, bimbe di là, ovvio) gioca tranquillo. Fumare una sigaretta pensando alle persone che ho conosciuto lì e che non ho avuto nè la voglia nè il coraggio di andare a cercare.

Scoprire che non ricordavo affatto la bellezza incredibile di Unter den Linden, nè l'affollarsi dei turisti.

Prendersi qualche momento per sè, farsi tormentare da qualche canzone che rimane fissa in testa, e scrivere cose come

Seduto da qualche parte di fronte al Tiergarten, in una Berlino che non ricordavo così bella. É passata una coppia di signori anziani.Ho incrociato lo sguardo di lei, incuriosito dal suo naso tagliente, appuntito. Ho iniziato a chiedermi qualcosa sulla sua vita, e ho visto il suo uomo - due occhi azzurri come il ghiaccio - aggrapparsi a lei, prendere in mano la macchina fotografica e fotografare una lapide. Diretto, come se non vedesse altro. Ipnotizzato da una lastra indecifrabile, un monumento votivo a qualcosa che per me non ha significato.
Lei lo ha preso sottobraccio, con una pazienza infinita, e lo ha portato a salire le scale dove noi ci siamo seduti. Ho guardato i loro piedi. Passi perfettamente sincronizzati, simmetrici.

Capire che far scrivere sulla carta d'identità "PROFESSIONE: giornalista" garantisce l'ingresso gratuito a tutti i musei.

Tornare al Pergamon Museum e rimanere incantato dalla porta d'ingresso a Babilonia, di un blu assurdo, sereno, totale. Farsi venire i sudori freddi per una scutura che mi ha ricordato in maniera impressionante la toore di Babele (siamo troppo suggestionabili...) Chi era la dea Ishtar? Che città poteva permettersi quel muro così costruito? Che razza di animale stupido è l'uomo, per ditruggere tutta la bellezza che crea?
E, ancora una volta, qualche sala più in là, l'arte islamica mi affascina in maniera incredbile. Credo sia ora di leggere il Corano, per curiosità. Per non farmelo raccontare da altri.

Camminare da solo per Prenzlauer Berg, lunedì mattina, per consegnare a mano il mio curriculum alle varie case discografiche. Perchè non provare, cosa mi tiene qui? E così Kitty-Yo, Staubgold e ~Scape ora sanno della mia presenza. E arrivare negli uffici della Morr Music, per me una vera istituzione, e rimanere incantato: qui si è fatta un sacco della musica che ascolti. Tutto quello che esce da qui lo compri a scatola chiusa. Prendere un caffè nella piazzetta appena lì fuori, farsi sorprendere dalla gentilezza di una ragazza, scoprire che è tutto dolce, bello, quando stai bene e puoi respirare.

Il ponte vicino a Warschauer Strasse.
Percorrere tutto il tratto della S9 e vedere Berlino riassunta dietro un vetro.
Arrivare al Tacheles e trovare Laura Veirs in concerto (e subire le sonore proteste dei miei amici, che non avevano la minima intenzione di sorbirsi un depresso folk-rock nella loro ultima sera berlinese).

E poi, qualche domanda finale:

* Chi si ricorda "Topazio", la telenovela con la leggendaria Grecia Colmenares? Sono morto dal ridere, mentre in aereo Anna mormorava tremante "Oddio, si è spento un motore!" e Alessia le rispondeva "Zitta! Ti dicevo: a un certo punto lei recupera la vista, ma poi la investe un camion..."

* Perchè la hostess sul volo all'andata, più che parlare, orgasmava?

* Cosa danno da mangiare ai ciclisti, in quella città? Possibile che siano tutti così incredibilmente belli?

* Chi eri, seduto nel tavolino dietro di me al Sony Center a Potzdamer Platz? Eri bello da levare il fiato, indescrivibile...ed eri anche in coppia, stra-vaffanculo...

* Come faccio ad avere un'amica che racconta barzellette su Hitler su un autobus alle 3 del mattino, mentre non riusciamo a trovare la via dell'ostello, in un'atmosfera spettrale che avrebbe atterrito perfino George Romero?

Un turbine di posti, persone, manifestazioni antiproibizioniste, grigio su grigio, vetro e cemento magnifici contro ogni previsione.

Non ho altro da dire. Voglio vivere lì.

Oggi Elena al telefono mi ha detto che ho cambiato voce.
"Ti ho lasciato con un tono di voce, e ora ne hai un altro".
Potere del viaggio, del mettermi in strada. Dell'andare via.

Soundtrack THE YEAR OF "Slow days" Morr Music / Wide, 2006

14 Comments:

  • Anch’io quando viaggio divento un’altra persona, specie se viaggio da sola. Adoro il senso di anonimato, il misto di curiosità e di mistero, la sensazione che nulla e tutto possa accadere. Anch’io arrivo a desiderare di vivere in quel luogo, come percepissi che sono lì le mie origini – per poi realizzare che, in realtà, non esiste un luogo in cui desidererei veramente mettere le radici.
    Ma Berlino non mi ha mai ispirato, non so perché (Daniele, perdonami).
    E più ne sento parlare in termini entusiastici, più mi immagino una città grigia e triste. Sono convinta che non sia così, ma non so modificare l’idea che mi si è formata in testa. La associo a Christiane F., ad una lingua dura e stridente, al muro...

