un isterico tuareg...

12 luglio 2006

Straniero

Un vinile che gira sul piatto e una birra di fianco al mouse.
Bene. Per questa sera non voglio altro.

Il mondo esterno mi ha bussato sulla fronte, in questi giorni. A ricordarmi che non ci sono solo io, e che, fuori, è pieno di cose da fare. Uno dei pensieri che mi ha sempre spinto avanti è che avrei potuto fare qualunque cosa: partire, ricominciare.
E il mondo esterno sta tornando a ricordarmi che esiste.

Scena 1. Interno, giorno.

Due giorni fa, in una noiosissima mattina in edicola, arriva una ragazza a fare fotocopie di un diploma. É straniera, mi chiede a stento le fotocopie. Avrà vent'anni, gli occhi verdi, un sorriso timido. Quante volte ho avuto quel sorriso? Quella faccia che ti viene quando, ad esempio, sei in Polonia e cerchi un biglietto dell'autobus, quando nessuno parla nessuna delle lingue che conosci tu. Quella faccia che vuol dire aiuto, ti prego, prova a capire. Voglio salire su quell'autobus e arrivare in questo paese.
Paga, esce. Poi torna, mi chiede una tessera telefonica per chiamare all'estero. Poi si blocca. Prova, chiede.
"Do you speak english?"
"Sure I do..."
E da lì, iniziamo a parlare. Sotto gli sguardi stupiti, schifati e imbarazzati dei soliti bigotti di paese, che non si capacitano che qualcuno parli altre lingue oltre al dialetto.
É bosniaca, ed è arrivata qui perchè ha potuto studiare grazie a una famiglia del paese, che la ha adottata a distanza.
Mi parla della vita là, dice che non ha molti amici: in Bosnia, se hai successo in qualcosa, la gente inizia ad invidiarti. E lei non si fida più di nessuno.
Però sorride, mi dice che, guardandomi, avrebbe giurato che facessi il musicista. Quando poi le racconto che la realtà non è molto lontana, mi chiede di farle ascoltare qualcosa. Le faccio vedere i cd che ho con me, e sceglie il nuovo dei Tunng e un mistone con We Are Scientists, Primal Scream, The Pipettes, Gogol Bordello, Wire, Shellac...
Il giorno dopo torna, dicendomi che non le è piacuto molto.
"Io ascolto Mariah Carey..." mi dice, timida. E scompare.

Scena 2. Esterno, giorno.

Sono a casa di mia sorella, aspetto che il pranzo sia pronto. Suona il cellulare. Sobbalzo, come spesso in questi giorni (sei tu?). E vedo un numero straniero. Rispondo. É una voce di donna, la conosco.
Alina.
Ci siamo conosciuti in Finlandia, nel 1999, a un campo di lavoro. Lo stesso campo dove ho conosciuto Aylin, la mia amica turca che sono andato a trovare lo scorso inverno.
Non la sentivo da almeno due anni, Alina. É una dentista, e le ultime notizie la davano in convivenza con un ragazzo a Vilnius. Finalmente, pensavamo io e Aylin, finalmente ha un uomo e la smetterà di lamentarsi.
E mi chiama oggi, dopo due anni. Ha ritrovato l'agenda con i nostri numeri, dice, e voleva sentirci. Così, da nulla.
"What's up? Any news?"
Sì, lei ha news.
Vive a Madrid, si è sposata con un ragazzo spagnoo, Carlos, e ha un figlio di sette mesi, Alejandro.
Rimango senza parole. Non è possibile che la vita cambi così in fretta.
Era un colega di un mio amico, mi dice, ci siamo conosciuti anni fa e poi...
E poi Alina è sposata, vive in Spagna e ha un figlio.

Scena 3. Esterno, giorno.

