un isterico tuareg...

26 giugno 2006

The week never starts 'round here # 11

Bene. Eccomi di ritorno. Qualcuno ha riacceso la luce. Non è una torcia, è solo una candela moooolto esile. Ma è sufficiente per non farmi saltare gli appuntamenti come quello del classificone settimanale!
E per il resto...tutto in alto mare, come e più di sempre. Anche la storia con te. Perchè se per una volta le cose fossero semplici, sarebbe troppa grazia...

L'EVENTO.

Il blackout. Di cui, prima o poi, troverò le palle di parlare.

IL LIBRO.

Ne avevo sentito parlare da un pezzo, di questo scrittore marocchino emigrato in Francia. E poi alle spalle c'è la Playground, una casa editrice specializzata in musica e romanzi GLBT che difficilmente pubblica schifezze.
E allora ho preso RACHID O., "Il bambino incantato" , ma non è stata una gran mossa.
É la storia di un ragazzino che, a Rabat, fin da piccolo, si innamora di uomini molto più grandi di lui. E fine qui niente di male: è che il libro è sconnesso, senza un filo logico, come pagine di diario alla rinfusa. E scritto con uno stile fin troppo colloquiale: finchè lo fa Rossana Campo, che adoro, una scrittura del genere riesce a essere motivata e divertente; in questo libro, invece, sembra semplicemente un modo casuale di buttar giù qualche parola. E mi dà fastidio.

CD (selezione).

- ALMAMEGRETTA "Dubfellas"
- MORRISEY "Suedehead" (7")
- JEFF BUCKLEY "Grace"
- BETH GIBBONS & RUSTIN' MAN "Out of season"
- PERTURBAZIONE "Canzoni allo specchio"
- eels "Beautiful freak"
- PECKSNIFF/ANT "split"

IL FILM.

Niente film, questa settimana, ma un sacco di teatro. "Annunci personali", per la precisione. Lo spettacolo liberamente tratto da "Terapia di gruppo" di Christopher Durang che abbiamo messo in scena con la mia compagnia di teatro per tutto il weekend.
In situazioni distastrose. Tra palchi con vista circonvallazione e ferrovia, pannelli che crollano e ubriachi che ci cantano intorno.
Ormai siamo talmente abituati alle situazioni assurde che, se mai torneremo su un vero palcoscenico (quello di un teatro), saremo confusi. Ma come? niente ubriachi? niente crolli di scengorafie? niente macchine? niente cellulari che emanano sinfonie di Beethoven?

MP3.

Non conoscevo questa etichetta prima di lavorare a Pisa, dove, tra le label di cui curavamo la promozione, c'era anche questa. Ed è in quel periodo che ho conosciuto i Mono, un quartetto giapponese che abbiamo portato anche sul palco del "Calamita".
Il nuovo "You are there" è strepitoso. Tutto strumentale, lentissimo, meraviglioso. Colate di suono dolcissime, che prendono forza dal nulla, come un sacchetto pieno di vento, che prende quota con invisibili colpi d'aria. Qui scaricate la traccia d'apertura del disco, dal titolo "The flames beyond the cold mountain": quindici minuti di estasi violenta.

LA FRASE DELLA SETTIMANA. "Volevo informarvi che il nano non è morto. É sopravvissuto e ha impiccato tutti quanti" (Anna)

The week starts...NOW!
Buona settimana (e inevitabili fingers crossed...)

2 Comments:

  • chissà perché trovo molte molte analogie....

    By Anonymous janeluke, at 1:52 PM  

  • fa caldo... sono a vienna e fa caldo..
    il mondo non ha un senso...
    è lunedì... ed è l'unica risposta che mi posso dare

    By Anonymous musicaprattica, at 4:46 PM  

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