un isterico tuareg...

31 maggio 2006

Porta chiusa. Let the feedback in.

ore 18.30
Chiudo la porta dell'ufficio. Torno a respirare.
Trovo un posto dove dormire, una locanda sulla via dell'autostrada che costa la metà rispetto al solito affittacamere. Molto carina, con il pavimento antico e una vecchietta finto-gentile, di quelle pronte a saltarti alla giugulare al minimo problema.
L'armadio cigola appena gli passo di fianco. Fuori il cielo è nero, diluvia. Sembra quasi l'inizio di un film horror, direbbe il mio amico Nicola.

C'è un concerto che mi attende a Bologna, ma non so. Ho preso acqua per tutto il giorno, non ho voglia di guidare, ultimamente io e la Poderosa abbiamo un rapporto strano. (la Poderosa è la mia fedele 205...)
Crollo sul letto davanti a MTV. Di schianto. Dormo alle 7 di sera.
Mi sveglio un'ora dopo, e con uno scatto da centometrista-dieci-anni-dopo-il-ritiro mi alzo e decido. E Bologna sia.
Suonano due gruppi che adoro, e non vedo perchè dovrei rinunciare. Perchè piove? Perchè non ho voglia di mettermi in macchina? Perchè ho l'umore sottoterra?
Fanculo. Io vado.

L'Estragon nuovo è un enorme capannone in mezzo all'Arena Parco Nord. Slalom tra pozzanghere grosse come un Cantone Svizzero, e arrivo davanti al locale.
Prima di entrare mi chiamano da casa. Altre cattive notizie.
E allora basta, ho solo bisogno di rumore che mi copra i pensieri.

Dentro non c'è nessuno, tutti sembrano essere rimasti a casa per non prendere acqua.
Dopo pochi minuti il concerto inizia. Sono in prima fila, lì, pronto a farmi invadere dai feedback.
Nicola mi saluta, i Julie's Haircut entrano e attaccano "Sister pneumonia". Ci siamo, mi dico. Niente freni, niente pensieri. "Afterdark" mi prende e mi porta dove vuole lei.
I Julie's sono bravissimi, niente da dire. Oggi, con loro, c'è anche Andrea Rovacchi alle tastiere; la nuova bassista, Laura degli M?, ha un piglio rock incredibile, un bellissimo modo di stare in scena. Concentrata, coinvolgente.
Ma c'è una sorpresa. Un quadrupede sul palco: Laura, la bassista storica, e il bimbo che ha dentro (Lucio?), vengono a cantare "Purple jewel". Ha un paio di occhiali assurdi, ed è serena più che mai, bellissima, felice. La sento urlare come una pazza i deliri di quella canzone, e poi sussura a Luca G "Adesso basta, dai".

Ride, la futura mamma psichedelica.

Poi tocca agli Yo La Tengo. Li avevo visti lo scorso anno a Urbino assieme a Stefano (l'uomo che coniò il mitico detto "Mettiti a pecora che ti devo parlare", ma anche il grafico di Kalporz: guardate qui quello che fa).
In tenda, io e lui, e due giorni di concerti tormentati da un diluvio universale. Avevamo adorato i Blonde Redhead inzuppandoci come pulcini, e poi gl Yo La Tengo avevano spazzato via anche le nuvole.

E stavolta non sono da meno: fanno molte canzoni nuove, e sono grandi come sempre. Adoro il modo che hanno di costruire canzoni dolcissime con niente, solo armonie di voci e batteria, per poi seppellirti sotto colate di feedback a volumi da scoppio del timpano.

L'aria è talmente satura da impedire ogni pensiero. Esattamente quello di cui avevo bisogno.
Così come di urlare come un pazzo tutta "Big day coming".

E pensare che non volevo nemmeno uscire...

Soundtrack BETH ORTON "Comfort of strangers" Heavenly / EMI, 2006

30 maggio 2006

Adult crap

Quando avevo quindici anni (l'età in cui metà della gente pensa che il mondo sia una merda, e l'altra metà invece passa i pomeriggi a pomiciare), l'unica consolazione era mandare a fare in clo l'universo. FTW, scrivevo. "Fuck the world", come un orrido film con Mickey Rourke (lui sì è veramente nni '80...)

Non è consolante sapere che, undici anni dopo, ti ritrovi a pensare la stessa identica cosa.
Magari i motivi non sono gli stessi, ma...
M hanon fatto entrare nell'età adulta queste tre settimane a Faenza. Ed è davvero uno schifo. Lavorare per cose che non ti interessano, e non avere molto altro fuori dal lavoro. Diventare una specie di soggetto incazzoso e ansioso finito a fare una vita che sa benissimo essere orrenda.
In tre settimane sono diventato quello che non volevo essere.
Ma qui non mollo solo perchè sarebbe troppo facile scappare così. Ma se l'essere adulti è questo, non appena tornerò a casa dai miei tirerò fuori la mia valigia piena di Lego che avevo da bambino e mi metterò a giocare con quelli. O con la pista delle macchinine. E continuerò a guardare con sospetto gli album dei calciatori che iniziavo e sistematicamente non finivo mai, perchè il calcio mi ha sempre fatto schifo.

E' la fiera delle banalità, lo so. Ma avevo già lavorato durante l'università, eppure non è mai stato così...così una ridicola adult situation. Bah. Sono una caricatura di me stesso.

Soundtrack LES FAUVES "How your dildo can change your life EP" Urtovox / Audioglobe, 2006

29 maggio 2006

The week never starts 'round here # 7

Settima settimana del blog. Sette volte sette. Sette, sette, sette. Lo so, scritto così, sembra la leggendaria battuta di Monica di "Friends" quando spiegava a Chandler le zone erogene sul corpo femminile, ma non era quello che intendevo io...
Vabbè, iniziamo.

L'EVENTO.

Poca scelta, questa settimana, in confronto alla scorsa. Ma posso dire che l'idea di scrivere un libro, tra disavventure sentimentali e immobiliari, si fa sempre più concreta. Chi sarebbe Bridget Jones in confronto?
La mia carriera giornalistica in picchiata: la scorsa settimana la pubblicazione su "Alias" e le interviste a Vauro e Dario Fo, questa settimana un mancato colloquio con Valeria Marini...Mi sono rifiutato. Come avrei fatto a farla sembrare intelligente?

Ma forse c'è una novità: dovrei iniziare da agosto come redattore per un nuovo giornale di musica che debutta tra pochi giorni...si chiamerà Sonic Magazine, e sembrano intenzionati a prendermi come collaboratore sulla scena indie-rock italiana...

IL LIBRO

Sono tornato alla mia folgorazione del mese scorso. Ma è stata una piccola delusione: "Mi raccomando: tutti vestiti bene", l'ultimo di David Sedaris, non è venuto così bene come i precedenti.
Quanto puoi far ridere, continuando di libro in libro a mettere in luce le manie della tua famiglia? Ma non è nemmeno questo che non mi è piaciuto: è che questo, nonostante le critiche ultra-positive, è molto molto meno divertente di "Me parlare bello un giorno"...

CD (selezione)

- PERTURBAZIONE "In circolo"
- FINAL FANTASY "He poos clouds"
- LUCA GEMMA "Saluti da Venus"
- HANNE HUKKELBERG "Little things"
- NOTWIST "Neon golden"
- AMERICAN ANALOG SET "Set free"
- ERIC MINGUS "Um...er...uh"

FILM

É tornato Almodòvar. E io c'ero.
Ne parlo già abbastanza qui.

"Volvèr" è un film davvero meraviglioso, con solo un piccolo eccesso che non mi è piaciuto.

Notizia di ieri sera: due premi a Cannes. Uno collettivo per le attrici, e uno per la sceneggiatura originale.
Forse troppo poco.

MP3

Noioso è il lavoro, ma ricco è myspace...questa settimana ho scovato i Black Moth Super Rainbow, un gruppo americano decisamente folle. Suonano come un incontro tra Beck, la Beta Band, Caribou e le sigle dei telegiornali...
Andate sulla loro pagina e ascoltate "Caterpillar house", presa dal loro disco "Lost, picking flowers in the woods" uscito su Graveface Records.

VIDEOCLIP

what is a television? i can't remember...

LA FRASE DELLA SETTIMANA

"Come sei dimagrita! É da molto che hai partorito?" "Sì, zia. Da quattordici anni" ("Volvèr")

The week starts...NOW!
Buona settimana...

Quota mille!

Beh, la settimana inizia con un compleanno.
Non il mio, ma del blog!
Dal 19 aprile, quando sono iniziati i miei deliri telematici, il mio blog ha compiuto oggi il suo primo traguardo: 1000 contatti!
Auguri!

Soundtrack JULIE'S HAIRCUT "After dark, my sweet" Homesleep / Audioglobe, 2006

26 maggio 2006

Perversioni immobiliari

Non ho pace. L'incubo casa continua.
L'unica conclusione a cui sono arivato è che l'affittuario è una specie perversa che DEVE estinguersi presto.

Avevo appuntamento alle 19 con quello che mi aveva bidonato due sere fa.
Schizzo fuori dall'ufficio e vado a piedi alla casa. Arrivo là e, con la massima tranquillità, il soggetto mi dice che arriverà alle 20.
Torno a casa sfanculando. Alle 20 mi chiama e mi dice che arriverà alle 21.30
E va bene. Calma zen, calma zen, calma zen...oh, fanculo!
Almeno mi vedrò un pochino di "Scrubs"...

Purtroppo non avevo immaginato che il peggio stava per arrivare.

Il tizio scende dalla macchina, e per poco non gli scoppio a ridere in faccia.
É un signore di mezz'età. Lo guardo. Mi sembra un incesto tra Alvaro Vitali, un assicuratore e un pappone.
Forse è tutte e tre le cose, temo.

Mi aveva parlato di una stanza nel suo appartamento. Apre la porta, e...sorpresa! Non c'è luce.
Sono al buio, in un appartamento di un tizio che sembra uscito da una commedia sexy all'italiana.
Quando mi aspettavo che partisse la colonna sonora di "L'insegnante al mare con tutta la classe", ecco il bello. Il tizio mi guarda e mi dice: "Andiamo nello scantinato, ti faccio vedere come si accende la luce".
E prima di poter dire "La aspetto qui", mi trovo nello scantinato con questo clone sudaticcio e assicurativo di Alvaro Vitali.

