un isterico tuareg...

13 luglio 2006

Impara a nuotare

Sei arrivata a casa mia. La tua solita battuta sul rumore che usciva dallo stereo, più sottile del solito. "Beh, non è proprio roba allegra..." Avrei dovuto capirlo da lì, che le cose non andavano bene.
Ti siedi al tavolo della cucina, mi chiedi un bicchiere d'acqua, e poi mi dici che ti serve una mano.
Io penso agli spettacoli, alla sintonia che abbiamo trovato sul palco. Penso che tu abbia trovato un nuovo copione da farmi leggere.
E invece no.
"Io e Alessandro ci siamo lasciati".
Dopo nove anni.
Non ho mai visto quello sgaurdo, nemmeno quando era morto tuo padre. Persa, completamente persa. Senza un appiglio.

"Come hai fatto tu per tutto questo tempo a essere single? Io mi sento sola. Come hai fatto a sopportarlo?"
Non mi ero mai reso conto che una condizione normale - e anche un po' ridicola, viste le situazioni che continuano a capitarmi - potesse fare un po' pena.
E invece tu l'hai presa davvero male.
Ti racconto un po' delle mie storie. Fumiamo una sigaretta sul balcone. Poi un'altra. Un po' ridi. E mi abbracci come se fossi l'unica cosa che può tenerti in piedi.

Suona il telefono. Elena non viene. Guai in famiglia. Guai seri.
E allora, mentre ti addormenti distrutta sul divano (non dormi da cinque giorni, mi dici) e poi ti svegli e decidi di andare a casa, penso.

Penso se c'è qualcuno che è felice, da qualche parte.
Perchè, ultimamente, dovunque guardi, tutti hanno più di un motivo per non sorridere.
E fa male, fa un sacco male, vedere che i tuoi amici incominciano a cedere.
Siamo come un cerchio di stuzzicadenti, noi. Stiamo in piedi aggrappandoci gli uni agli altri. Sperando di non cadere.
Sono fortunato ad avervi.
Ma è difficile.
You keep telling me i'm beautiful, but i feel a little less so each time...cantava Ani DiFranco in uno dei suoi ventimila dischi.

É strano. Non sono triste. É solo...boh. Pazzesco. Pazzesco che possa sempre esserci un motivo per smettere di sorridere.
O per ricominciare a farlo, quando meno te lo aspetti.

Niente di quello che scrivo ha un senso, stasera.
Il basso rimbalza nello stomaco, quella vocina vaga nella testa, la chitarra scarnifica la pelle, la batteria la schiaffeggia.
Mi aggrappo alla rabbia altrui, per non gridare la mia.

Soundtrack UZEDA "Stella" Touch And Go / Wide, 2006

4 Comments:

  • Posso assicurarti una cosa: quello che hai scritto HA senso. Un abbraccio di buona giornata.

    Andy

    By Anonymous Anonimo, at 10:36 AM  

  • Mi hai fatto venire in mente "learn to swim", dei tool.

    By Anonymous aureolina, at 9:23 PM  

  • Ovviamente c'entra la musica...ma erano gli Elettrojoyce, li conosci?
    C'era questa canzone splendida, "L'evoluzione dei pesci", che diceva "impara a credere, impara a scordare, impara a guardare la luce, impara a nuotare..."
    Non so perchè mi è venuta in mente mentre scrivevo...

    By Blogger daniele, at 11:06 PM  

  • Tesoro, non l'avevo mai letto questo...
    E' dolcissimo.
    Un bacio

    By Anonymous Alessia, at 11:25 AM  

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