un isterico tuareg...

30 giugno 2006

Ascoltale, chiama il dottore!

Capisci di iniziare a invecchiare quando le tue band preferite iniziano ad andarsene.
Primi segnali a fine anni '90, quando, sulla soglia dei miei 20, scomparivano una dietro l'altra le band che mi avevano educato al rock: l'ipersensibiltà degli Scisma, gli Ustmamò (folletti sognanti e dispettosi), i Massimo Volume, lirici e duri...

E poi scopri musicisti che non hai fatto in tempo ad incrociare in vita, come Jeff Buckley e il padre, o il vino setoso della voce di Betty Carter.
Sfiga, o pessimo tempismo, non lo so.

Lo scorso anno mi ero innamorato perdutamente delle Sleater-Kinney. Conseguenza della mia tesi sul rock femminista, anche. Ma soprattutto perchè "The woods" è un album formidabile: violento, melodico, urlato, suonato di pancia. E che se ne frega se erano tre donne a fare tutto quel rumore: ho sentito poche cose più fisicamente coinvolgenti di quel disco.
Ho avuto spesso in mente quel disco in questi giorni: credevo di averlo perso, e mi ero messo a cercarlo in edizione limitata, in doppio vinile. Poi il CD è saltato fuori dalla montagna di disordine primordiale della mia stanza, e vabbè...

E ora anche le tre donne di Portland ringraziano e salutano tutti.
Hanno saputo farsi ascoltare. Urlando, violentando chitarre, intrecciando voci, come una girl band degli anni '60 centifugata da un tornado punk.
Sono sopravvissute alle riot grrrls, diventando sempre più brave. E invece se ne vanno.
E non se le ricorderà nessuno, solo perchè sono tre donne.

E allora ve lo faccio io, un ultimo regalino a nome loro: l'mp3 e il video di "Entertain", una canzone straordinaria. Alzate il volume, saltate, gridate. Bisogna fare così.

Soundtrack DANI SICILIANO "Likes" !K7 / Audioglobe, 2003

Tutte le feste di domani

Ci sono serate come quelle di ieri sera dove ogni cosa gira in maniera perfetta, perfetta.
Nonostante la solita giornata di scrittura e nervi sull'attenti.

Una Corte del 1600, nel mezzo della campagna reggiana. Si festeggia il venticinquesimo compleanno della Banda Osiris, assieme ad Eugenio Allegri, l'uomo per cui Baricco ha scritto "Novecento", uno dei testi a cui sono più legato in assoluto.

Arrivo mentre il sole sta andando giù, a sdraiarsi da qualche parte in mezzo ai campi e alle case. A "Dispenser" passano "All tomorrow's parties" dei Velvet Underground. C'è un'aria leggera, fresca, poche candele ai quattro angoli del chiostro.
Inizio a girare per la Corte e, come faccio sempre, inizio a cantare nelle stanze vuote. Mi piace sentire il riverbero della voce nelle stanze vecchie...è ricca, piena, dolce.

E poi arrivano Anna e Fabbree. Risate. Cuba Libre a ripetizione gratuiti.
Io che intervisto Eugenio Allegri, ricordandogli che lo avevo visto a teatro, in "Novecento", proprio una settimana prima che anche io portassi in scena lo stesso spettacolo con la compagnia del liceo.
Rido, e gli dico che l'unica cosa che riuscivo a pensare dopo aver visto lui sul palco era "Col cazzo che io salgo in scena, domenica!"

Incontro Cecilia. Non la vedevo da anni. Ero in quinta liceo, lei una primina, ma non di quelle tonte e idiote: aveva qualcosa di diverso. Era sveglia, attenta, un'energia viva negli occhi. E ora la rivedo dopo anni, lei è diventata seriamente un'attrice. Ha fatto una delle scelte che io avrei potuto fare, e non ho fatto. É appena uscita dalla "Paolo Grassi" di Milano. E, anche se questa frase suona da vecchio, è diventata una donna.
Una donna bellissima, sicura di sè, con un gran fascino.

Tra gli incontri, la musica, il rhum, l'odore dell'erba appena tagliata, i piedi liberi dai sandali che camminano nel chiostro, mi arriva un tuo messaggio.
Mi scrivi che Budapest è magnifica, che sei in un jazz club e poi..."per rimediare alla tua assenza qui con me, che ne dici di un weekend assieme?".

Mi vengono in mente le mini-fughe romantiche di Bridget Jones con Daniel Cleaver.
O anche che partire con te per due giorni e salutare il resto del mondo è un'idea abbastanza perfetta.
E mi si stampa il mio sorriso ebete in faccia. Quello delle grandi occasioni. Quello di quando tutto si fa leggero, e torni a respirare.

Soundtrack JULIE'S HAIRCUT "Adult situations" Homesleep / Sony, 2003

29 giugno 2006

Indizi per una vita surreale

Hai qualche sospetto che la tua vita non sia propriamente un esempio di normalità. Ma poi a volte ne hai la conferma assoluta.
Qualcuno mi ha aiutato dandomi un paio di indizi.

Indizio 1 (ieri sera). Telefonata dal giornale.

