un isterico tuareg...

29 aprile 2006

36 ore dopo

La botta non passa. Non riesce a passare. Siedo davanti al computer, e non riesco a capire come sia successo. Come si faccia a giocare così con il futuro delle persone. I miei nervi fanno ginnastica nel mio corpo, e stanno per saltare fuori di nuovo. Ho gigantesche dosi di rabbia che non riesco a buttare fuori, e mi fa paura quello che succederà quando ci riuscirò.

Per fortuna ho la mia cure for pain (se non infilo una citazione in quello che scrivo, o in quello che dico, difficilmente sto bene!).
Gemma, sia strabenedetta, mi ospita da lei per la notte. "Scrubs", birra, cattiverie e un bellissimo film, "Una canzone per Bobby Long", mi tirano su di morale.
Dormo sul suo divano, combattendo per metà notte con il suo gatto, che ha deciso con ogni evidenza di volermi dormire sulla testa.

Il mattino dopo, in strada, facciamo i buffoni.

Io: "Gemma, stanotte è stato meraviglioso"
Lei: "Anche per me, ma soprattutto per Martino"

Mi chiedo solo cosa abbiano pensato quelli che hanno ascoltato la conversazione.
Come spiegare agli sbigottiti passanti che Martino è il gatto della mia amica, e che non ho passato una notte di sesso acrobatico, ma facendo di tutto per togliermi un gatto dalla testa?

E poi reagisco al brutto momento come ogni vero uomo farebbe. SHOPPING!
Mi infilo in due negozio di dischi, vendo un po' di schifezze accumulate nei mesi sugli scaffali e, per un totale di tre euro, porto a casa con me:
* "Gentlemen" degli AFGHAN WHIGS
* "This is the sea" dei WATERBOYS in vinile 180 gr.
* "All tomorrow's parties 3.1.", compilation di un festival curata da Matt Groening. I Sonic Youth in copertina disegnati in stile Simpsons e la stessa gioventù sonica che rielabora la sigla del cartone animato.

Ah, le soddisfazioni della vita...

E poi via, inizia il tour de force per seguire la Settimana della Fotografia Europea che inaugurava ieri a Reggio.
Alle 11, nel vecchio Palazzo Busetti occupato anni fa dai centri sociali perchè Bush padre lo aveva acquistato, presentazione alla stampa delle foto (abbastanza tremende) di Martin Parr, per poi passare ai capolavori di osservatori osservati di Luigi Ghirri, e alle indagini sui panorami urbani di fotografi emergenti.
E, nella razionalità di queste foto, trovo modo di pensare.
Io, maniaco del controllo, perfezionista spaventoso, terrorizzato all'idea di non riuscire a fare quello che voglio, ho bisogno di irrazionalità intorno a me. Sono una macchina strana. Sono un pazzo. Sono un bimbo confuso. Ho paura di queste linee geometriche e bianche. Ho bisogno di caos, intorno a me, per funzionare.

Casa. Computer. Macchina. Di nuovo Reggio. Vernissage ufficiale al Teatro Ariosto con Philippe Daverio.
In redazione per la prima volta dopo un anno e mezzo di collaborazione, seduto al computer a trafficare con macchine e impostazioni ufficiali. Bella emozione.

Cena, bottiglie di vino e rivelazioni grosse a casa di Massimo.

DJ set di Alessio Bertallot (drum 'n' bass molto elegante), assieme ad altri che mettono su efficaci ma banali hit 80s, in una piazza San Prospero incantevole, le più belle copertine dei dischi pop proiettati sul muro esterno dell'abside del Duomo.
Una telefonata di una persona in lacrime. E non sa nemmeno quanto mi faccia stare male sentirla così.
Macchina. Letto.

E stamattina apro gli occhi. Nonostante tutto, non va meglio. Ma indovino il disco perfetto per il mio stato d'animo, e immagino sappiate quanto è bello trovare la musica che sottolinea perfettamente come stai. Ti amplifica, ti lava dentro.

Soundtrack AFGHAN WHIGS "Gentlemen" Elektra, 1993