Una persona sana di mente sarebbe già scappata alla velocità di Beep Beep, ma purtroppo io non sono sano di mente...

Le meravigliose offerte immobiliari:

a) una stanza a 300 euro, dove dovrei ospitare ogni tanto qualche altra persona che mi butta dentro lui. "Ah, io non ci sono mai, la resposanbilità della casa è tua! E non devi mai portare nessuno qui dentro. Tu hai la ragazza?" PREGO?

b) un microscopico stanzino con cucina e bagno (tutto in un blocco unico, chè i muri sono demodè...) a 450 euro. WHAT?

c) una stanza tripla in un appartamento di studenti a 350 euro spese escluse. SE VUOI TI VENDO ANCHE UN RENE.

Finisce che mi inchioda al tavolo della cucina chiedendomi di trovargli dei contatti con dei gioiellieri, perchè dovrebbe rivendergli alcune cose.

so che tutto questo sembra il delirio di un pazzo. Ma è solo la mia serata di ieri.

Me ne sono andato, prima che l'assicuratore-pappone-Pierino iniziasse a sbavare e a minacciarmi con una sparachiodi.

Con l'umore a livello della crosta terrestre, me ne vado mogio al "Clandestino", dove trangugio una Guinness e mi vedo il concerto dei Great Lake Swimmers.
Musica acustica e malinconica, un ubriaco batte le mani seguendo il metronomo che gli pulsa nelle tempie. Io rimango lì solo per...per...per guardarmi intorno e soddisfare i miei ormoni, va bene? O meglio, solo gli occhi...

Sono alla frutta. Qua mancano solo i nani e le ballerine, e poi mi sembrerà davvero di stare al circo.

Soundtrack FINAL FANTASY "He poos clouds" Tomlab / Wide, 2006

25 maggio 2006

Teatrino, ritorni ed ex che non se ne vanno

Mi sono perso nei miei deliri psicotici da senzatetto negli ultimi giorni, e ho tralasciato una notizia che avevo sentito alla TV e mi ero ripromesso di commentare.

"La Bindi? Una lesbica, e non può guidare il ministero della Famiglia". Le parole di Maurizio Saia, senatore di An, fanno insorgere il centrosinistra.Ma il senatore non retrocede e più tardi sottolinea che "lesbica non è un offesa, ma indica una scelta libera e legittima nell'ambito dell'esplicazione della propria sessualità". Parole che fanno dire a Fini: "E' un imbecille".

Andiamoci piano. Questo senatore è un genio. É riuscito in un'impresa non da poco: grazie a lui, per la prima (e ultima!) volta nella mia vita, sono d'accordo con Fini. :-)

Uhm. bene. Ora, mentre tento di scrivere il resto del post, ho l'orrendo faccione di Rosy Bindi che mi scruta...pessima cosa, ma vabbè.

Ieri sera ho finalmente visto "Volvèr", il nuovo film di Almodòvar. E, manco a dirlo, è stupendo.
Lo hanno chiamato un film di donne, ed è vero fino all'ostentazione: il primo uomo compare solo dopo un quarto d'ora dall'inizio...
É un film che ha il calore del vento che spazza i paesi della Mancha, il colore nero dei vestiti delle vedove, il gusto di quelle risate che si fanno solo tra le mura di casa. É un film antico, tanto che, quando nelle prime scene vedi la ragazzina con un cellulare appeso al collo, il primo istinto è di strapparlo via. Non è una storia fatta per contenere cose moderne: sono i rituali che danno il senso alla vita di quelle persone.

Penélope Cruz è meravigliosa. Sono sempre stato d'accordo con Stefano Disegni, quando la disegnava come una nana con gli occhi da rana. E invece qui sembra una diva di altri tempi, come Anna Magnani, che a un certo punto compare dalla TV (una delle presenze fisse nei film di Pedro) in una scena di "Bellissima" di Luchino Visconti.

Ma è Almodòvar che è magnifico con le sue donne. Quando mette al centro dei film gli uomini, le storie non gli riescono così bene. E qui c'è anche Carmen Maura, che non recitava con lui da diciassette anni...un'attrice magnifica anche ora che è invecchiata. É una di quelle donne che saranno splendide anche da vecchie, con quegli occhi che passano in un secondo dal riso al pianto, e commuovono anche una pietra.

Ma poi esco dal cinema e c'è qualcosa che mi torna in mente. E non volevo.
Almodòvar era uno dei pochi punti in comune che avevo con G.
E mi sarebbe piaciuto vedere insieme questo film, una cosa che una qualunque coppia avrebbe potuto fare. Ma non noi. NOI non esiste più. E fa male.
Nonostante stia meglio, nonostante sia uscito con altre persone da quando abbiamo rotto e non sia più nella mia testa, G. non se ne vuole andare.
E non è la sua presenza a mancarmi, ma l'intimità, i gesti che avevamo assieme, il modo in cui ci svegliavamo al mattino in casa sua...
Cose che verranno con altre persone, ma in modo diverso. E poi, QUANDO verranno?

C'era una canzone che avevo scritto con Alessio, il mio amico chitarrista folle (un uomo capace di arrivare al cinema con un'ora e mezzo di ritardo perchè non si ricordava che c'era stato il passaggio tra ora legale e ora solare. Tanto per dirne una...). La canzone di un minuto e mezzo, su un arpeggio suo alla chitarra, che poi scoppiava in un mio assolo improvvisato di sax. Un testo brevissimo era diventata una canzone di sei minuti.
E il testo, che avevo scritto io, diceva

Rivoglio indietro quello che sapevi tu,
quello che sapevi solo tu.
E dimentico le spirali fumose, le parole distratte, i silenzi colmi d'attesa.
galleggio in un limbo di emozioni soffuse
annegando la rabbia
in un oceano di viola

Chi mi ridà i momenti belli che abbiamo passato insieme? E le cose che tu sai, e che non ho mai detto a nessuno? E chi ti convince a uscire del tutto dalla mia testa?

Soundtrack quella mia canzone, si chiamava "In quiete"...

24 maggio 2006

1) Giornata sì 2) Telefonata 3) Palle girate

Mi hanno sempre fatto girare le palle quelli che mi dicono "Ma cosa ti lamenti a fare?". Come se non avessi il diritto di essere nervoso se le cose non funzionano.
Sono un rompicoglioni, e se le cose non vanno come dico io mi agito, lo so, è un mio difetto...Quindi è inutile venirmi a dire che mi sto lamentando per nulla, perchè è una delle poche frasi che mi mandano in bestia.

Oggi va meglio, nonostante questo mio amico, al telefono, abbia toccato involontariamente un mio brutto tasto.
La sto prendendo sul ridere.
Ieri prendo uno di quei giornali di annunci, salto la parte di quelli personali (mi fanno morire...nuova splendida cubana ottava misura naturale riceve dalle 10 alle 24 solo distintissimi aria condizionata. Ma per favore!) e vado a quelli immobiliari, non meno tragici.

Un tizio affitta appartamenti, io dico che è urgente e lui mi dà appuntamento per le 21.30.
Ora strana, per un appuntamento immobiliare, ma vabbè.
Ceno, mi vesto ed esco. Cammino a piedi, nonostante piova un po', in questo quartiere residenziale che non ho mai visto. Arrivo, e aspetto.
Per la strada non passa un'anima. Il quartiere è buio, e dalle finestre un paio di persone scrutano questo tizio in giacca e pantaloni di lino che aspetta sotto l'acqua, passeggiando nervosamente.

L'appuntamento serale mi inquieta. Mi vengono in mente due pensieri stupidi:
a) sono in astinenza
b) "Oddio, violentata nel parco! Fa così anni '80..." (Samantha Jones...questo è puro "Sex and the city", gente...)

Alle 10 il tipo mi chiama e mi dice che l'appuntamento è spostato a giovedì sera. , mentre torno a casa sotto la pioggia come un incazzoso gattino bagnato, il tipo inizia a fare proposte strane.
No, non QUELLE proposte strane. ALTRE proposte strane.

"C'è una stanza nel mio appartamento. Io sono quasi sempre via...Però c'è una condizione: non deve portare mai nessuno in casa!"

e le mie fantasie riproduttive fanno PUF! proprio come nei cartoni animati...

"Sennò ci sono altri appartamenti da condividere con studenti stranieri che vengono per brevi periodi..."

sì! sì! sì! studenti stranieri! farò il mio Erasmus a Faenza!

"...ma non credo che a lei interessi!"

E invece a me interessa, guarda un po'...
Insomma, non sono stato violentato nel parco, ma il tasso di ridicolo della serata è stato abbastanza alto.
Ah no, ultima perla: al Teatro Masini di Faenza hanno appena fatto un musical: "Rumore. Molto... e per nulla".
Un ibrido tra William Shakespeare e Raffaella Carrà. Volevo tagliarmi le vene...

Soundtrack AMERICAN ANALOG SET "Set free" Morr Music / Wide, 2005

23 maggio 2006

L'avvelenatO

Questa è una delle mattine in cui mi sveglio con la voglia di uccidere qualcuno. E meno male che sono da solo in ufficio, o potrei saltare alla gola di qualcuno. Già una malcapitata che mi ha telefonato da Roma lamentandosi perchè non è ancora arrivato il libro su Pantani che aveva ordinato ha rischiato grossissimo... (e poi, chi le ha dato l'impressione che me ne fregasse qualcosa se suo marito le rompe le palle perchè non ha quel libro? Cioè, sono cazzi miei? Non credo...)

Ieri vado a vedere una casa. Un appartamento carinissimo, sulle colline fuori Faenza, a Brisighella. La tipa è simpatica, la casa piena di artigianato del Madagascar e i Sigur Ròs in sottofondo...
Mi lascia la casa per due mesi, lei parte per la Sardegna a fare la stagione.
Alle 18 mi arriva un messaggio dove abbassa ancora il prezzo dell'affitto per venirmi incontro.
Alle 19, appena uscito dall'ufficio, la chiamo e accetto definitivamente.

ALLE 21 MI CHIAMA E MI DICE CHE CI HA RIPENSATO.
Non vuole affittare per solo due mesi, ma per quattro, e quindi, dopo essermi venuta incontro e dopo che io ho acccettato, le si tira indietro e io sono di nuovo senza casa.