"Ciao, cosa fai stasera?
"Devo seguire per voi il concerto degli Offlaga Disco Pax, vi ricordate?"
"Ah sì, però prima un'altra cosa. Passa da Montecchio a fare delle foto. C'è una manifestazione."
"Che manifestazione?"
"Boh. non lo so. Credo si chiami PIZZA IN PIAZZA".

Ma che razza di cretino riesce a chiamare una manifestazione "Pizza in piazza"?
Vado, e con sconforto vedo l'intero paese in piazza, davanti a un palco dove una banda di liscio stava dedicando una canzone ai caduti di Nassiriya.
E mi prende lo sconforto...mi sono immaginato a settant'anni, da solo (o, a dio piacendo, un po' meno solo...) a frequentare queste feste di paese...
Col cazzo, mi sono detto. A settant'anni sarò ancora lì ad esaltarmi per le contorsioni erotiche di PJ Harvey. A saltare per la stanza sbraitando "50 ft. queenie", con le rotule che mi schizzano dalle ginocchia e vanno a conficcarsi nel muro. Ma a "Pizza in piazza" io non ci vado.

Indizio 2 (stamattina).

Vado in negozio a salutare i miei, e mentre torno a casa, il vicino mi vede passare e urla:
"ALLORA! COME TI SEI TROVATO IN GIAPPONE?"

Giappone? Giappone? Ma a dire la verità io ero a Faenza...

Mah. É come se prendessi costantemente funghi allucinogeni. Solo che non li ho mai presi in vita mia, ma le allucinazioni le ho lo stesso, eccome! Oppure no?

E da oggi tu sei in Ungheria. Al matromonio di una amica, fino a lunedì. Saranno i primi giorni senza contatti da quando ci conosciamo. O almeno così pensavo.
Poi ieri mi chiami dal check-in per salutarmi e io rimango al telefono stordito dalla sorpresa, con mia nipote aggrappata alle caviglie, perchè non mi aspettavo che mi avresti chiamato in questi giorni.
Faccio ancora fatica a convincermi del fatto che è me che vuoi sentire, e non qualcun altro. E invece sono io. E non vedo l'ora che tu torni...

Soundtrack OK GO "Oh no" Capitol / EMI, 2005

28 giugno 2006

In fondo al mare

L'uomo la vedeva tutti i giorni, in mezzo alle statue di un museo. La proteggeva da lontano con gli occhi, spingendo con la telepatia lontano dal suo tesoro una massa di studentesse sbadiglianti e di professorine che si pulivano gli occhiali.
Nessuno sembrava fare caso a loro due. Un amore silenzioso sotto gli occhi di una massa di gente distratta.
E allora una sera l'uomo decide. "Ti porto via da qui". La avvolge in un panno, la porta al mare e si butta con lei, per tornare da dove l'aveano rapita. Lei era una statua, lui un custode innamorato.

Mi è sembrara una storia bellissima. E credo di essermi anche un po' commosso. La canta Simone Cristicchi, in una delle sue canzoni. Sì, proprio quello che vorrebbecantarecomeBiagioAntonacci e a tutti ha un po' rotto le palle.
L'ho intervistato ieri sera per il giornale, e poi sono rimasto al suo concerto. Non credevo, ma mi sono divertito parecchio. Non è che, a forza di fare l'alternativo a tutti i costi, ci perdiamo un sacco di belle canzoni?
É stato piacevole parlare con lui, con questa timida testa riccia dal sorriso contagioso e dai modi gentili, che ti racconta del suo spettacolo teatrale che parla dei matti, che dopo il concerto viene a chiedermi cosa ne penso.
Con quella canzone che mi rimaneva in testa.

Ho chiuso con Faenza, ieri. Il lavoro, la casa. Andati.
Le scelte sbagliate che ho fatto sono chiuse. Alle spalle.
Ora, davanti, ho la solita incertezza e gli angoli della bocca piegati a fatica verso l'alto.

Non ho tempo di farmi del male. Ci sono troppe cose interessanti da fare a questo mondo, per costruirsi da soli un pigiamino di piombo.
Ho festeggiato così la fine del blackout. Da solo. Con qualche bella canzone, l'aria tersa, due birre, una telefonata ironica e tranquillizzante. Let there be more light.

Soundtrack SLOWDIVE "Souvlaki" Creation, 1993

27 giugno 2006

Would?

Il titolo è un pezzo degli Alice In Chains, un gruppo che non ho mai amato. Così come tutto il grunge. Insomma, sono uno di quelli, un po' snob e un po' sinceri, a cui i Nirvana non hanno mai detto nulla.
Però, quel titolo..."Would?". Così, con quel punto di domanda, secco. Come una preghiera che si strozza prima di uscire.
Mi è tornata in mente stasera, in un altro di quei momenti di altalena emotiva che ormai fanno da costante alle mie giornate.
Pensavo a quello che vorrei essere, a cosa cambierei.
Pensavo che avrei scritto questo post, fregandomene. Perchè magari chi mi legge mi ha conosciuto indirettamente, attraverso i microfoni di una radio, e poi si trova a leggere cose mie anche intime. Ma non metto filtri.

Pensavo a questi giorni.
Al mio prendermi troppo sul serio.
Agli sbalzi d'umore.
Ai picchi di energia, e al sentirmi sul fondo di un pozzo stretto e dalle pareti liscie poco dopo.

