un isterico tuareg...

02 agosto 2006

E adesso? (Cuba)

Sta finendo un'epoca. E lo sapevo che sarebbe successo presto.
É per questo che, tre anni fa, io e Gemma siamo partiti per Cuba. Tre settimane, la Isla girata in lungo e in largo in autobus, dormendo nelle casas particulares ed evitando come la peste i turisti, per quanto possibile.
Volevamo entrare, volevamo vedere.
Lei, nipote di partigiani. Io, che credevo nell'isola felice, nella resistenza al colosso americano.
Non una vacanza, ma un viaggio.
E abbiamo scoperto molte cose, incredibili.

Potre riempire un blog intero, parlando di Cuba.
E ieri sera il TG sputa fuori la notizia del ricovero di Fidel, e del passaggio del potere. Degli USA che fiutano la preda (riusciranno mai a stare fermi immobili a casa loro?), della dittatura che sta per finire, di un mondo intero che sta per finire.

Da bravi ragazzi di sinistra, idealisti ed equosolidali come siamo e come eravamo, Cuba era un paradiso, Sbattere la faccia contro la propaganda colorata e silenziosa è stato molto diverso.
Castro non è mai stato amato. Al contrario del Che, o di Cienfuegos, il rivoluzionario bello che morì col suo aereo poco dopo la vittoria contro la dittatura di Batista.

Cuba è vedere bellezza e merda mescolate assieme.
É un sistema sanitario e universitario a volter perfino migliore dell'Europa, ma è anche vedere un solo giornale di regime venduto nelle strade.
É l'ingegno della gente che sopravvive da anni a un boicotaggio assurdo, ma è anche la rabbia contro un dittatore.
É l'apertura al turismo, alla sporcizia del comportamento occidentale che le ha rubato innocenza.
É incontrare vecchiette ottantenni che ancora credono alla Rivoluzione, e sentire la sua giovane vicina di casa sospirare lenta hace tiempo qué Fidel es vieho...
É il ricordo del 26 luglio 1953, l'assalto e la sconfitta alla Caserma Moncada, data festeggiata ancor più della vittoria e della cacciata di Batista, del dittatore imposto dagli USA che aveva trasformato Cuba nel bordello d'America, lontano dagli occhi puritani.

É la memoria del Che che non abbandona nessuno, di un uomo che non voleva diventare un idolo e a cui la retorica rivoluzionaria ha dedicato un gigantesco orribile mausoleo a Santa Clara, dove io e Gemma abbiamo pianto di rabbia.

Tutto questo sta per finire. Ho fatto in tempo a vederlo. E a non saperlo spiegare, perchè Cuba non si può spiegare: ti incanta e ti snerva. Chissà se lo farà ancora...

Soundtrack NADA "Tutto l'amore che mi manca" On The Road / Venus, 2004

4 Comments:

  • mmmm ho sempre non-amato/temuto le dittature, di qualunque colore. Vengo da una famiglia di sinistra, e sono di sinistra. Beh, vedere la Russia post-gorbaciov e' stato uno shock. Parlare con la gente sopravvissuta alla Karelia e' stato peggio. Sentire i racconti dei miei coetanei Ungheresi, cresciuti durante gli anni ottanta, un calvario. La mia colega fuggita da Praga...i quartieri popolari della periferia di Helsinki.... la dittatura e' dittatura. La propaganda, la merda che il partito da da mangiare alla gente, resta merda sia che venga da Bush sia che venga da Fidel.

    By Anonymous Anonimo, at 5:00 PM  

  • Lo so bene...ma non era quello che volevo dire. É che è stata un'esperienza molto più complessa di questo, vedere Cuba come l'ho vista...
    E senz'altro non è quello che ti raccontano i TG, di come un dittatore ne abbia sostituito un altro. Dicevano questo ieri sera al TG2 e mi veniva da ridere: colpa mia, se cerco professionalità giornalistica dove non ce ne può essere. ;-)

    Nessuno si è preoccupato di indagare il regime di Batista prima, quanto male abbia fatto ai cubani...e una delle cose che percepisci in modo più netto è che la rivoluzione non avrebbe voluto diventare dittatura, ma che è stata presa in mezzo ai giochi di potere tra USA e URSS.
    E il Che non se ne è andato da Cuba per caso...
    E non sto negando che Cuba sia un regime. Lo è. Ma con dei lati positivi, che in qualunque altro paese del SudAmerica possono solo sognare...E, ripeto, vedere i lati buoni non significa comunque giustificare...

    By Blogger daniele, at 5:34 PM  

  • Ieri in auto ho acceso la radio, Rai2. Trasmetteva il programma estivo che sostituisce Caterpillar, argomento: il fratello di Fidel. Non ho capito chi l'abbia riferito, ma pare sia omosessuale. Così, traendo spunto da questa notizia, i gay erano invitati a telefonare per raccontare come avessero fatto outing. Se ne sono sentite davvero delle belle! :))

    By Anonymous Twiggy, at 8:19 AM  

  • Consiglio a tal proposito la lettura dell'articolo di Gianni Minà a pagina 3 del Manifesto di Oggi (disponibile - direi - online da domani).

    Buone Cose

    Many

    By Anonymous Many, at 2:27 PM  

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