Ora. Qui c'è qualcosa che non va. Perchè forse non me ne sono reso conto, ma prendermi per il culo e promettermi cose importanti (un lavoro? una casa?) e poi ritrattare É DIVENTATO UNO SPORT OLIMPICO.
Sono due mesi che non succede altro.
Prima la radio a Trento.
Poi qui a Faenza, dove da dicembre il termine del contratto è passato a fine luglio coì, da un giorno all'altro.
E adesso la casa.

E CHE CAZZO!
(per la cronaca: la casa era bellissima: silenziosa, con la vista sulle colline...un sogno. Che rabbia...)

Soundtrack GOSSIP "Standing in the way of control" Lado / Kill Rock Stars / Wide, 2006

22 maggio 2006

The week never starts 'round here # 6

É di nuovo lunedì, ed è l'ora dell'appuntamento con il listone della settimana.
In effetti Nick Hornby ha fatto dei grossi danni su di me...ma chi mi chiama "Il mio Nick Hornby provinciale preferito" mi lusinga un bel po'...

Settimana tosta ed estrema. I bassi sono stati cavernosi, gli alti...wow!
Iniziamo a raccontare...

L'EVENTO

Le tre pagine su "Alias" di sabato. Una soddisfazione gigantesca. Ci ho lavorato per settimane, a quell'articolo, ed è un traguardo importante per me...Sono felicissimo!
Anche incontrare Dario Fo non è stato niente male, però...

IL LIBRO

Ho preso una decisione: basta con "La ragazza annegata". Non mi prende, ci mette troppo ad arrivare al punto, e in più mi fa star male. Quindi: basta. Ma prevedo nuovi danni: ho comprato il nuovo libro di David Sedaris...

CD (selezione)

- BLACK EYED SUSAN "And silence will begin soon"
- CRANBERRIES "Everybody else is doing it, so why can't we?"
- eels "Blinking lights and other revelations"
- AA.VV. "Io ballo da sola O.S.T."
- THE IAN FAYS "The Damon lessons"
- TIROMANCINO "Illusioni parallele"
- MS. JOHN SODA "While talking EP"

FILM

Finalmente al cinema! In un orribile multiplex a Faenza (di quelli che appena apri le porte ti investe un odore stantio di burro e popcorn) (io resto per i piccoli cinema vecchio stile, non per queste buffonate americane), ho visto "Romance and cigarettes" di John Turturro, prodotto dai fratelli Coen.

Un bellissimo musical sboccato, canzoni splendide (da Janis Joplin a Nick Cave a Connie Francis...) e una storia tenerissima. Ed è strano che, per un finto cinico come me, il finale felice sia andato bene.
Gran film, che mi ha lasciato un proposito. ascoltare più musica soul. E così, nella mia valigia, questa settimana è finito un doppio cd di Aretha Franklin...

In DVD, poi, finalmente ho visto "A mia madre piacciono le donne". Carinissimo, e Leanor Watling è davvero brava. Adoro il cinema spagonolo, e presto volerò a vedere "Volvér"...

MP3

Al lavoro, dove tutti stanno zitti come mosche, ho finalmente imparato ad apprezzare myspace. E qui sono andato ad ascoltarmi i Triosk. Benedetta sia la Leaf, che già mi aveva deliziato con Hanne Hukkelberg lo scorso anno.
I Trosk sono australiani, hanno debuttato nel 2004 e il secondo disco sta per uscire. Siamo sempre sospesi tra elettronica e jazz come da scuola Leaf, ma qui il suono si fa molto più astratto, ambientale e mutevole. Niente male davvero: ascoltatevi qui questa"Tomorrowtoday part 2", dal loro primo disco, "Moment returns".
E i miei amici di Prom-O-Rama stanno per spedirmi il nuovo cd...eh eh eh...

VIDEOCLIP

Non sopporto le nuove band inglesi. Ragazzini senza uno straccio di idea originale, che suonano tutti uguali. Però i Boy Kill Boy, la solita band innamorata di Joy Division e Gang of Four, mete nella sua musica un po' di glam, e così somiglia a un misto tra i Bloc Party e i Pulp.
Perchè parlo del loro video, allora? non mi ricordo nemmeno il titolo del brano...
Perchè omaggia una delle mie ossessioni, ossia l'unica cosa che so fare con una Settimana Enigmistica: unire i puntini!!!

LA FRASE DELLA SETTIMANA

"Quell'uomo ha visto più culi di un'asse del cesso" (da "Romance and cigarettes". Non riuscivo più a smettere di ridere!!!)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

Un weekend di (stra)ordinaria follia

Devo mettere nero su bianco (o insomma, scriverlo: come diventa l'espressione nero su bianco su un blog?) questo weekend, prima che me lo scordi.
Forse vedermelo scritto davanti mi farà rendere conto che è successo tutto davvero.

venerdì

Parto da Faenza alle 3 del pomeriggio, volo a reggio per intervistare Vauro. Arrivo con mezz'ora d'anticipo e, da bravo tossico, mi fiondo dal mio spacciatore (si parla di CD!) per portarmi a casa il "While talking EP" dei Ms. John Soda e "Um...er...uh..." di Eric Mingus.

Poi arriva Vauro, io sono l'unico a intervistarlo e csì ci sediamo nel cortile interno di una libreria.
Lui è a Reggio per il Reggio Film festival, quest'anno dedicato ai bambini. Io sono in adorazione: per me lui è assolutamente un genio, le sue vignette mi fanno morire, ed è bello trovarselo davanti così cordiale, disponibile a parlare, per niente scostante.
Poi viene a sapere del mio esordio sul manifesto del giorno dopo e lì, su due piedi, mi disegna una vignetta tutta per me: il suo omino sorridente, con le tasche vuote, che dice: "Daniele, benvenuto al Manifesto".
Diventerà una delle mie reliquie...

Poi di corsa in redazione a scrivere il pezzo, e poi...cena con i miei ex compagni di università: birra, vino e gossip acidissimi ("Ma dai, davvero lei è andata da lui con solo un impermeabile addosso? Ma se è piatta come un asse da stiro! Appena si è spogliata, lui le ha chiesto di mettersi orizzontale e le ha passato sopra la Vaporella?")

sabato (delirio da premio Nobel)

Nonstante la notte prima abbia fatto le 2 (e se io non dormo le mie 10 ore il giorno dopo sono inutile), alle 8 sono perfettamente sveglio. Non sto nella pelle: corro in edicola dai miei, mio padre ha un sorriso a 64 denti: "TI HANNO PUBBLICATO! TRE PAGINE!!!"
Il mio articolo sul rock turco su "Alias" del manifesto. Tre pagine tutte mie. L'articolo pubblicato integralmente.
Come faccio ad esprimere l'emozione?
Non sono un professionista, ma vorrei diventarlo, forse sono sulla strada buona.
E non ho il menefreghismo di chi fa il mestiere da anni, io per certe cose mi emoziono ancora. E questa è stata una gioia pazzesca.

Mia nipote compie tre anni. Mi siedo a tavola, ingoio qualcosa al volo, le do il regalo (un bellissimo vestitino molto freak) e scappo senza nemmeno mangiare la torta. Mi attendono le prove con la compagnia di teatro.

Ma questo è solo l'inizio. Reggio si anima con la Notte Bianca, e noi facciamo uno spettacolo. Devo passare dal Calamita a prendere i panoramici, ma scopro che durante la notte qualcuno li ha rubati.
E lì inizia l'odissea di telefonate agli organizzatori, traversate della città per prendere altri microfoni che poi non funzionano, altri giri, scazzi, urla, bestemmie...

E in tutto questo suona il telefono, è la redazione.
LORO: "Devi fare un'intervista oggi pomeriggio"
IO: "E come cazzo faccio? Sono in prova...Chi dovrei intervistare?"
LORO: "Dario Fo".
IO: svengo

Quindi. Provo, rubo la bicicletta a un mio amico e faccio l'intervista, corro in redazione, e poi arrivo in tempo per lo spettacolo.
Ero talmente teso che, davanti a Dario Fo, pensavo solo "Dai, sbrigati, ho fretta".
Poi ho azionato il cervello: "Cazzo. hai davanti un premio Nobel!"
Incredibile. Appena raccontava dei suoi spettacoli, dei punti di contatto tra il gramelot e il linguaggio dei bambini, del suono usato nel dialogo per scardinare la fissità delle parole, io stavo davanti a lui e non volevo che finisse. Un'esperienza magnifica.

Poi lo spettacolo. Il un bar vicino alla circovallazione. Ovvero: come superare il rumore del traffico recitando...Dicono che sia andata bene, io non sono molto soddisfatto. Ho fatto una gran fatica e non me la sono goduta molto, anche perchè avevo una certa stanchezza addosso...
Poi ci buttiamo nella Notte Bianca armati di vino, perdiamo pezzi della compagnia ad ogni angolo, c'è un casino di gente ma non sembra che ci siano molte cose da vedere, in realtà.
Alle 2.30 del mattino, davanti a tre coppie che ballano il tango davanti a un negozio di parrucchiere, non riesco a capire se sono ubriaco o solo stanco, ma non mi reggo più in piedi. É ora della nanna. Dato che mi sveglierò alle 13, non ero sbronzo, solo morto.

domenica

Mi sveglio giusto in tempo per il prano, e finalmente riesco a fare due chiacchiere con i miei. Erano due settimane che non parlavo con loro e, strano a dirsi, ma mi sono mancati.
Da qualche mese i rapporti tra noi sono finalmente buoni (sospetto di conoscere la ragione...), e adesso ho un gran bisogno di averli vicino...
Poi li scandalizzo con "A mia madre piacciono le donne" (filmetto divertente con un titolo strepitoso), ed è tempo di ripartire.
Destinazione Modena, dove mi aspettano alcuni amici per lo "Stuzzicagente": nel quartiere della Pomposa, tour eno-gastronomico a base di 11 portate.
Dalle 18 alle 22. Con i nostri tempi da bradipo, ci ritroviamo nell'ultima ora solo a metà del tour, e per recuperare ingoiamo tutto assieme una parmigiana di melanzane, un cous-cous dolce, torta al cioccolato, vino e capiroska.
Il mio stomaco me lo rinfaccerà per una settimana...