Pensavo che le scosse di questi mesi mi hanno fatto perdere un po' della mia autoironia. Mi hanno indurito. Reso più adulto, e meno simile a me.

Pensavo che poco o niente è mai come vorrei che fosse. E che posso sbattermi quanto voglio per cambiare le cose, ma il particolare storto è sempre lì.

Pensavo che Matthew Herbert è un dannatissimo stramaledetto genio.

Pensavo che vorrei dire due paroline cattive a chi ha inventato i cellulari.

Pensavo che una delle poche cose belle dell'estate è che si va in giro poco vestiti, e che bastano un buon cd, una bicicletta e un incontro gradevole a farti stare un po' meglio.

Pensavo che aveva ragione Bruno Martino.

Pensavo che forse, ma forse, penso troppo e il mio cervello è usurato.

E ora si va a dormire. Domani il tour de force prevede: sveglia; intervista telefonica a Beth Ditto dei Gossip; conferenza stampa; redazione; di corsa a Faenza per a) svuotare l'appartamento b) discutere dell'annullamento del contratto col padrone di casa c) ufficializzare il licenziamento; ritorno a casa: al concerto di Simone Cristicchi per il giornale.

Ma quando inventano le giornate di 48 ore?

Soundtrack MATTHEW HERBERT "Scales" !K7 / Audioglobe, 2006

26 giugno 2006

The week never starts 'round here # 11

Bene. Eccomi di ritorno. Qualcuno ha riacceso la luce. Non è una torcia, è solo una candela moooolto esile. Ma è sufficiente per non farmi saltare gli appuntamenti come quello del classificone settimanale!
E per il resto...tutto in alto mare, come e più di sempre. Anche la storia con te. Perchè se per una volta le cose fossero semplici, sarebbe troppa grazia...

L'EVENTO.

Il blackout. Di cui, prima o poi, troverò le palle di parlare.

IL LIBRO.

Ne avevo sentito parlare da un pezzo, di questo scrittore marocchino emigrato in Francia. E poi alle spalle c'è la Playground, una casa editrice specializzata in musica e romanzi GLBT che difficilmente pubblica schifezze.
E allora ho preso RACHID O., "Il bambino incantato" , ma non è stata una gran mossa.
É la storia di un ragazzino che, a Rabat, fin da piccolo, si innamora di uomini molto più grandi di lui. E fine qui niente di male: è che il libro è sconnesso, senza un filo logico, come pagine di diario alla rinfusa. E scritto con uno stile fin troppo colloquiale: finchè lo fa Rossana Campo, che adoro, una scrittura del genere riesce a essere motivata e divertente; in questo libro, invece, sembra semplicemente un modo casuale di buttar giù qualche parola. E mi dà fastidio.

CD (selezione).

- ALMAMEGRETTA "Dubfellas"
- MORRISEY "Suedehead" (7")
- JEFF BUCKLEY "Grace"
- BETH GIBBONS & RUSTIN' MAN "Out of season"
- PERTURBAZIONE "Canzoni allo specchio"
- eels "Beautiful freak"
- PECKSNIFF/ANT "split"

IL FILM.

Niente film, questa settimana, ma un sacco di teatro. "Annunci personali", per la precisione. Lo spettacolo liberamente tratto da "Terapia di gruppo" di Christopher Durang che abbiamo messo in scena con la mia compagnia di teatro per tutto il weekend.
In situazioni distastrose. Tra palchi con vista circonvallazione e ferrovia, pannelli che crollano e ubriachi che ci cantano intorno.
Ormai siamo talmente abituati alle situazioni assurde che, se mai torneremo su un vero palcoscenico (quello di un teatro), saremo confusi. Ma come? niente ubriachi? niente crolli di scengorafie? niente macchine? niente cellulari che emanano sinfonie di Beethoven?

MP3.

Non conoscevo questa etichetta prima di lavorare a Pisa, dove, tra le label di cui curavamo la promozione, c'era anche questa. Ed è in quel periodo che ho conosciuto i Mono, un quartetto giapponese che abbiamo portato anche sul palco del "Calamita".
Il nuovo "You are there" è strepitoso. Tutto strumentale, lentissimo, meraviglioso. Colate di suono dolcissime, che prendono forza dal nulla, come un sacchetto pieno di vento, che prende quota con invisibili colpi d'aria. Qui scaricate la traccia d'apertura del disco, dal titolo "The flames beyond the cold mountain": quindici minuti di estasi violenta.

LA FRASE DELLA SETTIMANA. "Volevo informarvi che il nano non è morto. É sopravvissuto e ha impiccato tutti quanti" (Anna)

The week starts...NOW!
Buona settimana (e inevitabili fingers crossed...)

21 giugno 2006

Blackout

Ieri, il mio cervello e i miei nervi hanno deciso che ne avevano abbastanza.
E sono crollati.
Sono tornato a casa, aspettando di calmarmi e di decidere cosa fare. Se continuare a Faenza, se ricominciare tutto quanto, se...se...se...
Sì. Direi di aver toccato il fondo anche io. E non è piacevole.

20 giugno 2006

Dibini gör

"Dibini gör" è il titolo di un disco dei miei amici turchi, gli Zardanadam, quelli che avevo intervistato per il Manifesto un po' di tempo fa.
Titolo niente male: in turco significa toccare il fondo.
E da ieri, so che qualcuno ha messo in pratica.

