un isterico tuareg...

31 luglio 2006

The week never starts 'round here # 16

Comincio a pensare che i lunedì non siano così male. Almeno segnalano la fine della settimana precedente: sette giorni che definire pessimi è essere carini.

L'EVENTO.


Se è successo qualcosa, devo essermelo perso. Ho passato la settimana ad avere la testa letteralmente avvolta nelle nuvole. Cosa posso dire? Rispetto a sette giorni fa ho un uomo in meno, qualche sbronza consolatoria e inutile in più. Non posso evitarmi di essere triste. Non che sia successo niente di che, in fondo: i problemi veramente gravi sono altri. Però fa comunque male. Fa un male cane.


IL LIBRO DELLA SETTIMANA.


Bello e utile. Una guida al ragionamento su un'ossessione, quella dei blog. Si tratta di "Diario di una blogger"di Francesca Mazzucato. Lei è conosciuta come scrittrice erotica, ma non ce n'è traccia in questo libro, se non nell'uso suadente che fa delle parole. Mi piace come scrive. E questo è il suo ultimo blog.

Con la scusa di trovare un suo amante parigino, la scrittrice mette in piedi un blog. Casca in questo mondo in cui sono caduto anche io, da quattro mesi a questa parte. E lo racconta molto bene: il voler riversare qui tutti i pensieri, le piccole comunità di lettori che si creano e le visite quotidiane che diventano un obbligo inconsapevole, l'occhiata speranzosa ai counter, l'eccitazione della scoperta di un blog interessante...
Scrive: il blog è oppiaceo, mi sento avvolta nelle sue spire, non riesco ad andare a dormire, ogni notte vorrei rimirarlo come i neonati nella culla, qualcosa che piace solo ai genitori.


CD (selezione)

- RICCARDO SINIGALLIA "Incontri a metà strada"
- HOPE SANDOVAL & THE WARM INVENTIONS "Bavarian fruit bread"
- C.O.D. "Preparativi per la fine"
- EMILIANA TORRINI "Fisherman's woman"
- BELLINI "Small stones"
- SONIC YOUTH "Goo"
- MASSIVE ATTACK "Collected"

IL VIDEO.

Non sono mai impazzito per i Belle and Sebastian, un gruppo scozzese ampio quanto una squadra di calcio e armato di gentilezze e di melodie irresistibili: difficile che riesca ad arrivare in fondo a un loro disco (troppi buoni sentimenti, e io sono un cinico, ricordate?) ma, presi a piccole dosi, mi fanno proprio stare bene.
E il video di "White collar boy" è uno spettacolo: quanto può essere pericoloso andare a un appuntamento con un'ubriacona, per poi accorgersi al momento di pagare la cena che il portafoglio è vuoto?
Molto. Soprattutto se l'ubriacona è irascibile, ti sbatte in strada e lì incontri altre ubriacone devastate dal weekend, e l'ultima addirittura prima ti stende, e poi ti porta via i pantaloni...
Video divertentissimo, davvero. Guardatelo qui.

MP3.

E a proposito di Belle & Sebastian. Una delle etichette indie italiane più sconosciute, la Kirsten's Postcard, ha pubblicato un intero album tributo al gruppo scozzese. Nessuno si fila questa label solo perchè distribuisce tutta la sua musica in download gratuito, ma ci sono cose davvero molto buone...incidono per lei anche alcuno gruppi svedesi, piccole one-mand band italiane...
Insomma, qui la notizia dell'album, "A century of covers".
Vi partecipano i miei adorati Perturbazione, quel tenerissimo folletto barbuto chiamato Bob Corn, qualche prossima rivelazione indie italiana (Mr. 60, Canadians, Le Man Avec Les Lunettes), i belgi Austin Lace e tanti altri.
Cliccate qui per scaricare l'album intero!

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Ricorda: niente di più bello che avere un uomo nudo nel letto!" "Parole sante, cara mia. Parole sante..."

The week starts...NOW!
Buona settimana...

30 luglio 2006

Ultra-obscene

Ultra-obscene. No, non il disco dei Breakbeat Era, ma il mio fine settimana.
Passato in casa, con la febbre e il mal di gola lancinante. A sentirmi come un palloncino sgonfio abbandonato su una sedia.
Tre giorni senza mangiare praticamente nulla, serate di lavoro perse, un DJ set saltato.
E l'ennesimo, ultimo messaggio dove comunichi che uno dei pochi punti fermi della tua vita di questo momento è la voglia di solitudine. Bella frase, suonerebbe quasi bene se non mi facesse incazzare.
E va bene, allora. Si ricomincia. Non prima di aver fatto il resoconto del mese degli articoli scritti per il giornale, ed essermi reso conto che uno stipendio normale, da lì, non ci esce nemmeno se mi metto a piangere in turco.

Un fantastico weekend col morale sotto i piedi.
Non vedo l'ora di arrivare a Berlino, venerdì...
Necessità assoluta di fuggire da qui, anche se solo per quattro giorni.

Soundtrack EMILIANA TORRINI "Fisherman's woman" Rough Trade / Self, 2005

28 luglio 2006

Miele e cianuro

4 del mattino. Mi sveglio dopo solo tre ore di sonno. Qualcosa mi sta perforando la gola, come un piccolo trapano all'altezza della tonsilla. Mi impedisce quasi di parlare, mi spezza il sonno in piccole parti agitate.
E allora mi alzo e mi tuffo nel vasetto del miele, sperando di calmare il male. Anche alla fine di luglio pesco a piene mani nel miele, mi sento sempre più Winnie Pooh, solo un po' meno buonista.
E infatti oggi sono miele e cianuro, come cantava qualcuno in un disco bellissimo e stranamente ignorato.
Sono miele e cianuro anche alle 4 di mattina.
E chi mi ha dato il veleno sei stato tu. Prima domenica, in quella scena surreale di camion e roulottes, e poi tre giorni dopo, con una telefonata assurda.
Una telefonata che non mi aspettavo.
"Volevo farti giusto un saluto, sentire come stai".
Come sto? Di merda, ma come vuoi che stia? Mi hai piantato tre giorni fa e mi chiedi come sto? Da quando siamo amici, io e te?

Lara, che ha la pazienza infinita di ascoltarmi, ha detto che sono finito in un rapporto a distanza costante. Quei rapporti dove la distranza tra due persone rimane sempre uguale: se tu ti allontani, l'altra persona si avvicinerà di conseguenza, ma mai abbastanza da toccarti di nuovo.
E allora basta così, no?
Proviamo a essere egoisti, per una volta nella vita, e non continuiamo a farci del male. Senza giustificare nessuno, senza stare ad aspettare, a rimuginare su cose che non sono successe e su quelle che non hanno funzionato.
Scrivo la parola fine. É scritta a matita (in qualche stupido angolo della mia testa, spero ancora che il vento cambi direzione), ma intanto è scritta.
Oggi sono miele e cianuro. Un misto strano di cose. Che aiuta a prendere decisioni.

Soundtrack C.O.D. "Preparativi per la fine" Fosbury / Audioglobe, 2005

27 luglio 2006

"Ma un DJ rimorchia?"

"Ma un DJ rimorchia?", mi chiede Andy.
E ovviamente la mia risposta è: "Sì!". Ma se riguarda me, cioè se io sono il DJ, chiaramente si rimorchia in maniera tragicomica.

Ho solo due storie da raccontare (ho sempre fatto più radio che serate...o forse sono talmente brutto che quando mi avvicino al presepe i pastori sguinzagliano i cani per non far spaventare il bambinello, non lo so....), ma di quelle che sono cavalli di battaglia quando devi risollevare il morale di qualche amico depresso.

Storia n.1 - dopo il concerto di Lydia Lunch al "Calamita", novembre 2004

Il Calamita è il locale dove noi di Kalporz organizziamo da tre anni la stagione di concerti. E il concerto di Lydia Lunch richiama punkettoni, no-wavers, dark e umanità varia come non era mai successo.
C'è anche una ragazza straniera, la noto dall'inizio perchè è conciata in modo assurdo. Ha un vestitino bianco che sembra fatto con degli assorbenti esterni cuciti insieme.
Il concerto finisce, e io mi arrampico sulla piattaforma che sta sopra al bar, dove c'è la postazione del DJ e inizio a mettere dischi.
Di solito non si fermano in molti a ballare in quel locale, ma stasera sì. E allora inizio a suonare, la gente si scalda mentre metto Bjork e allora insisto sul genere electro. Fin quando la ragazza in assorbente esterno non sale la scaletta e inizia a strillarmi qualcosa all'orecchio:
LEI: "$/&$)&)(/=)/()=/***^#@§ Lydia Lunch?"
IO: "Cosa?"
LEI: "&%$£^§ç° Lydia Lunch?"

ah ha! ho capito, è straniera. ed è molto ubriaca.

IO: "No, i've got nothing of Lydia Lunch here!"
LEI: "*^=&%$£§°ç PJ Harvey?"
IO: "Yeah, i've got something of PJ. Let me finish this song and i'll play it, right?"

