un isterico tuareg...

07 maggio 2006

Sfogliando vecchie foto

Piccole coincidenze. Un collage di memoria e foto in bianco e nero.
Ho ricordi bellissimi della città di Lubecca, una città dove capitai anni fa per caso durante un Interrail in solitaria in giro per l'Europa. Il sole era caldo, la gente gentile...in una città quasi sconosciuta, io ho vissuto poco meno di una giornata, ma tra le più belle della mia vita.
E lì c'è il più grande museo di burattini e marionette del mondo, dove sono capitato per caso, perdendomi come un bambino. Incantato.

Vinicio Capossela aveva intitolato una sua canzone "I pianoforti di Lubecca", una storia di tasti bianchi e neri, su cui una soprano gorgheggiava raccontando di polvere e nostalgia.
Ieri vado a vedere Vinicio al teatro Valli e, in un concerto meraviglioso durato quasi tre ore, lui gioca con il teatro delle ombre.
Burattini, maschere di demoni, luci imprevedibili, miti rovesciati, sacro e profano indistinguibile.

Non so. Io ero lì. E oggi le mani mi ricapitano sulle foto.
Vinicio. I burattini. Lubecca. Il bianco e nero.
Non so. É come se si fosse chiuso un cerchio. Un cerchio che, lo so, vedo solamente io.

"Ho sentito dire che esiste a Lubecca un grande capannone dove vengono tenuti i pianoforti che non si usano più. Me li immagino lì, polverosi e scordati. Perché i pianoforti sono fatti così, se ci si scorda di loro, loro a loro volta si scordano... questa canzone racconta di un corteggiamento tra due pianoforti......e tutto così cominciò.."

Soundtrack VINICIO CAPOSSELA "Ovunque proteggi" Warner, 2006