La scena: sono tramortito sul letto, guardo la TV in attesa di tornare in gabbia. E a questo punto, passa il promo più allucinante che abbia mai visto.
In cima a una scalinata, in uno studio TV, c'è una figura non identificabile. Tutt'intorno, le luci delle grandi occasioni.
E a questo punto, una voce off tuona:

sei davvero sicuro del tuo orientamento sessuale?

E in sovrimpressione, un numero telefonico da chiamare.

Cosa devo fare? Chiamare se sono sicuro? Chiamare se non sono sicuro? Lasciare che un uomo o una donna mi ballino addosso la lap-dance per vedere con chi reagisco meglio? O semplicemente essere sbranato da un gruppo di vecchiazze in fregola di urlare?
E com'è che ho il sospetto che dietro a questa immane vaccata si nasconda il marito di Costanzo?

Ci starebbe una bella filippica su come i gay siano ancora visti come carne da macello, ma non ne ho proprio voglia. Qui siamo semplicemente al ridicolo. Dibini gör.

Soundtrack KALEIDOSCOPIO "Tem que valer" Irma, 2004

(e non fate gli schizzinosi...cos'è il drum 'n' bass, se non una samba accelerata?)

19 giugno 2006

The week never starts 'round here # 10

Settimana orribile. Nervi fuori controllo, come non succcedeva da un po'. E non è bello sapere di star così per colpa del lavoro. E se poi la settimana si chiude con un messaggio male interpretabile...mah, almeno è finita. Speriamo bene, da oggi in poi...

L'EVENTO.

Le ore passate insieme, finalmente, questo fine settimana. L'unico momento buono di sette giorni da buttare. Sperando che quel messaggio di ieri sera non significhi brutte notizie.

IL LIBRO.

Il periodo-ignoranza è finito. Ho preso in mano un libro, "Puro veleno" di Silvio Bernelli. Non l'ho ancora finito, ma per ora non sembra male. E poi, con me, gioca sleale: parla di un protagonista ultra-cinico in bilico tra stampa e radiofonia. Cos'è, devo chiedere dei diritti sulla storia o esistono altre persone che fanno la mia vita surreale?

CD (selezione).

- SONIC YOUTH "Rather ripped"
- dEUS "Pocket revolution"
- C.O.D. "La velocità della luce"
- C.O.D. "Zapruder EP"
- ZERO 7 "Simple things"
- JONI MITCHELL "The hissing of summer lawns"
- RADIO DEPT. "Pet grief"

FILM.

Sì, vabbè. Passiamo alla prossima.

MP3.

Stavolta non una canzone sola, ma un intero programma radiofonico. Loro sono i miei adorati Northpole, e sono stati ospiti circa un mesetto fa da quei pazzi furiosi di Magazzeno Bis, suonando dal vivo. E ora l'intera puntata è disponibile in download! Qui il primo tempo e qui il secondo...E ora godete della miglior band italiana in circolazione.

VIDEOCLIP.

Quanto possono essere strambe, insolite, sfuocate e storte le scenografie di un video? Forse sarebbe meglio andare "On the radio"...o almeno è quello che suggeriscono i Concretes, in questo gioiellino twee-pop.
Lo potete vedere qui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"Fabbree, guarda che non stavo scherzando!"

The week starts...NOW!
Buona settimana...

18 giugno 2006

Vinile

Mi serviva un rito per riappacificarmi con le mie cose, stamattina. Con la vita di tutti i giorni che non posso avere, lontano da casa.
E (come sono prevedibile...) mi butto verso i miei dischi. Ma ho bisogno di toccarli, di sentire il loro peso.
Copertina cartonata. Grande, colorata, da toccare. Lo estraggo dalla busta, lo appoggio sul piatto.
Sollevo la puntina.

Il suono del disco che cade sul piatto è un sospiro veloce, che sa appena un po' di polvere. Quello del braccio che si stacca dalla forcella è un singhiozzo trattenuto, come uno schioccare di lingua, ma non umido, secco. (Carlo Lucarelli, "Almost blue").

Questa frase me l'aveva scritta in un regalo di Natale una mia amica, una di quelle persone speciali che senti molto meno di quanto vorresti. Diceva che avrei potuto scriverla io, questa frase, ma ne dubito...

Il tuo umore cambia lo stato delle cose. Come bere un buon vino quando hai bisogno di tirarti su di morale. E sabato mattina, usciti a fatica dalla tua tana, Milano sorrideva quasi, mentre le camminavamo attraverso, ridendo, raccontandoci cose, indicandoci i casi umani che vedevamo passare...
Non ho mai amato Milano, nemmeno nei mesi che ho vissuto lì. Ma ieri era diversa. Aveva il suono della tua risata.

Soundtrack SINÉAD O'CONNOR "The lion and the cobra" Chrysalis / EMI, 1985

16 giugno 2006

Dall'alto

La Habana mi era saltata addosso con il suo odore di benzina bruciata e di polvere, con il caldo limpido della sera di dicembre. Con allegria, e ostilità. Con grida, procacciatori, spettacoli vergognosi di turisti puttanieri, bellezza e merda mescolate assieme e non distinguibili.

