un isterico tuareg...

22 maggio 2006

Un weekend di (stra)ordinaria follia

Devo mettere nero su bianco (o insomma, scriverlo: come diventa l'espressione nero su bianco su un blog?) questo weekend, prima che me lo scordi.
Forse vedermelo scritto davanti mi farà rendere conto che è successo tutto davvero.

venerdì

Parto da Faenza alle 3 del pomeriggio, volo a reggio per intervistare Vauro. Arrivo con mezz'ora d'anticipo e, da bravo tossico, mi fiondo dal mio spacciatore (si parla di CD!) per portarmi a casa il "While talking EP" dei Ms. John Soda e "Um...er...uh..." di Eric Mingus.

Poi arriva Vauro, io sono l'unico a intervistarlo e csì ci sediamo nel cortile interno di una libreria.
Lui è a Reggio per il Reggio Film festival, quest'anno dedicato ai bambini. Io sono in adorazione: per me lui è assolutamente un genio, le sue vignette mi fanno morire, ed è bello trovarselo davanti così cordiale, disponibile a parlare, per niente scostante.
Poi viene a sapere del mio esordio sul manifesto del giorno dopo e lì, su due piedi, mi disegna una vignetta tutta per me: il suo omino sorridente, con le tasche vuote, che dice: "Daniele, benvenuto al Manifesto".
Diventerà una delle mie reliquie...

Poi di corsa in redazione a scrivere il pezzo, e poi...cena con i miei ex compagni di università: birra, vino e gossip acidissimi ("Ma dai, davvero lei è andata da lui con solo un impermeabile addosso? Ma se è piatta come un asse da stiro! Appena si è spogliata, lui le ha chiesto di mettersi orizzontale e le ha passato sopra la Vaporella?")

sabato (delirio da premio Nobel)

Nonstante la notte prima abbia fatto le 2 (e se io non dormo le mie 10 ore il giorno dopo sono inutile), alle 8 sono perfettamente sveglio. Non sto nella pelle: corro in edicola dai miei, mio padre ha un sorriso a 64 denti: "TI HANNO PUBBLICATO! TRE PAGINE!!!"
Il mio articolo sul rock turco su "Alias" del manifesto. Tre pagine tutte mie. L'articolo pubblicato integralmente.
Come faccio ad esprimere l'emozione?
Non sono un professionista, ma vorrei diventarlo, forse sono sulla strada buona.
E non ho il menefreghismo di chi fa il mestiere da anni, io per certe cose mi emoziono ancora. E questa è stata una gioia pazzesca.

Mia nipote compie tre anni. Mi siedo a tavola, ingoio qualcosa al volo, le do il regalo (un bellissimo vestitino molto freak) e scappo senza nemmeno mangiare la torta. Mi attendono le prove con la compagnia di teatro.

Ma questo è solo l'inizio. Reggio si anima con la Notte Bianca, e noi facciamo uno spettacolo. Devo passare dal Calamita a prendere i panoramici, ma scopro che durante la notte qualcuno li ha rubati.
E lì inizia l'odissea di telefonate agli organizzatori, traversate della città per prendere altri microfoni che poi non funzionano, altri giri, scazzi, urla, bestemmie...

E in tutto questo suona il telefono, è la redazione.
LORO: "Devi fare un'intervista oggi pomeriggio"
IO: "E come cazzo faccio? Sono in prova...Chi dovrei intervistare?"
LORO: "Dario Fo".
IO: svengo

Quindi. Provo, rubo la bicicletta a un mio amico e faccio l'intervista, corro in redazione, e poi arrivo in tempo per lo spettacolo.
Ero talmente teso che, davanti a Dario Fo, pensavo solo "Dai, sbrigati, ho fretta".
Poi ho azionato il cervello: "Cazzo. hai davanti un premio Nobel!"
Incredibile. Appena raccontava dei suoi spettacoli, dei punti di contatto tra il gramelot e il linguaggio dei bambini, del suono usato nel dialogo per scardinare la fissità delle parole, io stavo davanti a lui e non volevo che finisse. Un'esperienza magnifica.

