un isterico tuareg...

03 maggio 2006

Big time sensuality

Che Bjork scorra nel mio sangue assieme a piastrine, globuli e tutti quegli altri pupazzetti strani da "Esplorando il corpo umano", ormai è assodato.
C'è una frase, di una sua canzone, che ho sempre cercato di fare mia, non riuscendoci quasi mai: i don't know my future after this weekend, and i don't want to!

Non sarebbe male. L'incoscienza sul mio futuro già ce l'ho, mi manca solo il lasciare andare tutto il resto: ansie, paranoie...
Eppure sono sempre stato così: i miei film mentali sul futuro, anche quello più immediato, hanno sceneggiature complicatissime. Il problema è che tendo a incazzarmi se la mia vita reale non corrisponde al manoscritto (o mentescritto? come si dirà in questi casi?).

Comunque. Oggi sono andato a Faenza. E non scriverò perchè. Ho imparato che, quando succede qualcosa di buono, non devo nè dirlo nè scriverlo. Ho lo strano potere di frantumare le prospettive buone, solo aprendo bocca.

E comunque, diciamo che la prossima settimana sarà impegnata. E impegnativa. E poi dovrei citare di nuovo Bjork, anche se sono davvero curioso di sapere come andrà stavolta...
Sono così, c'è poco da fare, anche con i libri.
Ho questa mania assurda di leggere sempre l'ultima frase, quando più o meno sono a metà del volume. Il che è buono se stai leggendo l'enciclopedia, ma per qualunque altro libro è devastante (specie con "Il Signore degli Anelli". Dopo aver letto l'ultima frase quando ero ancora a metà de "La Compagnia dell'Anello", avrei bestemmiato in swahili...).

A proposito di libri: non leggete David Sedaris. Cioè: fatelo assolutamente, ma non se siete da soli su un treno affollato. Il rischio è quello di scoppiare a ridere come un cerebroleso nel bel mezzo del silenzio del vagone. E di non riuscire a smettere.

"Me parlare bello un giorno" è la storia di un ragazzo gay del North Carolina, aspirante artista concettuale, poi aspirante scrittore trasferitosi prima a Chicago e poi a New York, e che nel mentre fa il traslocatore.
Ed è un libro totalmente esilarante. Uno humour molto raffinato, di quello acido che ti colpisce con frasi brevi e mortali. E ci sono scene pazzesche, tipo la lotta di David bambino con la logopedista sadica, o il suo insegnante di chitarra (un nano con l'ossessione per le tette) o la descrizione dell'intera parabola della carriera di artista concettuale in dodici semplici tappe, o ancora i ritratti della famiglia.

Ecco. La descrizione del fratello Paul.

Stiamo parlando di un adulto che oggi, quando telefona a suo padre, esordisce con un "Caro il mio coglionazzo, non vedo una fica da tanto di quel tempo che se mai mi capita la piglio a sassate".

Ora. Io, con il pessimo vizio di ragionare per immagini, mi visualizzo davanti la scena. E scoppio a ridere in maniera isterica davanti a una carrozza ripiena di gente esterrefatta.

Davanti a me, un uomo nordafricano che leggeva composto "Il Messaggero". E io, con in mano un libro chiamato "Me parlare bello un giorno", che latro da solo come un cretino.
Bella scena. E non riuscivo a smettere...ogni tanto mi tornava in mente la frase e ricominciavo a sghignazzare, senza un minimo ritegno.

So che poco fa ho scritto che era humour sottile, ma è un po' come la leggendaria battuta del Tampax in "Priscilla - la regina del deserto", no?
Ok, chi non sa di cosa sto parlando smetta di leggere, esca a comprarsi il DVD e torni a parlare con me solo dopo aver capito.

Però è bello quando succede. Voglio dire, quando trovi un libro, o un cd, che ti accende i neuroni.
E quando succede, io inizio ad osservare la gente, e a diventare ironico a modo mio.

Quattro ragazzini di fianco a me starnazzano in maniera indegna, con il solito campionario di suonerie per il cellulare e ormoni capaci di ottundere il cervello.
Una di queste ha un viso molto dolce. Ma voi non direste mai che un barile è molto dolce...
Ora, non che io sia così magro, però almeno non metto tremende magliettine aderenti di color arancione!

Roba che qualcuno appena più perfido di me avrebbe potuto dire "TESOOORO! Ma tu hai quattro tette! Oh, scusa, mi sono confuso. Quello di sotto è solo il primo rotolo di panza".

Insomma, grazie, Mr. Sedaris. Mi hai ridato la cattiveria che mi mancava. E anche se non riesco a farmi una ragione del fatto che qualcuno non mi abbia richiamato dopo un appuntamento che credevo fosse andato bene, beh, almeno mi sono goduto un viaggio in treno molto comico. Per colpa tua, e anche un po' della mia ironia extra-cinica.

Soundtrack ISAN "Plans drawn in pencil" Morr Music / Wide, 2006