E lei, per ringraziarmi, mi prende e mi bacia in bocca. Poi scende e ricomincia a ballare.

Storia n.2 - serata di debutto di U-Turn al Libera, 9 giugno

Sono le 3 del mattino e ho appena finito la mia parte di serata. Sono stanco morto, e anche un po' deluso, non mi sono piaciuto molto, vabbè, rimedierò alla prossima serata.
Esco nel cortile davanti al centro sociale, e trovo un tizio che importuna verbalmente la ragazza di Zanna, uno di noi quattro DJ di U-Turn, che tra l'altro mi aspetta a cena tra un paio d'ore...
Sento solo lei che dice "No. No...no...ti ho detto di no...oh, basta, ho detto no!"

Ed è qui che scatta la cosa divertente.
Il tizio, decisamente inguardabile, si gira verso di me e partorisce la perla:
"Oh, lei non mi vuol dare il suo numero. MI VUOI DARE IL TUO?"
Io rimango di petra, con una faccia tipo ti prego, dimmi che non lo hai detto davvero. perchè se lo hai detto davvero, questo è il più bel gancio della storia!

Lui capisce di aver detto qualcosa di sbagliato, e tenta di recuperare la situazione, producendo un fastidioso rumore di unghie sul muro che credo sia ancora percepibile nei locali del centro sociale a un mese e mezzo di distanza.

LUI: "No, ma non volevo spaventarti, eh? Volevo solo, così, magari andare a bere una birra, mi stai simpatico...Io non sono gay!" (ma quando mai mi hai parlato?)
IO: "Beh, io sì. Ma il mio numero non te lo do lo stesso..."

E a questo punto, il tizio mi molla la sua birra, mi offre una sigaretta e scompare. Una scena meravigliosa.

Insomma, queste le mie scene da rimorchio. Ma ne ho sentite anche di peggiori...
Ho la convinzione quasi totale che a Fatboy Slim certe cose non succedono...

Soundtrack TV ON THE RADIO "Return to cookie mountain " 4AD / Self, 2006

26 luglio 2006

Farsi cullare

Una foglia gialla, che cade dai rami.
Segue la sua strada, un percorso come uno scarabocchio di matita.
La foglia cade nel lago, mi aspetta. Io la sfioro appena, lei mi trattiene, lascia che mi addormenti dentro di lei.
Dormo nella sua mano per trovare pace.
É questa la sua voce. É qui che mi abbandono.

Soundtrack HOPE SANDOVAL & THE WARM INVENTIONS "Bavarian fruit bread" Rough Trade, 2002

Altra doppia coppia: ritorna U-Turn

Ormai non molliamo più.
Nuova serata U-Turn, sempre alla Miccia di Colombaro (MO), ma con due giocatori d'azzardo diversi: si ricompone ai piatti la coppia di pazzi ubriaconi.
Io e Lara promettiamo di farvi muovere le chiappe: indie-rock, soul e un po' di electro.
Qui le indicazioni per arrivare.

E chissà...se siamo fortunati si materializza anche l'omino del flyer...

Soundtrack TWILIGHT SINGERS "She loves you" One Little Indian / Goodfellas, 2004

25 luglio 2006

Hai la faccia come...(il culo?)

Cazzeggiando sui blog di Kataweb, perchè ogni tanto qualche ora libera fa bene, trovo un post che rimanda a MyHeritage: un sito dove, gratuitamente, tu puoi caricare una tua foto e, tempo pochi secondi, ti dicono a quale celebrità assomigli.

Ci provo, perchè no?
Posto una mia foto e viene fuori una serie inquietante di somiglianze.
Sono un ometto con un po' di panza, la barba e i capelli rasati.
Ora, me lo spiegate voi in cosa assomiglierei a Grace Kelly?
Per me, la mia foto ha mandato a puttane il sistema...

Sountrack CAT POWER "The greatest" Matador / Self, 2006

Fotografie

Impari in pochi ore a non pretendere lucidità, non adesso. Sorridi stiracchiando l'angolo sinistro della bocca, e non dici niente, vuoi solo dire tornerò ironico, cinico, cattivo, dolce. tornerò com'ero prima. solo, lasciatemi stare qui con la faccia triste per un po'.
E allora fissi nella testa poche immagini che ti passano accanto, solo per avere una minima conferma che sei ancora in piedi.

La cantante dal ventre piatto esce dal palco per prendere la sua birra. E passa accanto a Biancaneve e ai suoi nanetti. Ci sono nanetti da giardino di fianco al palco di un festival rock. Ventre Piatto resta in piedi di fianco a Biancaneve. Si assomigliano.

Il pazzo grida davanti al palco. "Muovi le chiappe!". Tenta di ballare, ma due ragazzi stanno mettendo in scena oscurità elettroniche poco originali. Hanno succhiato via il ritmo con una cannuccia. Così il pazzo continua a ballare, un ritmo che può solo immaginare.

La sfera è frantumata. Qualcuno ha spezzato il simbolo perfetto, quello dove il centro è in ogni punto e in nessun punto. L'hai presa, scavata, sezionata, incisa di caratteri indecifrabili. Qualcuno ha scelto per te di lasciarla davanti alle scale di una chiesa. Enorme. Due simboli che non so capire, affiancati. Si guardano, si studiano.

Chiudo gli occhi e sogno. Mia zia. É in due stanze della casa nello stesso momento. Cammina nel salotto, mentre si infila nel corridoio. L'ho vista. Allora ho ragione: ho sempre pensato nascondesse qualcosa, fin da piccolo. Avevo ragione.

Parlo con un ragazzo spagnolo dei miei ultimi giorni. Anche lui appena mollato dalla sua ragazza. Mi dice che la sua terapia d'urto è stata andare in giro per la città a rubare nanetti da giardino.
Da qualche parte, a Barcellona, c'è un sosia del padre di Amélie in piedi tra i vasi di gerani, a grattarsi la pelata e a dire "Non capisco. Proprio non capisco".

Soundtrack THOM YORKE "The eraser" XL / Self, 2006

24 luglio 2006

The week never starts 'round here # 15

Pessimismo e fastidio. Pessimismo e fastidio. Pessimismo e fastidio.

L'EVENTO.

Ho finalmente visto dal vivo i miei adorati Massive Attack. E mi è successa una cosa che mi era capitata solo poche altre volte: commuovermi durante un concerto. Così, quando Elizabeth Fraser è salita per cantare "Teardrop", ho sentito una gioia e una bellezza totale.
Ma non è astato solo quello: è stato un concerto di ritorni. C'è di nuovo Daddy G, ci sono le canzoni suonate quasi tutte live con una forza pazzesca, c'è Liz Fraser vestita come un angelo, con la voce appena un po' più scura di un tempo ma sempre magnifica; c'è una nuova vocalist di potenza spaventosa; c'è Horace Andy che si lancia nel vortice ciclico di "Angel" facendomi perdere di vista la realtà per pochi minuti.
Un concerto bellissimo, davvero: sconvolgenti "Future proof" e "Safe from harm", che diventano potentissime e psichedeliche; "Inertia creeps" e "Risingson" hanno un cuore nerissimo. E "Black milk"? E "Unfinished sympathy"? Sono rimasto senza parole a lungo. Peccato solo per la chiusura punkeggiante e fuori luogo di "Group four", dove la Fraser rischia di buttare fuori il gruppo per un paio di volte, e perchè è mancata la mia preferita, "Protection".
Ma se la perfezione non esiste, sabato sera ci siamo arrivati vicino.

E poi tutto il contorno al Flippaut è stato grande: incontrare i miei amici del master che non vedevo da settembre, conoscere finalmente (anche se per poco) Cooper, la rilassatezza del godersi un pomeriggio sdraiato su un prato ad ascoltare musica...
Ne avevo bisogno. É stato il giorno dopo che ha rovinato tutto...


IL LIBRO.

Mi sto piano piano ributtando sui libri. E stavolta è toccato a "Tuttalpiù muoio" di Albinati & Timi. L'ho solo iniziato, ma sembra molto divertente. É la storia di un ragazzino che cresce disperso in un paesino umbro, e arriva a fare il modello e l'attore, con tutto il delirio che ne consegue.
Splendido l'inizio: il bambino che nasce prematuro di due mesi, perchè la madre, idiota, si rovescia l'acqua bollente sulla pancia...

CD (selezione).

- BJORK "Debut"
- SCISMA "Armstrong"
- P J HARVEY "4-track demos"
- JOAN AS POLICEWOMAN "Real life"
- SAINKHO NAMTCHYLAK "Naked spirit"
- RAVI SHANKAR "Chants of India"
- DINOSAUR JR. "Bug"

IL VIDEO.

Niente di particolare da segnalare. Vedete, la sala è la stanza più calda di casa...e perchè devo stare a sciogliermi per aspettare che MTV Brand New passi qualcosa di decente?

MP3.

