un isterico tuareg...

15 giugno 2006

Venere in polaroid

"Faccio volentieri a meno dei tuoi manuali sull'autostima..."

Scusa, Carmen, se prendo a prestito le parole di una tua canzone. La cosa strana di questi giorni è che tutto quello che ascolto è in qualche modo collegabile a quello che vivo.
Riprendo sotto mano i C.O.D. ? Le prime parole di "Polaroid" raccontano le mie otto ore di ufficio, il mio chiedermi costante che cosa ci faccio qui. Prendo le vie dei campi e urlo tutto l'ultimo album dei dEUS? Fantastico: qualcosa parla di me anche lì.
É strano: ho qui con me pochi dischi, eppure le mie mani hanno anticipato quello che sarebbe successo in settimana, scegliendo prima la colonna sonora. Un'anticipazione di note. O forse sto solo delirando.

Giorni strani, i miei nervi sono poco controllabili. E per un maniaco del controllo come me, che le cose sfuggano da tutte le parti, o non vadano come dico io, non è tollerabile. E più cerco di controllare le cose che mi stanno intorno, più perdo tranquillità.

Ma cosa voglio scrivere, alla fine? Non lo so.
Avrei mille cose da dire, una fiumana di pensieri da riversare su questo piccolo spazio. Eppure non esce nulla.

Perchè fare un lavoro che ti piace sembra utopia (e lo scopri solo quando credi di averlo).

Perchè pretendere onestà dalle persone con cui hai passato quasi due anni, mettendoci tutta la passione che potevi, sembra aver perso senso (e addirittura non ti fanno parlare, nè spiegare. Annullato. Cancellato. Mai esistito. Perdo la diplomazia e chiudo qui il discorso: fottetevi. Chi deve capire, anche se dubito sia in grado, capirà).

Perchè aspettare i tuoi messaggi, e le tue telefonate, è diventato uno splendido modo di aggrapparmi a qualcosa. E domani sera finalmente ti rivedrò, e quando ti scrivo che sto contando i minuti non scherzo. Scivoli nelle mie vene, con fluidità, senza che possa difendermi. Ed è romantico, dolce, terribile, bellissimo. Arrivi senza preavviso, mi travolgi. E mi lasci senza parole.

Io, senza parole. Questo sì è un evento...

Soundtrack C.O.D. "La velocità della luce" Virgin, 1999

5 Comments:

  • l'ultimo paragrafo è bellissimo. sei un po' scrittore dentro, eh? io fossi in te quelle due righine gliele copierei/incollerei in 1 bella mail e gliela invierei subito subito... ;)

    By Anonymous cooper, at 5:30 PM  

  • Uno scrittore, dici? Magari...grazie del complimento, comunque!
    Sì, in effetti scrivo, ma sempre di musica (ma va'?)...è che certe cose non riesco a scriverle in altro modo...finchè riesco a ripararmi dietro una pagina va tutto bene...è quanto ci sono da affrontare le cose in prima persona che divento impedito... :-(
    E Cooper, fidati: mi sto legando le mani per non inviare quelle due righe...Qua si rischia di essere per un folle...niente di più vero, comunque! :-)

    By Blogger daniele, at 5:39 PM  

  • no semmai l'unico rischio ad inviare un messaggio così forte è far capire in maniera troppo diretta ciò che si prova, che all'inizio in effetti è un po' controproducente. pare che giocare di sponda abbia più risultati. siamo esseri strani...

    comunque se vieni a Milano ci si organizza per forza! e poi sono pure io qui, questo weekend...!

    By Anonymous cooper, at 10:12 AM  

  • Per quello che vale, se qualcuno mi scrivesse quel paragrafo dopo il primo appuntamento, mi spaventerei. Dopo il secondo o terzo, sarei suo per sempre. :D
    Ok ok, sono un po' fucked up. Buon fine settimana!

    By Anonymous Andy, at 3:31 PM  

  • ...ok lo ammetto...sto seguendo la tua storia d'amore puntata per puntata. sono stracuriosa. arrivo sul tuo blog come un'adolescente che al mercoledi sera aspetta la nuova puntata del suo telefilm preferito. son sincera. non ce la facevo a tenermi questa frivolezza.
    baci, in bocca al lupo.
    ma almeno lei come si chiama? ghgh

    By Anonymous eli, at 5:56 PM  

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