Tutto qua. Sono sopravvissuto e felice. Ma ho bisogno di dormire...

Soundtrack MS. JOHN SODA "While talking EP" Morr Music / Wide, 2003

19 maggio 2006

Su un quotidiano nazionale!!!

Domani sarà un giorno importante, per me.
Debutto come giornalista su un quotidiano nazionale. Di più: sul MIO quotidiano nazionale, quello che leggo di più assieme alla Repubblica.

Al sabato, assieme al "Manifesto", esce Alias, un inserto culturale bellissimo. E domani ci sarà un mio articolo di 18000 battute (due pagine intere, credo) sulla scena rock turca.
A Gennaio sono partito per Istanbul, dove vive una delle mie più care amiche, Aylin. Ci eravamo incontrati in Finlandia nel '99 durante un campo di lavoro col Servizio Civile Internazionale, e da allora siamo legatissimi.
Lei ha lavorato per la Tv di stato turca e, tramite amici di amici di amici, mi ha fatto conoscere alcuni musicisti di là, alcuni davvero famosi...
Dopo cinque giorni a Istanbul, mi sono trovato negli studi di una tv turca per la registrazione di un live con gli Zardanadam, una specie di Green Day turchi.

E da lì produttori, presentatori tv, tour manager...tutti incontrati e intervistati in un pub, giorni dopo, davanti a svariate birre e a un sacco di loro amici, tutti arrivati a vedere "il giornalista musicale italiano"...

Adoro Istanbul. Non è come me la aspettavo, ma ha dei posti che ti levano il fiato, davvero.
Come la calma irreale della Moschea Blu, le architetture di Hagia Sophia, il monastero ortodosso sulla collina nelle isole, e il mio preferito: la moschea di Ortakoy, piccola, in riva al mare, proprio sotto al gigantesco ponte del Bosforo.

Come si fa a non lasciare il cuore a Istanbul?


Grazie di cuore ad Aylin, Mehmet, Tibet, Erbatur e tutti gli altri...

E voi, domani, tutti a comprare "Il Manifesto"!
Fatelo per me, dai...

Soundtrack BABA ZULA feat. MAD PROFESSOR "Duble oryantal" Doublemoon, 2005

18 maggio 2006

Cosa? Reggio...è bella???

Non avrei mai pensato di dirlo, ma Reggio Emilia è una bella città.
A dir la verità, lo sapevo già prima. Mi piacciono i vicoli silenziosi del centro storico, la meravigliosa piazza San Prospero...

In una città in cui ho sempre vissuto senza abitarci, ormai ho i miei posti, le mie piccole abitudini...Come quando al liceo prendevo un pezzo di gnocco e mi siedevo a mangiare sulle scale tra i leoni di pietra in attesa di tornare alle prove di teatro.
O le tappe obbligate davanti alle vetrine dei negozi di dischi usati, o alla libreria di cinema di Luca dei Julie's Haircut, o i raid selvaggi nella biblioteca. O la libreria del teatro, piccolissima, con i pavimenti di legno e con ogni libro accatastato, dove non puoi entrare senza sapere cosa vuoi...

Beh, insomma, Reggio alla fine mi piace, anche se mi secca ammetterlo, e quando scrivi quel nome in un sms il T9 prima scrive peggio, e reggio è solo la seconda opzione...

Ma non mi è mai piaciuta tanto come ieri sera.
Giornata di crisi, quelle dove fai il punto della situazione e ogni cosa sembra andare veramente di merda.

Dopo il lavoro, prendo il treno da Faenza e torno a Reggio, per le uniche prove prima dello spettacolo per la Notte Bianca di sabato.
E trovo tutti i miei amici, mi sfogo recitando, e poi tour alcoolico per le vie del centro, con le piazze stranamente piene, perchè tutti semrano essersi accorti che è arrivata l'estate.

Poi Gemma mi ospita per la notte, e come sempre quando dormo da lei, Martino mi salta in groppa e mi scambia per il suo cuscino.

per la cronaca, Martino non è un aitante maschione, ma un folle gatto rosso che non voleva lasciarmi dormire.

Meno male, davvero. Mi serviva. É stranamente dura ambientarsi qui, e ancora la rabbia del fallimento di Trento non mi è passata...
Insomma, depressione? Più o meno...
Però i miei amici non sono poi così lontani, ed è bello sapere che a un'ora e mezzo da qui loro ci sono...

Soundtrack BLACK CANDY & MAJIRELLE "Split 7''" Fooltribe, 2004 (?)

17 maggio 2006

I nuovi ministri

Ci siamo.
Finalmente abbiamo i ministri del nuovo governo.
Nel mentre il nano di Arcore continuerà a starnazzare "Ricontate i voti!", ma per il momento direi che ci siamo.

Repubblicaqui la notizia.

Qui la lista:

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:Romano Prodi.

VICEPRESIDENTI DEL CONSIGLIO:Massimo D'Alema.Francesco Rutelli.

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO:Vannino Chiti, Luigi Nicolais, Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Giulio Santagata, Barbara Pollastrini, Giovanna Melandri e Rosy Bindi.

MINISTRI CON PORTAFOGLIO:

Affari Esteri: Massimo D'Alema.
Beni Culturali e Turismo: Francesco Rutelli.
Interno: Giuliano Amato.
Giustizia: Clemente Mastella.
Difesa: Arturo Parisi.
Economia e Finanze: Tommaso Padoa Schioppa.
Sviluppo Economico: Pierluigi Bersani.
Infrastrutture: Antonio Di Pietro.
Politiche Agricole e Forestali: Paolo De Castro.
Istruzione: Beppe Fioroni.
Salute: Livia Turco.
Comunicazioni: Paolo Gentiloni.
Università e Ricerca: Fabio Mussi.
Lavoro: Cesare Damiano.
Solidarietà Sociale: Paolo Ferrero.
Ambiente e Tutela del Territorio: Alfonso Pecoraro Scanio.
Trasporti: Alessandro Bianchi.

Mah, poteva andare peggio.
Mi preoccupa un bel po' che tutta la cultura sia in mano a Rutelli (il ministero dei beni culturali? all'uomo che ha scavato Roma come una talpa impazzita solo perchè c'era il Giubileo?) o a suoi fedelissimi (Paolo Gentiloni, ex-presidente della commissione di vigilanza RAI)...

Non vedo tutte queste donne ai ministeri, a parte quelli senza portafoglio. E ti pareva...
Alla solidarietà sociale, Paolo Ferrero, attivo in CGIL (ma per la tutela dei diritti civili, come sarà?)

Boh. Mi torna sempre in mente quella vignetta sul numero di aprile di Linus: c'era un omino chiuso nella cabina elettorale che, con faccia disperata, si ripeteva "Sto votando Zapatero...sto votando Zapatero..."

Soundtrack YUPPIE FLU, "Toast masters" Homesleep / Audioglobe, 2005

16 maggio 2006

La notte del 13 maggio

Beh, era stata una gran bella serata. Sul palco, il grandissimo Roni Size ci aveva spompato tutti, con DJ set pazzesco a base di drum 'n' bass.
Me ne sono andato stremato alle 3.30 del mattino, perchè le mie gambe hanno chiesto pietà.

Però, poi, il brutto è accaduto dopo. Qui c'è la notizia, mentre la mia amica Elena me la racconta così:

Non lo sapevi?
Appena te ne sei andato un ubriaco, ma io non l'ho visto bene in faccia, voleva entrare al circolo senza tessera, il buttafuori non lo voleva giustamente far entrare e sto qua l'ha iniziato a prendere a pugni...il buttafuori si è difeso e alla fine ha preso una coltellata.
Io ero fuori con Peter ed ho visto tutto....dopo è arrivata anche l'ambulanza.
Questa notizia ed anche per la manifestazione di sabato sta facendo il giro non solo a Reggio....si sente in molte radio


Qua invece riporto il comunicato del Maffia:

La notte del 13 Maggio 2006,la fervida atmosfera di una delle serate più riuscite di questa stagione, viene turbata dalla gravità di un atto scellerato, l’aggressione di un delinquente ai danni di un volontario del Maffia. Questo episodio colpisce il circolo, l’associazione, l’intera città di Reggio Emilia e tutti coloro i quali partecipano alle attività del Maffia stesso.
Il Maffia, che da oltre dieci anni vive in viale Ramazzini, è un motore dell’integrazione culturale e sociale della città, è elemento di aggregazione da valorizzare e difendere. La sua notorietà travalica i confini cittadini per essere riconosciuto quale attore culturale di eccellenza a livello nazionale ed europeo. Tale notorietà non è un frutto della casualità, ma è l’esito dello sviluppo costante e caparbio di un progetto culturale a tutto tondo che ha saputo interpretare il contesto contemporaneo. Il Maffia è anche un laboratorio sociale che intende affermare la pratica del volontariato, del non-profit e della promozione sociale e culturale a discapito della violenza e dell’intolleranza.

Ancora una volta, come già abbiamo fatto in passato, siamo a denunciare la situazione di disagio che pesa sulla zona di viale Ramazzini. In questo contesto il circolo non può essere lasciato solo. Chiediamo quindi alla città e alla circoscrizione di farsi carico di un problema noto. L’episodio della scorsa notte alimenta la sensazione di paura e precarietà. Crediamo che sia il circolo che il quartiere non debbano abituarsi a questo stato di cose. Non ci si può assuefare alla violenza, non si deve pensare a questo episodio come un’eventualità da mettere in conto. L’appello è rivolto alle istituzioni della città perché prevedano un percorso di inclusione vera e costante delle attività del circolo. Queste attività devono rimanere un patrimonio dell’intera cittadinanza, come è stato per gli anni passati, senza rimanere un semplice programma di intenti.

Chiediamo anche agli organi di informazione un supporto efficace che non riporti esclusivamente i fatti di cronaca, ma che invece sappia leggere quanto di positivo e di valore nell’intero quartiere va sviluppandosi. Anche questo nell’intento di ricostruire un clima sereno e un tessuto sociale attivo della zona.