Stavolta qui c'è qualcosa di interessante. Stavo giusto chiedendomi perchè il livello ai concorsi per gruppi emergenti sia così scarso (perchè tutti si sentono in diritto di suonare? e perchè io ti devo ascoltare?) quando, ieri sera, incontro un duo di Verona molto, molto interessante.
Hanno un nome assurdo, Arbdesastr, ma quello che fanno è davvero bello. Soprattutto se vi piacciono i Radiohead di "Kid A". Il territorio è quello: come nel nuovo disco solista di Thom Yorke, o come immaginare certi dischi Warp cantati da una gran voce piena di effetti.
A parte la voce - bella ma sempre sulla stessa linea melodica - un potenziale gran gruppo.
Andate a sentire qualcosa sulla loro pagina di myspace e ditemi...

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

Anna: "Posso venire in vacanza con voi?"
Io: "Dipende. Sei abbastanza infelice?"

(sta per partire il tour alcoolico delle neo-zitelle disperate...)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

23 luglio 2006

Giorni spesi a guardare le siepi

Giorni spesi a guardare le siepi. Intitolavano così un loro disco i miei Valentina Dorme, portando l'infinito di Leopardi nel loro mondo di rumore, Raymond Carver e medicinali.
E potrebbe essere adatto anche alla giornata di oggi, a questa domenica di nuvole basse dove il caldo appiccica alla pelle ogni cosa che tocco.
Giorni spesi a guardare le siepi.
Mesi spesi a toccare il fondo, a lasciare che mi si costruisse intorno un quadro indefinibile e scuro. Dove ormai non è sfiga, è accanimento.

I miei ultimi sette mesi.
- Mi faccio cancellare da due mesi di storia assurda con G.
- Lascio la radio per trasferirmi a Trento, dove prima mi assumono e poi mi licenziano senza farmi lavorare nemmeno un giorno perchè si accorgono che non hanno abbastanza soldi per assumermi.
- Per reagire mi lancio a Faenza in un lavoro che mi fa schifo, ma per dimostrare che posso resistere mi riduco a uno zero. E allora torno a casa, a vivere di nuovo con i miei.

E oggi, per finire il tutto e a coronare il tuo e mio periodo di crisi, mi lasci. E non riesco nemmeno a scrivere perchè. É uno di quei momenti di immobilità completa, dove non hai la forza di ridere, di spiegare, di parlare, di reagire.
So solo che mi stavo innamorando. E che questo è il periodo sbagliato per farlo. Sapevo avresti chiuso tutte le porte, ed è successo.

Ci incontriamo (come al solito, la cornice riesce a rendere ridicola e assurda ogni mia cosa) in un parcheggio di un autogrill, l'unico di tutta l'A1 dove le due carreggiate comunicano.
Tu sali da Faenza verso Milano, io torno a casa dopo aver visto un concerto meraviglioso dei Massive Attack la sera prima.
Ci sediamo su un muretto, in mezzo a una romantica cornice di camion e alle giravolte dei vacanzieri accaldati. Neanche tu sopporti la gente, come me...
E, di colpo, mi dici che non ce la fai ad andare avanti.
Sei confuso, spaventato, non riesci a goderti quello che succede con me, e allora chiudi la porta.
E io riesco solo a pensare che non puoi piantarmi proprio ora, in un autogrill, e proprio mentre ho addosso la maglietta dei Massive Attack che cercavo da una vita.

Perchè la mia testa ha chiuso il passaggio a ogni altro pensiero.

E io non so più nulla. Non so se voglio vederti tornare, so che eri più bello che mai, oggi, mentre te ne andavi. Ma stavolta non sei tornato indietro.
Parliamo. Ti dico che stai facendo una cazzata gigantesca, che stai rinunciando a qualcosa di importante. E mi dici che ho ragione, ma non riesce a fare diversamente, ora. Non mi vuoi chiedere di aspettare.

Io scivolo di nuovo. Aspettando che la smettano di accanirsi. Perchè l'unica cosa che riesco a scrivere è BASTA. Basta. Basta. Basta. Basta.

Soundtrack MASSIVE ATTACK "Collected" Virgin / EMI, 2006

21 luglio 2006

Cinico

Oh mio dio.
Prima mi è scappata detta una cosa che mi ha fatto vergognare di me stesso.

Avevo tutto il pomeriggio per scrivere con calma una bella recensione del concerto di Michael Nyman (non eccezionale), e invece...BOUM!
Telefonate impazzite dalla redazione intimano di volare in una pese vicino per documentare un incidente stradale mortale, una vecchietta travolta in bicicletta.
Stazione dei carabinieri.
Luogo dell'incidente.
Stazione dei carabinieri.
Casa.
Vicini di casa da intervistare.

Insomma, due ore a rovistare nella spazzatura: chi era questa donna, che cosa ne dicono i vicini di casa, cosa è successo ecc. ecc...

Uno dei Carabinieri con cui ho parlato mi guarda e mi dice: "Tu ti trovi meglio a seguire gli spettacoli, vero?"
Ce l'ho scritto in fronte, che non ho il pelo sullo stomaco per queste cose???

Morale della favola: mi devo ricoprire di cinismo per non stare male.
E su MSN con un amico, mi esce una perla di cattiveria: cazzo. ma questa doveva morire proprio oggi che fa così caldo?

Vado in un angolo a vergognarmi di me stesso. Oppure, stasera al concerto di Enrico Rava e domani al Flippaut per la mia prima volta con i miei adorati Massive Attack.
Una delle due opzioni.

Soundtrack il ronzio sinistro della mia vergogna...

Comicità in b/n

L'asfalto della piazza sputava caldo, ieri sera. E il telefono non squillava: continuano a succedere cose che non dovrebbero, e mi chiedo se avremo mai un po' di pace, io e te.

Poi Michael Nyman sale sul palco. Non è come me lo aspettavo: freddo, quasi come se stesse facendo il compitino. La sua musica è così emozionante, e lui è un pezzo di ghiaccio, un buffo ometto con gli occhialini tondi e l'ironia da snob inglese che si accuccia vicino al pianoforte, gioca con i tasti, disegna variazioni minime e ti incanta con un gesto.

Poi sullo schermo parte un documentario meraviglioso. New York, anni '20. Una città nata e cresciuta troppo grande, troppo bella. Invasa da sciami di folla, il cemento a violentare con assoluta bellezza moderna il cielo, le parole di Walt Whitman che le scorrono addosso. Una città da vedere in bianco e nero, come diceva Woody Allen mentre girava "Manhattan".

E all'improvviso cambia tutto.
Mi chiami. Pensavo volessi stare da solo, e invece no: due chiacchiere, due risate, continui a cercare qualcosa da me anche in un momento terribile come questo. E non sai quanto mi faccia piacere, che tu non abbia chiuso le porte.
Ho passato tutta la giornata di ieri a sentirmi uno stronzo egoista, e invece tu non mi dai motivo di pensarlo.
E riesci a ridere anche in una giornata come questa. Ne hai bisogno, e allora provo a essere lì per non farti pensare a quello che stai vivendo. Se posso farti stare meglio, io ci provo.

E poi arriva Alice. Dopo tre mesi passati a Praga, è tornata ieri. E mi è mancata da morire. Si siede vicino a me, il concerto ricomincia. Si accende una sigaretta, il fiammifero acceso le scappa di mano e finisce pericolosamente vicino alle chiappe del tipo seduto davanti a lei, che scatta in piedi di colpo urlando "Sento caldo vicino al culo!".
Tra la scena, visivamente spettacolare, e i doppi sensi, giuro, non riuscivo a smettere di ridere. Altro che la malinconia di Nyman...la comicità di Alice è un toccasana.
E poi mi racconta di Praga, della libertà che è riuscita a respirare, della gente che ha conosciuto, dei piccoli angoli di città che ha scoperto e tenuto per sè, di un locale con i lampadari costruiti con appendiabiti...
E io le racconto un po' di cose di me. Quasi tutto. Non proprio tutto.
Sarà il caso di aggiornarla, e mi spaventa molto.

E stamattina, riposo. Si lavora oggi pomeriggio e stasera. Scrivendo articoli e andando a vedere Enrico Rava. Forse mi hanno dispensato da Miss Padania...

Soundtrack YO LA TENGO "I am not afraid of you and I will beat your ass" Matador / Self, 2006

20 luglio 2006

Un calabrese a Miss Padania

Per la famosa serie: una gavetta giornalistica tormentata.

Oggi si scopre che la parente del morto che avevo contattato mi ha passato informazioni sbagliate: non era il figlio, ma il fratello dell'imprenditore morto un anno prima. Ma cazzo: nemmeno i parenti sapevano chi fosse questo?

Stasera si prosegue con le interviste famose: arriva in città Michael Nyman, il compositore della colonna sonora di "Lezioni di piano". Oggi pomeriggio verrà tartassato dalle domande cretine di noi giornalisti, e stasera suonerà.

