un isterico tuareg...

16 maggio 2006

Vuoi parlare di te, per una volta?

Rileggendo le cose che ho scritto sul blog, vedo che parlo in continuazione di musica. Non ci posso fare niente: è il mio lavoro, la mia vita, la mia passione, buona parte del mio sangue è fatto di note, credo.

Ma c'è altro. Questo blog era nato per essere un diario del mio trasferimento, e poi è andata molto diversamente.

Che periodo pazzesco...ma a pensarci bene, sono due anni che non ho un momento di tregua.
Due anni duri, pieni di trasferimenti, confessioni, pianti, persone, amicizie diventate d'acciaio, soddisfazioni, mazzate, amori conosciuti ed esauriti (ma finalmente vissuti)...

Non so. É stata dura rimanere in piedi, non sono più la persona di prima.
Mi capita sempre meno di riuscire a lasciar libera la testa e perdermi nei miei assurdi deliri che mi facevano stare così bene. Rido molto meno, ho una corazza esterna più forte, anche se chi mi avvicina può metterci un secondo solo a ferirmi...

Però ogni tanto capitano momenti buoni, anche nel grigio che mi circonda la testa.
Come ieri sera.

Scoprire di avere ancora dei sogni impossibili (fantasticare su come sarebbe recitare in un film di Almodovar, di come lui sia duro con i suoi attori mentre gira, per poi costruire attorno a loro i film, elogiarli davanti a tutti come un bambino entusiasta).

Leggere il giornale ascoltandomi gli eels, in una stanza in affitto in una casa del '500 nel centro di Faenza con un soffitto a cassettoni in legno decorato con stemmi nobiliari strappata a metà del prezzo solito (e la proprietaria che mi dice "siamo proprio una bella coppia, tutti e due con un temperamento artistico..." Giù le mani, tesoro, non ce n'è!).

Oppure svegliarsi nella notte ridendo del sogno che hai appena fatto.

O alzarsi, farsi una doccia, colazione, uscire per andare al lavoro salutando la baffona del negozio di alimentari che sta chiedendo in giro per me se qualcuno ha un appartamento da affittare.

O cazzeggiare al lavoro per metà mattina, non pensando a niente.

Ci si mette poco a farmi male. Ma è bello sapere che, da qualche parte, il mio vecchio io pulsa ancora. É vivo, cazzo, e non ha proprio voglia di mollare.

Soundtrack eels "Blinking lights and other revelations" Vagrant / Universal, 2005