Poi lo spettacolo. Il un bar vicino alla circovallazione. Ovvero: come superare il rumore del traffico recitando...Dicono che sia andata bene, io non sono molto soddisfatto. Ho fatto una gran fatica e non me la sono goduta molto, anche perchè avevo una certa stanchezza addosso...
Poi ci buttiamo nella Notte Bianca armati di vino, perdiamo pezzi della compagnia ad ogni angolo, c'è un casino di gente ma non sembra che ci siano molte cose da vedere, in realtà.
Alle 2.30 del mattino, davanti a tre coppie che ballano il tango davanti a un negozio di parrucchiere, non riesco a capire se sono ubriaco o solo stanco, ma non mi reggo più in piedi. É ora della nanna. Dato che mi sveglierò alle 13, non ero sbronzo, solo morto.

domenica

Mi sveglio giusto in tempo per il prano, e finalmente riesco a fare due chiacchiere con i miei. Erano due settimane che non parlavo con loro e, strano a dirsi, ma mi sono mancati.
Da qualche mese i rapporti tra noi sono finalmente buoni (sospetto di conoscere la ragione...), e adesso ho un gran bisogno di averli vicino...
Poi li scandalizzo con "A mia madre piacciono le donne" (filmetto divertente con un titolo strepitoso), ed è tempo di ripartire.
Destinazione Modena, dove mi aspettano alcuni amici per lo "Stuzzicagente": nel quartiere della Pomposa, tour eno-gastronomico a base di 11 portate.
Dalle 18 alle 22. Con i nostri tempi da bradipo, ci ritroviamo nell'ultima ora solo a metà del tour, e per recuperare ingoiamo tutto assieme una parmigiana di melanzane, un cous-cous dolce, torta al cioccolato, vino e capiroska.
Il mio stomaco me lo rinfaccerà per una settimana...

Tutto qua. Sono sopravvissuto e felice. Ma ho bisogno di dormire...

Soundtrack MS. JOHN SODA "While talking EP" Morr Music / Wide, 2003

7 Comments:

  • non ho letto il tuo intervento su Alias ma complimenti...è un bellissimo inserto...del mio quotidiano preferito, tra l altro:)
    su Fo non commento...sarà stata un'emozione da esserne storditi...

    :)

    By Anonymous frà, at 11:59 AM  

  • oh be personalmente Fo a me non piace ma è questione di gusti, di certo non è un personaggio da poco e di certo mi sarei sentito abbastanza emozionato anche io a doverlo intervistare... comunque vedo che questo weekend non ti sei fatto mancare proprio niente! e bravo... :)

    By Anonymous cooper, at 12:35 PM  

  • Oddio, qualcosina è mancato... ;-) Ma credo non ce ne sarebbe stato il tempo, a meno di non voler eliminare quelle inutili ore di sonno notturne... ;-)))

    By Blogger daniele, at 12:47 PM  

  • la vignetta di vauro me l'ero persa... è davvero fantastica

    By Anonymous canerabbioso, at 1:02 PM  

  • Un giorno qualsiasi alla stazione di Modena. Una giovincella al suo lavoro precario estivo sta facendo le interviste a chi scende dai treni. Indagini di mercato, le chiamano.
    La giovincella, che qui chiameremo laRighi, diventa di pietra all'arrivo di un certo treno.

    laRighi: "ehm...salve...dovrei dovrei farle delle domande.."
    passeggero: "mi dica pure, signorina"
    laRighi: "uhm...da dove viene?"
    passeggero: "da Milano"
    laRighi: "ehm...si...e...lei è Dario Fo, vero?"
    D.F.: "in carne ed ossa"
    laRighi: "oh...ehehe...me lo farebbe un autografo?"
    (le passa il retro del foglietto precompilato dell'intervista)
    D.F.:"chi devo mettere?"
    laRighi(con un sorrisone): "Elisa Righi!"
    D.F.:"la famosa Elisa Righi!"

    laRighi diventa viola, sorride e rimane impietrita. Dario Fo intanto ha già preso la sua coincidenza e chissà dov'è finito. La Righi è ancora là, immobile come una statua di rame.

    Buone Cose

    Many

    By Anonymous Many, at 3:24 PM  

  • Complimenti a LaRighi...questa figura di merda rientra benissimo nello standard delle mie! ;-)

    By Blogger daniele, at 4:59 PM  

  • Un'occasione unica per degustare dei sani prodotti della nostra terra! Sul mio blog potete trovare anche il pdf con il programma completo di STUZZICAGENTE!!! Buon appetito!!! http://www.nbmodena.org/2008/05/14/stuzzicagente/

    By Anonymous APG, at 12:22 PM  

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