Ma siccome Dante non era un cretino, anche a me tocca il contrappasso: domani sera, facendomi tra le altre cose perdere le ultime puntate della seconda serie di "Desperate Housewives" e "Grey's anatomy" (sigh! sob!), mi spediscono con un sonoro calcio in culo a una selezione locale di Miss Padania.

Miss Padania? Io a un concorso di bellezza? Io, mezzo calabrese, a una serata della Lega?
É proprio vero che quando credi di averle viste tutte...

Soundtrack DINOSAUR JR. "Bug" SST, 1988

Doppia coppia: ritorna U-turn

Strane coppie, da queste parti.
Un croupier che chiede di fare il nostro gioco, e due coppie che si sfidano di nuovo: quanta gente ballerà questa volta?

Dopo il Libera, U-Turn va a colonizzare un altro locale, "La Miccia" di Colombaro, sempre nelle vicinanze di Modena.
Due serate.
La prima sabato 22 luglio, con Zanna DJ e Fabbree: brit, punk, electro e oldies.

La seconda torniamo io e Lara, venerdì 28 luglio: indie-rock, soul e una spruzzatina di elettronica, che è il prezzemolo del DJ...

Il flyer, per me, è favoloso. Lo trovate qua di fianco: diffondete tra amici (meglio) e nemici, belli (meglio) e brutti.

Come al solito, ci vediamo lì...

Soundtrack JAMIE LIDELL "Multiply additions" Warp / Self, 2006

19 luglio 2006

Funerale verticale

Ho iniziato la mattinata all'obitorio.
Ma, grazie al cielo, nessun lutto personale.
É strano, scrivere che vai all'obitorio per lavoro. Ma stamattina c'era un funerale di una figura nota in paese (il padre di Luca Cantagalli, il campione di pallavolo) e il giornale ha mandato me.
Era il mio primo funerale da giornalista, ed è stato abbastanza tremendo. Così come le telefonate di ieri alla famiglia, per avere più informazioni sul morto da pubblicare nell'articolo. Mi sono sentito un avvoltoio.

Poi ho deciso di prenderla con un po' della mia ironia distorta.
Maglietta dei Kech, con scritto sopra join the cousins. Era un invito rivolto al morto, "join the cousins". Mi sa che l'ho capita solo io, ma vabbè...tutto sommato è meglio non essere capiti in certi percorsi mentali da idiota. Ho solo cercato di mettere in pratica quel "One last laugh in a place of dying", come titolavano i God Machine anni fa...
Ma, di nuovo, è un'ironia (?) che capisco solo io.

Però mi serve, perchè non ho abbastanza barriere per difendermi: non riesco stare impassibile davanti al dolore degli altri.
E poi ho iniziato a pensarla diversamente: sono fortunato, ad andare a un funerale stando in verticale. Voglio dire, io sono ancora vivo, ho un sacco di cose da fare, e sarà meglio che me le goda, prima di entrare all'obitorio da protagonista, no?

(ma che cazzo di pensieri mi vengono in testa, stamattina?)

Soundtrack SAINKHO NAMTCHYLAK "Naked spirit" Amiata Records, 1998

18 luglio 2006

The week never starts 'round here # 14

Settimana tosta, tra risvegli al canto del gallo, idiozie da negozio, chiacchiere, drammoni esistenziali, mondiali antirazzisti e squadre di nigeriani ungheresi, festival di cinema e musica...
Iniziamo?

L'EVENTO.

Non so cosa stia succedendo, ma sono mesi che Reggio ha una vitalità che non le avevo mai visto addosso.
Fino alla fine di luglio ci sarà OST, un festival dedicato ai compositori di colonne sonore: sabato sera ho visto Luis Bacalov in concerto con un'orchestra suonare il tango in maniera meravigliosa, e ieri era in città Wim Wenders (per Buena Vista Social Club, immagino), e il giornale mi ha mandato a intervistarlo...
Ma ho il sospetto che il vero evento sia stato un altro...

IL LIBRO.

What? E chi ha avuto tempo di leggere, tra negozio e lavoro? Ho sospeso ogni tentativo culturale per poter recuperare ore di sonno...ma rimedierò...

CD (selezione).

- UZEDA "Stella"
- BETH ORTON "Pass in time"
- AA.VV. "1980 forward: celebrating 25 years of 4AD"
- ARTEMOLTOBUFFA "Stanotte stamattina"
- YO LA TENGO "And then nothing turned itself inside out"
- PEACHES "Impeach my bush"
- HANNE HUKKELBERG "Little things"

IL FILM.

L'unica sera passata in casa questa settimana - venerdì a parte, ma quella è un'altra storia... - l'ho passato sembrando un ibrido tra Homer Simpson e una diva.
Homer perchè avevo in mano un bottigliozzo di birra, la diva perchè sullo schermo c'era lo storico "Viale del tramonto" di Billy Wilder. Purtroppo ha vinto Homer...ero talmente cotto che mi sono addormentato...
Mi vergogno di me stesso, passiamo oltre...

IL VIDEO.

C'è un disco dei Depeche Mode che, secondo me, è stato ultrasottovalutato: "Exciter". E non perchè sia migliore di molti altri, ma perchè ha almeno una canzone stupenda, una delle mie preferite tra tutte le loro: "Dream on", con quel giro di chitarra blues, l'elettronica che scricchiola in sottofondo...
Ho rivisto per caso quel video: un viaggio in macchina del deserto, con Dave Gahan tormentato dagli ologrammi di questa donna che continua ad apparirgli e a disturbargli il sonno. Tutto procede così, finchè lui non decide di affrontarla e le sfiora le mani; e, a quel punto, lei se ne va.
Un video molto semplice, onirico, con la solita ossessione dei DM per le macchine...
E grandissima canzone.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Perchè non mettete su i balli di gruppo, così salto in groppa al ballerino di flamenco?" (Anna)

The week starts...NOW! (a little later...)
Buona settimana...

Cadere

Non ho mai sopportato i blog che riportano le parole delle canzoni. Ma stasera ho bisogno che qualcuno parli per me, perchè ho troppo vino in corpo e un sorriso ebete che mi deforma la bocca.
Ho passato la serata con te. Non ci vedevamo da un mese. Sono appena arrivato a casa, mi restano cinque ore prima di dovermi svegliare, e già mi mancano le tue labbra, i tuoi occhi, le tue risate.
Non so cosa mi hai fatto. Forse lo sanno loro, e lascio parlare loro. Forse ne sanno più di me...

I remember a summer's day
I remember walking up to you
I remember my face turned red
And I remember staring at my feet
I remember before we met
I remember sitting next to you
And I remember pretending I wasn't looking
So we'll try and try
Even if it lasts an hour
With all our might
We'll try and make it ours
Cause we're on our way
We're on our way to fall in love

I remember your old guitar
I remember I Can't Explain
I remember the way it looked around your neck
And I remember the day it broke
I remember song you sang
I remember the way you looked tonight
And I remember the way it made me feel
So we try and try
Even if it lasts an hour
With all our might
We'll try and make it ours
Because we're on our way
We're on our way to fall in love

Soundtrack YO LA TENGO "And the nothing turned itself outside out" Matador /Self, 2000

16 luglio 2006

Needs...

Questa immagine qui a fianco riassume bene i miei due bisogni attuali:

* dormire
* uno dei miei dischi preferiti

Ma siccome, tra edicola, pranzi magnifici con amici (che bella, la sbronza della domenica a pranzo sul balcone di casa mia con Gemma, Elena e Alessia, assieme a un quintale di gelato, un film e la prima serie di "Will & Grace"...) e giornale, il letto lo vedo col binocolo...almeno sublimo guardando questa foto.

E, dato che stasera mi aspetta una festa a sorpresa per un mio amico che si è appena laureato...temo che dovrò rimandare la dormita colossale. Ma ho il sospetto che le mie occhiaie arriveranno prima di me alla festa...

Soundtrack lo so che non è reale, ma la mia testa sente un carillon...

15 luglio 2006

Vendetta, tremenda vendetta

Mia madre.

Una donna che va in vacanza e che, nonostante tu stia lavorando al posto suo perchè lei possa partire senza chiudere l'edicola, ti chiama lamentandosi perchè piove e ti dice "Quasi quasi io e tuo padre torniamo indietro."
grrr...

La donna che, ogni giorno, chiama e dice: "Se sei stanco, torniamo a casa!"
cosa ti fa pensare che sia stanco, se al mattino mi sveglio alle 6 e vado in edicola, e il resto della giornata lo passo lavorando al giornale? grrr...

La donna che, oggi, fa un grave errore.
Mi chiama, tutta querula, e mi dice: "Sai, siamo al mare! É meraviglioso! Senti!!!" e sta zitta, e mi fa sentire il rumore delle onde.
Avete presente la bellezza del mare in Calabria? E avete presente quanto lavorare in un'edicola, con i vecchiazzi di paese che continuano a chiedermi dove sono i miei, aumenti il mio odio verso la specie umana? Oggi una signora ha guardato me e mia sorella e poi ha chiesto, tutta contrita: "Avete perso i vostri genitori?"
Signora, l'ultima volta che li ho sentiti al telefono stavano bene. Erano vivi, almeno...