Il giornale mi manda a fare un articolo sui mondiali antirazzisti. Mondiali di calcio non professionisti, che ogni anno si fa a cinque minuti da casa e dove non sono mai andato.
Squadre miste, fauna dalla famigliola tedesca al gruppo di ultrà dell'Olympique Marseille.
Ci sono macchine targate Vienna, Berlino, Ferrara. C'è una squadra di nigeriani che vive in Ungheria. Ci sono gli ultimi preparativi prima dell'inizio ufficiale di stasera.
Ci sono squadre che si allenano, mentre molti piantano le tende lungo il fiume.
Parlo con Renè, tedesco, da Rotenburg. Braccia tatuate, un simbolo anarchico sulla divisa, un sorriso da bravo ragazzo. É il secondo anno che viene qui, a passare una settimana e a vedere un mondo che non vedrebbe mai, nel suo paesino tra Bremen e Hamburg.
E c'è Kuatis, un ragazzino inglese con un fisico pazzesco, con la squadra del suo college.
Alla reception, un ragazzo texano cerca il resto della sua squadra.
Dietro di lui, un norvegese con la pancia da bevitore dice che ha saputo dei mondiali mentre era a Narni. É partito da solo solo per vedere i Mondiali Antirazzisti e vedere cosa può fare.

Anche io ero così, fino a due anni fa.
E questa invasione straniera, the phone calls that make your day, mi danno più energia che mai.
La voglia di partire ritorna.
Segno che sto ricominciando a stare bene.
Buon segno.

E tu? Forse mi degnerai della tua presenza, venerdì. Ma non dormirai con me, dici.
Buffo. Non riesco ad abituarmi all'idea che la cosa più intima che puoi fare con qualcuno non è farci l'amore, ma dormirci insieme.
Perchè dormendo non hai difese.
Stamattina, al risveglio, ho cercato di trattenere un sogno. Lui ha strattonato gentile, ed è scappato via.

Soundtrack LOW "The great destroyer" Rough Trade / Self, 2005

7 Comments:

  • Anche tu filo-finnico? Io ci ho abitato per un po':D. E' incredibile come la vita scorra veloce e dal passato a volte tornino figure che ci lasciano sconvolti, come 'spostati' da quelli che erano i nostri cardini incrollabili...

    PS: una cosa inquietante. quando hai definito 'dormire insieme' hai usato esattamente le stesse parole che ho usato io l'ultima volta che l'ho fatto....

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 1:00 PM  

  • Filo-finnico, sì. :-)
    Solo per poco tempo, sei anni fa, per tre settimane.
    Ma l'avevo girata per bene, non ho mai più visto un posto del genere...

    E per quanto riguarda il dormire...ora sei tu che mi inquieti!!! :-) Poi ti spiegherò perchè...

    By Blogger daniele, at 3:04 PM  

  • ..ho scelto il mio M. e addirittura l'ho sposato in 4 e 4 = 8 proprio perchè era l'unica persona con cui dormivo serena!
    e questo conferma la teoria che proprio chi non riesce a stare fermo (di lavoro faccio la marinaia) che parte a cuor leggero per un'incredibile avventura come il matrimonio.
    Buondì

    By Anonymous Gassadamante, at 4:01 PM  

  • Daniele, per quel che puo' valere, ti assicuro che se IO fossi LUI, non ti mollerei cosi' facilmente :D

    Spero che vi gustiate il tempo insieme, qualunque cosa ecidiate di farne :D

    By Anonymous Anonimo, at 5:14 PM  

  • Wow! Grazie mille...chiunque tu sia. :-)
    E cito Almodòvar: "Che ho fatto io per meritare questo?" ;-)))

    By Blogger daniele, at 5:31 PM  

  • Daniele ho una curiosita': riesci a drire al tuo boyfriend le cose che scrivi? Perche' se ci riesci, mi prenoto ufficialmente per un appuntamento!!!

    :D

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 6:07 PM  

  • I find some information here.

    By Anonymous Anonimo, at 11:19 AM  

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