Così io e Gemma, il pomeriggio dell'ultimo dell'anno di tre anni fa, scappammo dal caos. Verso il castello che sovrasta il Malecòn.
E lì eravamo soli. Un silenzio perfetto, i rumori della città non arrivavano quasi. Camminavamo tra le mura, guardavamo la massa grigia della città, tra quelle mure così irrealmente rosa.

Ed è stato lì che ho capito una cosa.

A volte è utile guardare le cose dall'alto. Staccarsi, arrivare dove non arriva rumore, e guardare le cose farsi piccole.

Mi è venuto in mente prima, durante l'ennesima giornata di lavoro.
Tutto questo non è nulla. E' piccolissimo. Non esiste quasi. Vale la pena dargli importanza?

Il sole tramonta sul Capitolio, una sua striscia taglia a metà il profilo delle case.
E' una mia foto di Cuba, in bianco e nero. La sua calma rassegnata non mi è mai mancata tanto...

Soundtrack SCISMA "Armstrong" Parlophone / EMI, 1999

15 giugno 2006

Venere in polaroid

"Faccio volentieri a meno dei tuoi manuali sull'autostima..."

Scusa, Carmen, se prendo a prestito le parole di una tua canzone. La cosa strana di questi giorni è che tutto quello che ascolto è in qualche modo collegabile a quello che vivo.
Riprendo sotto mano i C.O.D. ? Le prime parole di "Polaroid" raccontano le mie otto ore di ufficio, il mio chiedermi costante che cosa ci faccio qui. Prendo le vie dei campi e urlo tutto l'ultimo album dei dEUS? Fantastico: qualcosa parla di me anche lì.
É strano: ho qui con me pochi dischi, eppure le mie mani hanno anticipato quello che sarebbe successo in settimana, scegliendo prima la colonna sonora. Un'anticipazione di note. O forse sto solo delirando.

Giorni strani, i miei nervi sono poco controllabili. E per un maniaco del controllo come me, che le cose sfuggano da tutte le parti, o non vadano come dico io, non è tollerabile. E più cerco di controllare le cose che mi stanno intorno, più perdo tranquillità.

Ma cosa voglio scrivere, alla fine? Non lo so.
Avrei mille cose da dire, una fiumana di pensieri da riversare su questo piccolo spazio. Eppure non esce nulla.

Perchè fare un lavoro che ti piace sembra utopia (e lo scopri solo quando credi di averlo).

Perchè pretendere onestà dalle persone con cui hai passato quasi due anni, mettendoci tutta la passione che potevi, sembra aver perso senso (e addirittura non ti fanno parlare, nè spiegare. Annullato. Cancellato. Mai esistito. Perdo la diplomazia e chiudo qui il discorso: fottetevi. Chi deve capire, anche se dubito sia in grado, capirà).

Perchè aspettare i tuoi messaggi, e le tue telefonate, è diventato uno splendido modo di aggrapparmi a qualcosa. E domani sera finalmente ti rivedrò, e quando ti scrivo che sto contando i minuti non scherzo. Scivoli nelle mie vene, con fluidità, senza che possa difendermi. Ed è romantico, dolce, terribile, bellissimo. Arrivi senza preavviso, mi travolgi. E mi lasci senza parole.

Io, senza parole. Questo sì è un evento...

Soundtrack C.O.D. "La velocità della luce" Virgin, 1999

14 giugno 2006

Quanti anni di carcere per...?

Questo è quello che avrei voglia di fare oggi.

Alla faccia della bella serata di ieri, del sole, del mercatino, dei dischi di Zero7 e Joni Mitchell trovati a cinque euro l'uno, della girandola di carta vista in un giardino in mezzo alla campagna, delle sue telefonate e di un venerdì che arriva troppo lentamente.

Bah. fanculo.

Soundtrack il rumore di una motosega su carne umana...

13 giugno 2006

Kim Gordon = Livia Turco (ARGH)

É uscito "Rather ripped", il milionesimo disco dei Sonic Youth. É vero, ormai sfornano un disco nuovo ogni due anni, e assomigliano ai miliardi di band che li hanno clonati negli ultimi venticinque anni.
Eppure "Rather ripped" non è male, molto più melodico dei precedenti, ma...insomma, se un disco come questo non lo sanno fare loro, chi altro?

Il problema non è quello.

Kim Gordon per me è l'icona totale della sensualità in musica. Averla vista due anni fa all'Independent Days Festival cantare con una forza sconvolgente "Drunken butterfly", bisbigliare schizofrenica i love you. i love you. i love you. what's your name?, saltare guidata da una forza strana, i capelli a disegnare cerchi nell'aria e la rotonda morbidezza del basso ad assecondare il rumore...fu un'esperienza incredibile.

Va bene, sapevo che non era più giovanissima, ma la trovai di una bellezza sconvolgente.
E ora Carlo Bordone, un giornalista del Mucchio e uno dei pochissimi in Italia a scrivere di musica in maniera ironica, me la massacra con una sola frase, recensendo l'ultimo disco.
"Kim Gordon ha l'età di Livia Turco".

Kim Gordon ha l'età di Livia Turco.
Kim Gordon ha l'età di Livia Turco.

E ora, riesco solo a vedermi davanti il neo-ministro che pianta chiodi in un pianoforte, o chiamare sua figlia Coco, o ammiccare maliarda strascicando la voce.