Con il supporto dell’Arci di Reggio Emilia, abbiamo indetto per Sabato 20 Maggio alle ore 17.00 un presidio all’interno dell’area cortiliva del circolo in V.le Ramazzini 33, rivolgendo l’invito a tutta la cittadinanza e a coloro i quali sono convinti che simili atti vadano banditi.

Massimo sostegno. E poi, se volete, fate anche un salto qui, fin che siete a Reggio...

Soundtrack RONI SIZE "New forms" Talkin' Loud, 1997

Vuoi parlare di te, per una volta?

Rileggendo le cose che ho scritto sul blog, vedo che parlo in continuazione di musica. Non ci posso fare niente: è il mio lavoro, la mia vita, la mia passione, buona parte del mio sangue è fatto di note, credo.

Ma c'è altro. Questo blog era nato per essere un diario del mio trasferimento, e poi è andata molto diversamente.

Che periodo pazzesco...ma a pensarci bene, sono due anni che non ho un momento di tregua.
Due anni duri, pieni di trasferimenti, confessioni, pianti, persone, amicizie diventate d'acciaio, soddisfazioni, mazzate, amori conosciuti ed esauriti (ma finalmente vissuti)...

Non so. É stata dura rimanere in piedi, non sono più la persona di prima.
Mi capita sempre meno di riuscire a lasciar libera la testa e perdermi nei miei assurdi deliri che mi facevano stare così bene. Rido molto meno, ho una corazza esterna più forte, anche se chi mi avvicina può metterci un secondo solo a ferirmi...

Però ogni tanto capitano momenti buoni, anche nel grigio che mi circonda la testa.
Come ieri sera.

Scoprire di avere ancora dei sogni impossibili (fantasticare su come sarebbe recitare in un film di Almodovar, di come lui sia duro con i suoi attori mentre gira, per poi costruire attorno a loro i film, elogiarli davanti a tutti come un bambino entusiasta).

Leggere il giornale ascoltandomi gli eels, in una stanza in affitto in una casa del '500 nel centro di Faenza con un soffitto a cassettoni in legno decorato con stemmi nobiliari strappata a metà del prezzo solito (e la proprietaria che mi dice "siamo proprio una bella coppia, tutti e due con un temperamento artistico..." Giù le mani, tesoro, non ce n'è!).

Oppure svegliarsi nella notte ridendo del sogno che hai appena fatto.

O alzarsi, farsi una doccia, colazione, uscire per andare al lavoro salutando la baffona del negozio di alimentari che sta chiedendo in giro per me se qualcuno ha un appartamento da affittare.

O cazzeggiare al lavoro per metà mattina, non pensando a niente.

Ci si mette poco a farmi male. Ma è bello sapere che, da qualche parte, il mio vecchio io pulsa ancora. É vivo, cazzo, e non ha proprio voglia di mollare.

Soundtrack eels "Blinking lights and other revelations" Vagrant / Universal, 2005

15 maggio 2006

Erase me, Thom...

Prima o poi doveva succedere, e ora succederà davvero.

Il seguito di "Hail to the thief" si fa attendere, con il gruppo che si impantana come al solito nelle sabbie mobili dello studio?
Beh, per la prima volta Thom Yorke, la voce magnifica e sofferente dei Radiohead, fa da solo.
Il disco è già pronto, si chiamerà "The eraser" ed esce il 10 luglio per la XL (ed è anche la prima volta che uno dei Radiohead pubblica per una indie...o no? Per chi era uscito "Bodysong" di Johnny Greenwood? Boh...).

Kalporz ne dà notizia qui (e già mi immagino il buon vecchio capo-puorz non trattenere l'emozione...)
Pare che sia un disco molto, molto ricco di beats elettronici. E si sa che Thom impazzisce per i dischi della Warp...
Insomma, ti prego, Thom, dimmi che hai fatto qualcosa di vagamente simile al mio adorato "Kid A" e ti darò un bacio sull'occhio semichiuso...

Soundtrack il mio collega che canticchia, ma avrebbe voluto essere RADIOHEAD "Kid A" Parlophone / EMI, 2000

14 maggio 2006

The week never starts 'round here # 5

Rieccoci qua. É passata un'altra settimana. Sette giorni di vita da emigrato, stavolta a Faenza. Treno, un nuovo ufficio, un nido d'ammmore affittato per tre giorni (ho dormito in un letto a baldacchino! Peccato che fossi da solo, ma vabbè, non si può avere tutto, no?), un bancomat scaduto, un vecchietto che mi scruta e poi chiama i carabinieri mentre aspettavo il mio collega in strada (bene. mi scambiano di nuovo per un terrorista. molto bene).
Libri e musica, come sempre. Iniziamo.

L'EVENTO

E me lo chiedete? Finalmente ho un lavoro! Che sia la fine di un incubo?
Mi trasferisco a Faenza, dove starò fino alla fine dell'anno per lavorare all'organizzazione dell'edizione del decennale del Meeting delle Etichette Indipendenti. E queste adesioni sono già un po' opera mia...
Ci sono così tante cose da fare...quest'anno arrivano gli stranieri, e tra i vari eventi che ho in testa, sarebbe carino portare le band turche che ho conosciuto quest'inverno a suonare da noi, o organizzare un festival interno per il 25ennale di Touch and Go...
Ma non corriamo...sono lì da solo una settimana!!!

IL LIBRO

Uhm...questa settimana niente da segnalare, se non che forse è finito il mio periodo di lettore bulimico. Vado a momenti: settimane in cui leggo di tutto, e altre dove faccio molta fatica e mi pianto anche leggendo una ricetta di cucina...

Stavolta mi sono piantato su "La ragazza annegata" di STEVEN SHERRILL.
E dire che avrebbe tutto per piacermi...una storia ambientata nell'America più polverosa, un protagonista stralunato con una storia di vita assurda, e un'enigma irrisolvibile che si ricostruisce man mano...

Un uomo che lavora sui tralicci vede una ragzza arrivare in riva al fiume, appoggiare uno ziano pieno di videocassette e azionare una macchina da presa. Poi la ragazza si spoglia e, ripresa dalla telecamera, entra nel fiume fino ad annegare.
E, come succede sempre in queste storie, l'uomo non va dalla polizia e se ne frega, ma inizia ad indagare da solo...
Il tutto in un contorno di personaggi assurdi (la vicina di casa sexy, il miglior amico fuori di testa, la nana proprietaria di un lussuoso complesso immobiliare) e di luoghi talmente reali da sembrare inventati.
Boh. Ma perchè mi pianto?

CD (selezione)

- WATERBOYS "This is the sea" (finalmente ce l'ho fatta ad ascoltarlo!!!)
- GO-BETWEENS "The friends of Rachel Worth"
- THE MAGIC NUMBERS "s/t"
- TEENAGE FANCLUB "Man-made"
- BLACK EYED SUSAN "And silence will begin soon"
- QUASI "When the going gets dark"
- SONIC YOUTH "Rather ripped"

MP3

Con la valanga di musica che mi arriva da ascoltare, non è facile affezionarsi a qualcosa. Ma, quando succede, è bellissimo.
Sono rimasto stregato da un debutto di un gruppo italiano, uscito due mesi fa. Loro si chiamano Black Eyed Susan, il loro disco "And silence will begin soon".

Sarà che le voci femminili così torbide mi fanno sempre un certo effetto. Sarà che ultimamente le atmosfere noir combaciano bene con quello che ho in testa, sarà che questi ragazzi sono davvero bravi. Non lo so.
Il fatto è che, in quelle dieci canzoni, riesci a sentire Jim O'Rourke, i Sonic Youth, gli Uzeda, i Suicide, le Sleater-Kinney e gli Yeah Yeah Yeahs mischiati talmente bene tra loro da fare dei Black Eyed Susan una grandissima band. Davvero. Non mi capitava da tanto di innamorarmi di una canzone come "Orange", o del crescendo pazzesco, viscerale, di "Golden cage".

Dal pozzo di risorse chiamato myspace, cerco e trovo con fatica la loro pagina, e vi propongo "Orange". Scaricatela qui.

VIDEOCLIP

Dalla piccola tv del nido d'ammmore sono riuscito a vedere ben poco. Ma venerdì sera, quando sono tornato a casa, ho incrociato su MTV Brand:New il video di una delle mie canzoni preferite, che non sapevo nemmeno fosse uscita come singolo.
Io ho sempre avuto la strana idea che un singolo non potesse essere la canzone più bella di un album (sono snob, o solo scemo?), eppure.

Tròvati davanti "Cancer for the cure" degli eels e dimmi come rimanere impassibile.

La canzone è pazzesca: una specie di battito trip-hop su cui si innestano rumori, per poi far entrare atmosfere da colonna sonora da spy movie anni '60, e alla fine il ritmo diventa quasi ballabile...
Un delirio, e il video non è da meno. In bianco e nero, mr. E fa cose totalmente surreali, sincronizzando ogni azione ai rumori del brano: qualcuno sega una macchina in due, mentre sul ciglio meccanico finale un uomo si accanisce su un telegrafo.

E poi il signor Mark Everett ha una storia che mi commuove, e mi fa sperare tutte le volte: quando un mio amico una volta disse my life will be saved by a pop song, forse pensava a lui.

LA FRASE DELLA SETTIMANA

"Allora, lo facciamo o no questo articolo sul rock turco? Se per te va bene, lo pubblichiamo sabato prossimo!" (Francesco Adinolfi, redattore di "Alias", al telefono con me) (ok, questa magari la spiegherò meglio più avanti...)

The week starts...NOW!
Buona settimana...

13 maggio 2006

Pensiero stupido antizanzare

Sta arrivando l'estate.
Inizierà a fare caldo, e arriveranno le zanzare.
E di colpo, in un pomeriggio di rara nullafacenza, mi arriva in testa uno dei miei pensieri stupidi:

per lottare contro le zanzare, quest'estate appenderò al muro una gigantografia del poster del film di Libero De Rienzo.

Se funziona con gli spaventapasseri, un'enorme immagine di zanzara spiaccicata dovrebbe convincere le bastarde a stare lontane dal mio sangue, no?

Vabbè, fine del pensiero stupido.
Ora mi vesto, a cena da Zanna e poi a godermi un DJ set di Roni Size al Maffia...

Buon weekend a tutti!

Soundtrack GOMEZ "How we operate" Ato Records, 2006

12 maggio 2006

My brain clicks 'n' cuts...