Insomma.
Ho mia madre al telefono che mi fa sentire le onde del mare, ma sbaglia giornata. Ho ancora un po' di scazzo da ieri sera, la stanchezza dello stare in un posto dove ficcherei una ciabatta in bocca a chiunque e...il caso, stavolta, mi ha messo in mano un'arma.

MAMMA: "Senti che bel rumore, il mare? Mi sono bagnata solo un po' i piedi..."
FIGLIO STRONZO (io): "Mamma. É arrivata una raccomandata dal Comune di Modena. Pare che tu e papà siate passati col rosso. La multa è intestata a te: ti hanno tolto sei punti dalla patente e devi pagare 160 euro."

Freddo, glaciale. Uno stronzo col fischio e col botto.
Ma che soddisfazione...
Credo che mia sorella abbia finito di ridere solo un paio di minuti fa...

Soundtrack BETH ORTON "Pass in time" Heavenly / BMG, 2003

14 luglio 2006

Ain't (yo' punk ass bitch)

Serate come questa mi fanno senite un vero coglione.
Ma passano. Perchè, se questa sera io c'ero, non è detto che ci sia di nuovo, nei prossimi giorni.
Puoi fare tutto quello che vuoi, ma è scattata una piccola molla. La molla che mi tira fuori da queste situazioni. La molla che mi dice che io mi merito di meglio.
Vivo tra Bridget Jones e Ursula Rucker: da una parte la vittima delle cialtronierie sentimentali, dall'altra parte la roccia. E vince la roccia. Purtroppo per te, vince la roccia.

Soundtrack URSULA RUCKER "Ma'at mama" !K7 / Audioglobe, 2006

13 luglio 2006

Impara a nuotare

Sei arrivata a casa mia. La tua solita battuta sul rumore che usciva dallo stereo, più sottile del solito. "Beh, non è proprio roba allegra..." Avrei dovuto capirlo da lì, che le cose non andavano bene.
Ti siedi al tavolo della cucina, mi chiedi un bicchiere d'acqua, e poi mi dici che ti serve una mano.
Io penso agli spettacoli, alla sintonia che abbiamo trovato sul palco. Penso che tu abbia trovato un nuovo copione da farmi leggere.
E invece no.
"Io e Alessandro ci siamo lasciati".
Dopo nove anni.
Non ho mai visto quello sgaurdo, nemmeno quando era morto tuo padre. Persa, completamente persa. Senza un appiglio.

"Come hai fatto tu per tutto questo tempo a essere single? Io mi sento sola. Come hai fatto a sopportarlo?"
Non mi ero mai reso conto che una condizione normale - e anche un po' ridicola, viste le situazioni che continuano a capitarmi - potesse fare un po' pena.
E invece tu l'hai presa davvero male.
Ti racconto un po' delle mie storie. Fumiamo una sigaretta sul balcone. Poi un'altra. Un po' ridi. E mi abbracci come se fossi l'unica cosa che può tenerti in piedi.

Suona il telefono. Elena non viene. Guai in famiglia. Guai seri.
E allora, mentre ti addormenti distrutta sul divano (non dormi da cinque giorni, mi dici) e poi ti svegli e decidi di andare a casa, penso.

Penso se c'è qualcuno che è felice, da qualche parte.
Perchè, ultimamente, dovunque guardi, tutti hanno più di un motivo per non sorridere.
E fa male, fa un sacco male, vedere che i tuoi amici incominciano a cedere.
Siamo come un cerchio di stuzzicadenti, noi. Stiamo in piedi aggrappandoci gli uni agli altri. Sperando di non cadere.
Sono fortunato ad avervi.
Ma è difficile.
You keep telling me i'm beautiful, but i feel a little less so each time...cantava Ani DiFranco in uno dei suoi ventimila dischi.

É strano. Non sono triste. É solo...boh. Pazzesco. Pazzesco che possa sempre esserci un motivo per smettere di sorridere.
O per ricominciare a farlo, quando meno te lo aspetti.

Niente di quello che scrivo ha un senso, stasera.
Il basso rimbalza nello stomaco, quella vocina vaga nella testa, la chitarra scarnifica la pelle, la batteria la schiaffeggia.
Mi aggrappo alla rabbia altrui, per non gridare la mia.

Soundtrack UZEDA "Stella" Touch And Go / Wide, 2006

Professione reporter (?)

Piccolo post di godimento fisico.
No, niente sesso. É un post casto, se non fosse che sto veramente godendo, in maniera figurata ma non troppo.

Vado dal capo-puorz (chiamo così il capo di Kalporz, il sito per cui scrivo) per riportagli la tenda che mi aveva prestato un anno fa per andare a Frequenze Disturbate (nota a margine: se mi prestate qualcosa, l'importante è non avere fretta di riaverla).
Al posto del capo, trovo la sorella con la sua bellissima bimba, che mi allunga sei CD in anteprima. I meravigliosi promo, che di solito arrivano alla stampa due mesi prima che nei negozi.

E, a sorpresa, mi ritrovo tra le mani i nuovi CD di:

* Uzeda
* Supersystem
* Miss Violetta Beauregarde
* Peaches
* Nuccini!
* My Brightest Diamond

Eccetto l'ultimo, prenotato a scatola chiusa, aspettavo tutto il resto con ansia. Il post-hop della chitarra dei Giardini di Mirò, Peaches (quel genio capace di chiamare impeach my Bush il suo album), l'electro-punk furioso di Violetta, l'energia dei Supersystem e , soprattutto, gli Uzeda.

Non facevano un disco da otto anni. E sono tornati, meravigliosi e furibondi come prima.
Sapete, se mi regalate un disco mi fate felice.
Se me ne regalate sei in un colpo solo, mi fate molto felice.
Ma se mi regalate un disco che aspettavo da così tanto, e questi ventinove minuti e cinquanta secondi sono meravigliosi, allora tutto è perfetto.

Soundtrack UZEDA "Stella" Toruch and Go / Wide, 2006

12 luglio 2006

Straniero

Un vinile che gira sul piatto e una birra di fianco al mouse.
Bene. Per questa sera non voglio altro.

Il mondo esterno mi ha bussato sulla fronte, in questi giorni. A ricordarmi che non ci sono solo io, e che, fuori, è pieno di cose da fare. Uno dei pensieri che mi ha sempre spinto avanti è che avrei potuto fare qualunque cosa: partire, ricominciare.
E il mondo esterno sta tornando a ricordarmi che esiste.

Scena 1. Interno, giorno.

Due giorni fa, in una noiosissima mattina in edicola, arriva una ragazza a fare fotocopie di un diploma. É straniera, mi chiede a stento le fotocopie. Avrà vent'anni, gli occhi verdi, un sorriso timido. Quante volte ho avuto quel sorriso? Quella faccia che ti viene quando, ad esempio, sei in Polonia e cerchi un biglietto dell'autobus, quando nessuno parla nessuna delle lingue che conosci tu. Quella faccia che vuol dire aiuto, ti prego, prova a capire. Voglio salire su quell'autobus e arrivare in questo paese.
Paga, esce. Poi torna, mi chiede una tessera telefonica per chiamare all'estero. Poi si blocca. Prova, chiede.
"Do you speak english?"
"Sure I do..."
E da lì, iniziamo a parlare. Sotto gli sguardi stupiti, schifati e imbarazzati dei soliti bigotti di paese, che non si capacitano che qualcuno parli altre lingue oltre al dialetto.
É bosniaca, ed è arrivata qui perchè ha potuto studiare grazie a una famiglia del paese, che la ha adottata a distanza.
Mi parla della vita là, dice che non ha molti amici: in Bosnia, se hai successo in qualcosa, la gente inizia ad invidiarti. E lei non si fida più di nessuno.
Però sorride, mi dice che, guardandomi, avrebbe giurato che facessi il musicista. Quando poi le racconto che la realtà non è molto lontana, mi chiede di farle ascoltare qualcosa. Le faccio vedere i cd che ho con me, e sceglie il nuovo dei Tunng e un mistone con We Are Scientists, Primal Scream, The Pipettes, Gogol Bordello, Wire, Shellac...
Il giorno dopo torna, dicendomi che non le è piacuto molto.
"Io ascolto Mariah Carey..." mi dice, timida. E scompare.

Scena 2. Esterno, giorno.