Carlo Bordone: 1 Immaginario erotico del sottoscritto: 0
Maledizione.

Soundtrack JOCELYN PULSAR "L'amore ai tempi del telefono fisso" Agos Music, 2006

12 giugno 2006

Ella (Fitzgerald)

Va bene. Da sabato notte ho Ella Fitzgerald in testa. "Night and day". La cosa più vicina ad una giornata di sole, a un pensiero felice.
Sono felice, e sono spaventato. Non pensavo che esistessi davvero. Forse non pensavo nemmeno di meritarmelo. E sto correndo troppo, troppo, ma tu non stai facendo lo stesso? E non è bello così? Io non ho tempi da rispettare, tabelle di marcia a cui attenermi.

Ti ricordi, quando giorni fa mi avevi chiesto dove fosse la fregatura?
IO sono la fregatura. Sono una bambola di porcellana, sfiorami nel modo sbagliato e andrò in pezzi. Ma sono anche un bambino felice, un sorriso che non riesco a cancellare, l'emozione di sentire la tua voce al telefono, lo svegliarmi stanotte col pensiero di te, il trovare un tuo messaggio alla mattina appena sveglio, la voglia di rivederti. Forse sono quello che aspettavi anche tu, lo spero, non oso sperarlo.

Ho in mente flash che non so cancellare.
Vederti arrivare al MiAmi (festival della musica indie e dei baci...l'ironia del caso..) sabato pomeriggio. La prima birra. Le chiacchiere sulla collinetta. Il nostro sguardo strano davanti ai cancelli (ti bacio? non ti bacio?).
Il messaggio che ti ho mandato subito dopo. Vederti tornare dopo due ore. Baciarti, appoggiati a un albero con gli Ardecore in sottofondo ed essere risvegliati dall'incantesimo da un flash (l'ho visto solo io, o siamo stati fotografati?).
E ancora, raggiungerti dai tuoi amici a una cena, dopo mezzanotte. Stare con te, ridere con loro.
Cercare di salutarti e non riuscire ad andare via. Il pensiero di te che mi dà lo spunto per lo spettacolo che devo iniziare a scrivere (io che mi metto a improvvisare frasi alle 4.30 del mattino sull'autostrada deserta). Io che non attacco le battute durante le prove, ieri pomeriggio, perchè ti sto pensando, e del Piccolo Principe e dei bimbi rom che ho davanti non vedo nè sento nulla.

Non so cosa stia succedendo. Rido. Tremo. E voglio rivederti.

Soundtrack ELLA FITZGERALD "Night and day" (in loop costante)

Thw week never starts 'round here # 9

Mio Dio. Non credevo che in una settimana potessero aggiustarsi molte cose. E invece è successo. E sono qui, con un sorriso mezzo felice e mezzo terrorizzato, a sperare che sia tutto vero...

L'EVENTO

Non so scegliere. L'avere trovato finalmente casa? L'aver ricominciato a fare il DJ? O le oreminutisecondi passate assieme sabato? O le interminabili telefonate dei giorni prima? O i messaggi stupidi e forse un po' innamorati del giorno dopo?

IL LIBRO

Ho perso familiarità con i blocchi di carta rilegati e già scritti...Devo rimettermi a leggere qualcosa, ma soprattutto ho urgenza di scrivere: chi mi aiuta a scrivere e mettere in scena un testo entro il prossimo venerdì? Aiutatemi...

CD (selezione)

- JAMIE LIDELL "Multiply"
- LAMPSHADE "Let's away"
- SLEATER-KINNEY "The woods"
- LAMB "Lamb"
- BEATLES "Revolver"
- AA.VV. "Bertallosophie: altri suoni italiani"
- AMALIA GRÉ "Amalia Grè"

FILM.

Quale film? La vita da pendolare dell'ultima settimana non mi ha fatto avvicinare alla TV...crollavo dal sonno alle 10 di sera...
Ma ho fatto in tempo a vedere "Grey's anatomy", la puntata del Codice Nero.
Incredibile, davvero...una scarica di tensione pazzesca! E stasera si scoprirà se l'ospedale salterà in aria oppure no...Ma io non la vedrò, maledizione! Chi è dotato di Sky e me la racconta?

MP3.

Già che siamo in tema di "Grey's anatomy": mi sono sempre piaciute le musiche che scelgono per quella serie. E uno dei miei sogni sarebbe proprio curare le musiche per una serie televisiva, o per un documentario di viaggi...

Ogni tanto sentivo partire in sottofondo Emiliana Torrini, e la theme song mi è sempre piaciuta moltissimo: una linea vocale jazzy, il testo speranzoso e felice (nobody knows where it might end up...), elettronica astratta eppure incredibilmente melodica...
Ma non sapevo chi fossero, finchè non l'ho scoperto leggendo Blow Up di questo mese: si chiamano Psapp. Sono un duo, lei inglese e lui tedesco. Non so perchè, ma hanno una vera ossessione per i gatti.
E credo proprio che saranno il mio prossimo acquisto...
Grazie a myspace, ritrovo proprio quella canzone, che ora so chiamarsi "Cosy in the rocket".
Andate sulla loro pagina e scaricatela...fidatevi!

VIDEOCLIP.