I Matmos sono degli scriteriati pazzi genialoidi. Elettronica sperimentale e musica concreta, esempio altissimo di suono concettuale.
Bla bla bla...non mi piacciono granchè, ma fanno cose che nessun altro fa.

Li ho visti dal vivo nel concerto più bello della mia vita: Bjork, 8 novembre 2001, tour di "Vespertine", al Teatro Regio a Parma.
Avevano pubblicato da poco un album dal titolo "A chance to cut is a chance to cure", un disco fatto interamente di campionamenti presi da una sala operatoria dove si tenevano interventi di chirurgia estetica.
Un articolo su di loro (la chirurgia sonora come metafora di un'America ossessionata nel profondo dalla perfezione estetica) mi ha fruttato la prossima collaborazione con "Alias", l'inserto culturale del "Manifesto".

Insomma, quella sera a teatro non mi fecero impazzire, ma furono microscopicamente necessari per i sussurri delle nuove canzoni di Bjork.

Ora i due escono col nuovo disco, "The rose has teeth in the mouth of a beast": album dove omaggiano la filosofia e la cultura omosessuale, e ogni pezzo è dedicato a un personaggio.

La mia ossessione femminista ritorna. C'è un pezzo dedicato a Valerie Solanas, la pazza che sparò a Andy Wahrol e che mi fece accaponare la pelle, mentre studiavo e traducevo il suo Scum Manifesto per la mia tesi.

A "Rumore", dichiarano: "Per Tract for Valerie Solanas sapevamo che saremo dovuti andare oltre il comune gusto, e così abbiamo usato principalmente il suono di Martin mentre fa del fistfucking con la vagina di una mucca morta".

Mio Dio. A volte penso che se ascoltassi Paola e Chiara, invece che 'sta roba, forse la mia salute mentale ne gioverebbe.

Soundtrack ...ma come suona una vagina di mucca morta?

Due lavori in cinque minuti


Ho un lavoro.
Finalmente ho un lavoro.

Anzi, due.

La settimana di prova finisce oggi pomeriggio, ma provo a chiedere com'è andata già da ora.
Giordano mi guarda, e mi dice: "Ma per me era già sottinteso, che tu tornassi qui la settimana prossima!"

Cinque minuti dopo, suona il telefono, e si rifà vivo Massimo dopo due mesi.
"Ho del lavoro per te per l'etichetta! Sono sparito, scusa, ho avuto dei casini, ma ci sono di nuovo, se per te va ancora bene lavorare per noi!".

In cinque minuti, 300 secondi, ho due lavori.

E la vita professionale è sistemata, forse, spero.
É ufficiale. Oggi, 12 maggio 2006, la mia adolescenza è finita. Il lavoro mi fa diventare adulto.

Soundtrack MUM, "Green grass of tunnel EP" Fat Cat / Wide, 2002

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Terza replica per il nostro nuovo spettacolo!
E mi sembra quasi di essere in una compagnia teatrale seria...beh, forse lo siamo davvero!
Uhm..non è che stia facendo una gran pubblicità, così, ma comunque...

la Compagnia dei Menzogneri

PRESENTA


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Una commedia su lui, lei e l’altro, o meglio su lui, lui e l’altra


sabato 20/05/2006
ore 21.00
presso “Baretto” di Reggio Emilia
Via L.Ariosto 30/B


Bruce è un uomo sensibile che cerca la donna ideale servendosi di un annuncio su un giornale e conseguente appuntamento al buio in un ristorante; risponde Prudence, acida newyorchese in cerca di un uomo vero che faticherà a relazionarsi col lato bisessuale di Bruce: il ragazzo, infatti, convive da più di un annno con Bob, il suo ragazzo, estremamente geloso.
A complicare poi queste relazioni, già difficili per natura, ci saranno i consigli e le azioni di improbabili analisti.


Dialoghi serrati e paradossali fra personaggi assurdi quanto veri e sinceri, in un ambiente, il ristorante, in cui solitamente le persone tendono a mantenere il decoro.


Una commedia insomma per ridere dei luoghi comuni, delle convenzioni e delle nostre debolezze.


Insomma, anche se lo avete già visto al Calamita o a Fiorano, perchè non fare un salto di nuovo? E poi c'è la notte bianca...e mi sa che, durante la sera, mi vedrete suonare in qualche angolo di strada...


Soundtrack TEENAGE FANCLUB "Man-made" PeMa / Audioglobe, 2005

10 maggio 2006

Lotta impari contro la sfiga

Immaginate di essere a Faenza con 35 euro nel portafoglio, ma con il bancomat.
Immaginate di dover pagare 90 euro per 3 notti in una stanza.
Immaginate il frigo vuoto e una fame leggendaria.

Ora.

Immaginate un ragazzo che esce dal lavoro e va a prelevare i soldi necessari alla sua sopravvivenza.
Immaginate che lo sportello sputi fuori schifato il suo bancomat dicendo bancomat scaduto.
Immaginate il ragazzo che va dalla proprietaria della stanza, paga la prima notte lì e fa i conti:


5 euro per tre giorni, frigo vuoto, due notti ancora da pagare e niente biglietto di ritorno

Immaginato? Bene.
Quel ragazzo ero io, ieri sera.
L'ho presa sul ridere e ho risolto, ma, ragazzi...


se becco chi continua a giocare con la mia bambolina voodoo gli faccio un culo come un bungalow!


SOUNDTRACK il ticchettio ossessivo delle mie dita sulla tastiera dalle 9.30 di stamattina

09 maggio 2006

Do you sing about angels, Grant?

Una volta Giorgio Canali scrisse, sulla fanzine del mitico CPI: "Ho acceso su RAI1 e bombardavano Baghdad. Ho cambiato canale, e c'erano gli Articolo 31. Le disgrazie non vengono mai da sole."

E questa sarà l'unica nota poco seria del post.
Se n'è andato sabato scorso Grant McLennan, la metà dei Go-Betweens. Un gruppo che conoscevano in pochi, ma che ha avuto la fortuna di una doppia vita. La prima, con una batterista donna, nell'Australia degli anni '80. La seconda, assieme alla grande Janet Weiss delle Sleater-Kinney, dal 2000 in poi.

Ho un solo loro disco, bellissimo per metà, "The friends of Rachel Worth". Era Grant a scrivere le cose più belle, quelle di una semplicità incredibile, ma che ti arrivava lo stesso. Perchè semplicità non è banalità. E lui, loro, lo sapevano.

Stamattina riascoltavo quel disco, in treno per Faenza. E pensavo come, più che della loro musica, mi ero innamorato di loro attraverso un articolo letto sull'antologia "Pop, rock, jazz e altro", curata da Nick Hornby.
Innamorato di un articolo che raccontava la loro prima fine, e immaginava che l'addio fosse per colpa di Libby, la batterista. Una storia d'amore tra le loro note. Il classico: l'amicizia che si incrina perchè l'amore è più forte, maledetto...

Comunque sia, e dovunque sia, ascolto "Magic in here". E ringrazio la musica di Grant per avermi sfiorato, e reso felice.

Soundtrack GO-BETWEENS "The friends of Rachel Worth" Clearspot / Family Affair, 2000

08 maggio 2006

The week never starts 'round here # 4

Rieccomi qua, per un altro resoconto settimanale. Ridendo e scherzando, questo blog è aperto ormai da un mese. E pazienza se non è diventato il diario del mio trasferimento sotto le Alpi: è diventato un diario, punto e basta.
E va bene così, e le cose da raccontare non mancano quasi mai...
Iniziamo? Iniziamo.

L'EVENTO

Non uno, ma un migliaio di concerti. Nell'arco di sette giorni: Stefano Bollani, L'Orchestra di Piazza Vittorio, Nada, Cristina Donà, dEUS, Vinicio Capossela e Appaloosa.
Forse dovrei pensare seriamente a disintossicarmi dai live...Meno male, che tra il giornale e Kalporz, gli acrrediti fioccano e il mio portafoglio è salvo...

Ma il vero evento è stato conoscere una persona che ha finalmente i coglioni di fare quello che dice. E, anche se non è andata come volevo, spero che non sparisca dalle mie giornate. Persone come queste sono sempre più rare, ed è bello vedere che non sono estinte...

IL LIBRO

David SEDARIS, "Me parlare bello un giorno" Strade Blu / Mondadori, 2002

Un libro clamoroso. Ne parlo già qui in abbondanza. Ma Sedaris è davvero un genio, e ora mi butterò su tutti gli altri suoi libri. Credevo di morire nella scena in cui degli studenti stranieri devono spiegare in francese ad una ragazza musulmana che cos'è la Pasqua...

Unica controindicazione: è da una settimana che non parlo d'altro, raccontando le battute ai miei amici, che rimangono impassibili mentre io mi schianto dalle risate...

CD (selezione)

- BLACK EYED SUSAN "And silence will begin soon"
- DEVENDRA BANHART "Rejoicing in the hands"
- VINICIO CAPOSSELA "Ovunque proteggi"
- YOUNG PEOPLE "All at once"
- MASSIVE ATTACK "Protection"
- AIR "Moon safari"
- dEUS "Pocket revolution"

MP3

Per quanto, conosciuti di persona, non siano esattamente adorabili, gli Yuppie Flu mi piacciono davvero molto, soprattutto le cose più morbide, tipo il "The boat EP".
Stamattina apro la casella di posta, e trovo una mail che mi informa di un loro nuovo disco, il "Glueing EP", disponibile in download gratuito. Un pezzo del loro ultimo "Toast masters", una cover dei Flaming Lips, una dei miei adorati Low e una loro canzone vecchia riarrangiata. Trovate tutto qui. Soft indie-psychedelic rock... "Glueing all the fragments" ha anche un video...

VIDEOCLIP

Dovrei mettermi a frequentare più spesso la sezione musica di Kataweb. Anche perchè questa settimana c'è in anteprima "Dal cranio", il video tratto dal secondo singolo del nuovo album di Cesare Basile, "Hellequin song" (ne parlo qui).
Lo potete vedere in streaming: cliccate qui se avete una connessione a legna, o qui se avete una connessione dopata.