Sono a casa di mia sorella, aspetto che il pranzo sia pronto. Suona il cellulare. Sobbalzo, come spesso in questi giorni (sei tu?). E vedo un numero straniero. Rispondo. É una voce di donna, la conosco.
Alina.
Ci siamo conosciuti in Finlandia, nel 1999, a un campo di lavoro. Lo stesso campo dove ho conosciuto Aylin, la mia amica turca che sono andato a trovare lo scorso inverno.
Non la sentivo da almeno due anni, Alina. É una dentista, e le ultime notizie la davano in convivenza con un ragazzo a Vilnius. Finalmente, pensavamo io e Aylin, finalmente ha un uomo e la smetterà di lamentarsi.
E mi chiama oggi, dopo due anni. Ha ritrovato l'agenda con i nostri numeri, dice, e voleva sentirci. Così, da nulla.
"What's up? Any news?"
Sì, lei ha news.
Vive a Madrid, si è sposata con un ragazzo spagnoo, Carlos, e ha un figlio di sette mesi, Alejandro.
Rimango senza parole. Non è possibile che la vita cambi così in fretta.
Era un colega di un mio amico, mi dice, ci siamo conosciuti anni fa e poi...
E poi Alina è sposata, vive in Spagna e ha un figlio.

Scena 3. Esterno, giorno.

Il giornale mi manda a fare un articolo sui mondiali antirazzisti. Mondiali di calcio non professionisti, che ogni anno si fa a cinque minuti da casa e dove non sono mai andato.
Squadre miste, fauna dalla famigliola tedesca al gruppo di ultrà dell'Olympique Marseille.
Ci sono macchine targate Vienna, Berlino, Ferrara. C'è una squadra di nigeriani che vive in Ungheria. Ci sono gli ultimi preparativi prima dell'inizio ufficiale di stasera.
Ci sono squadre che si allenano, mentre molti piantano le tende lungo il fiume.
Parlo con Renè, tedesco, da Rotenburg. Braccia tatuate, un simbolo anarchico sulla divisa, un sorriso da bravo ragazzo. É il secondo anno che viene qui, a passare una settimana e a vedere un mondo che non vedrebbe mai, nel suo paesino tra Bremen e Hamburg.
E c'è Kuatis, un ragazzino inglese con un fisico pazzesco, con la squadra del suo college.
Alla reception, un ragazzo texano cerca il resto della sua squadra.
Dietro di lui, un norvegese con la pancia da bevitore dice che ha saputo dei mondiali mentre era a Narni. É partito da solo solo per vedere i Mondiali Antirazzisti e vedere cosa può fare.

Anche io ero così, fino a due anni fa.
E questa invasione straniera, the phone calls that make your day, mi danno più energia che mai.
La voglia di partire ritorna.
Segno che sto ricominciando a stare bene.
Buon segno.

E tu? Forse mi degnerai della tua presenza, venerdì. Ma non dormirai con me, dici.
Buffo. Non riesco ad abituarmi all'idea che la cosa più intima che puoi fare con qualcuno non è farci l'amore, ma dormirci insieme.
Perchè dormendo non hai difese.
Stamattina, al risveglio, ho cercato di trattenere un sogno. Lui ha strattonato gentile, ed è scappato via.

Soundtrack LOW "The great destroyer" Rough Trade / Self, 2005

11 luglio 2006

Un diamante pazzo perso nel cielo

Un altro si aggiunge al grande concerto nel cielo.

Non lo si vedeva da anni, ma lo si sentiva, eccome. In tutti quei gruppi folli e psichedelici, che senza di lui non sarebbero mai nati.

Stava male da moltissimo tempo, la droga o qualcos'altro gli aveva mangiato il cervello. Era un signore di mezz'età, rinchiuso nel giardino della sua villetta inglese. Non dipingeva più, non supnava più.

Chissà cosa vedevi quando chiudevi gli occhi, Syd.

Personal sherpa

Sono giorni che mi sveglio alle 6 del mattino. No, un po' prima. Ma è bellissimo: per respirare dormo con la finestra aperta. E tutte le mattine vedo l'alba, l'aria farsi bianca e rosa. Poi chiudo gli occhi, e dopo un'ora la sveglia suona.
É la settimana tragica dell'edicola: i miei vanno in ferie, io li sostituisco.
E la tragicommedia continua.
Soprattutto se hai mezz'ore di vuoto, senza clienti, che ti fanno pensare, e pensare, e pensare.
E quando sei in una situazione dove, qualunque mossa tu faccia, sbagli, ti fai guidare dal caso.
O dalle tue proiezioni personali del caso.

Esco a camminare, ieri sera. Io e il mio lettore CD, a cui ho dato da mangiare l'esordio dei Northpole. Cammino nei campi, canto con tutta la voce che ho, per buttare fuori e non avere fiato.
Poi mi metto ad ascoltare, e le canzoni si sovrappongono ai pensieri.

Forse dovrei chiamarti. Tre giorni senza chiamarti tu riesci a dire tutto quello che voglio sentire mi stanno massacrando, e hai un bel da pensare tutto quello che mi fa morire che devo lasciarti spazio, sparire per un po'...non riesco a fare a meno di te, e più mi allontani allora portami al mare anche a dicembre se ti pare allora fammi sentire tutto quello che hai da dire portami a ballare fammi sentire quale musica ti piace ascoltare più io non mollo.
Sembro pazzo, non voglio esserlo che ne sa lei di tutte le cose che hai in testa, di tutti i sogni che ti sei messa in tasca? ma non riesco a capire come tutto cambi tra noi in tre giorni. Tre giorni senza sentirti, un'eternità. Non esagerare mai è l'unico modo che sai per essere certi non c'è nessuno da scontentare mai E non raccontarmi che non ci stiamo innamorando, perchè è quello che sta succedendo, e ne abbiamo tutti e due una paura fottuta. E intanto non ti accorgi che la felicità ci sfiora appena.

Basta, ho deciso. Chiamo, Se devo fare una cazzata, meglio farla subito. Agire.
E al telefono tutto torna come prima: la risata, le battute, i doppi sensi, i racconti di noi e delle nostre vite. Tutto come la prima settimana. Tre giorni di silenzio.

Io non ti capisco, lo sai? Ma sono contento, in qualche strano, complicato modo.

E ora vado a dormire. Anche se sono le 3 di pomeriggio.
Perchè è bello svegliarsi a veder l'alba, ma la sveglia alle 6 è un crimine contro l'umanità.

Soundtrack NORTHPOLE "Northpole" I Dischi dell'Amico Immaginario / Audioglobe, 2005

10 luglio 2006

The week never starts 'round here # 13

Siamo campioni del mondo, pare. Dopo il rigore di quella testina di minchia di Zidane, cambio canale fino a trovare un concerto dei Radiohead. Il boato della folla al gol di Materazzi mi riporta ai miei doveri di italiano, e l'arrivo di Elena permette di mischiare agevolmente gossip e finale mondiale.
Siamo campioni del mondo. Ogni tanto, una notizia positiva deve esserci, no? Iniziamo.

L'EVENTO.

Non credo che il vero evento sia che l'Italia abbia vinto i mondiali, quanto piuttosto che io abbia guardato due partite quasi per intero! E la soddisfazione di vedere perdere i francesi, dove la vogliamo mettere? Nel '98, quando vinsero loro, ero in un campo di lavoro in Portogallo, unico volontario italiano in un gruppo con tre francesi. Vinsero loro contro di noi ai rigori.
Ieri la vendetta è arrivata. Quindi: Jocelyn, Caroline e ?(come cacchio si chiamava il terzo?): PRRRT!

IL LIBRO.

Guidato come al solito da Dispenser, mi avvicino a Il bazooka delle verità di Sam Lipsyte. Ma non mi appassiona per niente, e lo pianto a metà.
Un tipo inacidito dalla vota inizia a scrivere i suoi contributi per un giornalino di ex-studenti: tutti si vantano dei propri successi, mentre lui spala merda su se stesso e sbugiarda gli altri.
Boh. Non è il momento per fare del cinismo sui propri successi, pare.
Insomma, non mi prende. E il libro è stato abbandonato da qualche parte sul pavimento della stanza...anche perchè poi, sul comodino, ho ritrovato il terzo volume delle "Tales of San Francisco" di Armistead Maupin e ci sono ricaduto dentro come un fesso...

CD (selezione).

- AA.VV. "Songs for another place"
- TYING TIFFANY "Undercover"
- GIARDINI DI MIRO' "North atlantic treaty of love"
- CESARE BASILE "Hellequin song"
- LALI PUNA "Faking the books"
- TV ON THE RADIO "Return to cookie mountain"
- YO LA TENGO "Prisoners of love"

IL FILM.

Sabato scorso ho inaugurato uno dei miei riti estivi: il cinema estivo agli ex-Stalloni (che non sono attori porno in disuso, ma un'area di Reggio vicino ai Chiostri sede del Conservatorio). Uno dei posti più belli che conosca: due enormi file di alberi, e in mezzo un maxischermo dove recupero tutti i film che ho perso durante l'anno.
Sabato sera è toccato a "Transamerica", un film davvero molto, molto, molto bello. Una commedia dove un trans scopre di avere un figlio, poco prima dell'operazione che la farà diventare definitivamente donna. Obbligata a rapportarsi con lui dalla psicologa che la accompagna nel cammino al nuovo sesso, i due attraversano l'America fino a realizzare i propri sogni.