    I remember
    Standing, by the wall
    And the guns shot above our heads
    And we kissed,
    as though nothing could fall

    By Anonymous Twiggy, at 8:46 AM  

  • Bentornato!
    Io me ne vado in ferie domani (e a casa non ho neppure il telefono, figuriamoci un collegamento internet), quindi ti mando un saluto. Poi inizierà il solito tram tram autunno-invernale, quindi ci si beccherà spesso e volentieri al Calamita.

    La prossima settimana dovrei partire per la Mancia, la Sierra Morena e tutti i posti calcati dagli zoccoli di Ronzinante e dal Cavaliere Dalla Triste Figura. Spediscimi l'indirizzo e riceverai una cartolina da El Toboso.

    Buone Cose

    Many

    By Anonymous Many, at 10:14 AM  

  • Anche io faccio parte del club viaggiatori (spesso) solitari. Mi hai riportato a Berlino, con splendori e miserie... la mia ultima volta e' stata nel 2002, troppo lontanto. Mi fa piacere che ti sia sentito bene e che il viaggio ti abbia dato un'iniezione di positivita'. Buona giornata,

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 10:37 AM  

  • Capperi. Un post del genere dovrebbe essere sponsorizzato dalla proloco di Berlino.
    Io ora ci vado e poi ti faccio sapere.

    By Anonymous quella di roma, at 12:05 PM  

  • Berlino e' bella da lasciarti senza parole. C'e' un qualcosa che non si puo' descrivere, solo vivere, in questa citta' che ruba il meglio ad altre capitali e te lo serve a modo suo.

    Monica

    By Anonymous Anonimo, at 3:20 PM  

  • mia figlia c è tornata da berlino innamorata del pergamon..dice che è il più bel museo mai visitato..e che vorrebbe lavorare lì..quando arriveranno i soldi del loro padre ci concederemo un lussuoso viaggio a berlino per vederlo insieme..

    minnie

    By Anonymous Anonimo, at 5:07 PM  

  • Ciao Daniele,

    molto molto bello, il post su Berlino. Ogni mese faccio il proposito di andarci, ma alla fine per una cosa o per l'altra non ci sono mai stato.

    La prossima volta che vai fermati dalle mie parti...Offro cena e birra in cambio di racconti sui tuoi viaggi....

    R.

    P.s. Se vai spesso al Calamita, sei quasi un vicino di casa (ex vicino di casa, per la veritá)....

    By Anonymous R, at 9:27 AM  

  • Risposndo solo ora...

    Twiggy, credimi: è un posto incredibile. E poi come avrebbe fatto Bowie a scrivere "Heroes" in un altro posto? :-)

    Andy, tu che sei nomade almeno quanto me. Come mai è così complicato tornare a casa?

    Roma: non hai un angolo per me nella valigia, nevvero? :-)

    Monica: hai ragione...una dele cose più belle di Berlino è che cambia ad ogni angolo. Ti puoi perdere e trovarti in un'altra città nel giro di cinque minuti...

    Minnie, credi a tua figlia! :-) L'unico difetto è che quel museo è gigantesco...ci vorrebbe un giorno solo per vederlo bene...

    R, vicini di casa? Questa cosa va approfondita! :-) E cena+birra non si rifiutano mai! :-)

    By Blogger daniele, at 11:06 AM  

  • non sono mai stata a Berlino, ma suppongo sia una città molto affascinante, a dire il vero, non sono mai stata all'estero... so che si tratta di una mancanza grave per la mia crescita personale, ma spero, ora che ho finalmente la mia indipendenza economica, di poterlo fare... interessante l'occhio con cui guardi le cose...

    By Anonymous in-personale, at 1:21 PM  

  • Che bella cosa, il randagismo, quando non è solo mentale ma viaggi davvero. T'han dato del Randagio, tempo fa. Lo sei nell'anima, nella mente e nei tacchi delle scarpe, quando sei Randagio, Nomade, Zingaro o che dir si voglia. Ha ragione anche chi ha scritto, qui sopra, che hai un bell'occhio x vedere le cose. non è l'occhio del giornalista: è l'occhio dello stupore.
    Più ti leggo, + voglio il tuo bene.
    P.s.
    Bentornato.

    By Anonymous SpiraleDiFollia, at 11:48 PM  

  • Che belle cose che mi avete scritto...non so nemmeno se me le merito...grazie mille, davvero...

    By Blogger daniele, at 11:52 AM  

  • Scusa ma io, da buon ignorante, posso visitare berlino attraverso il tuo blog e, così, evitare di andarci?

    Se la tua risposta è un si, allora aggiungi altri particolari.
    Se è un no, mi sa tanto che faccio a meno di Berlino. Almeno per quest'anno.

    Un Saluto

    By Anonymous Scipione, at 11:50 AM  

  • Ciao Scipione, benvenuto!
    Dipende...quali altri particolari vuoi? Chiedi e forse ti sarà detto... ;-)
    Vai a Berlino, anche senza i miei racconti...giuro che non te ne pentirai!

    By Blogger daniele, at 1:08 PM  

  • Io sono quella di Topazio e ci terrei a precisare che è veramente la più bella telenovela della storia. Se non riuscite ad andare a Berlino per varie ragioni, vi consiglio di impiegare l vostro tempo in compagnia di Grecia Colmenares (che, tra parentesi, ha avuto una figlia che ha chiamato Italia, ci sarà un motivo?).

    By Blogger Alessia, at 3:28 PM  

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