Vedi "film"...rimedierò, lo giuro!

LA FRASE DELLA SETTIMANA.

"E se io adesso ti baciassi, sarebbe una cosa così grave?"

The week starts...NOW!
Buona settimana...

09 giugno 2006

Il tuo bacio è come un (indie) rock

Altro weekend di lavoro.
Ma...si va a un festival! Al festival dell'indie rock e dei baci, per cui non dev'essere così male...

Chi vuole, oggi pomeriggio e domani mi trova qui.
E stasera, invece, dovete essere qui.

Se sopravvivo al tour de force, ci si risente lunedì.

Soundtrack M.I.A. "Arular" XL /Self, 2005

08 giugno 2006

Annuncio URBI ET ORBI

Lo so. Il titolo del post è un po' altisonante.
Ma ne vale assolutamente la pena.

L'Odissea è finita.
Oggi, ore 13.55, ho firmato il contratto. Ho una casa.
Un piccolo monolocale al piano terra in un vicolo del centro storico di Faenza.
Accogliente, carino, aspetta solo il mio arrivo.

E da lunedì, per la prima volta in vita mi,a vivrò totalmente da solo.
Fine delle storie assurde sui coinquilini a Milano e a Pisa, durante lo scorso anno. Già, lo scorso anno. Sono successe talmente tante cose...lo scorso anno è la mia vita precedente.

Appartamento: visto.
Contratto: firmato.
Ulteriore pensiero impuro sull'agente immboliare: pensato.

Direi che sono a posto. Domenica sera si trasloca!
E, come cantano i Reflue, home is where my records are.

Ho una casa. Non ci credo.

Soundtrack P J HARVEY "Stories from the city, stories from the sea" Island / Universal, 2000

07 giugno 2006

U-Turn

Sto tornando.
Stiamo tornando.
E speriamo di essere mancati a qualcuno, in questi mesi.

Chi siamo?
Io. Zanna DJ. Lara DJ. Fabbree.
4 ex-DJ di Antenna Uno Rockstation, radio abbandonata per più di un motivo.
Ringraziamo e salutiamo, ma ora c'è altro.

Nasce il COLLETTIVO U-TURN.

Presto avremo un sito, che sarà webzine musicale (ma fatta con criteri molto diversi dal solito), podcast e webradio.

Ma per ora c'è solo una serata. Venerdì 9, al Centro Sociale "Libera" di Marzaglia (MO).

É la serata d'inizio dei mondiali.
Ma non solo.
É anche la serata TurnOver - palleggi tra DJ.

Noi quattro, e la buona musica che avete imparato a conoscere nelle nostre dirette e nei nostri programmi.
Indie-rock, electro, soul e tutto quanto è buona musica e non ballate da altre parti.

Qui trovate le indicazioni per arrivare.
E di fianco il flyer della serata, da spargere tra amici e nemici.

Vi aspettiamo lì. E non vediamo l'ora di tornare...

06 giugno 2006

Puttana immobiliare

Oggi pomeriggio vado a vedere un nuovo monolocale.
E, affascinato da un paio di mani e da due occhi color d'acqua, creo mentalmente questa frase da antologia:

"Mi piace molto questo appartamento! Vogliamo provare il materasso?"

Lo so. Ormai comanda l'ormone. Elena, a distanza di mezz'ora dalla telefonata di racconto, è ancora lì che ride. E non è un buon segno. Nè per me nè per lei...

Soundtrack qua ci starebbe bene PEACHES...

05 giugno 2006

Fotti la major!


Il titolo del post è lo slogan di Triciclo Concerti, un'agenzia di booking, ma è anche una cosa più seria.
Una necessità.

Qualche giorno fa si è sparsa la voce che la EMI e la Warner si sarebbero fuse, creando una gigantesca major musicale. Leggete la notizia qui.

Sapendo quello che è successo alla fusione tra SonyBMG e Universal (migliaia di posti di lavoro persi, centinaia di artisti poco produttivi e poco commerciabili licenziati in tronco, o abbandonati in fase di promozione), è tempo di muoversi.
La fusione non è stata ufficializzata, e per questo si può ancora bloccare.

C'è una petizione online al sito For Cultural Diversity, sostenuta dalla Impala (la principale lobby delle etichette indipendenti in Europa) e diretta ai Governi europei.
Cliccando qui si accede alla versione italiana del sito, dove è tutto spiegato molto bene.

Vi invito a farlo di cuore, davvero. Ci si mettono due secondi, ed è importante.
L'articolo 151(4) del Trattato obbliga l'Unione Europea a tenere conto degli aspetti di diversità culturale in ogni sua politica. Questa petizione è un modo per ricordarglielo.

Soundtrack CASINO ROYALE "Crx" Black Out / Universal, 1997

The week never starts 'round here # 8

É un altro lunedì. Di quelli che seguono un weekend fantastico e ti riportano alla realtà di un computer, una scrivania e la Panterona che mi nega l'affitto del monolocale che avevo visto giovedì sera. Perchè i finesettimana devono finire per forza? Mah... Cominciamo.

L'EVENTO:

Un weekend meraviglioso, davvero. A Riva del Garda assieme a Lara, Zanna & consorte, Fabbree e consorte. Una gita scolastica mascherata da impegno di lavoro, a Radioincontri, un convegno di radio dove dovevo promuovere il MEI.
Ma ne riparlerò meglio, di questi due giorni splendidi...