É un film divertente, ma con un'amarezza di fondo incredibile; e ci sono certe delicatezze stupende, come nella scena in cui Bree rallenta con un dito il vinile che sta ascoltando per sentire la voce della cantante modificata...E non capisco come Felicity Huffman (altro che casalinga disperata, qui!) non abbia vinto un'Oscar: semplicemente strepitosa.

MP3.

Questa settimana la scelta è ampia; e allora vi porto a sentire "Othello", il nuovo pezzo dei Giardini di Mirò, che ho ascoltato tanto nelle ultime settimane. A cantare è Jukka, il chitarrista alto alto e non più barbuto della band, quello con l'adesivo shoegazing is not a crime appiccicato sulla sei corde.
Ritmica electro più sostenuta, e le solite meravigliose melodie alla chitarra, con la voce che recita brani dell'"Otello" di Shakespeare: scaricatela qui!

VIDEOCLIP.

Proprio mentre con Andy si parlava di sumo, io scopro un clip divertentissimo: vi ricordate quello di "Kelly watch the stars" degli Air, con le due ragazze che giocano a ping pong, in un'animazione virtuale del gioco Atari? E a un certo punto una delle due viene colpita in testa da una pallina e sembra morire, ma poi si riprende, scende dal cielo stellato e vince la partita?
Ecco. Ellen Allien ha realizzato un video, "Down", con la parodia di quello. Al posto delle due eteree ragazze coi capelli lunghi, ci sono due lottatori di sumo che colpiscono la pallina con le loro enormi, traballanti pance. Niente male davvero!!!

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare" (E.M. Cioran)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

08 luglio 2006

La somma di due non è uno

c'è voluto del tempo a capire che la somma di due non è uno,
non è uno come me.

Avevano ragione i Perturbazione, purtroppo. La somma di due non è uno. Perchè se potessi controllare io la situazione, non sarebbe così. E invece sono qua a inchiodarmi le mani al tavolo per non prendere in mano il telefono.
Mah.
Chissà come mai in estate divento più malinconico del solito?

Però qualche soddisfazione me la levo anche io, ogni tanto.
Perchè ieri sera io e Lara abbiamo proprio spaccato. E lo dico io, l'ipercritico rompicoglioni perfezionista.
Gran serata, nonostante non ci fosse poi tantissima gente.
Orsetto sistemato sul tavolo di fianco alla consolle.
40 minuti a testa.
Ubriacone storico che mi disse, la prima volta che mi vide: "Tu. Versione modenese di Al-Zarqawi", presente.
Tizio che mi fece un gancio meraviglioso un mese fa: presente (per la cronaca: ha passato la serata a urlare a volume insensato "SEI COTTO!!!" all'orso di peluche che avevamo di fianco).

E poi, le piccole soddisfazioni di metttere su musica e di vedere che le persone davanti a te rispondono bene. Come mi ha detto una ragazza che ha ballato tutta sera senza fermarsi: "Io volevo andare a prendere una birra. Ma non riuscivo a staccarmi da qui..." (e io mi sento sempre di più Rob Gordon...anzi, forse mi sto trasformando in Rob Gordon).

O la rabbia da sfogare anche mettendo dischi, facendo rimanere la gente un attimino stordita davanti a "In the art of stopping" dei Wire, o lanciarli a ballare perfino un pezzo sconosciuto di Tying Tiffany per poi piovergli addosso con "Army of me" di Bjork...

Che genere metti, mi chiederete? Ieri sono passato da Nicola Arigliano alle Chicks on Speed, da Aretha Franklin alle Noisettes.

Senza passare dal via, ma rifornendomi spesso di Ceres.

Saltando fino a non poterne più, le gambe che mi mollano mentre ballo come un invasato "Suds and soda" dei dEUS, finendo con la schiena sul pavimento per poi rialzarmi subito.

Apice di assurdità? Vedere un amico di Fabbree che entra abbracciato a un busto. Cioè, a un manichino femminile.
Sedermi al suo tavolo, e vedere che a un certo punto della conversazione lui inizia a leccare un capezzolo del manichino.

Sono quei momenti in cui dici a te stesso che hai bevuto troppo, e che è ora di andare a casa. Ma ti contraddici subito dopo, e torni a ballare.
Subito prima di quel pensiero che ti attraversa come un lampo e scava la carne. Quello strano presagio che ti dice che è finita senza che nessuno dei due lo volesse.
E non immagini nemmeno quanto vorrei sbagliarmi...

Soundtrack TV ON THE RADIO "Return to cookie mountain" 4AD / Self, 2006

06 luglio 2006

Alla vecchia maniera

Questo è uno sfogo alla vecchia maniera. Perchè hai voglia a comprimerti dentro le urla, ma prima o poi le cose devono uscire. E allora basta, cazzo.
Perchè se prima lo sport preferito era piangermi addosso, ora è l'urlo.
Rabbia.
Un sacco di rabbia.

Per le cose che ho lasciato perdere e che mi hanno trascinato verso il basso.
E perchè quando può succedere qualcosa di bello, non è mai il momento giusto.
Nè per me nè per te.
E non sono arrabbiato con te, so perfettamente di non avere davanti una merda, che i problemi che hai sono reali, e la nostra storia ("si può chiamare così?" mi hai detto...) è l'ultimo dei tuoi pensieri.
So che vuoi parlarmi di te, ma tutto il resto che ti affolla la testa ha il sopravvento.
Lo so, è così anche per me. So che non c'è un minimo di falsità in quello che dici. Ma la tua voce al telefono ha preso una sfumatura più scura, quella che sa di schifo di vita quotidiana che affiora.
E la tua risata, quella risata che mi fa impazzire, resta soffocata lì in mezzo.

Niente colpo di fulmine, dici, perchè non ti succederà mai più nella vita.
Non sei innamorato ("ci siamo visti due volte, in fondo..."), ma vuoi continuare a conoscermi, a vedermi, a parlarmi. Ma non riesci a trovare il tempo, nè le energie.
E io non so se prendere a morsi i mobili della stanza per non ucciderti (la citazione la devo infilare, sempre e comunque), piangere, urlare per due giorni consecutivi. COSA?
Cosa cazzo devo fare perchè qualcosa inizi a girare nel verso giusto?

E poi, la piccola nota di ridicolo: stasera l'inviato speciale viene spedito a calci in culo a una festa di latino-americano.
Ma che cazzo è, "Le iene" di Tarantino? va tutto in merda con un sottofondo di salsa e merengue?

Ma sì, come sono bravo. Il mio modo di prendere in mano le cose è mettermi davanti al computer e scrivere sul blog. Complimenti.

(buon compleanno, Alice. A te che hai visto giusto, e sei scappata a Praga in tempo)

Soundtrack BLACK EYED SUSAN "And silence will begin soon" Mizar / Audioglobe, 2006

Poker d'assi (full di idioti)

Non per insistere, ma...quanto siamo belli?
Foto scattata a Riva del Garda durante i RadioIncontri quando, a qualcuno di noi quattro teste brillanti, viene in mente di fare foto promozionali per U-Turn nel bel mezzo di un pratino che definire perfetto è sminuirlo.
E vi assicuro che questa è la foto più posata e morigerata che abbiamo fatto.
Abbiamo scandalizzato una mandria di semi-crucchi, temo...

Bel weekend. Con quella chiesetta bianca incastrata sul monte altissimo, la birra, le chiacchiere alla finestra dell'albergo sopra al paese deserto, l'unico hotel gestito da una famiglia argentina in Trentino Alto Adige, le interviste alle 10 di mattina dopo aver dormito quattro ore...
Sarebbe ora di rifare un po' di quelle risate, tutti noi.

E domani, venite a scuotere le chiappe con noi.

(P.S. è la prima mia foto che posto sul blog! scatta la caccia all'indovinello: chi sono? Rispondere quello brutto non vale: dovete essere più specifici!) (Fabbree e Zanna mi picchieranno...)

Soundtrack VALENTINA DORME "Il coraggio dei piuma" Fosbury / Audioglobe, 2005

05 luglio 2006

2 on 2

Eravamo tornati qualche settimana fa. Ma non era un'uscita estemporanea, giusto per far vedere al mondo che esistevamo ancora.
U-Turn va avanti.

Questo venerdì, io e Lara DJ mettiamo i dischi per il sesto compleanno del "Libera".
La prossima settimana toccherà a Zanna DJ e Fabbree.

Qui il flyer...Mi raccomando, spargete voce!
Il suono? Il nostro: indie-rock, electro, soul...
E ci vediamo davanti alla consolle, per farvi muovere le chiappe...

04 luglio 2006

Che palle (da calcio)

Ore 22.38. Sono uno dei pochi italiani non davanti alla TV a soffrire per la nazionale italiana. Spiacente, ma non me ne potrebbe fregare di meno.
Il mio ultimo ricordo calcistico risale a quando facevo la collezione delle figurine. Nel 1990, l'anno dei mondiali, sono riuscito per la prima e ultima volta a finire la collezione, facendomi mandare gratis dalla Panini le figurine mancanti.
Da lì in poi, ho una visione femminile del calcio:

toh, guarda, ci sono ventidue cretini che corrono dietro a un pallone.

