un isterico tuareg...

23 luglio 2006

Giorni spesi a guardare le siepi

Giorni spesi a guardare le siepi. Intitolavano così un loro disco i miei Valentina Dorme, portando l'infinito di Leopardi nel loro mondo di rumore, Raymond Carver e medicinali.
E potrebbe essere adatto anche alla giornata di oggi, a questa domenica di nuvole basse dove il caldo appiccica alla pelle ogni cosa che tocco.
Giorni spesi a guardare le siepi.
Mesi spesi a toccare il fondo, a lasciare che mi si costruisse intorno un quadro indefinibile e scuro. Dove ormai non è sfiga, è accanimento.

I miei ultimi sette mesi.
- Mi faccio cancellare da due mesi di storia assurda con G.
- Lascio la radio per trasferirmi a Trento, dove prima mi assumono e poi mi licenziano senza farmi lavorare nemmeno un giorno perchè si accorgono che non hanno abbastanza soldi per assumermi.
- Per reagire mi lancio a Faenza in un lavoro che mi fa schifo, ma per dimostrare che posso resistere mi riduco a uno zero. E allora torno a casa, a vivere di nuovo con i miei.

E oggi, per finire il tutto e a coronare il tuo e mio periodo di crisi, mi lasci. E non riesco nemmeno a scrivere perchè. É uno di quei momenti di immobilità completa, dove non hai la forza di ridere, di spiegare, di parlare, di reagire.
So solo che mi stavo innamorando. E che questo è il periodo sbagliato per farlo. Sapevo avresti chiuso tutte le porte, ed è successo.

Ci incontriamo (come al solito, la cornice riesce a rendere ridicola e assurda ogni mia cosa) in un parcheggio di un autogrill, l'unico di tutta l'A1 dove le due carreggiate comunicano.
Tu sali da Faenza verso Milano, io torno a casa dopo aver visto un concerto meraviglioso dei Massive Attack la sera prima.
Ci sediamo su un muretto, in mezzo a una romantica cornice di camion e alle giravolte dei vacanzieri accaldati. Neanche tu sopporti la gente, come me...
E, di colpo, mi dici che non ce la fai ad andare avanti.
Sei confuso, spaventato, non riesci a goderti quello che succede con me, e allora chiudi la porta.
E io riesco solo a pensare che non puoi piantarmi proprio ora, in un autogrill, e proprio mentre ho addosso la maglietta dei Massive Attack che cercavo da una vita.

Perchè la mia testa ha chiuso il passaggio a ogni altro pensiero.

E io non so più nulla. Non so se voglio vederti tornare, so che eri più bello che mai, oggi, mentre te ne andavi. Ma stavolta non sei tornato indietro.
Parliamo. Ti dico che stai facendo una cazzata gigantesca, che stai rinunciando a qualcosa di importante. E mi dici che ho ragione, ma non riesce a fare diversamente, ora. Non mi vuoi chiedere di aspettare.

Io scivolo di nuovo. Aspettando che la smettano di accanirsi. Perchè l'unica cosa che riesco a scrivere è BASTA. Basta. Basta. Basta. Basta.

Soundtrack MASSIVE ATTACK "Collected" Virgin / EMI, 2006

1 Comments:

  • è così brutto quando ci si sta innamorando...

    By Anonymous zdora, at 12:40 PM  

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