Atmosfere tra noir e calura siciliana: Basile suona davanti a un letto vuoto, mentre al bancone di un bar una ragazza cieca modella figure di plastilina e qualcuno scrive per lei messaggi in Braille.
Bel video, molto d'atmosfera, girato con due lire e molto efficace. E poi "Hellequin song" finora è uno dei dischi più belli dell'anno...Un disco di cui Cesare Basile parla così:

Sono arrivati al mattino. Il giorno dopo la bronza. Giravano per la stanza, prendevano posto, a volte si sdraiavano accanto al terrore custodito dal letto. La ragazza non li vedeva. Mi sembravano spaventati quanto me. Irrequieti. Avevano percorso nazioni e stanze come quella. Celebrato carnevali in cui un Dio muore e rinasce. Avevano battuto le mani al teatrino dell’amore e a quello della sconfitta, e in pugno la pietà. Mi hanno dettato queste canzoni.

LA FRASE DELLA SETTIMANA

"Quando ci chiedevano cosa volevamo fare da grandi, invece della verità noi snocciolavamo una lista delle figure professionali che da grandi avremmo voluto portarci a letto: 'Il poliziotto, il pompiere, o uno di quei tipi che lavorano sulle linee dell'alta tensione'"

(David Sedaris, "Me parlare bello un giorno") (ovviamente)
The week starts...NOW!
Buona settimana...

07 maggio 2006

Sfogliando vecchie foto

Piccole coincidenze. Un collage di memoria e foto in bianco e nero.
Ho ricordi bellissimi della città di Lubecca, una città dove capitai anni fa per caso durante un Interrail in solitaria in giro per l'Europa. Il sole era caldo, la gente gentile...in una città quasi sconosciuta, io ho vissuto poco meno di una giornata, ma tra le più belle della mia vita.
E lì c'è il più grande museo di burattini e marionette del mondo, dove sono capitato per caso, perdendomi come un bambino. Incantato.

Vinicio Capossela aveva intitolato una sua canzone "I pianoforti di Lubecca", una storia di tasti bianchi e neri, su cui una soprano gorgheggiava raccontando di polvere e nostalgia.
Ieri vado a vedere Vinicio al teatro Valli e, in un concerto meraviglioso durato quasi tre ore, lui gioca con il teatro delle ombre.
Burattini, maschere di demoni, luci imprevedibili, miti rovesciati, sacro e profano indistinguibile.

Non so. Io ero lì. E oggi le mani mi ricapitano sulle foto.
Vinicio. I burattini. Lubecca. Il bianco e nero.
Non so. É come se si fosse chiuso un cerchio. Un cerchio che, lo so, vedo solamente io.

"Ho sentito dire che esiste a Lubecca un grande capannone dove vengono tenuti i pianoforti che non si usano più. Me li immagino lì, polverosi e scordati. Perché i pianoforti sono fatti così, se ci si scorda di loro, loro a loro volta si scordano... questa canzone racconta di un corteggiamento tra due pianoforti......e tutto così cominciò.."

Soundtrack VINICIO CAPOSSELA "Ovunque proteggi" Warner, 2006

06 maggio 2006

Blog che viene, blog che va

La radio continua a rimanere nella mia vita, attraverso le persone che ho conosciuto tra la polvere di via Marconi, le serate e i miei live.

E due di queste persone rimangono collegate a me, una perchè ultimamente la vedo spesso,l'altro soprattutto tramite il suo blog.
Ed è vero che ormai avere un blog è banale come avere un microonde in casa, ma ogni tanto qualcosa di carino lo si legge.

Many in Wonderland, forse il primo blog che abbia letto con una certa costanza, si prende una pausa. Con le chiacchiere ci faccio il brodo, invece, è partito da poco.
Ci vediamo in giro, gente...

Ma cos'è che ci spinge a scrivere come pazzi? Cosa abbiamo poi di così bello e interessante da raccontare? Non staremo tutti vuotando aria dai polmoni, o consumando le tastiere, per niente?

Boh. Comunque non è il caso nè di Lara nè di Many. E nemmeno il mio, spero...anche perchè, se non mi piacesse scrivere, potrei evitare di fare il virgolette giornalista chiuse le virgolette...

Soundtrack LAURYN HILL "The miseducation of Lauryn Hill" Ruffhouse / Columbia, 1998

05 maggio 2006

No more loud music

Due giorni frenetici, dedicati, tanto per cambiare, alla musica.
E ai momenti strani della vita, che ti portano a sederti al tavolo di una birreria con due delle tue cantanti preferite, o a impazzire di estasi quando davanti a te, sul palco, c'è una band che adori.

Mercoledì mi perdo nell'inferno delle strade di Carpi (sto iniziando a dubitare delle mie capacità di orientamento). La meta è un auditorium, dove Nada e Cristina Donà raccontano di sè, del loro scrivere e della loro femminilità, in occasione del 60° anniversario del diritto di voto alle donne.

Ora. Io sono quello che si è laureato con una tesi sul femminismo nel rock. Potevo mancare?
No, ovvio.

Gli album della Donà sono per me qualcosa di indispensabile alla vita, e in certi momenti la crudezza della voce di Nada scava nei punti giusti. Conosco dettagli delle loro carriere che forse non si ricordano nemmeno di aver raccontato a qualcuno. E me li ascolto di nuovo, raccontati da loro, perchè è emozionante vederle insieme, per la prima volta, separate solo da Lara, chiamata a presentare la serata dai ragazzi di Friction.

Sono diverse in tutto, Nada e Cristina. L'una è piccola, tonda, con un viso meraviglioso, i capelli lunghi: una di quelle donne che saranno bellissime e interessanti anche a novant'anni. L'altra è alta, spigolosa...
Due modi diversi di essere donna. Ma hanno entrambe lo sguardo forte, di chi sbatte ogni giorno contro ostacoli enormi pur di fare quello che hanno deciso di fare. Chissà se lo hanno deciso davvero, poi...
Ognuna nel suo mondo, distratte, divertite, chiacchierone, ritrose.
Cristina è quella che parla molto, ma non ti dà mai davvero tutto di sè. Lo fa solo nelle sue canzoni, e anche lì devi tornare spesso a loro, scavare a fondo, arrenderti, farle entrare.
Nada è quella più schiva e allo stesso tempo quella più disponibile a raccontare di sè, quella che ti sbatte tutto in faccia, che sa come farti male, e lo fa per difendersi.

E suonano. Cristina, che per la prima volta vedo esibirsi tutta sola, canta "Nel mio giardino", che chiude con uno scat da brivido. E Nada musica una sua poesia, tratta dalle pagine feroci di "Le mie madri".

Lara mi racconta che, nel backstage, hanno suonato qualcosa insieme...e se scattasse la collaborazione?

E poi tutti insieme al Mattatoio, dove Lara offre birra a me, Zanna e Sara mentre si riprende dalla botta di adrenalina. Ma chi dubitava che non se la sarebbe cavata?
E poi tanti discorsi con Sara, intervallati da me che alzo gli occhi ogni tanto, e vedo Nada e Cristina discutere, fitte. E sorrido tra me e me, e penso che sono allo stesso tavolo con due delle mie cantanti preferite. Sindrome di Andy Wahrol? No, non è ossessione per la celebrità. É gratitudine per le emozioni di cui hanno riempito la mia vita. É ben diverso.

I giovedì, invece, andrebbero evitati. La scorsa settimana la brutta notizia di Trento. Stavolta un telefono che non squilla.
Mi riconciliano con il mondo i dEUS, che finalmente vedo per la prima volta, dopo che a novembre una tormenta di neve mi aveva impedito di vedere al "Velvet" di Rimini (e se fossi rimasto a Pisa, dov'ero allora, probabilmente avrei conosciuto prima G. e mi sarei risparmiato questa primavera da soap-opera, ma questa è un'altra storia...).

Dal vivo, i dEUS sono fenomenali. Ascoltarli è come inseguire un animale che si fa beffe di te, e si nasconde in ogni angolo, cambia forma, non si fa trovare nè inquadrare per un solo istante, mai, mai.
Ne parlo in modo più tecnico qui. Ma "Theme from turnpike" mi rimarrà nelle orecchie per giorni, così come il frastono scomposto di una canzone che non ho riconosciuto, e il mio sorriso disteso su "Little arithmetics".

No more loud music? Ma a chi voglio darla a bere...
Sono due giorni come questi che mi fanno essere felice dell'essere entrato nel tunnel della musica. Passione, lavoro, vita e sangue. Ogni tanto, non tutto fa schifo.

Si può anche guardare la piazza di Carpi, vuota nelle luci dell'1.30 del mattino, e sentirsi bene. Oppure urlare per 159 volte friday, vuotando un po' di rabbia accumulata.
Ognuno ha la sua terapia...

Soundtrack dEUS "Pocket revolution" V2, 2005

03 maggio 2006

Big time sensuality

Che Bjork scorra nel mio sangue assieme a piastrine, globuli e tutti quegli altri pupazzetti strani da "Esplorando il corpo umano", ormai è assodato.
C'è una frase, di una sua canzone, che ho sempre cercato di fare mia, non riuscendoci quasi mai: i don't know my future after this weekend, and i don't want to!

Non sarebbe male. L'incoscienza sul mio futuro già ce l'ho, mi manca solo il lasciare andare tutto il resto: ansie, paranoie...
Eppure sono sempre stato così: i miei film mentali sul futuro, anche quello più immediato, hanno sceneggiature complicatissime. Il problema è che tendo a incazzarmi se la mia vita reale non corrisponde al manoscritto (o mentescritto? come si dirà in questi casi?).

Comunque. Oggi sono andato a Faenza. E non scriverò perchè. Ho imparato che, quando succede qualcosa di buono, non devo nè dirlo nè scriverlo. Ho lo strano potere di frantumare le prospettive buone, solo aprendo bocca.

E comunque, diciamo che la prossima settimana sarà impegnata. E impegnativa. E poi dovrei citare di nuovo Bjork, anche se sono davvero curioso di sapere come andrà stavolta...
Sono così, c'è poco da fare, anche con i libri.
Ho questa mania assurda di leggere sempre l'ultima frase, quando più o meno sono a metà del volume. Il che è buono se stai leggendo l'enciclopedia, ma per qualunque altro libro è devastante (specie con "Il Signore degli Anelli". Dopo aver letto l'ultima frase quando ero ancora a metà de "La Compagnia dell'Anello", avrei bestemmiato in swahili...).