IL LIBRO:

É stata la settimana dell'ignoranza. E allora recupero un libro letto qualche mese fa, che mi era piaciuto da morire, titolo a parte.

MATTEO B. BIANCHI, "Esperimenti di felicità provvisoria"

Ve lo avevo detto, che il titolo era brutto...e invece il libro è splendido. Sono affezionato a Matteo B. Bianchi per diversi motivi: perchè è tra gli autori di due dei miei programmi preferiti, Dispenser e Very Victoria. Per "Generations of love".
E per questo libro, che è scritto talmente bene ed è tanto pieno di storie intrecciate da ricordarmi il mio amato Jonathan Coe.

Mao, Elvis, Valentina e Marco. Perchè i sentimenti sono complicati e non seguono logiche di genere, o chissà che. Fanno quello che vogliono. E delle categorie se ne fregano.

Ed è bellissimo trovare un libro che parla con onestà di cose che conosci molto bene.

CD (selezione):

- BETH ORTON "Comfort of strangers"
- LOW "The curtain hits the cast"
- FIAMMA FUMANA "Onda (if you can't ride the wave then you're gonna go unda)"
- ARCADE FIRE "Funeral"
- YEAH YEAH YEAHS "Show your bones"
- SONDRE LERCHE & THE FACES DOWN QUARTET "Duper sessions"
- JAMIE LIDELL "Multiply"

FILM:

Niente cinema questa settimana, anche se sto puntando "Radio America" di Altman...

Solo "Le verità nascoste", visto ieri sera in TV. Molto scontato, hitchcockiano, anche se fatto davvero bene: quel finale, dove nessuno dice una parola e vedi la vittima che sta per morire, vedendo tutto ma troppo anestetizzata per reagire, è veramente sconvolgente...

MP3:

Questa settimana, niente band sconosciute. Si parla degli Yo La Tengo, visti materdì scorso in concerto a Bologna. Uno dei miei gruppi preferiti.

Dal loro sito web, regalano in mp3 il nuovo singolo, "Beanbag chair".
Bellissima, col quel pianoforte, le armonie vocali, la batteria insistente e gentile, la melodia irresistibile e gli ottoni...una festa per le orecchie.
E il disco da cui è tratto, in uscita a settembre, ha un titolo clamoroso: "I'm not afraid of you and I will beat your ass"...

Scaricate il singolo qui!

VIDEOCLIP:

TV, questa sconosciuta. Anche per questa settimana. L'unico video che ho intravisto, e visto per la prima volta, è di un classicone torbido e romantico: "Where the wild roses grow", di Nick Cave assieme a Kylie Minogue.
Il Re Inchiosto chiude gli occhi alla Principessa del Pop, stringendole tra i denti una rosa. L'omicidio più dolce mai raccontato.

LA FRASE DELLA SETTIMANA:

"Sento la necessità di fare qualcosa di stupido..."

The week starts...NOW!
Buona settimana...

01 giugno 2006

(riot) radio

Oggi le 18.30 non arrivano mai.
Sono gli ultimi 47 minuti di ufficio della settimana, e sono più lenti che mai.
Vedo quasi il boss nascosto dietro l'orologio, a trattenere la lancetta dei secondi con la mano per farla scorrere più lenta...

Questo fine settimana mi trovate qui.
Ufficialmente per lavoro a raccogliere adesioni per il MEI e a pubblicizzare la Legge Sulla Musica.
Non ufficialmente a smazzare miei curriculum e miei demo.
E chissà che prima o poi non torni a fare radio...

Soundtrack DJ SHADOW "Entroducing" Mo'Wax, 1996

Panterona mia

La cosa bella è che, tra tutte le situazioni da sit-com che mi capitano ultimamente, ci deve sempre essere il particolare che le rende trash.
Come l'affittacamere che sembra Alvaro Vitali, o la locanda dove Kubrick non ha ambientato "Shining" solo perchè non conosceva Faenza...

Ieri vado a vedere due appartamenti tramite l'agenzia. E l'impiegata che mi accompagna (anche simpatica, modello tigre-del-ribaltabile), si chiama Pantera.

Come faccio a non riderle in faccia, davvero non lo so.
Contata la minigonna che le strizza i fianchi, e il tacco su cui traballa mentre sale le scale dell'appartamento, direi che il cognome è azzeccato.
Ora. Non che io possa dire la mia, visto che in fatto di cognomi che ti causano un'infanzia difficile anche io sono messo bene. Però...Pantera? E grazie a dio i suoi genitori non l'hanno chiamata Vera...

Per la cronaca.
Ho visto l'appartamento ideale. Devo solo sperare che chi l'ha visto prima di me rifiuti.
Cosa posso fare per minacciarli?
Una testa di maiale davanti alla porta, come cantavano i Massimo Volume in "Avvertimento"? Una macumba? Una tranciata di gomme? Il rapimento del loro barboncino?(io gli stronzi me li immagino con un barboncino. E chi vuole occupare IL MIO FUTURO APPARTAMENTO cos'è, se non uno stronzo?)

Soundtrack KESSLER "Un altro giorno d'amore" Alternative Produzioni / Venus, 2006