Spiacente, non sono molto nazionalista in queste cose. La mia idea per rendere il calcio più interessante non va resa pubblica per non offendere la morale pubblica, quindi lascio stare.
Pesco due citazioni di Luttazzi, però:

* Il calcio mi annoia. Un'idea per renderlo più interessante? Lascerei i feriti sul campo
* Altra idea per rendere il calcio più interessante : in caso di pareggio, far decidere la partita da uno scontro di tifoserie.

Che ne dite?
(se l'Italia perde, dopo questo post verrò linciato via blog...)

Soundtrack SERENA MANEESH "s/t" Honeymilk, 2005

03 luglio 2006

Cronista d'assalto

Ieri, una domenica pomeriggio sonnolenta. Fino alle 19.30, in cui il telefono, a forza di squillare, diventa rosso e bollente come in un cartone animato.
Mi chiamano dalla redazione.

"C'è una rissa, con dei feriti. Devi andare sul posto a documentare."
Ora. Io sono quello che non riesce nemmeno a guardare film violenti: se due si prendono a pugni, devo distogliere lo sguardo o sto male. E mi buttano in mezzo a una rissa.

Tento di ribellarmi debolmente: "Ma io dovrei andare a fare un pezzo su un festival di artisti di strada..."

Il silenzio imbarazzato dall'altro capo del telefono mi fa capire che la gente preferisce il sangue ai buskers. A meno che un giocoliere non prenda fuoco dopo un numero con le sue torce, la rissa ha la precedenza.

Prendo la macchina, e dopo mezz'ora sono sul posto. L'elisoccorso pronto nel campo dietro la casa. L'ambulanza parte non appena io arrivo. Intorno a questo parcheggio c'è tutto il paese.
Scendo dalla macchina e sfodero la mia voce migliore: "Sono un giornalista. Qualcuno sa dirmi cos'è successo?"

Una scena da film. Solo che nei film il ruolo del giornalista d'assalto è interpretato da un figone mostruoso che scende da una spider. Io ho una 205 di seconda mano ed esteticamente...beh, sono un tipo, ecco.

E improvvisamente mi sento in uno di quei servizi da "Studio Aperto".
"Lei sa cos'è successo?"
"No, no, non ho visto nulla"
"Non so niente, vada via"
"Perchè, è successo qualcosa?"

Finalmente qualcuno parla. Una donna che mi urla contro: "SCRIVA IN PRIMA PAGINA CHE DEVONO SBATTERLI TUTTI IN GALERA!"

Tento faticosamente di capire il motivo perchè l'intero paese debba essere sbattuto in cella, e alla fine salta fuori la solita storia di faide tra due famiglie, niente di che...
Non è che si vive al Bronx, questa è la bassa reggiana...nemmeno si sono accoltellati! (da bravo cronista di nera, ho controllato le tracce di sangue nel parcheggio...).

Insomma, ho debuttato come cronista di nera. Ditemi che deve fare un povero critico musicale per campare...

Soundtrack CABOTO "Hidden or just gone" Fratto9UnderTheSky / Goodfellas, 2006

The week never starts 'round here # 12

Numero dodici. Tre mesi di questo blog. Tempo di bilanci? Massì, perchè no?

Città cambiate: 3
Lavori ottenuti e abbandonati: 2
Chiodi usati per scacciare dalla testa G. :2
Appuntamenti andati male: 1
Appuntamenti che sono diventati qualcosa, molto, di più :1
Dischi ascoltati: un centinaio
Concerti visti: più della media umana di sopportabilità
Libri letti: una decina
Risate: poche ma devastanti
Crisi: poche ma devastanti
Lavori in vista: 1
Tempo per annoiarmi: nessuno, zero, niet, mai.

L'EVENTO.

Ho abbandonato Faenza. Stare in quella città ha avuto un'unica conseguenza positiva: conoscere te, anche se per vie molto traverse. E per il resto, mi ha fatto capire molto bene cosa non voglio fare, come non voglio diventare.

IL LIBRO.

Finalmente qualcosa che mi sono divorato dall'inizio alla fine! Potete scaricare le prime pagine qui...
Ma forse dovrei prima dirvi di cosa si tratta... É il nuovo di Martin Millar, con un titolo favoloso:
"Storie di sesso e stage diving"
La storia di Elfish, una ragazzina che tutti odiano, ma che, per qualche motivo, riesce a sollevare tutti dal baratro di una vita grigia e senza futuro come gli squat di Brixton.
Bugiarda, lurida, approfittatrice, Elfish vuole chiamare a tutti i costi il suo gruppo Queen Mab, come la regina delle fate che Shakespeare fa nominare a Mercuzio nel belissimo monologo (scorrete questa pagina in fondo) di "Romeo e Giulietta", e scommette con il suo ex, Mo, di imparare il monologo a memoria. Chi vince potrà chiamare la proria band Queen Mab.
Intorno, un'accozzaglia di adorabili depressi, appassionati di letteratura, programmatori di videogame a sfondo storico dai quali non si può uscire vincenti...

E poi, lo sapevate che tutti i sogni, le occasioni perse, le promesse dimenticate che facciamo, si staccano da noi per finire sulla Luna? É una leggenda inglese del '700, la trovo bellissima...

CD (selezione)

- FIONA APPLE "When the pawn..."
- MATTHEW HERBERT "Scales"
- DANI SICILIANO "Likes"
- GIARDINI DI MIRO' "North atlantic treaty of love"
- BJORK "Telegram"
- TUNNG "Comments of the inner chorus"
- ROSE KEMP ("promo")

IL FILM.

Ma perchè al cinema d'estate passano solo stupidi horror? E quel povero doppiatore che passa la vita a fare la voce truce dicendo "il bosco ha fame...", oppure "...hai il coraggio di entrare?" o ancora "la fine è vicina..."...ma insomma, che schifo di vita fa quel povero doppiatore?

MP3.

Nessuna novità, qui. Senonchè ho trovato, grazie al buon Kalporz, una pagina tributo agli Slowdive. Una band meravigliosa: raccontano che la gente uscisse piangendo dai loro concerti, tanta era l'intensità di quelle canzoni così dolci, bellissime, chitarre sovrapposte come impossibili castelli di carte e aria. E qui c'è un esempio: l'mp3 di "40 days", una delle loro canzoni più belle in assoluto.

VIDEOCLIP.

Vabbè, ci sono arrivato in ritardo e solo per doveri professionali. Ma nonostante gli Ok Go difficilmente diventeranno una band mai-più-senza, il video di "A million ways" è uno spettacolo. Costato dieci dollari e girato nel giardino sul retro di casa del cantante...Un po' come "Praise you" di Fatboy Slim, ma ancora più sgangherato. Evidentemente il filone balletto idiota funziona sempre...
Guardatelo qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Per rimediare alla tua assenza qui...che ne dici di passare il weekend assieme?"

The week starts...NOW!
Buona settimana...

02 luglio 2006

La baracconata

Un uomo si lancia sulla folla all'interno di una gigantesca palla trasparente. Alla sua sinistra, una decina di marziane tra il sexy e il ridicolo, alla sua destra una squadra di Babbi Natali. Una Barbie impiccata all'asta del microfono, palloni bianchi che piovono sulla gente (una piccola minaccia...mi sentivo un po' il Numero 6...), macchine per sparare coriandoli e stelle filanti, WonderWoman che scatta fotografie, Superman e Capitan America impegnati a difendere l'eroe dal ritorno dei palloni. Una microcamera che ti riprende la gola, una gigantesca mirrorball, una donna nuda che danza in colori deviati.

A questo punto le opzioni sono due. O tutto questo era solo nella mia testa, oppure era sul palco del concerto dei Flaming Lips, ieri sera, a Ferrara.

Dovevo andare per intervistare gli Ok Go (altra band che vale pochino, ma piuttosto divertente) per Sonic Magazine, e ho deciso di fermarmi assieme al buon Stefano per il concerto. Non sono mai stato un fan dei dischi Flaming Lips...troppo cazzari, esagerati, vittime di horror vacui...
Vabbè. Stefano mi convince a restare, promettendomi che sarebbe stato un concerto magnifico.E vabbè, alla fine Ferrara è una delle mie città preferite, il mio (nostro, col Trio della Cattiveria...)punto di fuga quando le cose si mettono male...quindi, perchè no?
E in più trovo anche il vinile di "Telegram" di Bjork a 10 euro in una bancarella...

Però il concerto è una baraccconata inaudita. Divertente, sì, moltissimo. Mi sembrava di essere un bimbo a Carnevale...mi divertiva la pioggia di coriandoli addosso...
Però, avrei una domanda: e la musica?
Dopo un quarto d'ora smetti di guardare il palco e inizi a cercare i palloni bianchi per giocare col pubblico...
Pace, amore ed empatia. Torniamo tutti bambini. Sì, vabbè...buonanotte...

Soundtrack BJORK "Telegram" One Little Indian / Universal, 1996

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