A proposito di libri: non leggete David Sedaris. Cioè: fatelo assolutamente, ma non se siete da soli su un treno affollato. Il rischio è quello di scoppiare a ridere come un cerebroleso nel bel mezzo del silenzio del vagone. E di non riuscire a smettere.

"Me parlare bello un giorno" è la storia di un ragazzo gay del North Carolina, aspirante artista concettuale, poi aspirante scrittore trasferitosi prima a Chicago e poi a New York, e che nel mentre fa il traslocatore.
Ed è un libro totalmente esilarante. Uno humour molto raffinato, di quello acido che ti colpisce con frasi brevi e mortali. E ci sono scene pazzesche, tipo la lotta di David bambino con la logopedista sadica, o il suo insegnante di chitarra (un nano con l'ossessione per le tette) o la descrizione dell'intera parabola della carriera di artista concettuale in dodici semplici tappe, o ancora i ritratti della famiglia.

Ecco. La descrizione del fratello Paul.

Stiamo parlando di un adulto che oggi, quando telefona a suo padre, esordisce con un "Caro il mio coglionazzo, non vedo una fica da tanto di quel tempo che se mai mi capita la piglio a sassate".

Ora. Io, con il pessimo vizio di ragionare per immagini, mi visualizzo davanti la scena. E scoppio a ridere in maniera isterica davanti a una carrozza ripiena di gente esterrefatta.

Davanti a me, un uomo nordafricano che leggeva composto "Il Messaggero". E io, con in mano un libro chiamato "Me parlare bello un giorno", che latro da solo come un cretino.
Bella scena. E non riuscivo a smettere...ogni tanto mi tornava in mente la frase e ricominciavo a sghignazzare, senza un minimo ritegno.

So che poco fa ho scritto che era humour sottile, ma è un po' come la leggendaria battuta del Tampax in "Priscilla - la regina del deserto", no?
Ok, chi non sa di cosa sto parlando smetta di leggere, esca a comprarsi il DVD e torni a parlare con me solo dopo aver capito.

Però è bello quando succede. Voglio dire, quando trovi un libro, o un cd, che ti accende i neuroni.
E quando succede, io inizio ad osservare la gente, e a diventare ironico a modo mio.

Quattro ragazzini di fianco a me starnazzano in maniera indegna, con il solito campionario di suonerie per il cellulare e ormoni capaci di ottundere il cervello.
Una di queste ha un viso molto dolce. Ma voi non direste mai che un barile è molto dolce...
Ora, non che io sia così magro, però almeno non metto tremende magliettine aderenti di color arancione!

Roba che qualcuno appena più perfido di me avrebbe potuto dire "TESOOORO! Ma tu hai quattro tette! Oh, scusa, mi sono confuso. Quello di sotto è solo il primo rotolo di panza".

Insomma, grazie, Mr. Sedaris. Mi hai ridato la cattiveria che mi mancava. E anche se non riesco a farmi una ragione del fatto che qualcuno non mi abbia richiamato dopo un appuntamento che credevo fosse andato bene, beh, almeno mi sono goduto un viaggio in treno molto comico. Per colpa tua, e anche un po' della mia ironia extra-cinica.

Soundtrack ISAN "Plans drawn in pencil" Morr Music / Wide, 2006

02 maggio 2006

(No) freedom house

Sarà che ieri, in attesa di vedere il fantastico concerto dell'Orchestra di Piazza Vittorio, stavo guardando il DVD dell'ultimo spettacolo di Sabina Guzzanti, "RaiOt".
Sarà che non trovo esagerato dire che l'Italia è stato un Paese in emergenza democratica negli ultimi cinque anni.
Sarà che abbiamo vissuto sulla nostra pelle un conflitto d'interessi da Repubblica delle Banane.

Sarà che tutte queste, in fondo, possono essere opinioni personali.
Ma proprio oggi Freedom House pubblica le statistiche sullo stato della libertà di stampa nel mondo nel 2006...e le notizie per noi non sono buone.
Ne riporta la notizia TGCom, sito non proprio distante da posizioni filo-ex-governo...Leggetela qui.

L'Italia perde altre due posizioni. Siamo 79esimi. Lo scorso anno ci eravamo scandalizzati perchè il Botswana era pari a noi in questa classifica? bene. Ora il Botswana è DAVANTI a noi!

Siamo l'unico paese in Europa, assieme alla Turchia, a godere di una stampa "partly free".
E sarà un caso che sia noi che la Turchia siamo gli unici due stati europei ad avere un'influenza oppressiva e costante dei poteri religiosi in qualunque affare laico.
E sarà un caso che Italia e Turchia hanno al potere politici-imprenditori indagati per corruzione, e che da anni tentano di entrare (o vi sono già) nelle posizioni chiave di controllo mediatico.

Non sono sproloqui: per quanto riguarda l'Italia, sappiamo tutti (o forse no, dato che ancora non mi spiego come un italiano su 4 lo abbia votato di nuovo...).
Per quanto riguarda la Turchia, informatevi qui (all'articolo "Caso Pavarotti: sotto accusa la radio-tv di stato").

Che dire? Almeno io posso scrivere su questo blog che questa situazione è vergognosa. In molti altri paesi non se lo possono permettere.

Soundtrack L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO "Sona" Radio Fandango/Edel, 2006

01 maggio 2006

The week never starts 'round here # 3

É di nuovo lunedì, ex-governo ladro.
É finita un'altra settimana, in cui è successo davvero di tutto. Molto di non buono, qualcosa invece forse lo diventerà. La cosa strana è che non sono crollato. Forse le mie spalle stanno diventando più larghe.

Comunque, questo è quello che mi ha fatto compagnia in questa settimana assurda.

L'EVENTO

Devo scegliere? La radio di Trento che si rimangia l'assunzione, la prima persona davvero interessante con cui sia uscito dopo aver chiuso con G., i quattro giorni fantastici alla Settimana della Fotografia Europea e in redazione...
O mia madre che non si ricorda che, lo scorso lunedì, sarei andato a yoga per l'ora di cena, arriva a casa, non mi vede, va in paranoia e manda mio padre a cercarmi in collina perchè pensa che abbia preso una storta / abbia fatto un incidente e non riesca a tornare a casa e che sia moribondo da qualche parte?

Come si suol dire: almeno non posso dire di annoiarmi...
Una di quelle settimane in cui non hai nemmeno tempo per trovarti le chiappe con le mani.

IL LIBRO

Carlo BORDONE - Gianluca TESTANI "Oggi ho salvato il mondo - canzoni di protesta 1990-2005) ed. Arcana, 2006

C'è quel periodo della vita in cui trovare qualcuno che lancia proclami politici da un palco sembra la cosa più affascinante del mondo. Hai sedici anni, stai raggruppando le tue idee che ti porteranno a votare il meno peggio dei partiti a sinistra e hai qualcuno che ti guida, più o meno.
Poi però cresci, e inizi a non sopportarli più, questi proclami che puzzano di finto a chilometri di distanza.

E allora cosa ci faccio con un libro di canzoni di protesta? Semplice: è scritto da due giornalisti del Mucchio (mi piace tantissimo come scrive Bordone!). E non si parla di Guccini, o di De Gregori, o di altra gente che ha fatto i miliardi con l'immagine di sinistra.
Gli artisti qui sono più simili ai miei gusti: si va da Neil Young ai Fugazi, dai Public Enemy ai Primal Scream a Ani DiFranco...ci sono perfino i Godspeed You! Black Emperor!!! E poi ho scoperto una cosa: i Sonic Youth avevano suonato a RAI3, nel 1992, ad "Avanzi", la loro "Youth against fascism". Chissà se ci riuscirebbero ancora oggi...

CD (selezione)

- C.S.I. "Tabula rasa elettrificata"
- FIAMMA "Contatto"
- AFGHAN WHIGS "Gentlemen"
- NADA TRIO "s/t"
- PJ HARVEY "To bring you my love"
- MIA DOI TODD "La Ninja: Amor and other dreams of Manzanita"
- AA.VV. "All tomorrow's parties 3.1 - curated by Matt Groening"

FILM

Finalmente ho visto "L'era glaciale 2"! Bellissimo, anche se un po' meno del primo. E Scrat rimane il mio idolo personale...la scena dove usa i denti come apriscatole per liberarsi dal ghiaccio, o finisce a litigare con un'aquila, o si incazza e prende a sberle un branco di piranha, beh...capolavoro!

Atttendo ancora "Le particelle elementari" e "Il regista di matrimoni".

In TV mi sono fatto angosciare da una cazzatona: "Don't say a word", con l'unico attore incapace di cambiare espressione in qualunque situazione. Mi domando perchè non lo abbiano mai chiamato a "Beautiful".

MP3

In Italia non ci hanno provato molti a cimentarsi con l'indie-tronica. Il che non è per forza un male, anche perchè non sono tutti i Lali Puna...

Ci provano adesso i Blume. Sono un trio toscano, con una voce femminile e un certo gusto per i crepitii digitali. Sulla carta dovrebbero piacermi un bel po', e in effetti non sono male.
Il disco esce tra due settimane: l'artwork è tutto fatto con disegni a pastello, e oltre alle undici tracce del CD ci sono anche un video e qualche remix.
Qui trovate l'MP3 di "Piove piano". Bella la botta di chitarre nel finale...

VIDEOCLIP

Videoclip? Ma perchè, qualcuno ha avuto tempo di guardare la TV questa settimana?

Recupero qualcosa dalla settimana scorsa, il video di "Rock 'n' roll queen" dei Subways.
Non tutto ti colpisce sempre in positivo, no?
Canzonaccia idiota, di quelle pronte per un spot finto-ribelle della L'Oreal (e infatti se l'è presa prima la Rimmel). Video sporco ma non troppo, bel montaggio, inuqadrature storte e frenetiche...
Alla fine il video salvala canzone e la fa quasi sembrare interessante. In pratica, un mezzo miracolo.

LA FRASE DELLA SETTIMANA

"Beautiful è vita reale" (La Vale).

Direi che si adatta perfettamente a questa settimana...
Mah. Speriamo che la prossima vada meglio.

The week (and the month!) start...NOW!
Buona settimana...